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Recensione | Toby: the secret mine

Dopo quasi due anni dalla sua originale uscita su PC e Smartphone, Toby: The Secret Mine, un puzzle-platform ispirato a Limbo, arriva finalmente su console. Il lavoro svolto da Lukas Navratil, questa volta pubblicato da Headup Games si appresta dunque al suo arrivo sulle console casalinghe portando un titolo che prova, con un certo stile, ad emulare l’esperienza di Limbo.

Persi nel Limbo

Screen13Che Toby: The Secret Mine sia un titolo ispirato alla più famosa produzione di Playdead, Limbo, è chiaro sin di primi momenti di gioco. Sebbene la poesia e il fascino misterioso di Limbo siano comunque impareggiabili Toby: The Secret Mine propone un’esperienza di gioco molto simile dal punto di vista artistico che viene però semplificata nelle sue vicende grazie ad una trama meno criptica e misteriosa. Il nostro avatar, un miserioso ed anonimo esserino nero, è all’inseguimento di un personaggio che sembra aver rapito tutti gli abitati di un villaggio. Sono queste le esili basi narrative di Toby: The Secret Mine, lo scopo è quello di salvare gli abitanti ed eventualmente sconfiggere il cattivo di turno. Nulla di più semplice dunque. Ciò che colpisce è comunque la realizzazione artistica che si riconduce direttamente a Limbo e alle sue atmosfere non sempre gioiose e colorate ma fatte di un bicromatismo simbolico che nel titolo playdead assume un’accezione totalmente differente. In Toby: The Secret Mine ci ritroveremo a spaziare in livelli abbastanza variegati che dipingono con maestria uno sfondo molto ricercato dal punto di vista artistico ma quasi irrilevante sia ai fini della trama che in termini di gameplay. Toby: The Secret Mine è un titolo molto semplice che non si pone particolari obiettivi ma non manca di proporre un livello di sfida basato sul trial and error capace di far innervosire anche il più paziente dei giocatori a causa di un sistema di comandi molto rudimentale e non sempre preciso accompagnato da una serie di enigmi e trappole che non sempre trovano un risvolto nella logica bensì nell’esplorazione di aree nascoste e apparentemente inaccessibili. Abbandonata dunque la strada di Limbo sul fronte del level design, Toby: The Secret Mine si appresta a tracciare la sua, una strada fatta di piattaforme abbastanza semplici da superare che danno quasi dei tratti da walking simulator più che puzzle platform.

Prova e riprova

Screen17Una volta superate le prime sezioni di gioco, quelle meno ispirate e abbastanza noiose, Toby: The Secret Mine si rivela una piacevole sorpresa da prendere comunque con le pinze. Il titolo infatti riesce a sorprendere in termini di level design con puzzle che vanno via via facendosi più difficili, portando il giocatore a fermarsi per riflettere su come superare una determinata sezione ad alcune mini-bossfight da superare con l’astuzia e la prontezza di riflessi. Ovviamente il titolo non dispone di un combat-system, non sarà possibile dunque combattere i nemici che incontreremo ma sarà comunque possibile superarli o sconfiggerli utilizzando alcuni elementi dell’ambiente. Il minimalismo dei comandi di Toby: The Secret Mine porterà il giocatore a riflettere nelle fasi più avanzate in quanto le azioni a disposizione sono veramente poche, oltre ai classici movimenti destra/sinistra ed il salto sarà infatti possibile interagire soltanto con alcuni meccanismi o elementi dell’ambiente come casse o pietre senza approfondire più di tanto le interazioni con i nemici e con gli ambienti andando così a creare un ambiente abbastanza ostico con un livello di sfida elevato ma senza esagerare. L’esperienza di gioco di Toby: The Secret Mine si assesta sulle tre o quattro ore in base a quanto si rimane bloccati su determinate sezioni arrivando così ad un finale privo di qualsivoglia emozione che non fa altro che segnare la fine del titolo. Purtroppo Toby: The Secret Mine parte molto bene, nonostante la piattezza iniziale sia un punto a sfavore, presentando un taglio artistico molto ricercato che però viene tradito da una scarsa profondità generale che non permette al titolo di elevarsi da semplice ed anonimo puzzle platform a qualcosa di più proprio come il tanto emulato Limbo ha fatto con successo.

Dal punto di vista tecnico nulla da eccepire, il titolo è già uscito su PC un paio di anni fa ed è approdato su Smartphone nel 2016, la semplicità grafica che accompagna il grande comparto artistico di Toby: The Secret Mine è riuscita a soddisfarci durante la nostra prova su Xbox One e, sebbene non sia presente nessuna linea di dialogo nell’intero titolo, il comparto sonoro riesce a fare il suo lavoro regalando un’atmosfera in piena coerenza con gli ambienti proposti che variano anch’essi in termini di originalità passando dal villaggio in fiamme alla foresta più vedere e mettendo in risalto i vari colori in modo chiaro e cristallino. Toby: The Secret Mine rimane comunque un gioco da provare nonostante tutte le sue lacune se non altro per apprezzare i magnifici paesaggi che ha da offrire.

PRO:

  • Aristicamente interessante
  • Ambientazioni molto varie
  • Difficile al punto giusto

CONTRO:

  • L’impronta di Limbo è fin troppo visibile
  • Longevità scarsa
  • A tratti noioso
  • Sistema di comandi poco preciso

Versione Provata: Xbox One