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Recensione | Sniper Ghost Warrior 3

I ragazzi di CI Games portano Sniper Ghost Warrior nell’attuale generazione con il suo terzo capitolo. Un salto generazionale che sembra aver giovato non soltanto alla stabilità complessiva ma anche alla percezione di un titolo fondamentalmente stealth ma con meccaniche che abbracciano un concetto di Open World più appetibile. Purtroppo non tutto è andato come sperato e, pur presentando diverse idee interessanti, Sniper Ghost Warrior 3 non riesce a concretizzare le proprie intenzioni.

Occhio di falco

Sniper Ghost Warrior 3 è uno di quei videogiochi che lasciano trasparire parte dell’esperienza videoludica semplicemente dal nome. Prima di avventurarci però in quelle che sono le meccaniche e le dinamiche che permettono a Sniper Ghost Warrior 3 di svilupparsi è necessario parlare del filo narrativo che va ad intrecciare gli eventi. Sniper Ghost Warrior 3 tratta la storia dei fratelli Jonathan e Robert North, due soldati addestrati dal JSOC per compiere gli incarichi più pericolosi, insomma, due macchine da guerra. Dopo la misteriosa scomparsa di Robert, Jonathan viene inviato nella Repubblica della Georgia, un paese in piena guerra civile che rischia di collassare su se stesso rendendo così inutile la sua posizione strategica per gli Stati Uniti. Chiacchere alla Tom Clancy a parte, Sniper Ghost Warrior 3 ci porta in un paese devastato dalla guerra nel quale i separatisti, oltre a combattere contro il proprio governo, abusano dei civili. Nonostante la missione principale del protagonista sia incentrata nel mantenere gli equilibri politici, la missione di Jonathan North è molto più personale, ritrovare il fratello disperso. La premessa che ci introduce nel mondo di Sniper Ghost Warrior 3 non è delle migliori e, considerando anche la totale assenza di carisma da parte dei personaggi, il giocatore non viene indirizzato verso uno sviluppo narrativo, lasciando al gameplay puro il duro compito di intrattenere il pubblico.

Ad accompagnare i fratelli North, vedremo sfilare una serie di personaggi come Lydia Jorjadze che aiuteranno il nostro protagonista nella sua ardua impresa. Come accennato in precedenza, la profondità non solo emotiva ma anche caratteriale dei personaggi è molto piatta e poco coinvolgente. La qualità dei dialoghi, doppiati in inglese e sottotitolati in italiano, non riescono a catturare il giocatore e spesso entrano in conflitto con la natura degli eventi a causa di frasi fin troppo stereotipate che urlano banalità da ogni sillaba.

Una volta appurato che Sniper Ghost Warrior 3 non è uno di quei titoli che catturano per la loro trama, è il momento di volgere il proprio sguardo verso il gameplay.

Ti presento Joule
Passando ad un’analisi più concreta e meno metaforica, Sniper Ghost Warrior 3 si rivela essere un titolo piacevole che riesce a dare un feeling molto intuitivo, finchè si parla di cecchini. La transizione verso il concetto di Open World conferisce al titolo una libertà molto delicata da gestire che troppo spesso sfocia nella ripetitività e, in assenza di linee guida precise, spinge il giocatore ad adottare sempre lo stesso approccio. Come suggerisce il titolo, Sniper Ghost Warrior 3 propone tre tipi di approcci alle proprie missioni, per l’appunto: Sniper, Ghost e Warrior. La possibilità di avvicinarsi ai nemici da qualsiasi direzione spinge il giocatore ad adottare uno stile più da Cecchino, eliminando i nemici dalla distanza è infatti più difficile essere individuati. Sniper Ghost Warrior 3 fa molta leva sull’aspetto “a distanza”, implementando tantissime variabili che influiscono sui colpi sparati. Sarà infatti necessario tenere conto del clima, della visibilità e del rumore prodotto dallo sparo e, ovviamente, della balistica del colpo che curva dopo una certa distanza. Il feeling di Sniper Ghost Warrior 3 quando si impugna un fucile da cecchino si traduce in un’esperienza di gioco appagante che, grazie alle sue variabili, rende ogni colpo sparato una vera sfida, soprattutto a difficoltà più elevate. L’approccio da Ghost predilige l’azione stealth, ovvero eliminazioni silenziose e ravvicinate o, meglio ancora, evitare i nemici. Nonostante sia comunque preferibile l’approccio a distanza, Sniper Ghost Warrior 3 propone diverse missioni che imporranno l’utilizzo di un approccio più silenzioso, per rubare dei dati o liberare degli ostaggi. Il tratto meno convincente di tutta la struttura è l’approccio più sfrontato, per l’appunto da Warrior. Il Gunplay dei fucili d’assalto e delle armi automatiche non riesce a dare un feeling soddisfacente, tradendo la versatilità del titolo e rendendo così un approccio diretto fortemente sconsigliato e poco gradevole.
La struttura delle missioni, oltre a quelle secondarie, varia di poco il concetto primario da Seek and Destroy di Sniper Ghost Warrior 3, la maggior parte delle volte bisognerà uccidere il bersaglio ed uscire dall’area della missione per completarla.

A far da cornice ad un gameplay fortemente dinamico, Sniper Ghost Warrior 3 propone un sistema di crafting e di gestione delle risorse molto interessante che costituisce il punto forte dell’intera produzione. Sarà infatti possibile gestire non solo le proprie armi, personalizzandole con accessori e gadget, ma intervenire sulla natura stessa delle munizioni. Attraverso un sistema di crafting molto simile a quello già visto in Far Cry, ovvero raccogliendo le risorse durante le fasi di esplorazione, sarà possibile creare diversi tipi di munizioni, ognuno di essi con un differente scopo. Dalle munizioni normali a quelle esplosive, per passare alle munizioni traccianti, tutto per far si che le missioni vengano pianificate nel dettaglio e il giocatore si senta parte integrante dell’azione. Oltre alle munizioni sarà possibile potare con se un drone, adatto a pianificare i vari attacchi, che si rivelerà vitale nelle fasi più avanzate del gioco. Sniper Ghost Warrior 3 mette dunque sul piatto un sistema di pianificazione molto dettagliato che spinge il giocatore ad usare la testa e sfruttare al meglio tutti gli strumenti necessari per portare a termine i vari incarichi. Per gestire le proprie missioni, l’armamento e tutto quello che riguarda il nostro equipaggiamento sarà necessario recarsi nel rifugio, spesso una caverna improvvisata, per avviare le missioni ed andare avanti nella storia. Un sistema di punti abilità conferisce al nostro protagonista dei piccoli bonus in base allo stile di gioco adottato, sono infatti presenti tre skill-tree che prendono il nome dai suddetti approcci e ricompensano il giocatore con vantaggi e abilità congrui allo stile utilizzato.

Fermati e ammira

A decorare un’esperienza di gioco interessante ma con grandi lacune vi è un comparto tecnico spesso tentennante che non sempre riesce a catturare il giocatore. La nostra prova su PC ci ha portato ad ammirare la bellezza dei panorami della Georgia, purtroppo fin troppo spesso il titolo è minato da bug grafici, texture troppo slavate e giochi di luce non sempre convincenti per non parlare di tempi di caricamento al di fuori dell’umana immaginazione. Tutto sommato però il comparto grafico di Sniper Ghost Warrior 3 non si dimostra sotto gli standard odierni e garantisce, per la maggior parte del tempo, un’esperienza di gioco piacevole e coinvolgente grazie ad un frame-rate stabile e ad una realizzazione degli ambienti molto curata. I dialoghi, doppiati in lingua inglese, non presentano particolari picchi ne in termini di qualità narrativa tantomeno in lip sync con i personaggi che spesso si ritrovano fuori tempo rispetto alle battute. La colonna sonora è piacevole, poco coraggiosa ma non disturba mentre la resa dei suoni degli ambienti è curata nei minimi dettagli soprattutto in condizioni atmosferiche avverse. Sniper Ghost Warrior 3 è dunque un titolo che riesce a realizzarsi soltanto in parte, lasciando troppo spazio alla pianificazione e poco, se non nulla, al comparto narrativo ed al gameplay che si dimostra più che vario dispersivo e poco coinvolgente. Nonostante gli approcci suggeriti, quello a distanza sarà sempre predominante grazie anche ad un IA poco sviluppata che non reagisce in modo adeguato agli attacchi. È infatti possibile eliminare un nemico a pochi metri da un’altra guardia senza suscitare il minimo sospetto e, nel caso in cui il corpo venga ritrovato, i nemici non faranno altro che nascondersi sul posto, trasformando il tutto in un noioso tiro al bersaglio. Un vero peccato al fronte di una pianificazione dettagliata che va ridursi in qualcosa di semplice e noioso. Ciò che è certo è che Sniper Ghost Warrior 3 getta le basi per un capitolo successivo nel quale forse, sarà possibile dare più spazio ad elementi di gioco più importanti.

PRO:

  • Meccaniche da cecchino dettagliate e coinvolgenti
  • Sistema di crafting molto interessante

CONTRO:

  • Personaggi piatti e banali
  • Gameplay ripetitivo
  • Gunplay poco convincente
  • Struttura delle missioni ripetitiva

Versione provata: PC