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Recensione | Night of Azure 2: Bride of the New Moon

La serie Atelier aveva indiscutibilmente dei pregi, uno tra questi è quello di aver creato un universo decisamente particolare, che con il primo Night of Azure e Blue Reflection aveva permesso a Gust di stabilire quel fantastico Magical Girl Project che ad oggi vanta uno dei character design migliori in circolazione. Night of Azure 2: Bride of the New Moon arriva proprio per rilanciare l’intero progetto, proponendoci un seguito più che discreto, anche se non esente da difetti e di cui parleremo quest’oggi.

Il Mistero della Luna Azzurra

Night of Azure 2: Bride of the New Moon è il seguito diretto per primo episodio, che rivede ancora una volta la Curia, organizzazione di stampo religioso dedita a combattere il male, opporsi ai demoni e alle bestie che stanno dilaniando la terra, in attesa del ritorno della loro sovrana, la Moon Queen. La protagonista del gioco è Aluche, una giovane combattente al servizio della curia, viene incaricata di scortare la sua amata Liliana in un posto ben specifico, non sapendo che dovrà essere sacrificata dopo aver assunto il rango di Sposa del Tempo per sigillare nuovamente il potente demone. Tuttavia Aluche verrà uccisa durante la sua missione proprio per proteggere Liliana, ma verrà riportata in vita nelle sembianze di mezzo demone. Grazie ad un particolare procedimento infatti, la nostra eroina consumerà il sangue blue dei demoni per attingere potere e avere la forza di ritrovare Liliana e fermare la Moon Queen una volta per tutte con l’aiuto di alcune nuove compagne. Non che la trama di Night of Azure 2: Bride of the New Moon spicchi per originalità, ma il cast tutto al femminile del gioco è composto comunque da ottimi personaggi, che rispecchiano in toto la maggioranza degli stereotipi di tutti i jrpg; avremo l’assassina apparentemente senza emozioni che piano piano si scioglierà, la guerriera potentissima in battaglia ma impedita nelle relazioni sociali, senza farci mancare ovviamente la ragazzina iperattiva e per niente pudica. In una parola, fan service allo stato puro, soprattutto visto il character design decisamente generoso nelle forme e l’abitudine delle ragazze ad incontrarsi in piscina. Se infatti in qualsiasi altra produzione questo sarebbe visto come un problema, in Night of Azure 2 la loro estetica ricercata, a metà tra il barocco e il fantasy (molto simile per certi versi all’eccellente Tales of Berseria), colpisce il giocatore, facendogli soprassedere sul fatto di trovarsi davanti agli ennesimi stereotipi femminili (ma che in Giappone vanno tantissimo).

Di spade, amiche e servitori

Dal punto di vista della tipologia di gioco, Night of Azure 2: Bride of the New Moon è un semplicissimo action hack and slash con un sistema di combattimento di immediata fruizione, che introrudce qualche meccanica più complessa senza però esagerare, risultando immediato e divertente. Oltre alle classiche combo all’arma bianca, le parate e i dash, avremo una serie di mosse speciali legate però a doppio filo alla composizione del nostro party. Non saremo da soli infatti durante la caccia, ma porteremo con noi un’altra compagna e fino a due servant (invece che quattro come nel primo episodio), demoni che hanno mantenuto intatta la loro identità e combatteranno al nostro fianco, con utili poteri di supporto e attacco elementale o, opzione decisamente più interessante, di diventare armi diverse in grado di ampliare ulteriormente le opzioni d’attacco. Le compagne ci garantiranno l’uso di ben tre skill differenti, due attive e una passiva che sia attiverà solo in determinate condizione. La prima è tipicamente di supporto o di danno ad area, mentre la seconda è decisamente più aggressiva e decisamente più devastante, in grado di distruggere la maggior parte dei nemici con un unico colpo. C’è anche un attacco speciale da utilizzare se ci si coordina nel combattimento con la propria compagna, aiutandola e attaccando lo stesso nemico, che infligge ingenti danni ad area per un brevissimo periodo di tempo, fornendo proprio un accenno di pianificazione durante i combattimenti frenetici, ma assolutamente nulla di trascendentale. Le tipologie di attacchi dipendono ovviamente dal tipo di compagna scelta e queste si differenziano molto tra loro, anche se abbiamo trovato decisamente più utili e potenti alcune eroine rispetto alle altre, soprattutto dal lato del danno inflitto, facendole inevitabilmente preferire rispetto alle altre. Tutto questo incide purtroppo anche sulla difficoltà generale del titolo, decisamente tarata verso il basso, con veramente rarissime morti e la modalità più difficile sbloccabile solo dopo aver completato il gioco, cosa che ci ha lasciato abbastanza perplessi.

La notte della Marmotta

L’aspetto peculiare di Night of Azure 2: Bride of the New Moon è la gestione del tempo, che sarà unità di misura fondamentale durante la vostra partita. Le aree di gioco potranno infatti essere esplorate solo una volta per notte, ed ogni volta che tornerete all’Hotel che funge da hub centrale per le vostre avventure, sarete costretti a riposare per tutto il giorno, facendo trascorrere una fase lunare. Quando la luna sarà completamente oscura, le tenebre avranno invaso il mondo e voi avrete perso la partita. Questa gestione delle missioni va a coincidere anche con un’altra scelta di game design dettata da esigenze narrative, ovvero come il sangue di demone di Aluche la costringe a combattere al di fuori dell’albergo per un periodo limitato di tempo. Inizialmente saranno solo dieci minuti, ma livellando il personaggio anche questo tempo aumenterà, permettendovi di esplorare i livelli più a lungo. Questa scelta effettivamente dona un po’ di pepe al titolo, facendovi scegliere accuratamente ogni volta che personaggio portare in battaglia e che missioni svolgere per prime, di modo da sfruttare meno giorni possibili ed ottimizzare i tempi. Peccato però che anche Night of Azure 2: Bride of the New Moon soffra del difetto tipico della maggior parte dei jrpg di questo tipo, ovvero la totale dipendenza da grinding. Alla fine della fiera sarete costretti a girare sempre per le stesse ambientazioni uccidendo qualsiasi cosa vi capiti a tiro e viaggiando da una parte all’altre delle mappe, senza offrire mai qualcosa di diverso. Il grinding o si ama o si odia e purtroppo, Night of Azure 2 non migliora di certo al situazione, con il rischio ripetitività sempre dietro l’angolo.

Anche a livello tecnico le cose non vanno meglio, dato che siamo davanti ad una componente grafica estremamente datata, con animazioni a tratti legnose e textures in bassa risoluzione. Di contro, l’ottimo character design dei personaggi tiene perfettamente in piedi la baracca, con tutte le ragazze uniche nel loro stile ricercato. Anche la trama è narrata stavolta con video d’intermezzo (sempre con la grafica del gioco) e animazioni, cosa che non sempre si trova in prodotti simili, sempre più propensi verso i wall text. Ottima anche la colonna sonora, un misto tra melodie oniriche e fantasy che vi guideranno attraverso le oltre venti ore necessarie a completare il gioco, quest secondarie comprese.

PRO:

  • Character design eccellente
  • Combat system immediato e divertente
  • Gestione del tempo originale
  • Buona colonna sonora

CONTRO:

  • Rischio ripetitività elevato
  • Tecnicamente inadeguato
  • Non esattamente difficile

Versione testata: Playstation 4