Dopo una fase di accesso anticipato durata poco più di un anno, Pit People, originariamente conosciuto come Game 4, è la quarta produzione dello studio indipendente californiano The Behemoth ad arrivare sul mercato. Con produzioni come Castle Crashers e Battleblock Theater alle spalle, i ragazzi di The Behemoth non si fermano e cambiano totalmente genere, proponendo un rpg a turni con una forte componente cooperativa.

Mouth of Madness

È passato poco più di un anno dall’ultima volta che vi abbiamo parlato di Pit People, il titolo, allora in Early Access su Xbox One e PC ci aveva dato un’ottima impressione e, nonostante la presenza risicata di contenuti, il potenziale e le possibilità di un titolo del genere sono state per gran parte soddisfatte. Oggi torniamo a parlare della produzione di The Behemoth che, dopo un totale di sei aggiornamenti “major”, arriva finalmente alla sua release finale, concedendoci quindi la possibilità di analizzare il titolo in chiave di recensione.

Pit People è titolo completamente fuori di testa, la follia e l’ironia che hanno caratterizzato titoli come Battle Crashers o Battleblock Theater continuano a vivere all’interno del titolo e lo fanno in ogni singola occasione possibile. Una narrativa completamente sconclusionata e tragicomica fatta di personaggi strani, macabri e buffi che incarnano una produzione grottesca ma allo stesso tempo satirica che mira a beffarsi delle produzioni più importanti del mondo dell’intrattenimento. Tra colpi di scena assurdi e una trama completamente sconclusionata, Pit People riesce a coinvolgere ed intrattenere il giocatore, ritagliandosi una sua identità fatta di imprevedibilità e un’assurdità tale da rendere ogni scena priva di un particolare senso logico. Affrontabile completamente in compagnia di un amico, Pit People è un titolo che apre le porte non solo alla co-op ma anche al PvP, del quale parleremo più avanti, mentre una campagna abbastanza longeva fatta non soltanto di missioni principali ma anche di dozzine e dozzine di missioni secondarie atte non soltanto a permetterci di costruire una squadra più efficiente ma andando inoltre a costituire una buona occasione per esplorare l’enorme mappa di gioco.

Questione di strategia

Nonostante l’incipit scanzonato e fuori di testa, Pit People è un titolo abbastanza complesso in termini di meccaniche  e mette sul piatto un game design fatto di statistiche, tipologie di personaggi e composizione della squadra che, andando avanti soprattutto nelle missioni principali, richiederà sempre più precisione e pianificazione per risultare efficace. Come ogni titolo che sfrutta la meccanica dei combattimenti a turni, Pit People fa leva su punti di forza e debolezza delle varie classi per spingere il giocatore ad adottare la strategia più funzionale in base alle situazioni che vengono proposte. Al contrario di quanto si possa pensare però, Pit People non propone un vero e proprio sistema di classi ma va a determinare queste ultime in base all’equipaggiamento che decidiamo di dare ai membri della nostra squadra. Ogni personaggio è infatti un foglio bianco e, fatta eccezione per alcune tipologie speciali, è possibile equipaggiare praticamente ogni tipo di arma per rendere i nostri compagni dei combattenti a corta, media o lunga distanza. La meccanica delle classi viene principalmente implementata sui personaggi umani mentre altri personaggi speciali come mostri, giganti, funghi e tanti altri presentano delle abilità predefinite che li rendono unici. Se la composizione del team è uno dei fattori più importanti del gioco, anche sbloccare nuove tipologie di personaggi può rivelarsi fondamentale, andando così a scoprire una meccanica molto interessante che è quella della cattura. Durante i vari combattimenti è infatti possibile ingabbiare e catturare l’ultimo nemico rimasto utilizzando un personaggio equipaggiato con una rete, per catturare il nemico designato sarà però necessario sconfiggere tutti gli altri avversari senza che quest’ultimo ci lasci le penne per poi tornare all’hub principale e poterlo utilizzare. Questa meccanica, apparentemente innocua, spinge il giocatore a catturare sempre più nemici in modo da scoprirne le potenzialità ed utilizzarli in battaglia quando necessario. La varietà in termini di contenuti in questo caso è molto interessante e offre un ampio ventaglio di scelte non soltanto in termini di team composition ma anche in termini di varietà tra le varie abilità dei personaggi.

L’occhio del ciclope

Il taglio artistico di Pit People va invece a rimarcare quelli che ormai sembrano essere i toni canonici di The Behemoth, mettendo sul piatto uno stile cartoonesco che non si tira indietro di fronte alla cruda violenza ma che riesce a proporre un’accozzaglia di elementi che, in qualche modo, sembrano funzionare tra loro andando a costruire un’identità forte e facilmente riconoscibile e riconducibile allo sviluppatore. Chiaramente si tratta di un titolo molto leggero e durante la nostra prova su PC non abbiamo avuto nessun problema a spingerlo al massimo, complice anche un’ottimizzazione tutto sommato buona che non mette mai in difficoltà la macchina nonostante non si tratti di un titolo particolarmente pesante. L’evoluzione di Pit People da prodotto in early access a titolo fatto e finito rappresenta un esempio chiaro di come si dovrebbe sviluppare un titolo seguendo questa formula, i ragazzi di The Behemoth sono riusciti a proporre un titolo solido ed interessante senza rinunciare alla freschezza di un’innovazione stilistica e di design capace di intrattenere, divertire ed appassionare non soltanto grazie ad un game design accattivante ma anche e soprattutto grazie ad una mole di contenuti veramente impressionante che non tradisce neanche per un momento la natura indipendente del titolo. Tuttavia dopo diverse ore di gioco il pericolo ripetitività è dietro l’angolo, non tanto per la mancanza di varietà nei personaggi usati quanto per una ridondanza negli scontri che riescono a portare via anche una ventina di minuti ciascuno. La modalità PvP invece, costituita da un’arena, non lascia tanto spazio all’immaginazione e sinceramente avremmo preferito qualcosa di più interessante per quanto riguarda lo scontro tra i giocatori ma Pit People è un titolo chiaramente mirato alla co-op e ci è piaciuto proprio per questo.

PRO:

  • Accattivante e divertente
  • Completamente fuori di testa
  • Design delle classi molto bilanciato ed interessante
  • Estremamente variegato e longevo

CONTRO:

  • Alla lunga però può risultare ripetitivo
  • Alcuni scontri sono veramente troppo lunghi

Voto finale: 8.5

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RASSEGNA PANORAMICA
VOTO FINALE
8.5
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Alessandro Di Liberto
Cresciuto a pane, Pink Floyd e videogames, Alessandro è il tipo di videogiocatore che riuscirebbe a far spuntare notifiche di obiettivi e trofei anche su un Sega Master System. Non esiste nel continente persona più adatta a rivelarvi tutti i segreti dei vostri titoli preferiti. Assicuratevi solo di portare con voi dei calendari di ricambio nel caso in cui gli chiediate di provare giochi che presentano instabilità nel multiplayer, bug e glitch.