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Recensione | The Witcher 3: Blood and Wine

L’hanno fatto nuovamente. CDPRojekt Red è una casa di sviluppo un po’ particolare, di quelle che difficilmente si siedono sugli allori del loro gioco migliore e rilasciano ogni tanto qualche DLC a pagamento per raggranellare qualche soldo in più dalla loro ultima creatura. Ma i ragazzi polacchi di The Witcher non ci stanno, loro sono vecchia scuola, per cui decidono di rilasciare dei DLC a pagamento ma dalla qualità talmente elevata da essere considerati giochi a parta, come accadeva nei bei tempi andati. E’ successo con l’ottima Heart of Stone, ed è di nuovo capitato con l’ultima (in tutti i sensi) Blood and Wine. Preparatevi, perché bisogna indossare i panni di Geralt di Rivia per l’ultima volta.

Di sangue e di vino

the_witcher_3_wild_huntbw_art3Blood and Wine introduce una regione tutta nuova per quelle che sono le vicende di Wild Hunt, Touissant, una provincia a metà strada tra lo stile elfico e la Francia del basso medioevo, intoccata dalla guerra tra l’impero del Sud di Nilfgaard e i regni settentrionali e le sanguinose scorribande della caccia selvaggia. Qui Geralt verrà richiamato per svolgere il suo lavoro, l’uccisore di mostri, a seguito di una serie di omicidi perpetrati da una malvagia creatura, apparentemente senza ordine logico. In realtà, come da tradizione, si scoprirà che questi delitti sono tutti collegati da una serie di storie di disonore, tradimenti, malvagità e tutto il calderone di miserie umane e mostruose a cui The Witcher ci ha abituato. La storia è originale, meravigliosamente narrata e cattura il giocatore, tanto che le vicende della guerra vengono ben presto messe in secondo piano. Troveremo tantissime citazioni, graditi ritorni e un eccellente numero di quest secondarie e attività di contorno, molto di più di Heart of Stone e molto meglio integrati con lo scenario del Touissant, una cosa che farà di certo piacere agli amanti del completismo. Blood and Wine è un’espansione a se stante, per cui nonostante sia necessario il gioco originale per giocare, non si potrà più fare la campagna principale del gioco finché è attiva quella dell’espansione, giocabile sin dalla fine del primo atto. Tuttavia il livello consigliato è il 34, quindi praticamente un Geralt da end game, anche se, come nella precedente espansione, CDProjekt dà la possibilità di iniziare con un personaggio già potenziato e dotato di un equipaggiamento decente per poter approcciare decentemente la quest principale. A tal proposito, c’è da dire che la durata di questo DLC è davvero spaventosa, con oltre 15 ore per completare la sola quest principale e oltre 40 ore totali per tutti gli incarichi secondari, i mini giochi, le quest aggiuntive e l’esplorazione, una longevità di tutto rispetto che rende quindi l’acquisto del gioco a chi ha apprezzato Wild Hunt praticamente obbligato, offrendo tantissime nuove ore in compagnia dello Strigo.

A night to remember

the_witcher_3_wild_huntbw_art1Se l’aspetto narrativo risulta quindi inattaccabile, anche quello di gameplay davvero nulla da dire. Come abbiamo già detto, nonostante il gioco sia uscito lo scorso anno, i ragazzi di Cd Projekt trovano ancora il tempo di rifinire il gameplay e ascoltare i feedback dei fan. Con l’arrivo della patch 1.21, completamente gratuita, sono state aggiunte una serie di piccole migliorie che renderanno il gioco godibile a tutti, anche a quelli che lo hanno abbandonato mesi fa. La prima e più evidente è la modifica dei munù di gioco, ora molto più semplificata, pulita e intuitiva, che diventa davvero funzionale e una gioia per gli occhi per quei giocatori più dediti all’ordine. Trovare gli oggetti nell’inventario sarà molto più semplice, così come passare da un equipaggiamento all’altro o selezionare segni diversi in combattimento. Anche la mappa ha ricevuto un upgrade notevole, con nuovi tipi di segnalatori e la possibilità di inserirvi informazioni personalizzate.

Per quanto riguarda le aggiunte di gameplay, Blood and Wine introduce un nuovo sistema di mutageni che renderà ancora più potente e personalizzabile il nostro amico Geralt, grazie a nuove 12 differenti mutazioni. Sbloccando con i punti abilità i mutageni maggiori, potremmo ora accedere a nuove potenti abilità passive, di cui però potremmo averne una sola per volta e sarà sempre distinta in base al colore, che permetterà di acquisire quattro nuovi slot di talenti, oltre ai canonici 12. I mutageni gialli, quelli che modificano più aspetti dello Strigo e non solo, uno potranno poi essere usati per combinare vari effetti, variando di molto il gameplay e creando situazioni inedite ma davvero soddisfacenti, come i segni con effetti ambientali ed elementali. Nulla di nuovo sul versante del combat system, con tutto l’amore/odio che questo ha portato nei giocatori.

the_witcher_3_wild_huntbw_art4Tra le nuove feature anche la possibilità di un sistema di housing, dove Geralt prenderà in gestione una riserva vinicola del Corvo Bianco, in grado di generare introiti, fornire una base d’appoggio per le vostre esplorazioni, con rastrelliere per le armi, poggia armature e ovviamente un laboratorio alchemico, con il quale si potranno creare le leggendarie pozioni del witcher. Ovviamente grazie al nuovo sistema sarà possibile “smontare” i mutageni per riportarli alla loro forma originale e continuare a personalizzare. Anche su questo versante avremo la possibilità di editare il colore delle varie armature, così da sentire un po’ più nostro l’equipaggiamento del Witcher, soprattutto la nuova armatura di Manticora e le versioni avanzate delle armature specialistiche (Armatura del Grifone is the new sexy-ndr-).

A livello tecnico siamo ovviamente di fronte alla classica performance spacca mascella offerta dal titolo (la versione su PC è qualcosa di mastodontico, tendiamo rimarcarlo, ma anche su console non si scherza mica), amplificata dall’incredibilmente affasciante ambientazione di Toussaint. Poetica, meravigliosamente bella, ma anche ricca di intrighi, malvagità, tradimenti. La mappa sarà grande come le isole di Skellige, ma con più terra ovviamente, ricchissima di ottime location e cose da fare. Anche la nuova colonna sonora regala parecchie emozioni, con brani inediti e ispiranti al punto giusto. Ottimo come sempre il doppiaggio, esclusivamente in inglese, con sottotitoli in italiano per i meno anglofoni.

PRO:

  • Longeva
  • Ambientazione originale e affascinante
  • Migliorie sensibili all’intero sistema
  • La firma finale di CD Projekt Red

CONTRO:

  • Geralt, questo è un addio