Il vasto e meraviglioso mondo degli Indie si arricchisce di un’altra opera dal sapore sperimentale, celebrando un inno agli anni ’80 e ’90 con Small Radios Big Television, il primo progetto della neonata software house canadese Fire Face che, supportata da Adult Swim Games, porta la distorsione del VHS su Playstation 4 e Steam. Vediamo come se la cava questo stravagante puzzle game in sede di recensione.

Video Killed the Radio Star

screen06Quando c’è Adult Swim di mezzo, si sa, la follia e la stranezza sono all’ordine del giorno. La voglia di sperimentare, di trovare nuove vie per comunicare al pubblico un messaggio che, seppur bizzarro, possa tradursi in divertimento puro sembra non aver mai fine. Il primo progetto di Fire Face, considerato all’inizio come un piccolo esperimento, mette sul piatto un puzzle-game dalle tonalità distorte che propone un mondo industrializzato e dedito alla produttività in un’ottica quasi orwelliana in una visione distopica della modernità industriale del nostro mondo. La proposta di Small Radios Big Televisions è piuttosto primitiva ma propone una visione innovativa che rimuove totalmente il concetto di protagonista, sfondando sin da subito la quarta parete e mettendo nelle mani del giocatore l’intero mondo di gioco. Small Radios Big Televisions non è un progetto ambizioso, non sfida i limiti del videogioco ma trova un modo alternativo per raccontare una breve storia attraverso uno stile di gioco atipico e fuori dagli schemi. Il concetto principale espresso in termini di gameplay è quello di un Puzzle-Game basato su diversi stage che variano in dimensioni e tematiche al fine di introdurre un progressivo incremento del livello di sfida. Ogni livello è diviso in varie stanze, tutte da esplorare al fine di aprire la porta che ci conduce al livello successivo. A dispetto della semplicità di tale concetto che rimane comunque alla base di ogni puzzle-game, Small Radios Big Televisions introduce una meccanica di backtracking basata sulla memoria visiva del giocatore, proponendo enigmi e regole che non sempre risultano chiare ma vanno scoperte non solo osservando il mondo circostante ma sperimentando varie soluzioni che possono sembrare più o meno intuitive. All’interno di ogni livello troveremo diverse audiocassette che rappresentano la vera e propria chiave di volta del titolo, esse permettono infatti di rivivere ed esplorare alcune sezioni di gioco fondamentali che nascondono la chiave per progredire all’interno del gioco. L’introduzione di una sorta di mondo parallelo all’interno delle audiocassette che varia in base al magnetismo del nastro va dunque a tradursi in un concetto di profondità molto relativo, quasi anomalo per un titolo genere che spinge il giocatore non solo ad ammirare un taglio artistico molto ricercato ma anche a ripercorrere alcune sezioni di gioco senza quel senso di ripetizione dato dal backtracking.

Come ogni puzzle-game che si rispetti, la progressione è scandita dall’inserimento di nuovi ostacoli, enigmi sempre più difficili e regole che vanno pian piano a costituire una sinergia che obbliga il giocatore a mantenere la concentrazione sui nuovi ostacoli tenendo sempre a mente anche le regole più basilari. Small Radios Big Televisions si sviluppa così, in modo molto silenzioso, trasmettendo un messaggio tra le righe che, al fronte della sua componente da puzzle-game sembra essere più un ripiego che un punto focale.

Spirit of the Radio

screen00Analizzando Small Radios Big Televisions, durante la nostra prova su Playstation 4, è risultata sempre più evidente la marginalità del lato tecnico a favore di un taglio artistico dal carattere forte e determinato che guarda al passato non solo con nostalgia ma anche con ammirazione. L’ormai conclamata risolutione in Full-HD e un frame-rate che si piazza sui 60FPS marmorei rendono l’esperienza di gioco molto chiara e fluida, senza lasciare spazio a difetti di natura tecnica come aliasing o tearing. Small Radios Big Televisions è si un inno agli anni ’80 ma è chiaro che non disdegna il progresso tecnologico odierno, celebrando e ringraziando la tecnologia del passato che ci ha permesso di arrivare al nostro presente. Una colonna sonora fatta di sintetizzatori e musiche ambientali accompagna il giocatore attraverso un’avventura non sempre chiara nelle sue sottili trame narrative ma dalla forte componente artistica che ruba il palco ad una forse troppo canonica narrativa scritta. Qualche riga di dialogo di tanto in tanto ci ricorda come si racconta una storia ma la bellezza sperimentale di un titolo che spezza le convenzioni, cercando in tutti i modi di distingersi non può che farci piacere. Small Radios Big Televisions non sarà un capolavoro, la sua scarsa longevità e la ripetitività di alcune sezioni ne sono la prova tangibile, ciònonostante il titolo rappresenta qualcosa di più grande, la voglia di sperimentare la voglia di raccontare qualcosa di nuovo senza attenersi ai canoni tipici dei videogiochi, dipingendo una realtà distorta e affascinante. La sensazione è quella di essere sotto acidi per la maggior parte dell’esperienza di gioco e forse gli sviluppatori lo erano davvero, resta il fatto che Small Radios Big Televisions si è dimostrato molto convincente e, al fronte di alcuni grossi difetti, anche molto ispirato.

PRO:

  • Artisticamente ispirato
  • Backtracking equilibrato
  • Originale in ogni sua forma

CONTRO:

  • Longevità scarsa
  • Alcune sezioni sono ripetitive
  • Narrativa frammentaria e poco chiara

Versione Testata: Playstation 4

VOTO: 7.5/10

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RASSEGNA PANORAMICA
VOTO FINALE
7.5
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Alessandro Di Liberto
Cresciuto a pane, Pink Floyd e videogames, Alessandro è il tipo di videogiocatore che riuscirebbe a far spuntare notifiche di obiettivi e trofei anche su un Sega Master System. Non esiste nel continente persona più adatta a rivelarvi tutti i segreti dei vostri titoli preferiti. Assicuratevi solo di portare con voi dei calendari di ricambio nel caso in cui gli chiediate di provare giochi che presentano instabilità nel multiplayer, bug e glitch.