Probabilmente vi ricordate quelle oscure giornate di pioggia, dove l’odore di ozono ed elettricità si mescolano all’aria fredda e il buio sembra permeare tutto. Non appena tornati dal lavoro o dalla spesa, la solita routine quotidiana, vi rintanate dietro una tazza di thè caldo e qualche biscotto – magari proprio davanti al pc – rassicurati dalla familiarità del vostro desktop. Potrebbe essere una di quelle giornate malinconiche in cui guardate la vostra libreria ansiosi di provare un nuovo gioco, o sbuffando perchè “cavolo, gioco sempre a queste quattro cose. Quand’è che uscirà qualcosa che catturi il mio interesse per davvero?”
Rainswept potrebbe passarvi sotto gli occhi, come una di quelle belle giornate soleggiate dove non fa freddo e l’aria pulita invoglia ad andare a fare una passeggiata. Potreste passarlo in un solo istante, osservandolo un po’ da lontano, oppure potreste appropriarvene e far entrare un po’ di vento fresco nella solita vita. Qualsiasi cosa decidiate di fare, ricordate che una sola scelta potrebbe influenzare il vostro destino. Perchè come la nostra avventura spiega, l’importante è ricordare.

John Costantine, ma senza magia

Rainswept è un gioco d’avventura murder mistery in 2D a scorrimento laterale, che ricorda molto da vicino titoli come The Cat Lady e The Silent Age, allontanandosi però dall’oscuro orrore del primo e dalla trama da thriller fantascientifico del secondo. La storia si svolge nell’anno 1996 nella ridente cittadina di Pinewiew, un tipico paesello americano che vede la sua solita armonia infranta da due morti improvvise.
Il protagonista, il Detective Michael Stone, viene così chiamato ad assistere la polizia locale in quello che sembra il tipico caso da omicidio-suicidio ai danni di una coppia locale da tutti definita irruente e litigiosa. Al Detective Stone, tipico uomo dalle spalle larghe in trench coat che fuma come una ciminiera (a pressione di un tasto, anche) dopo averne viste da una vita, verrà affiancata l’agente di polizia Blunt che lo aiuterà a dipanare una storia molto più ampia di quello che inizialmente sembra.

Quello del Detective è un duro lavoro e pieno di taccuini

Rainswept è un classico scorrimento 2D, con meccaniche semplicissime legate alla pressione di pochi tasti per muoversi nell’ambiente e all’utilizzo del mouse per raccogliere indizi o interagire con oggetti e persone. Volendo, si possono usare anche solo i comandi da tastiera in cambio di una minore recettività nel far partire le azioni possibili.
A questo tipo di gioco ormai ben collaudato si aggiungono le panoramiche evocative, disegnate con sapiente utilizzo dei colori pastello e di gradienti, ed i personaggi caratterizzati da un design piacevole e riconoscibile nonostante lo stile ridotto all’essenziale. I movimenti meccanici dei personaggi potrebbero lasciarvi qualche dubbio all’inizio, specie se siete abituati a titoli di ultima generazione con animazioni complesse, ma col passare del tempo non vi peseranno e anzi, passeranno inosservati perchè darete priorità alla narrazione e ai disegni. Inoltre, questo rappresenta un’occasione per concentrarsi sui punti di forza del gioco: primo tra tutti, la presenza di una mappa, di un taccuino disegnato dal Detective fornito di semplici schemi per ricordare le situazioni che mano a mano gli passeranno davanti – elemento essenziale in giochi ricchi di trama, che era stato tolto per promuovere l’intuitività ed ora sta ritornando al allietare i giocatori – e di un’utilissima lista di “cose da fare” che ci permetterà sempre di raccapezzarci su dove andare e chi incontrare. In effetti, nonostante Rainswept abbia una trama estremamente lineare, risulterà essenziale tenere gli indizi continuamente sott’occhio per non fare un casino e proseguire nella giusta direzione. Non avremo però un’inventario fisso: spesso e volentieri ci saranno situazioni che ci richiederanno oggetti da raccogliere e poi usare subito, ma senza disporre di un vero e proprio zaino dove poterli conservare.

Iniziando a parlare della vera anima di questo titolo, è necessario sottolineare quanto Rainswept sia un piacere alla vista dall’inizio alla fine. Gli interni, i fondali e lo stile di disegno sono un tratto distintivo che colorerà subito la vita del Detective Stone, a volte con toni vivacissimi e a volte di tinte tenui, illuminate da piccoli elementi di luce che riscalderanno l’atmosfera, anche la più buia, lasciandovi sempre una piacevole sensazione di serenità. In effetti l’oscurità non sarà mai prevalente o troppo angosciosa, troppo fitta o infame, cosa che appare una scelta consapevolissima da parte dei creatori. Qualsiasi cosa vi capiti, per quanto strana, troverete sempre un piccolo alito di speranza o un angolo di semplice gioia al quale affidarvi.
Un altro fattore fondamentale è la colonna sonora, il cui uso sapiente è comparabile a quello fatto in The Banner Saga o Life is Strange. Chiunque abbia giocato a questi titoli si ricorderà il peso della musica che accompagnava il giocatore durante i lunghi viaggi e le avventure dei protagonisti, rese più tranquille o rocambolesche proprio in relazione alla traccia usata e ai rumori di fondo. Anche in questo caso, le melodie delicate sapranno suscitarvi momenti di dolcezza o malinconia e aiuteranno il giocatore ad affezionarsi al Detective e ai molti dei personaggi che lo accompagnano, instillando la lacrima facile ai più emozionabili. Alcuni silenzi calcolati vi regaleranno momenti di pace indecifrabile, interrotti solo dal rumore della pioggia o dal chiacchiericcio lontano della gente, mentre altri seguiti da tracce squillanti e meno armoniose vi permetteranno di entrare nel giusto clima di tensione che accompagna sempre una feroce, spietata ricerca degli indizi.

Oltre a tutto questo, abbiamo i personaggi, il vero punto focale di Rainswept. Nel coinvolgerci nella loro quotidianità, sia il Detective che i comprimari riflettono tutte le sfaccettature di un essere umano verosimile: ognuno ha i suoi pregi e difetti e questo si rispecchierà molto nei dialoghi e sullo stile della narrazione, che prenderà il via pian piano per poi infittirsi, lasciando spazio a dubbi e ad una crescita lenta ma costante, così naturale da spiazzare anche chi è abituato a buone trame. Tra tutti, è ovviamente il protagonista, il Detective Stone, che ha un impatto decisamente forte sul giocatore fin dall’inizio: le sue domande, i dubbi di natura morale e personale si moltiplicheranno davanti a incubi sempre più frequenti e tormentati, che rivelerenno stralci inquietanti sul suo passato. Avremo inoltre a disposizione una parziale scelta di caratterizzazione del Detective Stone tramite risposte diversificate che modificheranno – nel bene o nel male- le reazioni degli altri personaggi. Questo rende interessante Rainswept sopratutto dal punto di vista di un’eventuale rigiocabilità, poichè possiede due finali che cambiano, almeno alla fine, in base al risultato delle vostre scelte.

Leggero, ma forte

Il titolo è fortunatamente stretto sui requisiti, (Windows 7, 1.7 GHz Dual Core, 4 GB di Ram, Scheda video Intel HD 4000, 1103 MB di memoria) quindi perfetto da giocare anche sulle macchine datate o non proprio adeguate all’ultimo modello. Parlando dei dialoghi, chi giocherà li troverà incredibilmente ben inseriti nel contesto, e così credibili rispetto al personaggio che sta parlando da sorvolare sulle ripetizioni o sul classico problema della meccanica “bisogna per forza spegnere la luce prima di andare a dormire”.
Sembra tutto incredibilmente bello, ma Rainswept è davvero privo di difetti? Ovviamente no. Il gameplay è semplice e ripetitivo, e cade nella stessa trappola che tocca tutte le avventure grafiche. La disponibilità limitata a PC o Mac lo rendono usufruibile solo da chi dispone di questi ultimi, e la lingua si limita al solo inglese scritto. Una pecca per chiunque non mastichi bene l’inglese, che però viene parzialmente alleggerita dall’uso di termini semplici e di facile comprensibilità.
Inoltre muoversi per la città sarà per certi versi disagevole: il gioco usa i cartelli delle vie per spostarsi da un’inquadratura all’altra, cosa che alle lunghe diventerà scomoda e ripetitiva, costringendovi a percorrere anche tutta l’area di gioco nella sua lunghezza se per caso non doveste trovare il cartello giusto.

PRO:

  • Grafica evocativa, bello e colorato
  • Gameplay facile e lineare
  • Ottima trama
  • Soundtrack spettacolare
  • E’ un gioco apprezzabile anche da chi non ama il genere

CONTRO:

  • Potrebbe risultare troppo lineare per alcuni
  • Temi non alla portata di tutti
  • Movimenti un po’ macchinosi
  • Longevità limitata a pochi elementi di contorno che modificano i finali

Versione disponibile: PC (Steam – v1.0.13b, GoG)
Versione testata: PC, Steam v1.0.13b
Piattaforma: Pc, Mac
Pegi: 18+
Longevità: 7 ore
Sviluppatore: Frostwood Interactive
Editore: Frostwood Interactive
Distributore: Steam, GOG
Lingua: inglese
Data di rilascio: 1 febbraio 2019
Tipologia: Avventura, indie, 2d

Voto: 7

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RASSEGNA PANORAMICA
VOTO FINALE
7
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Erika Berselli
Giocatrice di ruolo e videogiocatorice vorace. Le piace sparire dal vivo quanto fare il ladro o muoversi nello stealth. Amante degli horror (nonostante poi non ci dorma per sua stessa ammissione) e dei gdr.