Bulkhead Interactive, dopo la toccata e fuga compiuta con Pneuma: Breath of Life, propone un nuovo puzzle game che coglie a piene mani l’essenza di Portal, scomodando persino il celebre matematico Alan Turing. Il titolo segue un percorso molto variegato che porta il giocatore nei meandri dell’eterna disputa tra uomo e macchina, allacciate le cinture, si va su Europa.

Houston, lo sapete no?

The_Turing_Test_Screenshot_001_15_1465863018.06.2016-edL’ingresso di Bulkhead Interactive nel panorama videoludico con il chiaccheratissimo Pneuma: Breath of Life è stato inevitabilmente vittima di un fuoco di paglia generatosi da un titolo troppo breve per essere compreso al pieno delle sue potenzialità. Ciò che mancava al titolo era una trama solida ed un’ambientazione ricercata, è qui che entra in scena the Turing Test. Il titolo stesso possiede un certo fascino, il Test di Turing è stato ideato dal celebre, grazie anche a Benedict Cumberbatch, Alan Turing, considerato da molti il padre dell’informatica. The Turing Test si allontana di qualche secolo dalle vicende del suo creatore, portando il giocatore nell’anno 2247, a bordo di una stazione spaziale. Il distacco dall’originale concetto di Turing Test dimostra quanto sia stato lungimirante il lavoro del matematico, il titolo è infatti incentrato sul concetto di Intelligenza Artificiale, un concetto che non sarebbe esistito senza Alan Turing. Lezione di storia a parte, The Turing Test si presenta come un classico puzzle game in prima persona, l’influenza del leggendario Portal è tangibile sin dai primi momenti di gioco, sia in termini di movimenti che di struttura generale. Ava, il nostro avatar (Ava-tar, coincidenze? Non credo, ndr ), viene svegliata dall’ibernazione a bordo della stazione spaziale ISA che opera nell’orbita di Europa, uno dei satelliti di Giove. Nonostante il brusco risveglio, la nostra protagonista ha una missione ben precisa: atterrare sulla base di Europa alla ricerca dei membri dell’equipaggio scomparsi. Aiutati dal computer di bordo, Tom, ci lanciamo dunque all’avventura ed entriamo nella deserta base installata sulla superficie di Europa. Nonostante il setting da horror fantascientifico, The Turing Test riesce a dare un preludio molto affascinante, incentivando la trama del titolo e spingendo il giocatore ad esplorare anche al di fuori dei puzzles. Scopriamo sin da subito che l’interno della base è stato totalmente riconfigurato, implementando insolite misure di sicurezza atte a tener fuori ogni tipo di macchina, una serie di Test, ovvero enigmi, risolvibili soltanto da un essere umano. È in questo momento che entra in gioco tutta la filosofia di Turing, il titolo tocca argomenti profondi come la vita e la morte ma lo fa confrontando i concetti dal punto di vista di una macchina, incapace di provare sentimenti o di escogitare soluzioni creative, un’infinito Test di Turing. Il concetto alla base di The Turing Test è molto semplice: gli enigmi proposti necessitano di un pensiero “laterale” per essere risolti. Le macchine, incapaci di produrre alcun tipo di pensiero che non sia procedurale, si vedranno impossibilitate a risolvere tali enigmi, ecco spiegato il motivo della presenza di Ava all’interno della base.

Breaking the Logic

theturingtestreleasedate-1469111304805Parlare di argomenti alla base della logica può essere certamente noioso, non per un videogiocatore. Pensate a quanti puzzle avete risolto grazie alla vostra creatività, rompendo le regole della logica, introducendo elementi esterni al problema, se ci pensate bene, anche Portal è un Test di Turing.
Aldilà dei pensieri filosofici e dei concetti profondi, The Turing Test racchiude in se un semplice puzzle game fatto di stanze collegate tra loro da diversi enigmi. Un totale di sette capitoli, ognuno contentente dieci enigmi, ci separa dalla verità sulla sorte dei membri dell’equipaggio. Se finora abbiamo tessuto le lodi di un titolo che ha saputo donare tanta profondità ad un argomento così intrigante, è il momento di abbassare un po’ il tiro, The Turing Test propone tanti enigmi ma soltanto pochi vi metteranno davvero alla prova. Armati di uno strumento simile ad un fucile, capace di contenere e trasferire energia ( qualcuno ha detto Portal Gun? Ndr ), la maggior parte degli enigmi andrà risolto con un saggio uso dell’energia a nostra disposizione, trasferendo quest’ultima in modo da giungere alla fine della stanza. Un concetto semplice che soltanto poche volte riuscirà a mettervi in difficoltà, gran parte degli enigmi sono risolvibili in pochi secondi, minando gravemente la longevità generale del titolo. Alla fine di ogni capitolo si avrà accesso ad un’area nella quale scoprire qualcosa in più rispetto alla trama del titolo, sarà possibile conoscere i membri dell’equipaggio, un modo molto astuto di creare un legame affettivo tra il giocatore e i membri dispersi. Ogni nuovo capitolo porta con se una nuova meccanica da aggiungere alla risoluzione degli enigmi, peccato che, al fine di introdurre tale meccanica, siano presenti enigmi di una facilità disarmante. L’avventura di The Turing Test non vi porterà via più di quattro o cinque ore, lasciandovi con la voglia di risolvere altri enigmi, una longevità purtroppo insufficiente che rappresenta forse il difetto più grande del gioco, sebbene la presenza di diversi livelli opzionali non solo da degli spunti in più alla trama ma aumenta di pochi minuti la longevità totale. Dal punto di vista tecnico, The Turing Test propone un utilizzo molto familiare dell’Unreal Engine 4, già utilizzato con successo in Pneuma: Breath Of Life, un motore già rodato che mostra i suoi muscoli pur rimanendo ancorato ai 30FPS. La fisica di gioco ogni tanto fai capricci ma costituisce un elemento marginale ai fini del gioco, sebbene alcuni enigmi risulteranno di difficile esecuzione proprio a causa di tale mancanza. The Turing Test risulta dunque un passo avanti rispetto a Pneuma: Breath of Life, grazie alla sua trama affascinante, i personaggi ben caratterizzati ed il mistero che pervade la base su Europa, un motivo in più per risolvere gli enigmi il più velocemente possibile e scoprire la verità sui membri dell’equipaggio scomparsi. Il titolo è capace di regalare emozioni, propone sicuramente una trama degna di nota, sebbene manchi di esprimersi al meglio nelle fasi più avanzate, la sua scarsa longevità grava pesantemente sul giudizio finale di un titolo affascinante ma breve all’inverosimile.

PRO:

  • Trama Interessante
  • Personaggi ben caratterizzati
  • Alcuni enigmi sono abbastanza complessi…

CONTRO:

  • …peccato che la maggior parte non lo siano
  • Incredibilmente breve
  • Fisica di gioco altalenante

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Alessandro Di Liberto
Cresciuto a pane, Pink Floyd e videogames, Alessandro è il tipo di videogiocatore che riuscirebbe a far spuntare notifiche di obiettivi e trofei anche su un Sega Master System. Non esiste nel continente persona più adatta a rivelarvi tutti i segreti dei vostri titoli preferiti. Assicuratevi solo di portare con voi dei calendari di ricambio nel caso in cui gli chiediate di provare giochi che presentano instabilità nel multiplayer, bug e glitch.