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Recensione | VALKYRIE DRIVE: BHIKKHUNI

Sono un videogiocatore semplice, in fin dei conti, e mi diverto davvero con poco. Quando le trame complesse, i gameplay cervellotici o i rompicapi infiniti mi annoiano, torno sempre alle origini, al puro e sano divertimento senza impegno con una spruzzata abbondante di softcore erotico. Se queste parole non vi hanno fatto venire in mente la serie di Senran Kagura, allora siete in egual misura fortunati e sfortunati. Fortunati perché non siete assuefatti alle forme generose delle lottatrici ninja, sfortunati perché non siete assuefatti alle forme generose delle lottatrici ninja. Tutta questa disamina un po’ triste serve a rimarcare ancora una volta come la serie di Marvelous sia ormai entrata nell’immaginario dei giocatori, imponendo uno stile che se in Occidente sta lentamente prendendo piede (e tralasciando qualsiasi tipo di discorso sessista, è una serie prettamente ironica), in Oriente spopola in ogni interazione. Per questo si è optato per un nuovo titolo, VALKYRIE DRIVE: BHIKKHUNI, che dopo un lancio fortunato per PS Vita, approda su Steam con le sue procaci signorine, con l’intenzione di offrire una nuova avventura e nuove protagoniste a chi ha adorato la serie di Senran Kagura.

Le ragazze del virus

VALKYRIE DRIVE: BHIKKHUNI racconta la storia di un gruppo di sette ragazze combattenti, rinchiuse sull’isola di Bhikkhuni a causa di una pandemia che in ipotetico futuro ha colpito il genere umano. Questo virus ha la capacità di trasformare le ragazze in armi letali e per contrastare la diffusione dello stesso, il governo ha decretato che tutte le infette venissero confinate su delle isole speciali, di cui Bhikkhuni è una di queste. Nella scuola presente sull’isola, le ragazze dovranno imparare a controllare i loro poteri, e l’unico modo per farlo sembra essere combattere tra loro per tutto il tempo, facendo crescere così la loro potenza. Fine. Questa è la trama di VALKYRIE DRIVE: BHIKKHUNI, nella sua più schietta semplicità, che basta per introdurre una serie di combattimenti tra le ragazze e mostrare le loro grazie a schermo. Le protagonisti principali sono le sorelle Rinka e Renka, oltre ad altre cinque ragazze, per un totale di sette, che si faranno la guerra tra di loro. Questo roster estremamente limitato è forse il punto debole principale del gioco: per quanto ogni ragazza è estremamente caratterizzata e dotata di un proprio stile diverso, gli scontri tra di loro saranno sempre ripetitivi, per esigenze di trama. Ne consegue che i combattimenti hanno quella estraniante sensazione di deja vu, che purtroppo durerà per tutta la durata del gioco, visto che anche gli ambienti e la varietà delle missioni non diverge assolutamente.

Prendere tutto di petto

Se avete giocato ai precedenti Senran Kagura, VALKYRIE DRIVE: BHIKKHUNI vi sembrerà esattamente come un seguito della serie più famosa. La modalità storia vi farà affrontare tutta una serie di stage che racconteranno le avventure delle ragazze, attraverso i classici dialoghi testuali infiniti, mettendovi nei panni di una lottatrice diversa di volta in volta. VALKYRIE DRIVE: BHIKKHUNI è un action hack and slash molto semplice, ma che nasconde comunque delle piccole interessanti perle di gameplay che rendono il gioco sì ripetitivo, ma comunque divertente e per certi versi rilassante. Ogni personaggio principale sarà accompagnato da un’altra lottatrice secondaria, che fungerà da Exster, ovvero il potenziamento per l’arma della protagonista. Riempiendo tramite gli attacchi la speciale barra del Drive, si potrà attivare il potere dell’arma, tramite una piccante animazione softcore che richiama visibilmente alla trasformazione Shinobi di Senran Kagura. In questo modo l’arma aumenterà di potenza e raggio, rendendo la vostra combattente una vera macchina da guerra. Man mano che avanzerete di livello, potrete sbloccare ben quattro livelli del Drive e ben due mosse speciali, ognuna diversa per ogni lottatrice e di potenza crescente. Una buona differenziazione che rende palese il lavoro fatto su ogni lottatrice, mitigando per certi versi il loro numero esiguo. Il combattimento avviene tramite una serie di combo tra attacchi leggeri e attacchi pesanti, lanci e un dash caricato utilissimo per rompere le difese. Questo introduce anche un concetto di verticalità nel titolo Marvelous che mancava nei Senran Kagura, con combattimenti aerei molto più marcati e divertenti. Uno dei pregi maggiori del gioco infatti sta proprio nel suo sistema di combattimento, che prende il meglio di Senran Kagura e migliorarlo con una formula veloce, dinamica e in grado di concatenare centinaia di attacchi. Un vero e proprio antistress, che riporta il gioco nella sua funzione primaria, ovvero quella del divertimento.

I porting, quelli belli

Oltre alla storia, sono presenti altre due modalità single player, Survival e a Missioni. La prima vi metterà contro una serie di nemici sempre più forti, mentre la seconda porrà degli obiettivi da portare a termine il prima possibili. Modalità non certamente innovative, ma che vi permettono di utilizzare le vostre combattenti preferite e approfondire le loro mosse. Durante le pause tra una missione e l’altra sarà possibile visitare una sorta di HUB, sotto forma di bar, che grida Senran Kagura da tutti i pori. Qui sarà possibile modificare gli outfit delle proprie guerriere, visionare video, foto e tanti altri contenuti multimediali e creare modelli di intimo personalizzati per ogni lottatrice. Sarà inoltre possibile aumentare l’affinità con le altre ragazze raccogliendo dei cuori dorati dallo schermo, che andranno ad aumentare il feeling tra le fanciulle, permettendo così di scoprire informazioni sul loro passato e sui loro attuali sentimenti, senza però purtroppo sbloccare missioni secondarie o altro. Un peccato, perché avrebbe sicuramente impreziosito il titolo.

Dal lato tecnico, VALKYRIE DRIVE: BHIKKHUNI gode di un buon porting su PC, che ne esalta le forme tramite una risoluzione a 1080p e 60fps. Anche i controlli hanno subito un attento remapping, risultando ottimi sia su tastiera che sui joypad della One, da noi utilizzato ad esempio. Nonostante la mole poligonale non sia esagerata e le ambientazioni e i nemici siano sempre gli stessi, i modelli delle ragazze sono realizzati con estrema cura, ognuna con uno stile proprio e particolare, molto più adulto e veritiero rispetto alla serie di Senran Kagura. Immutata la qualità ovviamente della distruzione dei vestiti durante i combattimenti, ormai praticamente il marchio di fabbrica di Marvelous e Tamsoft. Ottimo anche il sonoro, con musiche d’atmosfera degne dei migliori action e la classica opening stile anime che non manca di stupire ogni volta, vero fiore all’occhiello di queste produzioni.

PRO:

  • Un buon action con qualche spunto interessante
  • Divertente e frenetico
  • Lottatrici perfettamente caratterizzate
  • Buona colonna sonora
  • Solita dose di trash nipponico

CONTRO:

  • Solo sette personaggi
  • Ambienti e nemici ridondanti
  • Varietà delle missioni scarsissima
  • Trama praticamente inutile

Versione testata: PC