Forte del successo ottenuto con Frostpunk e This War of Mine, il team polacco di 11 Bit Studios ha deciso di vestire i panni di publisher rilasciando Moonlighter, un titolo indie sviluppato dai ragazzi spagnoli di Digital Sun. Il team -dopo una campagna da più di $134.000 a fronte di un obiettivo di $40.000- ha realizzato un interessante action-rpg, con elementi roguelike e gestionale.

Will, il protagonista del gioco, vive a Rynoka, un piccolo villaggio nato grazie alla scoperta di quattro portali spazio/temporali che mettono in collegamento con altre dimensioni e differenti realtà alternative. Ovviamente tutta l’economia di Rynoka si basa su questa straordinaria scoperta e il flusso costante di coraggiosi avventurieri. Proprio all’interno di uno dei tanti negozi presenti (chiamato per l’appunto Moonlghter) che lavora il nostro protagonista, ma il suo obiettivo è ben diverso: lasciare la florida attività di famiglia per intraprendere la pericolosa ed entusiasmante avventura alla scoperta del quinto portale e di tutti i suoi tesori. Abbiamo detto all’inizio che i portali a Rynoka sono quattro, in realtà  sono cinque, ma l’ultimo a causa di una porta spessa e imponente apparentemente inespugnabile rimane un mistero. Will armato di coraggio e guidato dai racconti del nonno Pete, intraprende la tanto desiderata avventura.

Di giorno…commerciante

Il gameplay di Moonlighter è un vero e proprio ibrido, che unisce due anime e meccaniche molto diverse. Di giorno, infatti, potremo aprire il negozio al pubblico e vedere gli oggetti, sfruttando i principi basilari economici della domanda e offerta. Dovremo noi decidere il prezzo, inserire prodotti sempre nuovi e vari, e l’unico indicatore che avremo a disposizione per comprendere se abbiamo fatto la scelta giusta, sono l’espressioni felici o contrariate dei vari clienti. Per quanto possa sembrare divertente (perché oggettivamente lo è) e far felice tutti gli amanti dei gestionali, questa rappresenta nel gioco una vera e proprio fase essenziale, visto che tutte le meccaniche di progressione ruotano intorno ai soldi. Guadagnare permette di migliorare la città, crescere ed ampliare il negozio, e acquistare potenziamenti e oggetti utili ed essenziali per la seconda fase-la più avventurosa- del gioco. Avere sempre oggetti da vedere è quindi, importantissimo. Come detto in precedenza, questa fase del gioco risulta divertente e perfettamente in linea con il contesto del titolo, specialmente nelle prime ore basate sulla ricerca delle risorse. A lungo andare, però, sarà innegabile una scarsa profondità del sistema che rende inevitabilmente tutto un po’ piatto. Manca effettivamente  quell’elemento che avrebbe permesso a Moonlighter di distinguersi veramente da altri titoli dello stesso genere, un peccato visto l’ottima intuizione iniziale.

Di notte… avventuriero 

Una volta chiuso il negozio e arrivata la notte, entriamo nel vivo della seconda fase del gioco, con meccaniche che si allontano dal gestionale, per avvicinarsi di più titoli come i primi The Legend of Zelda o The Binding of Isaac. Una volta entrati nel dungeon quello che ci troveremo di fronte sarà più o meno sempre lo stesso scenario: stanze generate proceduralmente, pieno di nemici sempre diversi, che potremo affrontarli in base al tipo di armi scelta. Il nostro protagonista potrà, rotolare per schivare gli attacchi nemici e avrà a disposizione due slot in cui inserire le tante armi presenti nel gioco, come: le lance garantiscono una maggiore distanza dal bersaglio, o la spada a e lo scudo meno portata ma maggior protezione. Il tutto funziona molto bene, anche se ci renderemo conto, già nelle primissime fasi, che il gioco non brilla per originalità, e che molti aspetti, come nel caso della fasi “diurne” del gioco, di Moonlighter non vengono mai del tutto approfonditi. Il level designi, per esempio, risulterà ripetitivo e le stanze eccessivamente spoglie, non permettendo l’esaltazione dello stile grafico- la pixel art- carino sì, ma già ampiamente usato in altri giochi dello stesso genere. Ci sono spunti interessanti, come i boss di fine livello, ma nulla che rimanga effettivamente impresso. Al di là della ripetitività (tipica dei roguelike), quello che necessita una maggiore attenzione, è sicuramente la calibrazione della difficoltà. Il gioco è  eccessivamente permissivo, nonostante sia settato di default su “difficile”, ma con picchi improvvisi di difficoltà, dettati soprattutto dalla poca precisione dei comandi. Destabilizzante, ma fortunatamente ci imbatteremo in pochi episodi di questo tipo. Interessante, invece è le gestione del ” game over”. Ogni volta che moriremo, saremo costretti a tornare in città, per acquistare tutti gli oggetti utili, dato che con il game overe ne perderemo la maggior parte, ma non tutto ciò che abbiamo raccolto, ne rimarrà a disposizione un piccolo gruzzolo che ci consentirà di commerciare e buttarci immediatamente nella mischia.

Moolighter, come sottolineato più vote non spicca per originalità, non si distingue particolarmente da altri gioco dello stesso genere. Quello che, però, ci troveremo davanti è un titolo interessante, con un’ottima idea di base, una grande cura nelle animazioni, stabilità nel frame rate, un sonoro eccellente ( ripetitivo ,ma quella è la natura del genere) e, grazie a tutta la parte gestionale, una grande longevità.

PRO

  • Un ibrido interessante
  • Le animazioni

CONTRO

  • Gameplay poco approfondito
  • Gestione della difficoltà

Versione provata: Playstation 4

Voto: 7

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