Quelli targati Rockstar sono titoli capaci si scuotere il mercato, lo sappiamo bene. Sappiamo altrettanto bene che, come il nome stesso suggerisce, i titoli di Rockstar sanno farsi attendere, conducendoci, briciola dopo briciola, fino alla release ufficiale. Di Red Dead Redemption 2 ne abbiamo parlato tanto, abbiamo atteso anni interi affidandoci a brevissimi trailer, pezzettini di informazione, rumors e aspettative. Il rinvio di un anno è stato un colpo al cuore ma quando lo fa Rockstar sappiamo che è per il nostro bene, per il bene del titolo. Eccoci qui dunque, dopo cinque anni, ad analizzare la prima fatica di Rockstar sviluppata esclusivamente per Xbox One e Playstation 4, Red Dead Redemption 2 bussa alla porta dei giocatori con tanto di bandana sul volto ed esplode come un fulmine a ciel sereno rimettendo tutti al proprio posto.
Stringete le cinghie del vostro cavallo, salite in sella e non dimenticate il cappello, ci aspetta una lunga cavalcata.

Tutte le pistole hanno una voce

Quando Rockstar scende in campo, c’è poco da fare, tutto il mondo che ruota intorno all’industry scatta sull’attenti. Non si tratta di semplice rispetto, Rockstar Games è, dati alla mano, una delle più grandi software house del settore, un’azienda che è riuscita, nel corso degli anni, a rivoluzionare il modo di concepire il videogioco, plasmandolo, arricchendolo e portando sui nostri schermi alcuni tra i titoli più famosi in assoluto dell’intera storia dei videogiochi. Red Dead Redemption 2 ha dunque la strada spianata di fronte a se, ha ben poco da dimostrare, il suo unico compito è quello di introdurre Rockstar Games nel panorama dell’attuale generazione che, escludendo la rimasterizzazione di GTA V, non ha ancora potuto godere di un titolo firmato dalla software house americana.
Si tratta senza alcun dubbio dell’uscita più importante dell’anno e mentre scriviamo queste righe ,Red Dead Redemption 2 sta già infrangendo record su record. Raccontare l’esperienza vissuta con Red Dead Redemption 2 non è semplice, stiamo parlando di un titolo che non scende a compromessi e porta con se un mondo davvero sconfinato, un mondo in cui il giocatore verrà completamente immerso, un’esperienza unica che difficilmente verrà dimenticata. Freniamo però l’eccitazione e procediamo con calma, analizzando i vari aspetti del titolo.

Red Dead Redemption 2 narra la storia di Arthur Morgan e della banda di Dutch Van Der Linde, ricamando, all’interno di una cornice squisitamente western, un intreccio narrativo fatto di onore, famiglia, rispetto ma anche crimine, guerra, progresso e civiltà. Red Dead Redemption 2 non si limita infatti a raccontare le vicende di un singolo ma, pennellata dopo pennellata, dipinge un mondo sull’orlo dell’evoluzione, raccontando un’America selvaggia, apparentemente indomabile, che dovrà fare i conti con il progresso tecnologico e l’avanzare della civilizzazione. Arthur Morgan e la banda dovranno dunque combattere per la loro libertà contro un mondo in rapida evoluzione. Red Dead Redemption 2 è ambientato alla fine dell’800, un periodo che precede le vicende di John Marston, rendendo il tutto molto più accessibile per quei giocatori che non hanno avuto modo di giocare Red Dead Redemption. Ciò che più sorprende del comparto narrativo di Red Dead Redemption 2 è come questo riesca ad adattarsi perfettamente alle dinamiche di gioco del titolo. Come spesso accade nei videogiochi open world, ci si ritrova ad esplorare il mondo di gioco abbandonando completamente la quest principale e le vicende che interessano la storia al fine di immergersi semplicemente nel mondo di gioco senza che la trama del titolo disturbi le nostre azioni. Quella di Red Dead Redemption 2 è una storia che permea l’intero mondo di gioco

Quella di Red Dead Redemption 2 è una storia che permea l’intero mondo di gioco

, esplorazione e narrazione camminano di pari passo ed ogni nostra azione sarà contestualizzata all’interno dell’ecosistema del titolo, in questo modo le vicende che riguardano i nostri personaggi trovano il modo di insinuarsi in attività secondarie, sottovoce ma sempre presenti. Pur vestendo i panni di Arthur Morgan, quella raccontata in Red Dead Redemption 2 è la storia di un’intera generazione. Ogni personaggio appartenente alla banda ha una sua storia, un suo temperamento ed un suo modo di fare, al di là di Arthur e Dutch, Red Dead Redemption 2 dipinge altri personaggi, alcuni stravaganti, altri fumosi, magari ridicoli, riuscendo nell’ardua impresa di caratterizzare al meglio un’intera banda di banditi. Non vogliamo anticiparvi quasi nulla di quello che riguarda direttamente le vicende della storia, non vogliamo rovinarvi la sorpresa, possiamo però dirvi di mettervi comodi perché i ritmi narrativi di Red Dead Redemption 2 sono molto lenti. Il titolo si prende i suoi tempi, lascia che il giocatore respiri, si goda il mondo ed impari a conoscerne i pericoli, siamo lontani dalle produzioni moderne da questo punto di vista, Red Dead Redemption 2, come un buon vino, ha bisogno di respirare e va sorseggiato con calma, missione dopo missione, per poterne apprezzare il valore intrinseco. La scelta di adottare una ritmica narrativa decisamente lenta per quelli che sono gli standard odierni, rende Red Dead Redemption 2 una piacevole sorpresa, spesso, sia per esigenze economiche che di sviluppo, i titoli moderni tendono a concentrare l’esperienza in un’escalation di eventi che culmina con il finale, Red Dead Redemption 2 invece propone qualcosa di più ponderato, alternando fasi esplosive dal punto di vista narrativo ad altre più calme, di assestamento, mirate a consolidare nell’esperienza del giocatore, quello che è il naturale corso degli eventi.

Prepara tre casse

Nonostante l’incontestabile profondità narrativa di Red Dead Redemption 2, il vero cuore del titolo risiede nel mondo di gioco. Red Dead Redemption 2 raccoglie quanto di buono è stato prodotto negli ultimi anni e riesce a mettere sul piatto un’offerta davvero incredibile. Il mondo di Red Dead Redemption 2 è vivo, pulsante in ogni suo aspetto, ogni personaggio che lo abita segue delle dinamiche ben precise ed il suo modo di rapportarsi con noi è basato su numerosi fattori che vanno ad impattare direttamente sull’esperienza di gioco. Al di là delle dimensioni mastodontiche della mappa di gioco, ciò che colpisce è come tutti gli elementi riescano a vivere in armonia tra loro. Sarà compito del giocatore scegliere in che modo presentarsi al mondo, adattarsi a quest’ultimo seguendo le sue leggi. Il sistema di interazioni con gli NPC va infatti a tenere in considerazione non soltanto la nostra fama ma il modo in cui ci porgiamo al mondo, un Arthur ben vestito, rasato di tutto punto e pulito avrà un impatto diverso rispetto ad un personaggio trasandato, vestito di stracci e chiaramente malintenzionato. Red Dead Redemption 2 ci impone dunque uno stile di vita, un modo di presentarci al suo mondo, trasformando quello che troppo spesso viene visto come un semplice parco giochi all’interno del quale scorrazzare tra missioni ed attività secondarie in qualcosa che esige da parte del giocatore una certa considerazione. Tra le circa 500.000 linee di dialogo che compongono l’esperienza di gioco, dobbiamo dunque fare i conti con l’opinione che i personaggi non giocanti hanno di noi e non viceversa. Esplorare una cittadina nella quale siamo sconosciuti e dare una buona impressione di noi fa sì che gli abitanti ci rispettino, ci aiutino oppure che ci vedano di cattivo occhio, ci evitino, tutto dipende da noi. Quest’ultima frase riassume al meglio quella che è l’esperienza di Red Dead Redemption 2, un inno alla libertà che definisce un significato molto americano della parola, siamo liberi, con tutte le conseguenze del caso. Come in ogni western che si rispetti, quello di Red Dead Redemption 2 è un mondo spietato all’interno del quale il più forte sopravvive ed il più debole è destinato a perire, il vecchio west che ha forgiato i nostri personaggi sta però per sparire e Arthur e la sua banda dovranno trovare il loro posto nel nuovo mondo o morire combattendo per il vecchio. Un pensiero forse ridondante, già sentito diverse volte ma che assume un valore tutto nuovo in Red Dead Redemption 2. Durante la nostra prova abbiamo infatti assaporato questa libertà, ci siamo immersi nel mondo di gioco, abbiamo svaligiato banche, rapinato treni ma anche aiutato persone in difficoltà, dietro lauto compenso si intende. Il tutto stando alle regole di un mondo che ci mette a disposizione infinite possibilità, se ci dimostreremo abbastanza svelti da coglierle. Oltre alle tantissime attività secondarie come la caccia e la pesca ed alle missioni che non impattano direttamente con quelle che sono le vicende principali della trama, ci ritroveremo ad affrontare tantissimi incontri casuali, alcuni divertenti, altri più noiosi ma comunque unici tra loro. Scopriremo che aiutare una povera fanciulla che ha perso la strada di casa potrebbe rivelarsi una trappola finalizzata a rubare i nostri averi oppure aiutare dei condannati a morte a sfuggire al patibolo potrebbe portarci a salvare la vita a degli innocenti. In Red Dead Redemption 2 tutto torna, sempre. Durante la nostra esperienza di gioco abbiamo fatto tantissimi incontri casuali, alcuni di essi isolati, altri legati ad azioni precedenti da noi compiute durante il gioco, come per esempio incontrare un giocatore che abbiamo sconfitto a Poker che vuole ucciderci perché convinto che abbiamo barato oppure ancora incontrare il fratello di un uomo che abbiamo ucciso, intento a vendicare il suo caro. Anche se l’abbiamo già detto un paio di volte, Red Dead Redemption 2 propone quella che dovrebbe essere l’esperienza da open world, un mondo veramente vivo che non fa delle dimensioni il suo forte ma punta sull’intensità dei suoi contenuti per avvolgere il giocatore nelle sue atmosfere. Libertà significa anche la possibilità di vivere da fuorilegge, di rapinare innocenti o di provocare risse nei saloon, se siete tra quei giocatori che amano mettere a ferro e fuoco le città, il nostro consiglio è quello di coprirvi il volto perché nessun crimine resterà impunito. A differenza del classico sistema di stelle presente su GTA, Red Dead Redemption 2 propone un nuovo sistema di ricercato, decisamente più realistico ma molto più delicato da affrontare. Quando commetteremo un crimine dovremo infatti stare attenti ai possibili

Un inno alla libertà che definisce un significato molto americano della parola, siamo liberi, con tutte le conseguenze del caso.

testimoni e a quanto siamo riconoscibili dai personaggi di gioco, coprirsi il volto è un buon punto di partenza per sviare le indagini, se agiremo a volto scoperto verrà infatti messa una taglia a nome nostro sulla nostra testa, taglia che potrà portarci non pochi guai, soprattutto nei centri abitati. La taglia è commisurata al crimine commesso, così anche la reazione della giustizia. Se un furtarello o una semplice rapina ci porta ad essere ricercati ma non immediatamente riconoscibili, un omicidio di massa potrebbe far mobilitare anche gli agenti federali, mettendo in allerta un intero stato. Andare in giro con una taglia sulla testa ci espone infatti a tantissime eventualità, la prima di tutte è quella di essere riconosciuti, basta però rasare barba e capelli e cambiare vestiti per risultare meno riconoscibili, tuttavia saremo comunque nel mirino dei cacciatori di taglie che potrebbero farci una visitina di tanto in tanto per catturarci e consegnarci alla giustizia.

Nonostante la libertà offerta dal mondo di gioco, Red Dead Redemption 2 ci spinge comunque ad adottare una filosofia che mette al centro la nostra banda. Tornare all’accampamento, utilizzato come una sorta di Hub centrale, ci permetterà non soltanto di coltivare i nostri rapporti con i membri del gruppo ma di rifornirci, riposare ed accedere a tutte le risorse che ci servono durante le nostre esplorazioni. Arthur avrà infatti bisogno di riposare, mangiare e bere per potersi mantenere in forma, alimentando i nuclei di salute, resistenza e deadeye. Mangiare troppo o troppo poco causerà alcuni svantaggi come una resistenza limitata o un maggior ammontare di danni subiti durante i combattimenti, andando ad inserire all’interno del titolo una piccola componente survival che però non disturba il gioco ma introduce un sistema di crafting e di raccolta molto interessante che non invade l’esperienza di gioco con inutili complessità. Durante le nostre esplorazioni potremo infatti interagire direttamente con l’ambiente di gioco, raccogliendo provviste trovate in giro o più semplicemente cacciando animali e raccogliendo erbe, cucinando piatti prelibati sul fuoco da campo. Alcuni piatti più avanzati ci conferiscono dei bonus particolari, andando ad influenzare salute massima, resistenza e l’indicatore del deadeye.

Tra dieci minuti fumerai all’inferno

Ogni attività secondaria in Red Dead Redemption 2 è presentata con una cura davvero incredibile, la sensazione è quella che un piccolo team di sviluppo si sia dedicato solo ed esclusivamente a sviluppare un minigioco oppure un singolo aspetto del gioco. Tra le attività secondarie troviamo il Poker, il Black Jack, cinque dita, domino e tantissime altre distrazioni che sapranno immergerci sempre di più nel mondo di gioco. Tra le più interessanti troviamo sicuramente la caccia e la pesca, due attività molto importanti che, oltre a far parte di una macro-quest legata da un lato agli animali leggendari, dall’altro, grazie ad uno sconosciuto, ai pesci leggendari, ci permetterà non soltanto di guadagnare un bel gruzzoletto ma anche di creare nuovi vestiti, potenziamenti e miglioramenti per l’accampamento. La caccia impone regole abbastanza semplici ma comunque severe, più di duecento specie di animali vanno a popolare un mondo che presenta diversi ecosistemi che, tra prede e predatori, offrono un piatto decisamente ricco per tutti coloro che vorranno avventurarsi tra i boschi di Red Dead Redemption 2 alla ricerca della preda perfetta. Anche la cura per le armi e l’equipaggiamento rappresenta un punto importante nell’esperienza di gioco, un arsenale imponente, costituito da 50 diverse armi, divise per classi, ci permette di personalizzare tantissimi aspetti delle nostre bocche da fuoco. Partendo dal semplice revolver fino ad arrivare alle armi più avanzate, il grado di personalizzazione funzionale ed estetico dell’arma ci porterà a scegliere la rigatura della canna, il materiale che compone le diverse parti e tutte le decorazioni estetiche del caso, rendendo di fatto ogni singola arma unica nel suo genere. Anche nel caso delle armi è richiesta una certa attenzione, l’usura tende infatti a diminuire le prestazioni del nostro arsenale e sarà nostra cura pulire le armi con l’olio per armi in modo da renderle il più efficienti possibile. Non soltanto le armi da fuoco vanno però a comporre la gamma di oggetti utilizzabili dal nostro personaggio, tra binocolo, macchina fotografica, coltelli e lazo, Red Dead Redemption 2  propone una vastissima gamma di azioni ed interazioni che vanno oltre il semplice sparare. Il gunplay del titolo si rifà moltissimo a quello già visto su GTAV, modificando semplicemente la stabilità ed il raggio d’azione delle armi così come il rateo di fuoco in base alla tipologia di arma utilizzata. Unica pecca in un gameplay altrimenti perfetto sta nei movimenti del personaggio,

Red Dead Redemption 2 rappresenta ad oggi il titolo graficamente più incredibile mai visto su console

spesso troppo lenti e poco reattivi nelle situazioni più calde, il sistema di comandi sicuramente non aiuta e non ci permette sempre di sfruttare a dovere le coperture offerte dal gioco. Alcune pecche che non riescono però a scalfire la qualità di un titolo che ha davvero tantissimo da esprimere, basta semplicemente un po’ di dimestichezza con i comandi per non avere problemi di sorta. Passerà qualche ora prima che vi abituerete completamente ai comandi e non preoccupatevi se, nell’intento di interagire con un personaggio, gli punterete l’arma addosso scatenando un putiferio, è successo anche ai migliori.
Un altro, importantissimo, pezzo del puzzle che compone l’esperienza di gioco di Red Dead Redemption 2, è il nostro cavallo. Quello con il cavallo è un rapporto tra uomo e animale enfatizzato dal legame che unisce il nostro personaggio al nostro destriero in maniera indissolubile. Il cavallo rappresenta non soltanto un mezzo di traporto ma un vero e proprio amico da curare, nutrire e calmare nelle fasi più concitate. Incrementare il nostro legame con il cavallo ci permetterà di sviluppare un rapporto più profondo con l’animale, permettendoci non soltanto di aumentarne le prestazioni ma anche di sbloccare nuove mosse ed aumentare il raggio nel quale il nostro cavallo sentirà il nostro fischio e correrà in nostro soccorso. Insomma, non basta comprare uno stallone qualsiasi per sentirsi il cowboy più veloce del west ma bisogna creare un legame di fiducia reciproca con il nostro animale. Anche in questo caso potremo personalizzare tantissimi aspetti come la sella, le bisacce, le redini e tantissimi altri elementi, alcuni puramente estetici, altri che invece miglioreranno le prestazioni del nostro cavallo.

Quella offerta da Red Dead Redemption 2 è dunque un’esperienza a 360° che si preoccupa di curare ogni singolo aspetto, anche il più recondito al fine di proporre un titolo davvero completo che enfatizza il concetto di open world e porta con se una serie di elementi e meccaniche che vanno a riempire di attività gli immensi spazi che compongono la mappa.

Non basta una corda a fare un impiccato

A definire i contorni di un’esperienza di gioco al limite della perfezione troviamo un comparto tecnico davvero impressionante. Red Dead Redemption 2 rappresenta ad oggi il titolo graficamente più incredibile mai visto su console, la gestione delle luci, i dettagli e la resa grafica, conferiscono al mondo di gioco un realismo, una profondità ed una bellezza davvero senza pari, giocando sembra di sentire la brezza pungente del mattino che ci investe mentre cavalchiamo tra le praterie ancora avvolte nella penombra, è davvero indescrivibile quella sensazione che si prova una volta immersi nel mondo di gioco. Ogni elemento, sia climatico che ambientale, influisce direttamente sul personaggio, che sia fango, pioggia, neve o escrementi di animale pestati accidentalmente, il giocatore provoca, il mondo di gioco risponde e lo fa in modo meraviglioso. Ai 1080p e 30FPS della versione Playstation 4 e Xbox One si affiancano i 4K dinamici sempre a 30FPS della versione Playstation 4 Pro, per finire all’apice dell’esperienza con la versione migliore, quella per Xbox One X che con i suoi 4K nativi riesce a fare la differenza. A dispetto di quel che si possa pensare, i 30FPS non pesano più di tanto sull’esperienza di gioco, sebbene a Saint Denis abbiamo notato qualche sporadico calo di frame, nulla di tragico ma già veder girare qualcosa come Red Dead Redemption 2  sulle console attuali ci ha sorpreso e non poco. Anche il taglio artistico contribuisce a creare una splendida cartolina di quella che è una delle ambientazioni più iconiche dell’immaginario collettivo. Il Far West disegnato dalle abili mani di Rockstar è davvero una perla da godersi piano piano, senza correre. La durata del titolo è quasi indefinita, tutto dipende da come vi approcciate al gioco, una run veloce potrebbe portarvi via dalle 50 alle 60 ore, senza tener conto di tutte le attività secondarie, se invece decidete di affrontare Red Dead Redemption 2 non come una corsa contro il tempo ma come una vera e propria esperienza di gioco e di vita allora cento ore non basteranno per colmare la vostra sede di west. Tra collezionabili, sconosciuti, missioni secondarie ed attività, Red Dead Redemption 2 saprà tenervi compagnia per diverso tempo, nonostante siamo qui ad analizzare il titolo, torneremo ancora a cavalcare quelle praterie e quelle distese erbose, non ne abbiamo abbastanza, c’è ancora molto da scoprire. Red Dead Redemption 2 è un capolavoro senza mezzi termini, sono davvero pochi i titoli che si avvicinano all’opera di Rockstar, un prodotto mastodontico, immenso, affascinante e profondo che ridefinisce il concetto di open world e va a stabilire nuovi standard per il genere. Un titolo da avere, da giocare e da vivere senza mezzi termini, senza compromessi, il miglior titolo di questa generazione di console.

PRO:

  • Libertà nella sua forma più pura
  • Un mondo ricco, vivo e pulsante
  • Trama avvincente, ben cadenziata
  • Personaggi ben caratterizzati
  • Graficamente incredibile
  • Una nuova frontiera per i titoli open world

CONTRO:

  • Sistema di controlli leggermente scomodo
  • Movimenti del personaggio un po’ troppo lenti

Voto finale: 10

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RASSEGNA PANORAMICA
VOTO FINALE
10
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Alessandro Di Liberto
Cresciuto a pane, Pink Floyd e videogames, Alessandro è il tipo di videogiocatore che riuscirebbe a far spuntare notifiche di obiettivi e trofei anche su un Sega Master System. Non esiste nel continente persona più adatta a rivelarvi tutti i segreti dei vostri titoli preferiti. Assicuratevi solo di portare con voi dei calendari di ricambio nel caso in cui gli chiediate di provare giochi che presentano instabilità nel multiplayer, bug e glitch.