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Recensione | Project Cars 2

Slightly Mad Studios torna alla carica con Project Cars 2, sfidando a viso aperto i colossi del racing game in quella che sarà una competizione senza esclusione di colpi. Project Cars 2 ha l’occasione di dimostrare il valore dello studio dietro a Need For Speed Shift attraverso l’evoluzione di quello che è nato come un semplice progetto Kickstarter ed è diventato uno dei titoli più importanti nel panorama dei racing games.

Simulazione ad ogni costo

Project Cars nasce dalla voglia di imporsi su un mercato fatto di colossi immortali come Gran Turismo e Forza Motorsport. I ragazzi di Slightly Mad Studios, che ricordiamo per Need for Speed: Shift e Shif 2: Unleashed, hanno deciso dunque di sfidare il mercato, ormai saturo di arcade e simularcade, attraverso un ambizioso progetto basato sulla simulazione e sul realismo. Dopo aver raccolto ben 5 Milioni di dollari su Kickstarter, Project Cars è dunque divenuto realtà. Il titolo, pur essendo basato sul foundraising, è arrivato sul mercato in ottime condizioni ma, come spesso accade in casi del genere, afflitto da molteplici bug e diverse problematiche soprattutto nella versione per Xbox One e Playstation 4. Il supporto di Bandai Namco per Project Cars 2 rappresenta dunque una rete di salvataggio non indifferente, permettendo a Slightly Mad Studios di proporre quella che si presenta come una diretta evoluzione del primo capitolo.

Il primo impatto con Project Cars 2 evidenzia una generale pulizia già a partire dai menù, molto più accoglienti e reattivi rispetto al precedente capitolo, che vanno a formare una sorta di Dashboard dalla quale accedere alle varie modalità ed a tutte le funzionalità che il titolo propone. Dalle gare rapide alla carriera per finire alla gigantesca sezione dedicata all’esport e alla community, Project Cars 2 sembra avere le idee chiare sin da subito. L’obiettivo è come sempre la simulazione, simulazione a tutti i costi che mira ad un realismo estremo lasciando uno spiraglio per coloro che si approcciano per la prima volta al mondo dei simulatori. Project Cars 2 è indubbiamente un titolo meno clemente di quanto potrebbe esserlo Forza Motorsport o Gran Turismo e tende a punire il giocatore troppo incauto o generalmente poco preparato.
Tenendo a mente questo concetto è doveroso specificare quanto l’esperienza di gioco di Project Cars 2 sia a tutti gli effetti malleabile e personalizzabile in ogni aspetto. Il giocatore parte infatti con dei settaggi predefiniti privi di aiuti, lasciando che sia la strada a battezzare la prima esperienza di gioco, dura, reale e poco adrenalinica se comparata ai diretti competitor del genere. Dopo aver preso qualche botta è il tempo di adattare il sistema di guida alle effettive capacità del giocatore, permettendogli di scegliere tra tantissime opzioni ed aiuti in modo da trovare quel giusto bilanciamento tra difficoltà e gratificazione. Project Cars 2 non è un titolo facile e semplice, si tratta di un prodotto sviluppato e curato al fine di presentare qualcosa di reale, tangibile in ogni suo aspetto con una cura davvero maniacale per quanto riguarda i dettagli.
Tra le caratteristiche più importanti troviamo il LiveTrack 3.0, un sistema di droni e scansioni laser che hanno permesso a Slightly Mad Studios di riprodurre in modo assolutamente realistico e fedele i tracciati presenti nel titolo. Non parliamo semplicemente di fattezze estetiche ma di conformazione del terreno, condizioni atmosferiche e stato dell’asfalto. Giusto per fare un’esempio: in una gara con la pioggia le pozzanghere che si andranno a formare saranno le stesse che si formerebbero nel tracciato reale, negli stessi punti e con la stessa densità, parliamo di questo tipo di realismo. Se è vero che funzioni del genere impressioneranno soltanto coloro che hanno effettivamente gareggiato su quei circuiti, la cura e la dedizione verso il realismo totale sono davvero ammirabili, la passione per questo sport diventa culto su Project Cars 2.

Maniaci dei numeri

Ciò che sorprende di più quando si ha tra le mani un simulatore come Project Cars 2 è l’incredibile mole di dettagli e valori che vanno tenuti in considerazione ancora prima di scendere in pista. Densità delle gomme, assetto, carburante vanno a costituire una base solida sulla quale impostare una strategia di gioco diversa in ogni weekend di gara basandosi non soltanto sulle condizioni atmosferiche ma anche e soprattutto sul circuito di gara. Project Cars 2 raddoppia il suo parco auto, proponendo più di 170 vetture curate al minimo dettaglio e progettate per risultare realistiche in ogni condizione. Tantissime classi che spaziano dai Kart al RallyCross rendono Project Cars 2 un titolo completo dal punto di vista contenutistico.
Tra il dire e il fare c’è però di mezzo un mare di difficoltà e alcune auto risultano ovviamente meno fedeli di altre soprattutto quando si compete nelle classi minori. I Kart presenti nella carriera ad esempio non hanno subito quasi nessun cambiamento rispetto a quelli presenti nel primo capitolo risultando ancora una volta troppo rigidi da maneggiare e poco realistici così come altre vetture di classe minore che vanno a fare da contorno senza avere una reale importanza nell’economia di gioco.

Uno dei punti più critici del capitolo precedente era proprio la fisica, elemento indispensabile al fine di concretizzare il lavoro di simulazione e realismo. Project Cars 2 ha fatto sicuramente diversi passi avanti ma il lavoro da fare è ancora tanto, tantissimo. La sensazione di avere tra le mani un bolide solidamente incollato all’asfalto viene tradita da una fisica ballerina che va a tradursi in collisioni improbabili e condizioni di guida spesso poco realistiche. Le gare sul bagnato prendono ad esempio una piega tragicomica nonostante la presenza di aiuti elettronici o meno. È improbabile che una supercar moderna, dotata di TCS, ABS e tutta la strumentazione necessaria per mantenere un’andatura regolare, non sia capace di percorrere anche a basse velocità un rettilineo bagnato. Project Cars 2 si scontra dunque con un muro ancora troppo alto da scalare, perdendo diversi punti quando si tratta di tradurre in fatti tutta la pianificazione meticolosa che si nasconde dietro ad una simulazione impeccabile.
L’esperienza di gioco in generale riesce però a coinvolgere il giocatore e lo fa attraverso un meteo dinamico ben sviluppato che riesce a cambiare radicalmente le sorti di una gara anche in poche curve. Uno dei tratti più importanti dell’intera produzione riguarda le gomme, non più rigide ma realmente malleabili, queste riescono ad avere un feedback incisivo sull’esperienza di guida anche usando un semplice pad. Salire su un cordolo ad alte velocità darà quella sensazione di sbilanciamento ed instabilità generale della vettura così come attraversare un dislivello in curva.

Dalle stalle alle stelle

La modalità più importante di Project Cars 2 è ovviamente la carriera. Capace di dare un senso di continuità altrimenti assente nelle isolate competizioni veloci, la modalità carriera di Project Cars 2 si presenta in pompa magna mostrando le decine di classi e permettendo al giocatore di debuttare con i principianti per poi scalare in classi via via sempre più potenti o di iniziare il proprio viaggio a bordo di un bolide. Ricordiamo che non esiste una valuta in gioco per Project Cars 2 e tutte le vetture sono già sbloccate dall’inizio. A differenza della carriera presente nel precedente capitolo, quella di Project Cars 2 appare più spenta e distaccata e fornisce al giocatore meno elementi con i quali interagire tra una gara e l’altra. Ci saremmo aspettati qualcosa di più dettagliato, personale, qualcosa che ricompensasse il giocatore in modo adeguato. Il risultato è invece la classica sequela di gare intervallata da email totalmente fredde ed anonime da parte dello staff della nostra squadra. La vittoria di ogni campionato è coronata da una brevissima cutscenes che mostra un modello della coppa che abbiamo appena vinto, niente celebrazione e niente podio, si torna in pista. Sarebbe stato lecito aspettarsi dei passi avanti per una carriera tutto sommato promettente come nel capitolo precedente ma ci ritroviamo tra le mani un prodotto sterile che porta facilmente alla noia. L’aspetto positivo della modalità carriera è il modo in cui spinge il giocatore a provare vetture via via sempre più potenti adattandosi al sistema di guida poco alla volta senza colpi di testa, un senso di progressione ben realizzato che detta dei ritmi di gioco ben cadenziati. L’unica vera e propria ricompensa che riceveremo sarà l’invito ad alcuni eventi speciali ovvero gare storiche o estreme pensate per celebrare determinati avvenimenti o per mostrare aspetti del gioco come le competizioni sul ghiaccio o il RallyCross.

Prima di parlare delle competizioni su ghiaccio è obbligatorio fare il punto della situazione su un aspetto critico di Project Cars 2: l’intelligenza artificiale. Sebbene sia possibile regolare non soltanto la difficoltà ma anche l’aggressività dei piloti avversari, il nostro consiglio è quello di non alzare più di tanto l’aggressività. Durante le competizioni “regolari” l’intelligenza artificiale adotta un comportamento realistico basato sulle impostazioni scelte dal giocatore, non troppo aggressivo, competitivo ma mai antisportivo. L’aggressività dell’IA rappresenta un punto importante e alzarla troppo può trasformare qualsiasi gara in un demolition derby senza pietà. Nessun effetto elastico fortunatamente va ad intaccare le competizioni e il comportamento dei piloti avversari sembra tutto sommato accettabile finchè non si arriva al rallycross.
Le competizioni su sterrato e ghiaccio a bordo delle vetture da Rally costituiscono un terreno inesplorato per Slightly Mad Studios e la produzione subisce un notevole calo durante queste sessioni. L’intelligenza artificiale non riesce infatti ad adattarsi alle condizioni di guida estreme il che va a tradursi in una totale assenza di competizione con avversari che arrancano ad ogni curva anche a difficoltà alta. La risposta del terreno e della vettura non riesce a soddisfare così come in pista, vetture troppo rigide e poco malleabili vanno a dipingere un’esperienza di gioco forzata e poco divertente.Al di là degli alti e bassi della carriera va resa lode alla mole di tracciati presenti in gioco, tutti fedelmente riprodotti con tanto di variazioni in base alla classe di competizione, non tutti su licenza, manca ancora la leggendaria Montecarlo che per esempio porta ancora la scritta “ Azure Coast”.

Ci vediamo in pista

Project Cars 2 è un titolo basato sulla sua community, l’impronta esportiva del titolo è tangibile, presente sin dalle prime schermate di gioco. Il titolo mira infatti a raccogliere tutti gli appassionati di simulazione sotto un tetto accogliente pronto a proporre sfide e competizioni che riescono a raccogliere milioni di giocatori in tutto il mondo, da prove a tempo a competizioni basate su determinate vetture e/o condizioni atmosferiche, le sfide dedicate alla community rappresentano il vero cuore pulsante della produzione. Tantissimi strumenti dedicati ai social e allo streaming fanno da cornice ad un’esperienza di gioco capace di replicare le sensazioni di un weekend di gara dalle prove libere fino alla partenza, il tutto sotto l’occhio vigile di una comunità che ha saputo portare avanti un progetto nato e sviluppato per i giocatori. Project Cars 2 riesce in pieno nel suo obiettivo e mette a disposizione gli strumenti adatti per far si che la community prosperi nel corso del tempo. L’unica vera mancanza, in un contesto talmente variegato, è quella della personalizzazione dei veicoli, nessuna livrea, nessuna possibilità di rendere la propria vettura “unica” attraverso settaggi anche più tecnici rendono il titolo abbastanza standardizzato da perdere una peculiarità molto amata dai giocatori. L’assenza di una vera e propria componente dedicata alla personalizzazione è tangibile anche durante la carriera e le modalità di gioco in single player in generale. Scuderie anonime vanno ad applicare diversi sponsor sulle vetture altrettanto anonimi e poco ispirati, un vero peccato insomma per quello che sarebbe potuto essere un gioiellino di personalizzazione estetica e meccanica. Le attenzioni vengono però dedicate alla competizione, una simulazione pura capace di tenere incollati gli appassionati per tanto tempo sebbene le differenze tra chi gioca con il volante e chi gioca con il pad siano inevitabilmente tangibili. Una delle questioni più delicate, quella del volante, riguardante il primo capitolo viene però risolta, Project Cars 2 è compatibile con la maggior parte dei volanti disponibili sul mercato.

Luci e ombre

Project Cars 2 riesce a mostrare i muscoli durante la nostra prova su PC. Abbiamo testato il titolo in risoluzioni differenti optando sempre e comunque per un framerate stabile sui 60FPS anche a costo di sacrificare qualche effetto. Il titolo risponde bene su una macchina performante ma non riesce a reggere i 4K e i 60FPS con una configurazione che con titoli graficamente più prestanti va liscia come l’olio. Il titolo perde infatti qualche frame di tanto in tanto nonostante CPU e GPU non siano stressate oltre il limite il che denota qualche problema nell’ottimizzazione ma nulla di tragico. La resa grafica è tutto sommato soddisfacente sebbene altri titoli del genere riescano a dare un’impronta decisamente migliore. Il titolo mostra i muscoli durante le gare con condizioni atmosferiche estreme, è davvero un piacere vedere le gocce di pioggia scivolare sulla carrozzeria delle auto mentre l’effetto scia dell’acqua sugli pneumatici è davvero da dimenticare. Insomma anche dal punto di vista tecnico tanti alti e bassi non soltanto in termini di resa grafica ma anche sonori. Il suono dei motori e degli effetti in generale risulta essere soddisfacente sebbene non ci sia differenza tra visuale interna ed esterna se non quando si passa da lontano a vicino. La colonna sonora risulta essere invece anonima, quasi fastidiosa, insomma da dimenticare. Project Cars 2 rappresenta un corposo passo avanti rispetto al primo capitolo un’evoluzione marcata che da un lato dimostra l’eccellente lavoro svolto dai ragazzi di Slightly Mad Studios mentre dall’altro è chiaramente tangibile la mole di lavoro necessaria per rendere Project Cars 2 una vera istituzione. Siamo di fronte ad un titolo pienamente capace di competere con i grandi del settore ma, a differenza di Gran Turismo e Forza Motorsport, questa volta si va sulla simulazione.

PRO:

  • Un simulatore capace di competere con i grandi
  • Parco auto ammirevole
  • Meteo dinamico gestito in modo eccellente
  • Il racing game con più tracciati in assoluto

CONTRO:

  • Modalità carriera assolutamente anonima
  • Intelligenza artificiale spesso problematica
  • Motore fisico ancora da migliorare
  • Rallycross acerbo

Versione Provata: PC
Voto Finale: 8

Configurazione di prova

OS: Windows 10

CPU: Intel Core i5-6500

RAM: 16GB RAM DDR4

GPU: MSI GeForce GTX 1070