ARTICOLI

Recensione | Senran Kagura Peach Beach Splash

Se io dico Shinobi, misure sproporzionate e mutandine di pizzo, qual è la prima cosa che vi viene in mente? Se la risposta non è Senran Kagura, allora qualcuno di noi qui ha un problema. La più famosa serie di Marvelous e Tamsfot è ormai passata alla storia come il più grande esempio di fan service esistente, e non che questo sia una brutta cosa, anzi. Il problema è che purtroppo i giochi della serie, per quanto siano apprezzabili sotto il punto di vista delle grazie delle sue procaci protagoniste, lo stesso non può dirsi del proprio gameplay, quasi sempre eccessivamente ripetitivo e scontato. Con l’arrivo in occidente di Senran Kagura: Peach Beach Splash le cose hanno iniziato a farsi più interessanti, visto che si parla di uno stravolgimento completo di gameplay, sfruttando il pretesto della stagione estiva e delle battaglie con le pistole ad acqua per introdurre uno sparatutto action in terza persona, sempre infarcito di costumini succinti, gemiti e pose provocatorie. Ne sarà valsa la pena?

Scontri in spiaggia

Il ritorno della serie su PS4 pone cronologicamente questo episodio dopo Estival Versus, con un nuovo torneo alle porte, il leggendario Peach Beach Splash. Questa antichissima competizione avviene tra le ninja di tutte le accademie con in palio “l’oggetto dei propri desideri”. Per raggiungere questo ambitissimo premio, le nostre ragazze dovranno scontrarsi a colpi di schizzi d’acqua finché non ne rimarrà soltanto una, ma ad una condizione: saranno vietate tassativamente tutte le trasformazioni Shinobi. La storia si snoda attraverso la classica modalità principale, con cinque diversi episodi dedicati ad ogni scuola più uno di epilogo finale, oltre a una serie di archi narrativi secondari composti da una media di otto missioni ciascuno. Questa modalità garantisce una longevità più che eccellente ma purtroppo non riesce ad essere accattivante, dimostrando ancora una volta il punto debole puiù grande della serie Senran Kagura. Le missioni son infatti tutte uguali e faranno combattere il più delle volte contro NPC già apparsi durante i capitoli precedenti e non le altre Ninja. Quando questo succede però abbiamo i momenti più entusiasmati dell’intera campagna, e non capiamo perché non sono stati considerati come fulcro dell’opera. La storia risulta quindi abbastanza noiosa, e l’impressione è che sia tutto un pretesto per presentare il nuovo Senran Kagura Seven, il prossimo capitolo della serie che viene annunciato dopo i titoli di coda.

Ninja del villaggio vacanze

Se il comparto narrativo delude, dal punto di vista del gameplay abbiamo alcune succose novità. Il gioco è, come abbiamo già detto, uno sparatutto in terza persona molto tendente all’action, vista la presenza di attacchi da mischia e schivate repentine, oltra alla possibilità di volare per brevissimi tratti con una specie di jetpack caricato ad acqua. I combattimenti nelle arene limitate vedranno l’utilizzo di svariate armi, con la possibilità di equipaggiarne una tra le dieci a disposizione di varie tipologie, ognuna con le proprie caratteristiche. Doppie pistole, fucili a pompa, mitragliatrici e tante altre saranno a vostra completa disposizione. Adattabili completamente al vostro stile di gioco. Queste possono inoltre essere acquistate anche tramite DLC a pagamento, inficiando sensibilmente il bilanciamento nelle partite multigiocatore, cosa che prima era riservato solamente a opzioni estetiche come vestiti, costumi e parrucche. La novità che più ci ha entusiasmato è però la presenza di un mazzo da combattimento per ogni personaggio, che forniranno delle abilità peculiari per attaccare o difendersi, divise per potenza a seconda della loro rarità. Queste carte possono ribaltare completamente una situazione, fornendo anche supporto durante la battaglia, con scudi, blocchi di ghiaccio, palle di fuoco e tutto quello che negli episodi precedenti era peculiarità delle varie scuole Ninja. Nessuna trasformazione Shinobi quindi, ma i poteri sono ancora tutti qui. Inutile dire quanto questo influisca sulla personalizzazione delle ragazze, con mazzi costruibili con oltre 800 carte, tutte combinabili tra loro, mentre i doppioni potranno essere utilizzati per potenziare le statistiche delle armi. Una feature che alza nettamente la qualità del titolo, oscurando parzialmente il flop della modalità storia.

Per quanto riguarda le modalità secondarie, due sono le strade da seguire: la prima è il classico multiplayer con partite classificate e non, la seconda è la decisamente più promettente è la V-Road Challenge. Il multiplayer online vi farò scontrare contro altri giocatori trovati online in match completamente personalizzabili, con l’unico difetto che i mazzi dei giocatori non saranno limitati, ma potranno essere utilizzati indipendentemente dal proprio livello di abilità. Nessun tipo di bilanciamento quindi, e per questo vi consigliamo di iniziare le partite online dopo aver completato la storia, o quantomeno dopo essere entrati in possesso di un mazzo che possa essere definito tale. Magari un matchmaking meglio ponderato avrebbe evitato situazioni di questo tipo, ma comunque rimane una modalità tranquillamente godibile, soprattutto se non tenete troppo al piazzamento nelle partite online. La V-Road invece è una modalità single player che vi farà scontrare in tornei di difficoltà crescente contro altre shinobi dopo aver selezionato il vostro team di cinque personaggi. Vincendo le battaglie sbloccherete numerosi contenuti extra e carte, e la sfida è decisamente più elevata rispetto alla campagna principale, dato che i vostri avversari saranno solamente le altre shinobi. Il giudizio finale è decisamente positivo, sia in termini di divertimento che di soddisfazione.

L’insostenibile leggerezza dell’Ecchi

Non sarebbe ovviamente un Senran Kagura se non avessimo a disposizione l’ormai famosissima modalità guardaroba, dove potrete personalizzare completamente le vostre combattenti preferite e ovviamente molestarle a suon di manone giganti. Qui va a farsi benedire qualsiasi tipo correttezza, e va anche bene per certi versi, visto che parliamo di contenuti volutamente esagerati e fuori dalle righe che hanno sempre affascinato gli appassionati del genere. Senran Kagura è una serie particolare, che ovviamente può non essere apprezzata da chi prende le cose troppo sul serio, e va presa con tutta la leggerezza che la contraddistingue. Tutto questo vale ancora di più per questo Senran Kagura: Peach Beach Splash, data l’ambientazione particolare e le modalità presenti. Non a caso questo è il Senran migliore dal punto di vista tecnico, con eccellenti modelli per ogni singola combattente, anche durante le animazioni dei combattimenti. Le trasposizioni in 2D e il character design si mostrano in tutta la loro bellezza durante i filmati di gioco, con una qualità eccelsa in grado di far brillare gli occhi anche agli estimatori dell’anime. Ottima anche la colonna sonora originale, come sempre nelle produzioni orientali, e un plauso anche al doppiaggio, con gli attori giapponesi intensissimi come da tradizione e un ottima traduzione dei testi in lingua inglese.

PRO:

  • Una piacevole variazione della serie
  • Modalità V-Road divertente
  • Ottima introduzione del mazzo di combattimento
  • Tecnicamente il miglior capitolo della serie
  • Uno tsunami di fan service

CONTRO:

  • Modalità storia noiosa
  • Multiplayer online non bilanciato
  • Se non si è appassionati, difficilmente convincerà

Versione testata: PS4