STAY è un gioco dallo straordinario impatto emotivo, che pone il giocatore volutamente senza tanti fronzoli ad affrontare empaticamente e con un taglio diverso tematiche complesse e difficili da trattare: la solitudine , l’ansia e la depressione.

STAY è un titolo semplice con una premessa accattivante. Il gioco ha inizio quando il nostro protagonista, Quinn, viene rapito e gettato in una stanza buia senza  un’apparente e chiara via di uscita o indizio di dove si trovi. Unico oggetto presente – e fonte di luce- è un vecchio pc  in cui è installato solo esclusivamente una chat  collegata misteriosamente a noi. Quinn è solo, comprensibilmente spaventato, e la prima naturale  azione è quella, tramite il pc, di chiedere aiuto a noi, l’unico vero contatto umano. Sarà impossibile non provare empatia nei confronti del mal capitato ed automaticamente, senza rendercene conto e senza tanti preamboli,  diventeremo l’ancora di salvezza di Quinn, sua guida alla sopravvivenza ma soprattutto un supporto emotivo. Il tutto tramite l’unico mezzo a nostra disposizione: i dialoghi. Il gameplay di Stay, infatti, non è altro che un dialogo, una botta e risposta con il primario obiettivo di salvare un perfetto sconosciuto. Semplice però non significa facile. Stabilire forzatamente un primo contatto con una persona emotivamente instabile e in quel drammatico contesto non è semplice. Dovremo infatti valutare attentamente le nostre risposte, poiché  ogni decisione sfocerà in conseguenze sempre diverse e la storia prenderà una direzione ben precisa (il gioco ha 7 differenti finali). Attraverso il dialogo potremo modificare il suo mutabile stato d’animo, ma non andremo alla cieca: il nostro percorso e il precario equilibrio emotivo del protagonista sono visibili da un interfaccia molto semplice e da quattro misuratori pieni di liquido in costante movimento  etichettati come Sanguine, Choleric, Phlegmatic e Melancholic. Questi, come spiegato dagli sviluppatori, sono basati sui quattro tipi di personalità descritti dal filosofo Ippocrate.

La pazienza nell’ascoltare i suoi problemi verrà ripagata nel gioco con una conoscenza più profonda del protagonista. Durante questa montagna russa emotiva, scopriremo il passato di Quinn e quello che lo ha portato a vivere in un precario stato emotivo. Descriverlo rovinerebbe gran parte del fascino di Stay. Posso dire, tuttavia, che Quinn è uno dei personaggi più affabili che abbia mai incontrato in un videogame. A volte può essere fastidioso, ci metterà alla prova, ci chiederà consigli e  spesso si scatenerà in lunghi dialoghi carichi di panico, ma umanamente non reagiremmo tutti nello stesso modo? Se deciderete di intraprendere questo percorso creerete un un legame così forte che staccarvi dal gioco sarà complicato: vi sentirete quasi in colpa e di certo il gioco non aiuta. In Stay sarà presente infatti un timer che tiene conto non solo delle ore che avrete passato con il malcapitato, ma anche delle ore  che lo avrete abbandonato. Lui sarà ben consapevole del tempo che avrete trascorso lontano da lui e reagirà di conseguenza (per l’appunto Stay). Questo vi porterà a terminare il gioco il più velocemente possibile e in pochissime sessioni (come poi è consigliato dagli sviluppatori) . Sicuramente è una qualità rara in grado di  immergervi nella storia e creare un vero e solido legame con il protagonista. Qualcosa di unico e che non avevo mai riscontrato in altri giochi, ma che funziona veramente  bene.

Il legame non verrà interrotto solo dalla nostra assenza ma anche da una serie di enigmi che incontreremo durante il nostro percorso. Un valore aggiunto? Assolutamente no. La componente da puzzle game è stata palesemente inserita per rendere il tutto meno monotono, non capendo che il vero valore di Stay è proprio il legame sempre più profondo ed incalzante con il protagonista . Gli enigmi avranno una difficoltà crescente ma non verranno mai spiegati, il che ci renderà frustrati, confusi  e tenteremo di risolverli velocemente per ritornare da Quinn.


STAY racconta una storia molto interessante con colpi di scena e sorprese ovunque, con una narrativa thriller avvincente anche se alcuni frammenti di dialogo potrebbero apparire un po’ troppo estesi o forzati. La pixel art è piacevole  funziona perfettamente, dando un’eccellente caratterizzazione al protagonista e le sue espressioni. Resterete nell’affascinante mondo di STAY  per quasi dieci ore (o più, a seconda delle capacità di problem solving).  La narrazione è intervallata da scene accattivanti che sono quasi come pannelli di un fumetto. Il vero valore di STAY è ovviamente l’efficacia dei dialoghi che danno carattere al gioco. Una nota a margine è doverosa  sulla composizione musicale e sulla colonna sonora: una serie avvincente di brani elettrizzanti e carichi di  tensione che aiutano efficacemente nell’immersione nella storia.

 

PRO

  • L’impatto emotivo
  • Un taglio nuovo rispetto la genere
  • Colonna sonora

CONTRO

  • Gli enigmi

Versione provata: PC

Voto: 8

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