I ragazzi di Lost in the Garden, uno studio indipendente austriaco, fanno il loro debutto nel mondo dei videogiochi con Lightfield, un racing game iper-futuristico che ci ricorda le corse folli di Slipstream 5000 e Wipeout introducendo però diverse novità.

In ogni direzione

Neon, musica elettronica e astronavi che sfrecciano su tracciati improbabili facendosi beffa della gravità. Lightfield è un titolo che riesce a comunicare la sua proposta sin dai primi attimi di gioco, proponendo uno stile futuristico già conosciuto in passato grazie a produzioni come Wipeout. Il concetto di un racing game “omni-direzionale” nasce dall’esigenza di offrire al giocatore totale libertà sul percorso da intraprendere e, man mano che si progredisce, di scegliere con cura e reattività la via più veloce per tagliare il traguardo. Lightfield è un titolo molto semplice in realtà e non propone un’esperienza di gioco particolarmente profonda, fa ciò che deve fare e lo fa senza tanti fronzoli o complimenti. Sin dai primi istanti di gioco, dopo aver affrontato un semplicissimo tutorial, saremo gettati sul primo tracciato disponibile, delineando i contorni che andranno a completare l’offerta di gioco. La semplicità di Lightfield si estende infatti anche sul piano contenutistico, non è possibile cambiare il proprio veicolo tantomeno modificarlo.

Un racing game semplice e puro che propone tre modalità di gioco principali ed un sistema di esperienza basato sulla raccolta di “fotoni” durante le gare e sulle acrobazie da compiere sui tracciati. Progredendo nei vari livelli sarà possibile sbloccare tracciati sempre più complessi e difficili da affrontare. Alla base di Lightfield troviamo una modalità a molti familiare ma che va ad assumere dei caratteri totalmente innovativi: il time-trial. A differenza della maggior parte dei racing game, la modalità time-trial si presenta come modalità di approccio al tracciato, lasciando che il giocatore familiarizzi con il percorso da intraprendere migliorando giro dopo giro in modo da prepararsi alla gara vera e propria. Una sorta di “prova libera” all’interno della quale è possibile non soltanto conoscere il tracciato ma anche impostare diversi record contro bot di varia difficoltà. Da principiante ad hyper, le difficoltà di Lightfield vanno ad influire sull’intelligenza artificiale dei bot, rendendo le competizioni sempre più difficili e serrate. Dopo aver padroneggiato il tracciato di gioco arriva il momento di affrontare una vera e propria gara, generalmente di tre giri, al termine della quale riceveremo una medaglia ed altra esperienza mirata a sbloccare il tracciato successivo.

Semplicità
Nulla di particolarmente complesso ed articolato fino a questo punto. Time-trial e Gara non completano però l’offerta soprattutto durante le sfide finali laddove l’ammontare di esperienza richiesta per sbloccare gli ultimi tracciati è tale da non essere soddisfatta dalla semplice gara. È qui che entra in gioco la modalità esplorazione, una modalità che, come suggerisce il nome, lascia il giocatore totalmente libero di esplorare la location di gioco al fine di accumulare esperienza e collezionare tesori ed oggetti raccoglibili, sempre mirati all’esperienza. Una sorta di grinding leggero che darà anche l’occasione di esplorare il mondo futuristico del titolo ed i suoi caratteri colorati ed estremizzati. Lightfield sembra essere dunque un titolo abbastanza piatto, un racing game fatto di tre modalità che non comunica niente al di fuori delle gare, ciò che sorprende è però l’approccio ed il sistema di guida. Quando si parla di Racing Game omni-direzionale si fa infatti riferimento alla conformazione dei tracciati ed al sistema di guida che ci permette di sfrecciare in lungo e in largo per le piste di gioco. L’obiettivo principale quando si gareggia è infatti quello di mantenere il più possibile il contatto a terra agganciandosi a tutte le superfici possibili per accumulare velocità. La nostra navicella è infatti in grado sia di percorrere le superfici ad alta velocità ma anche di volare ignorando la gravità, in questo caso però la velocità ne risente pesantemente. Trovare il percorso giusto all’interno di tracciati incredibilmente variegati e pieni di scorciatoie non è facile durante i primi tentativi e, man mano che le cose si fanno più difficili, sarà possibile trovare percorsi sempre più rapidi ma altrettanto difficili da intraprendere nel modo giusto. Il design dei tracciati va a costituire un’altra nota più che positiva per il titolo, come abbiamo già accennato, la grande varietà e la presenza di scorciatoie e vie segrete rendono i tracciati di Lightfield tutti da scoprire e mai troppo ripetitivi.
Il comparto tecnico rappresenta invece il vero tallone d’Achille del titolo e, laddove il taglio artistico va a rispettare pienamente quelli che sono i canoni iper-futuristici che il titolo stesso si impone, un frame-rate più che ballerino va ad inficiare spessissimo sulle prestazioni, gravando in modo piuttosto grave sull’esperienza di gioco complessiva. Lightfield propone un’ottima idea ma non riesce a concretizzarla del tutto, probabilmente a causa dei limiti, anche economici, imposti ad una produzione indipendente. L’assenza di una modalità carriera e della personalizzazione del proprio veicolo si traduce in un durissimo colpo alla longevità e varietà generale offerta dal titolo. A mancare sono dunque i contenuti veri e propri, quelli che danno un tono e cambiano il ritmo all’esperienza di gioco, anche il senso di progressione dato dai livelli non è abbastanza e non spinge il giocatore a migliorarsi man mano che si sbloccano i tracciati, un vero peccato vista e considerata l’idea in generale. Frenetico ed adrenalinico, Lightfield è un titolo da assaporare ma che non riesce a far presa a causa delle mancanze che abbiamo descritto sopra, lasciandoci in mente una buona idea ma una realizzazione poco più che sufficiente.

PRO:

  • Sistema di guida innovativo
  • Frenetico ed adrenalinico
  • Taglio artistico molto interessante

CONTRO:

  • Prestazioni insufficienti
  • Assenza di una modalità carriera
  • Non è possibile cambiare o personalizzare il proprio veicolo
  • Alla lunga ripetitivo

Versione Provata: Playstation 4

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RASSEGNA PANORAMICA
VOTO FINALE
6.5
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Alessandro Di Liberto

Cresciuto a pane, Pink Floyd e videogames, Alessandro è il tipo di videogiocatore che riuscirebbe a far spuntare notifiche di obiettivi e trofei anche su un Sega Master System. Non esiste nel continente persona più adatta a rivelarvi tutti i segreti dei vostri titoli preferiti. Assicuratevi solo di portare con voi dei calendari di ricambio nel caso in cui gli chiediate di provare giochi che presentano instabilità nel multiplayer, bug e glitch.