Sono ormai dieci anni che l’accoppiata Compile Heart e Idea Factory ci regalano viaggi nel meraviglioso mondo di Gameindustri, scarrozzandoci nelle lande immaginarie in preda alla console war da parte delle quattro divinità console sotto forma di ragazze. Le avventure di Neptune, Noir e compagne hanno visto decine di edizioni tra titoli canonici, spin off e tante altre versioni rivedute e corrette, e ovviamente questo Megadimension Neptunia VIIR non fa eccezione, accostandosi all’ultima categoria elencata. Il titolo però è da considerarsi come uno dei migliori esponenti della saga, che vide all’epoca tantissime novità e migliorie che eliminarono molti degli aspetti più problematici della serie, su tutti la massiccia presenza di grinding. Tornato su PS4 dopo essere uscito solo un paio di anni fa, Megadimension Neptunia VIIR implementa oggi anche una componente VR, che ci permetterà di interagire con le nostre eroine in uno spazio dedicato. Siete pronti a ridefinire il concetto di fan service?

Guerra di divinità

Cronologicamente il titolo si pone dopo l’episodio Neptunia Victory del 2012 per Ps3, con le divinità diventate finalmente amiche e con la console war ormai un lontano ricordo. Le nostre eroine però hanno visto l’ascesa delle Gold Third, che altro non sono che rappresentazioni delle case produttrici più importanti del Giappone, come Konami, Namco Bandai, Square Enix e Capcom, che stanno macinando consensi tra i giocatori, facendo perdere potere a Nep Nep e socie. La nostra eroina dovrà quindi affrontare la Zero Dimension, uno spazio dimenticato da tutti, dimora di un’antica entità, per cercare di riportare la pace nel mondo di Gameindustri. La storia non ricrea particolari colpi di scena o chissà quale profondità, ma resta sempre e comunque apprezzabile dal punto di vista artistico, con una cura nelle sigle e nei dialoghi demenziali che rasentano l’anime, che da sempre caratterizzano la serie. Sotto questo punto di vista, Megadimension Neptunia VIIR è esattamente identico al capitolo originale, mentre sono state effettuati dei cambiamenti notevoli al sistema di combattimento e ovviamente alla parte tecnica, rendendo questo episodio di fatto una remastered degna di tale nome.

La vera novità però riguarda appunto l’implementazione della componente VR, relegata però ad una Player Room: si tratta di una stanza chiusa in cui potremmo scambiare due chiacchere con le nostre eroine che verranno a farci visita di tanto in tanto. È innegabile che il primo impatto sia decisamente entusiasmante e vedere finalmente le dee in realtà virtuale è una specie di sogno che si avvera, ma se escludiamo la possibilità di rispondere affermativamente o negativamente ad alcune domande, non abbiamo nessun tipo di interazione con loro nella Player Room. Sia chiaro, stiamo parlando di puro e semplice fan service, che ovviamente non raggiunge i fasti di un Senran Kagura, e per questo lascia il tempo che trova. Certo, veder entrare Blanc in biancheria intima dentro la vostra stanza potrebbe lasciarvi sporchi dentro, e non è detto che chi vi veda giocare condivida il vostro amore per la serie, quindi rimanendo in ambito squisitamente tecnico, la Player Room è un orpello accessorio entusiasmante per gli appassionati, ma dalla scarsissima interazione, che mal giustifica l’acquisto per la sola componente VR.

Meno è meglio

Megadimension Neptunia VIIR dal punto di vista del combattimento uno dei migliori esempi della serie, dove ritroviamo tutte le componenti classiche ma al tempo stesso con novità riguardanti la conformazione del terreno o la gestione dei consumabili. Il sistema a turni permette sempre di alternare attacchi fisici e magici, si possono schierare fino a quattro personaggi alla volta, abbiamo le trasformazioni nelle divinità, così come accadeva nell’episodio di due anni fa. La modifica principale di questa remastered è una netta riduzione del livello di difficoltà, che vede drasticamente ridotta la possibilità di game over, in favore di scontri più frequenti ma decisamente divertenti. Inoltre ora al termine di ogni combattimento c’è la funzione di cura automatica, che elimina così la gestione dei medikit post battaglia dal prezzo esorbitante, non rendendo più necessario il grinding selvaggio da sempre caratteristica del genere. Abbiamo trovato questa novità di nostro gradimento, sia perché rende il tutto molto più snello, sia perché permette di concentrarsi sull’immensa quantità di attività che Megadimension Neptunia VIIR mette in campo, con decine di boss opzionali, quest e scontri, rendendolo di fatto il capitolo più grande ed imponente della serie. Sono spariti anche i punti di salvataggio in favore di checkpoint abbastanza frequenti, che non snaturano il gioco, ma anzi lo rendono decisamente più fluido e godibile. Sebbene queste semplificazioni possano sembrare eccessive, in realtà a parer nostro lo rendono molto più appetibile anche per chi non mastica il genere o la serie.

Un passo avanti è stato fatto anche tecnicamente, con textures a risoluzione maggiore, animazioni più fluide e una modellazione decisamente più moderna, tutto grazie al cambio di motore grafico decisamente più in linea con quella che è la generazione attuale. La colonna sonora del gioco è incredibile, segno di come le produzioni giapponesi diano sempre massima importanza a questa caratteristica, e il doppiaggio è di qualità eccelsa, con prove attoriali davvero incredibili, sia in lingua originale che in inglese.

PRO:

  • Ottima remastered
  • Elimina meccaniche ridondanti
  • Colonna sonora incredibile
  • Rimane il miglior capitolo della saga

CONTRO:

  • La parte VR è praticamente inutile
  • Nessun reale motivo che giustifichi il nuovo acquisto

Versione testata: Playstation 4

Voto: 8

Commenti

RASSEGNA PANORAMICA
VOTO FINALE
8
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Renato Passalacqua
Apparso nella redazione di Game-eXperience come Terminator e con un' unica missione, ovvero la recensione perfetta. É come una macchina inarrestabile, non teme nessun gioco. Qualsiasi sia la piattaforma, da quella Next Gen alla Retró, lui é sempre li pronto come un giudice di X-Factor per dare la sua ardua sentenza. È talmente immerso nel suo lavoro che potrebbe dare un voto anche alla vostra prestazione sessuale.