Oramai siamo quasi al trentennale del celebre gioco di ruolo da tavolo che ha dato il via alla saga di vampiri più venduta al mondo, Vampire: The Masquerade, e oltre le varie celebrazioni quest’anno possiamo vantarci delle prime notizie succose sull’annuncio di Bloodlines 2, discendente del gioco più amato di tutti gli anni, Vampire: The Masquerade – Bloodlines. Ma dato che manca ancora molto all’uscita, Draw Distance ha pensato di rivangarci un po’ quel mondo sottile, tra il gotico e il dark, con un nuovo tassello: Vampire: The Masquerade – Coteries of New York. Il progetto, passato un po’ sottovoce nell’ambito dei videogiocatori, non è sfuggito a chi già aspettava con ansia Bloodlines 2.

Cainiti a New York
Vampire: The MasqueradeVampire: The Masquerade – Coteries of New York è una visual novel carica di fascino notturno e prettamente “vampirico”, che ricalca più le orme del gioco di ruolo cartaceo che non quelle di un vero e proprio videogioco, aldilà dell’interattività a schermo. Coterie of New York ci offre il più classico dei classici approcci ad una partita e alla lore di Vampire: siamo “neonati” (termine usato per i vampiri ancora neofiti) e – ricalcando molto il primo mitico Bloodlines – il nostro Sire ci ha abbandonato, lasciando la nostra sorte nelle mani del Principe di New York che deve determinare se dobbiamo vivere o morire. La regola vuole che dovremmo morire, ma per un fortuito caso del destino siamo destinati a sopravvivere e da lì dobbiamo imparare a rispettare regole e gerarchie che vigono da millenni per sostenere la Masquerade, ovvero la facciata che nasconde l’esistenza dei vampiri agli umani (e possibilmente ad altre forme di vita).

Esteticamente vampirico
Vampire: The MasqueradeVampire: The Masquerade – Coteries of New York è una tipica grafic novel che lascia molto spazio alle immagini e al dialogo, dove l’interfaccia è ridotta al minimo sindacabile: in generale, nelle parti narrate ci sarà la finestra di dialogo con risposte a scelta multipla e un’icona che permette di leggere le righe di testo già passate. Nell’altra parte del gioco, dove potremo visionare la mappa di New York ed evidenziare le missioni, sarà disponibile anche un comodo dizionario che raccoglierà tutti i termini usati dai vampiri per chi non ne sa nulla e che poi continuerà ad accompagnarci durante i dialoghi: se siete particolarmente interessati a capire l’ambientazione del gioco (e di conseguenza del prodotto cartaceo) questo è un ottimo dispositivo di cui poter fruire, che vi darà ulteriori nozioni, nomi alternativi e concetti base su cui si basano Vampiri e il World of Darkness. Iniziamo il gioco con una scelta, che va fatta tra tre protagonisti prestabiliti: un Brujah, un Ventrue e un Toreador. Tutti e tre hanno storie, vissuti e dispongono di discipline (e approcci) differenti ma in ogni caso vanno incontro allo stesso destino già scritto: diventano vampiri, vengono abbandonati e poi si vedono chiamati alla corte del Principe e, grazie ad un fortunato intervento, introdotti alla Camarilla. La città di New York prevedibilmente fa da sfondo a queste vicende, e viene descritta e presentata tramite immagini e racconti con dovizia di particolari, ottimi per dare l’idea di dove e come si svolgano le scene. Essendo principalmente una visual novel, portare a termine un compito non ci darà veri e propri benefici a livello di “scheda” o discipline, non ci permetterà di guadagnare punti esperienza insomma, ma tutto ciò che faremo influenzerà un sistema di rapporti abbastanza intricato che solo alle volte pecca di qualche mancanza – quando le trame politiche si fanno più fitte. Quanto agli appassionati che si aspettavano che la scelta del personaggio determinasse qualcosa, resteranno delusi: i Brujah descritti come riottosi e pelopiù violenti hanno (come nella realtà a dire il vero) personalità e approcci molto differenti tra loro, per cui incontreremo sia tizi pacati che sanguinari anarchici. Questo aspetto è in parte giustificato dai nostri superiori in grado che giustificano le scelte con la nostra natura misteriosa. A pesare sono quindi i dialoghi, i rapporti di causa ed effetto che possono intricare notevolmente il nostro cammino producendo situazioni pericolose o vantaggiose. Dall’iniziale senso di smarrimento si passa coerentemente alla presa di coscienza della propria natura vampirica e dei propri bisogni.
Il gioco dura all’incirca otto ore, ma il nostro protagonista ha dalla sua diverse notti con cui sviluppare una rete di rapporti non-umani, una coterie come viene definita, un gruppo di compagni fidati coi quali sopravvivere alle minacce della Grande Mela. Questi compagni possono essere ingaggiati completando con successo quest secondarie da gestire con buona analisi: ogni notte possiamo all’incirca svolgere un paio di mansioni prima che il sole sorga, sempre che i superiori non ci vengano a disturbare coinvolgendoci in quest che non ci appartengono ma devono essere fatte.
Quella della Bestia interiore, il mostro che è dentro ogni vampiro umano solo all’apparenza, è una sfida molto semplice rispetto a quella della controparte cartacea: è vero che ci viene fatto in continuazione notare il bisogno di bere che non lascia mai un vampiro, che si acutizza prendendo ferite e usando poteri e viene segnalato dai bordi dello schermo sempre più insanguinati, ma se tenuta doverosamente sotto controllo non è affatto una sfida difficile da affrontare. Bisogna, come per dire, infilarcisi volontariamente per perdere il controllo, con conseguente debolezze che ci faranno attaccare i mortali a prima vista, opzioni di dialogo inaccessibili e via dicendo.

Non pretende e non inganna
Vampire: The MasqueradeLo stile stilistico di Vampire: The Masquerade – Coteries of Ney York è gradevole e si compone di tavole eccellentemente disegnate, arricchite da qualche effetto per renderle meno statiche, che però vengono frequentemente riciclate a causa della poca grandezza dell’area di gioco. Il ritmo di Coteries of New York è lento, rientra nei gusti di quei giocatori che preferiscono giocare tranquillamente, e non viene nemmeno penalizzato troppo dalla mancanza di traduzione dalla lingua inglese che in quanto a termini può essere masticata anche dal neofita di turno.Ogni personaggio che incontreremo fortunatamente risulta sfaccettato, profondo e originale, a volte quasi “edgy” o sopra le righe. La Grande Mela difatti, nonostante la storia non proprio lunga, sa offrirci da Nosferatu eclettici a Malkavian che si esibiscono in rete in snuff show, piuttosto che da Gangrel tranquilli e affatto sopra le righe, più in comunione con la natura, e Tremere che finalmente oltre ai loro rituali pensano anche ad altro. E’ importante quindi gettarsi sulle quest secondarie tenendo bene a mente che non avremo il tempo di eseguirle tutte, in quanto la trama principale verrà presto a incasinarci la non-vita. Possiamo trovare delle pecce in questo gioco solo nei passaggi in cui non sono ben chiare le conseguenze delle nostre risposte, fortunatamente episodi saltuari, e nei legami un po’ raffazzonati con i personaggi secondari che non si capisce a quale meccanismo rispondano: durante le ultime notti ci siamo trovati aiutati da chi meno ce lo aspettavamo, piuttosto che da amici salutati con grande affetto.
Come tutti gli appassionati – e anche i non, ve lo assicuro – la colonna sonora ha mantenuto la volontà di risultare dark, intrigante, gotica, psichedelica alle volte e perfetta per lo stile di Vampire. Ogni tanto le scene sono condite da piccoli effetti ambientali che sottolineano gli accadimenti in avvenimento. Purtroppo, oltre ai dialoghi totalmente in inglese, manca un doppiaggio che avrebbe potuto dare molta più personalità a tutto il lavoro.
Grazie al sistema giorno/notte avremo un numero di quest sovrabbondanti che potremo seguire a dispetto di quella principale, che comunque verrà a bussarci alla porta granzie ad un timer ingame a noi invisibile. Sviscerare il gioco a fondo e quindi interagire con tutto e tutti richiede più run, che si svolgono anche con diversi personaggi allargando ancora le possibilità. Purtroppo la trama si sviluppa linearmente e non c’è modo di deviarla in una diversa direzione, e si conclude sempre allo stesso modo.

PRO:

⦁ Bellissima storia
⦁ Poter variare le trame delle quest secondarie è vitale
⦁ Arte grafica veramente eccellente

CONTRO:

⦁ Avremmo gradito modificare anche la trama principale
⦁ Scelte dei giocatori in secondo piano
⦁ La mancanza del doppiaggio si fa sentire

Versione provata: PC

Versioni disponibili: PC, Nintendo Switch (2020), PlayStation 4 (2020), Xbox One (2020)

Commenti

RASSEGNA PANORAMICA
Voto finale
7.5
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Erika Berselli
Giocatrice di ruolo e videogiocatorice vorace. Le piace sparire dal vivo quanto fare il ladro o muoversi nello stealth. Amante degli horror (nonostante poi non ci dorma per sua stessa ammissione) e dei gdr.