I prodotti su licenza sono sempre un rischio, soprattutto se la licenza in questione è qualcosa di sacro, conosciuta da tutti e con una fanbase agguerrita e poco tollerante. Come ridurre quindi il rischio di uno sviluppo travagliato e sottoposto ad una pressione enorme? Affidi tutto ad un team talentuoso, oppure ti occupi di una licenza poco conosciuta. Che succede se combini invece le due cose? Il risultato a quanto pare è Mutant Year Zero Road to Eden. Sviluppato da Bearded Ladies, questo strategico a turni estremamente originale si avvale della licenza di Mutant, un gioco di ruolo che da anni ha ormai raggiunto la maturità, leggermente più di nicchia rispetto al più blasonato (e sovrasfruttato) Dungeons & Dragons, in cui si interpretavano dei mutanti in uno scenario post apocalittico, con una fortissima componente survival. Tutto questo è stato preso e messo di peso in Mutant Year Zero, realizzando un prodotto incredibile, che non mancherà di soddisfare tutti gli appassionati del genere. Il motivo ve lo spieghiamo immediatamente.

Abbraccia il diverso

Il gioco ci dà immediatamente il controllo di Dux e Bormin, rispettivamente due mutanti dalle fattezze di anatra e cinghiale, durante il pattugliamento delle zone devastate da una non meglio precisata catastrofe, alla ricerca di risorse preziose per l’Arca, l’ultimo rifugio libero per umani e Mutanti. L’Arca è il luogo in mezzo al nulla, è la speranza morente di centinaia di persone che non hanno ceduto al Morbo e non si son o trasformate in Ghul, pazzi cannibali il cui unico desiderio è uccidere e provocare più sofferenze possibili. La civiltà non esiste più da innumerevoli anni, e l’Arca dipende dai coraggiosi uomini e mutanti che ogni giorno affrontano i pericoli del mondo per portare cibo, acqua e rottami per permettere alle persone di sopravvivere qualche ora in più. L’avventura inizia quando l’Anziano, il capo dell’Arca, comunica ai due mutanti che Hammon, il capo meccanico della struttura, è scomparso; senza di lui, l’Arca smetterebbe di funzionare dopo poco, condannando a morte tutti i suoi abitanti. Per questo Dux e Bormin vengono incaricati di ritrovare l’uomo, procedendo in profondità nella Zona, in una corsa contro il tempo per la salvezza dell’ultima città libera. Come è intuibile, non siamo di fronte ad un plot estremamente originale o articolato, ma funziona alla perfezione come collante per l’avventura e le varie zone di cui Mutant Year Zero è composto, portandoci in luoghi incredibilmente pericolosi e stringendo alleanze con altri tre mutanti che potremmo controllare nella nostra squadra, per un totale di un circa 25 ore di longevità. Quello che rende veramente onore alla parte narrativa di Mutant è l’ambientazione, dove le tracce degli Antichi, cioè chi c’era prima della catastrofe sono ben visibili, ma nessuno ha memoria o idea di come si vivesse prima o a cosa servissero tutti gli strumenti del passato. Per questo qualsiasi tipo di oggetto incontrato lo vedremo con gli occhi dei sopravvissuti, regalandoci situazioni al limite del tragicomico, dove la Casa delle Ossa altro non è che un vecchio ospedale, o un vecchissimo Ipod diventa uno strumento per misurare il grado di maturità della frutta. Tutto questo, sorretto da dialoghi taglienti ed umoristici, contribuisce a creare un’eccellente atmosfera.

Xmutants

Mutant Year Zero è principalmente uno strategico a turni molto classico, che deve molto a Xcom, dato che ne riprende praticamente tutte le caratteristiche principali durante gli scontri. Ci sono i punti azione per ogni personaggio, le coperture, le statistiche di fuoco, tutto il pacchetto completo. La solidità del sistema è quindi assodata, condita comunque da alcune abilità attive uniche per ogni personaggio, che ne vanno a definire leggermente la classe. Bormin ad esempio può essere considerato il tank, mentre Dux è un eccellente sniper, altri invece hanno tra i punti di forza la mobilità o i poteri mentali. La cosa interessante di mutant è che i poteri una volta usati devono essere ricaricati sconfiggendo un determinato numero di nemici, e non tramite il passaggio dei turni. In questo modo si rende l’uso delle abilità molto più oculato rispetto a titoli simili, evitando così lo spamming o il camping per personaggi altamente skill dipendenti e costringendoci ad approcciare ogni combattimento con la massima attenzione. Tutto questo aiuta a rendere Mutant Year Zero un titolo molto punitivo, anche a difficoltà base, visto che tutti i combattimenti vi vedranno in inferiorità numerica (la squadra può essere composta al massimo da tre componenti) e l’IA nemica è estremamente efficiente nel massimizzare il danno con le abilità dei nemici. Questi tra l’altro ha tutti punti di forza marcatissimi, costringendovi a prestare la massima attenzione anche ai Ghul base.

Stealth, o quasi

La parte originale del gioco è tutta nell’approccio stealth che Mutant Year Zero ci permette di intraprendere prima di iniziare uno scontro. Finché non ingaggeremo il nemico il gioco sarà infatti in tempo reale, consentendoci di perlustrare per bene la mappa di gioco, scegliere i nemici isolati e farli fuori nel modo più silenzioso possibile, così da ottenere il massimo nello scontro a fuoco principale. Questa meccanica ci ha convinto, anche perché è sempre veicolata dalle statistiche dei nostri personaggi e dall’ingaggio che decideremo di intraprendere, non assicurandoci quindi quasi mai il successo al 100%. Questo lieve brivido è oro colato per l’atmosfera survival di Mutant Year Zero, unito anche alla scarsità di risorse e medikit, che andranno coscienziosamente dosati per sperare di sopravvivere alla Zona. C’è però da dire che l’approccio stealth è propedeutico solamente all’eliminazione di nemici isolati e alle imboscate e non è assolutamente possibile arrivare in fondo al gioco senza sterminare qualsiasi cosa si muova. Questo perché le zone del gioco sono divise per livelli, e gli scontri contro i nemici di livello maggiore a quello del party sono impossibili da vincere; la soluzione è quindi farmare tutte le risorse in modalità stealth, tornare all’Arca, potenziarsi e poi eliminare ogni singolo nemico della mappa. In questo si potrà farmare l’esperienza necessaria per continuare con il gioco. Questo non giova certo alla varietà del gioco, visto che anche le situazioni che ci ritroveremo ad affrontare non cambiano praticamente mai. Non c’è quindi la profondità ludica dei titoli di Fireaxis, ma siamo comunque di fronte ad un lavoro eccellente.

Anche dal punto di vista tecnico, Mutant Year Zero è un prodotto ottimo, sfruttando alla perfezione l’Unreal Engine 4. I personaggi principali sono ben modellati e gli ambienti, con la loro diroccata bellezza sono davvero incredibili. Come avevamo già accennato in precedenza, l’atmosfera del gioco coinvolge il giocatore, raccontando una storia di sopravvivenza anche solo attraverso le rovine delle mappe. Ottimi gli effetti e la ricostruzione delle varie armi ed armature, mentre un’eccellente colonna sonora vi accompagnerà per tutta l’avventura, davvero notevole per un titolo simile.

PRO:

  • Strategico a turni impegnativo e profondo
  • Originale meccanica delle imboscate
  • Atmosfera incredibile ed in linea con la licenza
  • Tecnicamente ottimo

CONTRO:

  • Varietà assente
  • Parte gestionale appena abbozzata

Versione testata: PC

Voto: 8.5

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RASSEGNA PANORAMICA
VOTO FINALE
8.5
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Renato Passalacqua
Apparso nella redazione di Game-eXperience come Terminator e con un' unica missione, ovvero la recensione perfetta. É come una macchina inarrestabile, non teme nessun gioco. Qualsiasi sia la piattaforma, da quella Next Gen alla Retró, lui é sempre li pronto come un giudice di X-Factor per dare la sua ardua sentenza. È talmente immerso nel suo lavoro che potrebbe dare un voto anche alla vostra prestazione sessuale.