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Recensione | South Park: Scontri Di-Retti

South Park il Bastone della Verità è stata una ventata d’aria fresca non indifferente nel panorama videoludico moderno, portando l’irreverente mondo dei ragazzini ideati da Parker e Stone finalmente nei videogame. Dato l’incredibile successo della manovra, era ovviamente scontato che il franchise avesse un seguito, e Ubisoft non è certo un’azienda che si lascia scappare occasioni del genere. Peccato ci sia voluto più del previsto, dato che il gioco venne annunciato nel 2015 e promesso per il 2016, arrivando di fatto un anno dopo. Di questi tempi, un iter di sviluppo del genere porta solo preoccupazioni, ed ecco infatti che i fan di mezzo mondo seguivano preoccupatissimi le sorti di questo titolo ma a conti fatti, South Park: Scontri Di-Retti è arrivato sul mercato come uno dei titoli più divertenti e sorprendentemente profondi attualmente in circolazione.

Ma l’autobus non passava a Dicembre?

South Park: Scontri Di-Retti è il seguito diretto del Bastone della Verità, cosa di cui vi accorgerete immediatamente appena inziato il gioco: il vostro personaggio sarà da subito il Re della città, ma ben presto vi ritroverete a fare i conti con la sterminata fantasia dei bambini, che cambiano gioco in un battito di ciglia, e quelli viziati come Cartman lo fanno ancora più spesso. Ecco che quindi, dismessi i panni da Stregone, Cartman si reinventa il Procione, un potente supereroe venuto dal futuro per salvare i gatti scomparsi e avviare il suo franchise di Supereroi su Netflix. Esattamente come il predecessore, anche South Park: Scontri Di-Retti è strutturato come una gigantesca puntata dello show televisivo, con la sua solita valanga di volgarità e oscenità che però servono a portare a galla una critica sociale ferocissima, che alcuni sono in grado di capire solamente se gli viene spiattellata in faccia tramite situazioni assurde e grottesche. Scontri Di-Retti non fa eccezioni né sconti a nessuno, trascinando nella mischia Morgan Freeman, pedofilia tra preti, scoreggia che devastano lo spazio tempo, strip club e questioni di gender. Nulla che chi sia avvezzo alla serie tv non abbia già avuto modo di vedere, ma trasportato sul media videoludico, rende il tutto ancora più dissacrante proprio per l’interazione. Il tutto ovviamente senza dimenticare i personaggi classici della serie, con tutte le loro deviazioni e frustrazioni, anche stavolta riproposte in un contesto supereroistico, dando vita ad eroi leggendari come Aquilon Man, Mysterion o Capitan Diabete. Le citazioni poi sono ovunque e riguarderanno sia i fan della serie, sia quelli dei supereroi, senza disdegnare quelli del primo capitolo. La follia passa ovviamente anche attraverso la creazione del proprio alter ego, personalizzabile in tutto, con tanto di metro di difficoltà tarato sul colore della pelle o la possibilità di scegliere sesso neutro, con tanto di risvolti esilaranti sulla trama.

Esistono scoregge in grado di piegare lo spazio tempo

Come avrete intuito, il focus di South Park: Scontri Di-Retti è interamente sul mondo dei super eroi, quindi preparatevi a creare la vostra leggenda scegliendo inizialmente tra tre classi, che diverranno dieci alla fine del gioco, garantendovi così uno sviluppo del personaggio incredibilmente complesso e personalizzabile. Alla fine di ogni atta principale potrete infatti multiclassare andando a sostituire le mosse al vostro skill set con quelle della nuova classe, o creare un mix a seconda delle esigenze. Le classi ricalcano più o meno gli stilemi classici dei gdr, andando a coprire il ruolo di tank, dps o supporto, ma quelle più avanzate avranno delle ibridazioni decisamente più interessante, che renderanno ogni scontro diverso dall’altro. Durante la vostra avventura potrete portare con voi altri 3 compagni e sfruttare i loro esilaranti poteri, tutti pensati per integrarsi perfettamente con il nuovo sistema di combattimento. South Park: Scontri Di-Retti infatti si avvicina molto i più ai tactical game simili alla serie di Heroes, con la necessità stavolta di muovere i personaggi su una griglia di modeste dimensioni proprie perché molte delle nuove mosse spostano di posizione i nemici o gli eroi, infliggendogli danni aggiuntivi qualora urtassero contro gli ostacoli o tra di loro. Sono stati potenziati di molto anche gli status negativi, come le fiamme o la nausea che infliggono danni nel tempo, oppure il gelo, che blocca i turni di un nemico. Non possono mancare ovviamente i consumabili, che forniscono bonus temporanei in battaglia o curano gli alleati, ricalcando ovviamente sempre lo stesso stile dissacrante e assurdo (lo sapevate che i burritos di Morgan Freeman possono curare il cancro?). Non è stato abbandonato neanche il supporto ai QTE durante le mosse, che vi farà infliggere danno aggiuntivo qualora riusciste a premere i tasti in tempo o nel giusto ordine e nel frattempo, andrete ad incrementare anche la barra della mossa speciale, che ovviamente si rivelerà una mossa personalizzata devastante. Ne consegue un sistema di combattimento ancora più complesso e stratificato che ci ha assolutamente spiazzato, dato che migliora in maniera esponenziale il proprio predecessore da questo punto di vista.

Mosè è il tuo migliore amico

A completare il gameplay del titolo, c’è la classica esplorazione di South Park, con tutte le sue assurde situazioni e suoi abitanti che sono un concentrato delle peggiori fobie e contraddizioni dell’America di oggi. Andare in giro per la città sarà un’ottima occasione per esplorare e raccogliere tantissimi tra collezionabili e oggetti per un rudimentale sistema di crafting, ma avrete anche l’occasione di completare numerosi minigiochi e puzzle ambientali che potrete risolvere a suon di petardi e scoregge. Tra tutti, particolare interesse lo abbiamo riscontrato per l’utilizzo dei bagni, dove le levette del joypad simuleranno il movimento dei muscoli del vostro sfintere, e non voglio aggiungere altro. La varietà delle situazioni proposte è encomiabile e non annoierà mai il giocatore, soprattutto perché l’assurdità di queste è esponenziale e sul finire del gioco si arriverà a livelli al limite dell’umana concezione. Come già detto, South Park: Scontri Di-Retti è da considerare come un enorme episodio della serie, quindi godibilissimo praticamente da tutti, a patto di accettare lo stile prettamente al di sorpa doi gni schema, che si riflette inevitabilmente sul gioco in sé.

Graficamente il titolo adotta lo stesso stile dello show televisivo, con personaggi chi si muovono i maniera sgangherata e la loro modellazione fatta di semplici forme geometriche. Non per questo però gli effetti sono di qualità scadente, anzi, sono disegnati in maniera egregia e la loro resa visiva è ottima. Dobbiamo fare un enorme plauso per quanto riguarda il comparto audio, impreziosito ovviamente dai doppiatori originali della serie e completamente localizzato in italiano, senza censure di sorta, confezionando un prodotto perfetto nella sua interezza. Qualche imprecisione nella traduzione dei sottotitoli c’è, ma non è assolutamente nulla che inficia la godibilità del titolo. Se proprio dovessimo trovare un difetto al gioco, lo considereremmo tutto sommato un ottimo sequel, ma che comunque non stravolge la linea tracciata dal predecessore, ampliando e approfondendo sì il sistema di combattimento, ma rimanendo comunque saldo nella sua già collaudata formula.

PRO:

  • Rinnovato e profondo sistema di combattimento
  • Solito stile dissacrante ed estremamente divertente
  • Varietà di situazioni allucinanti
  • Completamente localizzato in italiano

CONTRO:

  • Non si discosta troppo dal primo episodio
  • Qualche imprecisione nei sottotitoli

Versione testata: Xbox One