ARTICOLI

Recensione | Shadow Tactics: Blades of the Shogun

Commandos e Desperados. Ricordatevi bene questi due nomi. Se non avete mai giocato a questi tue titoli, forse avete perso un pezzo di storia videoludica. Il genere rts stealth di cui questi due giochi hanno piantato le basi è ad oggi riconosciuto come uno dei più complessi e punitivi mai creati, un gameplay che costringeva il giocatore a pensare migliaia di volte prima di agire, a calcolare alla perfezione tutte le sue mosse e le possibili variabili, come una complessa sfida a scacchi. Queste sono le premesse a cui chiunque si avvicini per la prima volta al genere deve tenere bene a mente. E queste sono le speranze che mi si sono ravvivate nel petto la prima volta che vidi Shadow Tactics: Blades of the Shogun. Il titolo di Mimimi e Daedalic è l’esatta riproposizione dei capostipiti, un complesso rts stealth ambientato nel Giappone del periodo Edo, ma con tantissime novità e miglioramenti. Un gioco che fosse uscito dieci anni fa sarebbe stata una pietra miliare del genere, e tuttora ci va vicinissimo.

Nel nome dello Shogun

Shadow_Tactics_gamescom_03Tutti conoscono Quella Sporca Dozzina: un manipoli di uomini in missione suicida contro interi eserciti nemici. Questo è il concetto ripreso dagli rts stealth: una squadra di elementi scelti, ognuno con le proprie abilità peculiari, la cui missione è infiltrarsi dietro le linee nemiche e portare a termine operazioni di sabotaggio. In Shadow Tactics l’ambientazione è quella del Giappone del periodo Edo, delle ambizioni di un malvagio signore della guerra contro lo Shogun in carica, in una rivolta che sta lacerando in due il paese. In questo scenario si muove Mugen, un Samurai leale allo Shogun che ha messo su una squadra di personaggi diversi, ognuno da solo in grado di affrontare un plotone nemico. E’ in questo frangente che faremo la conoscenza quindi di un Ninja, Hayato, addestrato nelle arti dell’infiltrazione e della sua giovane apprendista Yuki; di Mugen ovviamente e della abilità nel corpo a corpo; della seducente Aiko e delle suo doti di travestimento ed infine di Takuma, l’anziano del gruppo in grado di trasformare la sua gamba di legno in un potente fucile da cecchino (si, esatto). I cinque protagonisti sono ottimamente caratterizzati, ognuno con la propria personalità, anche se leggermente stereotipati per quanto riguarda i canoni della letteratura giapponese, ma sono in grado di interagire tra loro in maniera credibile ed interessante. Le missioni sono anche un pretesto per approfondire i legami tra componenti della squadra, ognuno con le proprie motivazioni, i propri sogni e le proprie paure, tutti legati da un destino che metterà nelle loro mani il futuro del Giappone. Una storia che viene raccontata dai buoni dialoghi tra i protagonisti e da alcuni intermezzi tra una missione e l’altra realizzati come dipinti in movimento.

Commandos e Katane

shadow tactics 2Shadow Tactics è un rts stealth purissimo, dove in ogni missione che vi ritroverete ad affrontare controllerete una squadra composta dai due ai cinque protagonisti contro un esercito di nemici. Il vostro obiettivo sarà di volta in volta diverso e varierà tra missioni di assassinio, di sabotaggio o di recupero, tutte perfettamente differenti tra loro e dalla durata media di 30-40 minuti. Il modo migliore per affrontare tali missioni è ovviamente quello di agire nella maniera più silenziosa possibile, anche perché una volta allertate le guardie, i rinforzi nemici intaseranno letteralmente la mappa rendendovi molto più complessa la riuscita della missione. Ogni personaggio ha le sue abilità peculiari e l’equipaggiamento relativo alla sua specializzazione, anche se tutto condividono alcune abilità. Hayato, Yuki e Aiko sono molto agili e potranno scalare con facilità alcuni appigli di liane o saltare da un palazzo e l’altro tramite rampino, mentre Mugen e Takuma sono più lenti e decisametne meno agili. D’altra parte però, Mugen potrà utilizzare la sua forza fisica per interagire con alcuni elementi dello scenario per le uccisioni ambientali e trasportare più cadaveri contemporaneamente. Tutti avranno a disposizione un dispositivo di distrazione che permetterà di disorientare le guardie nemiche, il cui uso varia da personaggio a personaggio, mentre la conoscenza delle abilità peculiari di ognuno dei protagonisti sarà fondamentale per la riuscita dei vostri piani. Hayato da buon ninja potrà far fuori i nemici con la sua katana e gli shuriken, Yuki ha a disposizione una wakizashi e una trappola da posizionare a terra, Mugen è una vera e propria macchina da guerra, in grado di far fuori gruppi di nemici con una sola mossa, Aiko potrà infiltrarsi non vista negli accampamenti grazie al suo travestimento (a patto di recuperarlo in ogni missione) e Takuma ovviamente farà affidamento sul suo fucile da cecchino. Sapere quando e dove utilizzare un’abilità può fare la differenza tra il successo e la riuscita di un’azione, visto che le guardie sono implacabili. Questi equipaggiamenti ci sono sembrati tutti indispensabili e ben calibrati, che garantiscono un approccio sempre diverso alle varie situazioni, che dovrete essere bravi a leggere. Shadow Tactics è un gioco difficile, dove molto spesso per un errore di valutazione dovuto alla fretta sarete costretti a caricare il salvataggio precedente. Attenzione però, non siamo assolutamente davanti ad una struttura trial and error, ma anzi ad un sistema che punirà i vostri errori e la vostra fretta in funzione di una più attenta pianificazione e capacità di ragionare fuori dagli schemi, che apprenderete con l’esperienza.

Desperados e Sake

Soprattutto quest’ultima è estremamente importante, alla luce di due elementi fondamentali di Shadow Tactics, ovvero il level design e la Shadow Mode. Ogni mappa è estesa e riempita di guardie nemiche, ma al contempo garantirà una libertà d’approccio incredibile. La missione potrà essere compiuta in una grandissima varietà di modi, grazie soprattutto alle numerose vie secondarie e alternative presenti all’interno delle mappe di gioco. Ogni approccio significherà pensare in maniera diversa, visto che le abilità di un personaggio possono essere più utili per la vostra strategia piuttosto che quelli di un altro. In questo modo potrete sperimentare varie alternative, affinando il vostro modo di giocare e mettendovi sulla strada giusta per superare le missioni finali, davvero complesse. Questo ci porta al secondo grandissimo pregio di Shadow Tactics, la Shadow Mode. Chiunque abbia giocato a qualche altro titolo del genere, si sarà sempre chiesto perché nessuno avesse mai pensato di far agire in contemporanea due personaggi, di modo da sincronizzare le loro azioni senza il rischio di sbagliare tasto per la tensione o la fretta. Se lo sono chiesto anche i ragazzi di Mimimi, che hanno quindi risposto con la loro Shadow Mode, una modalità che può far eseguire una serie di azioni ai personaggi, programmandole prima e facendole partire in contemporanea con la semplice pressione di un tasto. Questo vi consentirà di sperimentare nuovi approcci e di superare situazioni che con un gameplay tradizionale sarebbero state impossibili da eseguire. Una vera manna dal cielo per chi ama questo tipo di giochi, un’ottima alternativa creativa alla staticità dell’attesa.

Hokusai chi?

shadow tactics 1Il lato tecnico di Shadow Tactics è forse l’unica parte zoppicante della produzione, visto che nella versione PC da noi provata adotta una modellazione abbastanza semplicistica e una quantità di dettagli minima e indispensabile.Le animazioni dei personaggi sono però approssimative, con un risultato eccessivamente legnoso dei loro movimenti, soprattutto nei personaggi più lenti come Mugen e Takuma. Nonostante tutto però le mappe sono molto ben realizzate e curate a livello artistico, con una varietà di ambientazioni e di colori davvero invidiabile. Come non menzionare tra l’altro la differenza di setting tra le varie missioni, con mappe al buio, sulla neve o nella nebbia, che influenzeranno ovviamente il gameplay. I nemici sulla mappa sono abbastanza reattivi quando si entra nella loro linea di vista e tendono ad investigare nel caso qualche loro compagno risulti scomparso o al ritrovamento di un cadavere. Ottima tra l’altro la loro varietà, con diversi tipi di soldati che possiedono varie abilità e immunità agli equipaggiamenti dei protagonisti, ennesima finezza di gameplay. E tra le chicche, come non citare il counter del salvataggio, che vi segnalerà il tempo intercorso dall’ultimo quicksave, una mossa semplice ma che sarà apprezzatissima dai veterani del genere. Ottimo il comparto sonoro, con musiche originali che calano perfettamente il giocatore nel periodo Edo giapponese e tra tutti, segnaliamo un eccellente doppiaggio sia inglese che giapponese, quest’ultimo a nostro parere davvero superlativo.

PRO:

  • Impegnativo e longevo
  • Gameplay profondo e variegato
  • Ottimi personaggi
  • Tante novità e chicche per gli appassionati
  • Doppiaggio di alto livello

CONTRO:

  • Comparto tecnico datato
  • Animazioni legnose

Versione testata: PC