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SEGA AGES Thunder Force AC | Recensione

La raccolta antologica Sega Ages, che ripropone su nuove console i classici arcade dell’azienda giapponese pubblicati negli anni ’90, si arricchisce ulteriormente di un nuovo importantissimo titolo. Thunder Force AC, shooter a scorrimento laterale pubblicato originariamente nel 1990 per Sega Mega Drive (conosciuto come Genesis negli USA) con il nome di Thunder Force III, poi convertito un anno dopo per arcade, approda dopo trent’anni su Nintendo Switch, un’ottima occasione per conoscere o riscoprire uno dei capisaldi del genere, fortemente acclamato in madre patria nonché fonte d’ispirazione per molti titoli nati a venire.

Pillole di storia

CyborgLa serie di Thunder Force, nata nel 1983 con il primo capitolo pubblicato solo in Giappone per la linea di computer Sharp X1, è riconosciuta tutt’ora fra le più importanti fra gli Shoot’Em Up a stampo arcade, avendo contribuito a gettare le basi per un genere divenuto cardine a cavallo fra gli anni ’80 e ’90. Ambientata nello spazio, la serie di Thunder Force vede protagonista la Galaxy Federation, un’organizzazione militare cosmica instituita per fronteggiare la minaccia dell’ORN, un impero fondato da un’Intelligenza Artificiale chiamata Khaos, determinata a sgominare l’intero genere umano in quanto ritenuto inferiore. Nel terzo capitolo della serie, qui riproposto nella sua riedizione “AC” destinata al mercato Arcade, la Galaxy Federation si trova nuovamente a dover fronteggiare i temibili cyborg dell’ORN, questa volta a bordo dello scintillante FIRE LEO-03 Styx, il vero protagonista di questo gioco. Sfrecciando nello spazio e sfruttando le potenti armi in dotazione di questa astronave, la Galaxy Federation dovrà intrufolarsi nella base nemica e distruggere Cerberus, una macchina senziente con lo scopo di difendere il quartier generale della ONR. Il gioco riuscì a strappare numerosi consensi all’epoca in cui uscì, venendo addirittura citato fra i “Top Mega Drive Games of All Time” dalla rivista Mega Magazine nel 1992, oltre che essersi conquistato un posto nella “Top console videogame of all time” redatta da Electronic Gaming Monthly nel 1997.

Verso l’infinito…

Con Thunder Force AC la serie mette in pensione il vecchio sistema esplorativo pluridirezionale sostituendolo con uno meno libero, ma più efficace e frenetico soprattutto in ottica Arcade divenuto poi standard degli Shoot’Em Up per cabinato e non. Thunder Force AC fu infatti fra i primi titoli di successo ad adottare un sistema di gioco a scorrimento laterale su binari, ormai divenuto un dogma di questo genere. I designer del gioco fecero un gran lavoro per donare alla propria creatura uno stile a metà fra il sci-fi delle astronavi e il biomeccanico dei nemici figlio dei vari Metroid, Journey to Silius e compagnia bella. Il gameplay variò con l’introduzione della possibilità per il giocatore di acquisire fino a cinque armi in contemporanea anziché “sovrascrivere” l’arma corrente una volta ottenuta quella nuova come nei più classici Shoot’Em Up, vi basterà infatti premere B per passare da un’arma all’altra. Una volta distrutta la propria astronave inoltre, perderemo unicamente l’arma in uso, e non tutte quelle in possesso. Altra novità introdotta all’epoca di questo terzo capitolo fu la possibilità di regolare la velocità della propria navicella fino a 4 livelli, dalla più moderata alla più rapida, utile per accorciare la distanza dal traguardo nei tratti più semplici, oppure per rallentare in caso di difficoltà. I 6 crediti a disposizione (9 nella modalità Kids) sono un buon compromesso per fare pratica avanzando comunque il più possibile nei 5 pianeti presenti nel gioco prima di esaurire le vite e i gettoni virtuali. Fortunatamente sarà possibile sbloccare nuove navicelle da utilizzare nelle run successive selezionabili dal menù principale del gioco, grazie alle quali sarà sempre meno complesso portare a termine l’avventura.

Trent’anni non sono certamente pochi, ma grazie alla splendida pianetaconversione fatta per Nintendo Switch, Thunder Force AC rimane un titolo godibile anche al giorno d’oggi, soprattutto se, come in questo caso, viene proposto ad un prezzo adeguatamente proporzionato. Grazie all’interfaccia ridotta, con bande di riempimento non invasive e anche esteticamente personalizzabile, il gioco mantiene la sua risoluzione classica permettendoci di apprezzare al meglio la coloratissima veste grafica a 16bit e lo splendido character design dei nemici. Veste grafica che non sfigura nemmeno se giocato collegando la console al televisore, nonostante comunque il titolo si presti principalmente per essere fruito in modalità portatile. Ad ogni Game Over potremo inoltre decidere di salvare il replay della nostra partita appena conclusasi, da rivedere e studiare in qualsiasi momento per migliorare in vista della prossima run. Altra chicca introdotta in questa riedizione è sicuramente la presenza della funzionalità HD Rumble, perfettamente integrata nel gioco, nonché la possibilità di godersi la splendida colonna sonora in full stereo. Il costo di 6,99€ sembra quindi essere corretto ed in linea con l’esperienza offerta, prezzo condiviso anche con le altre uscite della linea Sega Ages. Forse avremmo preferito un’unica collection a prezzo pieno tramite la quale accedere ai diversi classici Sega (19 quelli attualmente disponibili su Nintendo Switch) anzichè dover spendere oltre un centinaio di euro per poterseli accaparrare tutti.

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Matteo Marchetti

Matteo Marchetti

Musicista e videogiocatore incallito. Quando non è impegnato a produrre suoni orripilanti con il suo basso, lo troverete di certo a pigiare tasti sul pad per salvare un'altra principessa o per distruggere l'ennesimo boss.