Cosa succederebbe se i creatori di Steins; Gate e Zero Time Dilemma creassero un prodotto giusto un poco erotico, tantissimo ironico, e divertente in maniera imbarazzante? Punch Line, graphic novel in stile anime, ne è il risultato: prendete un adolescente in piena crisi ormonale ed impeditegli di addocchiare al guardaroba delle ragazze, pena la fine del mondo. Insomma, fare della castità una virtù non è mai stato così difficile in un videogioco – nemmeno San Francesco avrebbe potuto venirne fuori a colpi di frustate e salti nelle spine, circondato da giovani ragazzine procaci in pose da intimo sexy e tanta beata ignoranza.

Bianche mutandine

In realtà, Punch Line è la riproposizione dell’omonimo anime e ne segue la trama da vicino, ripercorrendone le vicende. Il disastroso protagonista, Yuta, è la riproposizione di un adolescente giapponese represso con tanto di rivolo di sangue che cola dal naso alla presenza di un po’ di lingerie: come Goku davanti al cibo, anche Yuta risveglia in sè una forza incredibile quando si trova coinvolto in un attacco terroristico all’interno di un autobus – vedendo le mutandine della supereroina giunta a sventare il colpo. Quando però diviene la damigella di turno, venendo salvato dalla stessa, una folata di vento e una sventolata di mutanda lo uccidono sul colpo.

Diventato uno spirito e ricondotto al dormitorio femminile chiamato Korai House in cui vive scopre da un gatto fantasma – l’unico che lo vede e può interagire con lui – che il suo corpo è in realtà stato preso da un altro, e che per ritornare nei suoi panni Yuta deve trovare il libro indiano Nandara Gandara nascosto da qualche parte nell’abitazione. Fin qui, che problema ci sarebbe?

Accade che la sfiga lo voglia al suo fianco per forza di cose: la sua esistenza terrena e spiritica è collegata ad un asteroide in procinto di schiantarsi sulla terra. Se Yuta non riuscirà a tornare nel proprio corpo e a ostacolare i piani di questo gruppo terroristico fautore dell’attacco – che apparentemente è un gruppo religioso con la cattiva idea dell’estinzione di massa – il mondo finirà. Al danno si aggiunge la beffa, perchè Yuta non può assolutamente vedere qualche mutandina di troppo senza scatenare l’apocalisse: se dovesse eccitarsi troppo, il meteorite farà comunque la sua strada verso il pianeta sterminando tutti.

Lento ma coinvolgente

Punch Line è un concentrato delle bizzarrie giapponesi che combina storie leggere a conseguenze devastanti in modo che tutto sembri sensato e anche divertentissimo. Punch Line è di fatto una stravagante visual novel narrata da Kotaro Uchikoshi, autore della saga Zero Escape, la cui peculiarità è di variare il ritmo narrativo e di lettura con periodici puzzle accuratamente pensati.

Il gioco, dopo la ricca introduzione, ci lascia in compagnia del gatto Chiranosuke che ci spiegherà tutto quello che c’è da sapere sui fantasmi e sulla nostra nuova eterea esistenza. Il tuturial è strutturato apposta per abituarci alle sezione puzzle che servono sopratutto a spaventare le ragazze che abitano il dormitorio, azione utile ad ottenere dei punti azione detti Soul Fragment. Questi punti ci permetteranno di avanzare di livello e poi di interagire con lo scenario e le varie stanze in maniera attiva tramite i nostri poteri spiritici. In altre sequenze strutturate, le varie interazioni dovranno concaternarsi per compiere lo scopo della missione assegnata. Nel bene e nel male, il livello di sfida è accessibile a tutti: i puzzle sono basilari, semplici e le concatenazioni difficili da sbagliare.

In surplus a tutto questo, ci sono le storie di ogni ragazza del dormitorio, che assieme a Yuta creano una complicata narrazione volta a scoprire i legami che uniscono tutti, conditi da colpi di scena e situazioni imbarazzanti. E’ ovvio che ci propongano una situazione apparentemente comica e leggera, per poi rivelarci pian piano una trama decisamente più seria e complessa. Perfino le tematiche, tra una risata e l’altra, arrivano sempre ad essere molto profonde: più si scoprono dettagli sulle comprimarie e più si comprende il perchè un png si comporti in un dato modo, spingendoci ad una riflessione sui sentimenti che animano l’umano e alle conseguenze degli stessi. Mutandine e dettagli erotici molto light rimangono comunque fulcri del gioco, nonostante il lato serio. Proprio come in Steins; Gate, i personaggi considerabili come stereotipi finiscono per non esserlo attraverso un intenso approfondimento guidato dal protagonista. Punch Line calca molto la mano su questo ma rimanendo lineare e qualitativamente superiore e diverso rispetto ad un qualsiasi dating simulator.

Per esempio, lo sfortunato Yuta ha reazioni piuttosto vistose davanti alla candida biancheria come molti altri studenti di svariati anime prima di lui. Questo viene però implementato nel gameplay tramite una meccanica che sposterà le nostra visuale sull’intimo in qualsiasi momento appaia su schermo. Noi potremmo restare anche lì a sollazzarci, ma se guarderemo troppo a lungo la barra di pericolo si riempirà, portando al gameover istantaneo (il meteorite che si schianta sulla terra) nel caso si superasse la tolleranza.

L’unica pecca della produzione, una pecca comunque piuttosto naturale per questo tipo di gioco che approfondisce molto e tutto, è che il gameplay e la struttura generale paiono davvero lenti e faticano a tenere incollato un giocatore non attratto dalla complessità della trama oppure non fan della serie originale. Punch Line è strutturato in venti episodi proprio come se fosse un anime, ed ogni episodio ha una sigla di apertura e chiusura impossibile da saltare, tanto per dire. Allo stesso modo, le schermate di caricamento spezzettano troppo l’azione, magari anche quando non richieste.

Colorato e bello, ma mal gestito

Essendo principalmente una visual novel, la trama è sicuramente la parte del comparto che colpisce maggiormente. Nonostante l’incedere lento del prodotto, come in ogni videogioco in cui la lettura sia l’elemento fondamentale, non ci si stanca troppo anche per la buona qualità della storia narrata, e della varietà inserita nel gameplay a livello di meccaniche, anche se esse stesse diventano ad un certo punto troppo facili da gestire.

In versione Steam, che è quella da noi provata, il vero gioiello del gioco sono i modelli tridimensionali delle giovani fanciulle, che pur restando in linea con lo stile giapponese risultano molto carini a vedersi e che trasmettono in maniera accurata emozioni e reazioni che non si ripetono di frequente, col risultato di dare al videogiocatore dei personaggi molto “vivi”, esteticamente accattivanti. L’uso del colore è abbondante ma accurato e risulta fresco, per poi assumere toni più adulti quando si tratta di fare del vero e proprio fanservice, facendo apparire le ragazze che animano la casa più adulte e sensuali.

Anche le animazione funzionano, e lo stile del videogioco ricalca quasi perfettamente la serie televisiva, spronando il giocatore a dare una curiosa occhiata anche all’anime.

L’ambiente del dormitorio è invece realizzato con una grafica 3D che non riflette quella usata per le ragazze, trattata molto grossolanamente, così come le varie stanze dei personaggi che pur essendo accurate e piene non rimangono dettagliate come ce le aspetteremmo: lo stile generale è insomma ancora lontano da quello dei giochi moderni in stile anime, così come la fluidità. Ad esempio, per quanto buone, le animazioni subiscono delle pause dovute alla loro attivazione rispetto al dialogo scelto, il che crea diversi problemi tra le linee audio di dialogo e quelle scritte.

Il comparto sonoro, sebbene stravagante, è originale e ricco di varianti, specie per le bellissime opening ed ending di ogni episodio che terranno compagnia al giocatore alla fine e all’inizio di ogni capitolo.

Parlando di longevità, quella di Punch Line è discreta: venti-venticinque ore sono l’ideale per un prodotto che non abbandona immediatamente il giocatore ed appassiona, anche con tutti i suoi difetti. La divisione in episodi è ideale per gustarselo con calma, e lo rende fruibile ad ogni tipo di giocatore, abituale od occasionale.

Quanto ai dialoghi, sono completamente in giapponese sottotitolati in inglese, così come l’interfaccia sempre del tutto in inglese. Purtoppo non c’è presenza di nessun’altra traduzione al momento.

PRO:

  • Bella trama

  • Musiche ben fatte

  • Leggero e divertente

  • Modelli 3D delle protagoniste carini e curati

CONTRO:

  • Il resto è graficamente mediocre

  • I puzzle sono molto lenti a causa delle interruzioni dovute al testo da leggere

  • Preso nell’interezza e non a episodi, risulta ripetitivo

Piattaforma: PC, PS4, PS vita

Pegi: 16+

Longevità: 20-25 ore

Sviluppatore: MAGES. Inc.

Editore: PQube Limited

Lingua: inglese (interfaccia e sottotitoli)

Anno: 23 maggio 2019

Tipologia: Visual novel, GDR, Anime

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