Non fidatevi delle ombre e dell’oscurità silente che vi circonda. Non fidatevi delle porte chiuse, dei temibili specchi che riflettono cose che non possiamo vedere. Fate attenzione ai suoni dell’orrore che infestano la vostra mente nel pronfondo. In Song of Horror, viviamo i panni di svariati personaggi in terza persona, sperando di cavarcela contro una forza oscura. Dovremo aiutare Daniel Noyer – ma non solo – a risolvere il mistero che mina la sua esistenza in questo enorme maniero, con altri 16 protagonisti al controllo nel caso fallissimo.
Song of Horror incentra tutto sulla narrativa, con uan storia che viene influenzata da varie elementi presi dai signori Poe, Lovecraft, Mr. James. L’IA procedurale impara fin da subito come metterci in guai di ogni tipo e dovremmo stare attenti, pena la perdita definitiva del personaggio.

Ombre dal passato
Il famoso scrittore Sebastian P. Husher è scomparso, assieme a tutta la sua famiglia pare. Preoccupato dalla situazione inusuale, il suo editore manda un assistente, Daniel, alla sua casa per cercarlo, ma costui dopo tre giorni non è ancora tornato indietro. Una sparizione che getta in qualche modo luce sugli eventi misteriosi e orribili che popolano la casa: un’entità senza nome che viene chiamata solo “la Presenza” e che sembra responsabile degli orrori che vivono nelle ombre, che attende giusto un’altra vittima e poi ancora. Con ognuno dei personaggi a noi presentati si può morire, ma altri continueranno per noi l’indagine da quando è stata sospesa, fino ad arrivare all’origine di questa Presenza e mettervi fine.

Di Kingiana memoria
Song of Horror offre un’esperienza di ansia e terrore: la nostra antagonista, la forza sovrannaturale che vuole a tutti i costi eliminarci, è controllata da un’AI avanzata che si adatta alle nostre decisioni e azioni. Questa caratteristica si nota quando cambieremo per la prima volta personaggio, mente la Presenza prenderà più coscienza dei nostri errori e punti deboli e ci aspetterà in punti remoti che potremmo visitare, o ci darà la caccia nel modo più sconsiderato possibile. Tutto ciò offre un’esperienza unica per ogni giocatore ed un gameplay in cui la tensione si innalza naturalmente, invece di limitarsi a sequenze scriprate a cui dopo poco ci si potrebbe abituare.
Come giocatore, vivrete la storia attraverso gli occhi di differenti personaggi tutti collegati a loro modo al maniero e alla scomparsa dello scrittore. Ogni personaggio è differente sia per punti di vista che per metodi di investigazione, e ci permette di approcciarci in differenti modi agli oggetti e agli indizi sparsi per il luogo. Ogni personaggio, con le sue azioni e decisioni cambierà in gran parte il mondo di gioco: alcuni sapranno più o meno rispetto certi aspetti della storia, altri si troveranno a scampare con più facilità dalle manifestazioni sovrannaturali della presenza, ma tutti possono morire se questa entità li ingloba, e la loro morte sarà definitiva. Una volta morto il personaggio, dovrete decidere quale altro personaggio potrà continuare l’investigazione, in modo che le morti non siano state invano.
Punto cardine di questo gioco è prestare attenzione agli indizi e non procedere frettolosamente – ascoltare ogni porta, anche superficialmente, ci potrebbe rivelare la presenza dell’entità pronta a divorarci e così potremo prontamente evitarla. Sono presenti anche piccoli, ma non semplici, puzzle che renderanno l’ambiente più dinamico da affrontare, dal recupero di chiavi a panni da oliare per accendere un fuoco e proseguire nelle letture dei documenti sparsi lungo tutto il maniero. Non esiste un vero e proprio modo di affrontare la sfida postaci se non con calma e pazienza, e saremo noi a dover decidere ogni passo fatto verso la verità o lontano da essa. A questo proposito disponiamo di una lanterna (luce o torcia che sia) senza pile e di un inventario molto semplice corredato da una mappa utile a capire dove siamo e cosa abbiamo già visitato. Nulla ci vieta di giungere alla fine del gioco con un solo personaggio, ma sarà molto difficile.

Bello ma non convincente
La grafica non appare affatto male nel suo essere fluida, precisa, ricca di particolari e con animazioni convincenti. Sicuramente non è un gioco per tutti, sia per lo stile molto oscuro dell’ambiente, sia per la scelta consapevole di far morire definitivamente svariati personaggi, sia per la modellazione stessa dei personaggi e degli ambienti che risulta particolare e realistica.
Il sonoro in questo caso esiste nella sua versione più minimale fatta di voci ed effetti uniti a lunghi silenzi, in modo da lasciare al giocatore il tempo di ascoltare, riflettere, magari anche fuggire. Le sountrack non sono invasive e lasciano tutto il tempo al fruitore di pensare senza pressione, aldilà delle scene più intense. I dialoghi a loro volta sono azzeccati, credibili, esattamente come se ci trovassimo davanti a persone spaurite contro l’ignoto: per questo vi immergerete subito nell’atmosfera e potreste persino averne a male se il vostro personaggio preferito morirà, anche solo per una distrazione.
La longevità non è altissima e la rigiocabilità è ridotta ai minimi termini, in parte a causa di controlli poco responsivi da computer, in parte perchè una volta scoperta la trama e superati i puzzle non rimane altro che affrontarla con diversi personaggi. Il gioco stesso non invoglia alla rigiocabilità, mettendoci davanti al classico muro di frustrazione nel caso ci riprovassimo per voler platinare il titolo.
Inoltre troviamo Song of Horror disponibile in ogni lingua (almeno per sub e interfaccia) tranne che per l’italiano, che considerato il livello di difficoltà non aiuta i giocatori occasionali ad ambientarsi bene. In tutta onestà solo chi mastica bene l’inglese potrà capire qualcosa di concreto della storia, mente gli altri potrebbero limitarsi a qualche jumpscare e a godere della grafica tutto sommato niente male.
Il gioco fortunatamente gira quasi su ogni tipo di computer, a partire dalle più vecchie 650 Nvidia fino alle ultime schede di generazione ed i processori più vecchi (tipo l’Intel 5). Sotto questo punto di vista è un gioco veramente adatto a tutti i possessori di computer e pesa veramente poco.

PRO:

⦁ Ricambio dei personaggi originale
⦁ La Presenza muta in base alle nostre decisioni e strategia

CONTRO:

⦁ Non facilissimo per chi non sa l’inglese
⦁ Se non ci si arma della dovuta pazienza, troppi enigmi possono risultare frustranti

Piattaforma: Pc
Pegi: 18+
Longevità: 15 ore
Sviluppatore: Protocol Games
Editore: Raiser Games
Distributore: Steam
Lingua: inglese, francese, tedesco, spagnolo (interfaccia e sottotitoli), no italiano
Anno: 31 ottobre 2019
Tipologia: Survival horror indie narrativo

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto finale
7
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Erika Berselli
Giocatrice di ruolo e videogiocatorice vorace. Le piace sparire dal vivo quanto fare il ladro o muoversi nello stealth. Amante degli horror (nonostante poi non ci dorma per sua stessa ammissione) e dei gdr.