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Recensione | Song of the Deep

Insomniac Games si tuffa in una nuova avventura, cambiando radicalmente genere, con Song of the deep, un metroidvania che rappresenta il debutto di Game Trust, il programma di publishing del famosissimo retailer GameStop. Song of the deep si presenta come un titolo semplice e profondo, un mondo subacqueo da esplorare riassaporando un genere intramontabile.

SOTD_MerrowRuins_StatuesYellow Submarine

Insomniac Games si è dimostrata, nel corso degli anni, una delle software house più importanti del panorama videoludico in termini di qualità. Dal leggendario Spyro a Ratchet and Clank per finire con il coloratissimo Sunset Overdrive, lo studio californiano ha dato prova delle sue capacità della sua versatilità, cambiando spesso genere e lanciandosi sempre verso nuove avventure. Song of the deep rappresenta per Insomniac la possibilità di gettarsi in un nuovo genere e, nonostante l’abitudine di pubblicare dei prodotti tripla A, lo studio californiano ha deciso prendere parte al debutto di GameStop nel mondo dei videogiochi attraverso una produzione minore. Proprio come Child of Light di Ubisoft e Unravel di Electronic Arts; Song of the Deep rappresenta per Insomniac Games l’occasione per liberare il proprio estro artistico senza essere legati dai requisiti tecnici che spesso vanno a limitare la fantasia nelle produzioni maggiori. Song of the deep si presenta dunque come un classico Metroidvania e porta con se i sapori di una storia profonda e toccante che vede ancora una volta l’amore tra padre e figlia come protagonista. La trama di Song of the deep si sviluppa in modo abbastanza lineare ma adotta un’espediente narrativo molto coinvolgente. Una voce fuori campo legge un libro fatto di scene disegnate che raccontano la storia di Merryn, una ragazzina che vive con il padre: un pescatore che, nonostante conduca una vita di povertà, riesce a stringere un legame unico con la figlia, un legame fatto di valori affettivi. Fare il pescatore richiede lunghe uscite in mare aperto e la ragazza impara a vivere da sola, aspettando con trepidazione il ritorno del padre con le sue storie sulle leggende delle profondità marine, fino a quando un giorno il pescatore tarda ad arrivare e Merryn, preoccupata per le sorti del padre, costruisce un sottomarino e si inoltra negli abissi alla ricerca del padre.

L’incipit di Song of the deep non sarà tra i più originali in termini di trama ma l’atmosfera e lo stile narrativo riescono a creare un forte legame con il giocatore, dando il via ad un’avventura fatta di esplorazione e meraviglia. Il sottomarino di Merryn rappresenta il pilastro sul quale si regge l’intera opera che, interamente ambientata nelle profondità marine, porterà il giocatore in un mondo enorme. Gli abissi di Song of the Deep rispecchiano le storie raccontate dal padre di Merryn, civiltà ormai perdute adagiate sul fondo dell’oceano. Riferimenti ad atlantide a parte, Song of the deep riesce, da boun metroivania, a mettere l’esplorazione in primo piano grazie alle consistenti dimensioni del mondo di gioco e all’enorme mole di aree segrete e puzzle sparsi per il mondo.

neonvid_b06ea2096840aa408ae215c77cb14051Rapture of the deep

Dopo aver condotto il giocatore nelle profondità marine, il titolo si sviluppa in modo totalmente aperto, lasciando a disposizione una mappa abbastanza grande da esplorare man mano che si acquisiscono le abilità necessarie per raggiungere determinati luoghi. Parlando di abilità, si va incontro ad uno dei pochi ma consistenti difetti del titolo. Song of The Deep non propone infatti quella vasta gamma di abilità concatenabili nelle fasi più avanzate del titolo ma si limita a dare alcune pillole che aprono porzioni enormi di gioco, la prima e più importante tra esse è il gancio: uno strumento fondamentale acquisito nelle prime battute di gioco che ci accompagnerà fino alla fine. Il gancio permette al nostro sottomarino di aggrapparsi a determinati oggetti o di lanciare elementi ambientali contro i nemici e si rivela fondamentale ai fini dell’esplorazione e della progressione nell’avventura. L’intero mondo di gioco è cosparso di monete spendibili da un venditore per potenziare il proprio equipaggiamento, sebbene nessuno di questi dia una svolta notevole al gameplay. La bellezza di Song of the deep non risiede dunque nella varietà bensì nella qualità. Il mondo disegnato da Insomniac Games è infatti meraviglioso sotto ogni punto di vista ma rimane comunque poco interattivo e si limita a scorrere davanti agli occhi del giocatore. Anche i nemici peccano in varietà, sebbene non manchino di evolversi con l’avanzare della trama. Sempre nei canoni del Metroidvania, Song of the deep propone un backtracking abbanstanza coerente con il gameplay, adattando il mondo alla progressione del personaggio per non perdere mai il senso di sfida che sebbene sia abbastanza debole in un titolo del genere rapprsenta comunque uno stimolo per andare avanti. Il legame stabilitosi attraverso le scelte narrative di Song of the deep va ad affievolirsi durante il corso dell’avventura, l’assenza di dialoghi o di personaggi rilevanti rende il ritmo di gioco molto lento e a tratti ripetitivo, complice anche l’assenza di abilità particolari da sfruttare in fase di esplorazione. Song of the deep si mantiene comunque nei binari del suo genere, proponendo bossfights occasionali e alcune sezioni fatte di combattimenti incessanti, rompendo così un ritmo di gioco troppo spesso legato alla mera esplorazione di un mondo bello da vedere ma che rimane comunque distante dal giocatore e che non impiegherà più di 6 o 7 ore per essere completato.

Dal punto di vista tecnico, Song of the deep offre un’esperienza al di sotto delle aspettative, proponendo 30 fastidiosi FPS in una produzione che non va a sforzare eccessivamente la console e che non va a compensare il frame-rate con una resa grafica mozzafiato. I problemi di stuttering vanno ad aggravare un peso già consistente rendendo l’intera esperienza di gioco bella da vedere ma difficile da vivere , lasciando il compito di meravigliare il giocatore al comparto artistico. Lo stile e l’identità di Song of the deep si afferma in modo abbastanza concreto, delineando un mondo colorato e ispirato, sebbene sia stroncato da una direzione tecnica poco soddisfacente. Il punto più alto della produzione si raggiunge comunque in termini di musiche: perfettamente coerenti con l’ambiente di gioco che riescono ad immergere il giocatore nelle profondità degli oceani, mettendo in risalto le meraviglie che giacciono in fondo al mare.

PRO:

  • Artisticamente fantastico
  • Stile narrativo molto interessante
  • Metroidvania in piena regola..

CONTRO:

  • …che non riesce ad apportare nessuna novità al genere
  • Poco longevo
  • A tratti ripetitivo