Dopo un lunghissimo periodo in Early Access, Lego Worlds, il sandbox creativo targato LEGO è finalmente arrivato nella sua versione definitiva. Vi avevamo parlato del titolo durante la Gamescom dello scorso Agosto e, nonostante le sbavature tecniche di un tempo, il titolo godeva già allora di una buona stabilità. Ciò che ci troviamo oggi tra le mani è un prodotto totalmente cambiato, adattato ai canoni del videogioco moderno, discostandosi nettamente da quello che poteva essere un concorrente di Minecraft. Vediamo come si comporta in sede di recensione.

Il potere dei mattoncini

ZHuZPueZAvere la possibilità di costruire un intero mondo virtuale basato sui classici mattoncini LEGO è uno dei tanti sogni dei bambini-adulti in ambito videoludico. La proposta iniziale di LEGO Worlds era esattamente questa, un concorrente diretto di Minecraft che lasciava al giocatore la possibilità di creare, creare e creare a suo piacimento, senza limiti ne confini. LEGO Worlds è il prodotto di una fase di Early Access durata ben due anni, periodo durante il quale i giocatori e la community che ruotava e continua a ruotare intorno al titolo hanno creato mondi fantastici sfruttando qualche funzione basilare e tanta, tantissima creatività. La proposta originale di LEGO Worlds prevedeva una sola modalità definita “creativa” nella quale il giocatore veniva letteralmente gettato in un mondo enorme, generato proceduralmente, con il solo scopo di dare sfogo alla sua fantasia.

Ciò che arriva nelle case come prodotto finale è un titolo radicalmente diverso, strutturato in maniera progressiva, che abbandona totalmente, almeno per le prime ore di gioco, l’esigenza di creare e fantasticare. Al posto della modalità creativa troviamo dunque qualcosa di molto più progressivo che permette ai giocatori di evitare quella sensazione di disorientamento iniziale che si ha in questi casi. Una parvenza di trama va a ad incorniciare un concetto di gioco diverso ma non per forza peggiore. Tutto ha inizio con un astronauta e la sua piccola navetta spaziale che, girando per l’universo lego, va a schiantarsi in un piccolo mondo fatto di mattoncini. È in questo momento che ha inizio LEGO World, un titolo all’insegna più dell’avventura che della creatività e che soltanto successivamente e dopo molte ore di gioco lascerà il giocatore libero di dare sfogo alle sue idee. Un nuovo sistema basato sui mattoncini dorati va a dettare i ritmi di una progressione di gioco mirata a potenziare la propria navetta per raggiungere mondi sempre più grandi e di conseguenza avvicinarsi a quella che è, secondo le nuove regole del gioco, la fine del titolo.

Ma andiamo con ordine, è fondamentale abbandonare il concetto di Sandbox a tutti i costi e sostituirlo con qualcosa di più ordinato, progressivo. In tal senso vengono infatti proposti diversi tutorial che, oltre a spiegare le basi del titolo, ovvero i movimenti e le azioni più semplici da compiere, ci mettono in mano gli strumenti di base per proseguire la nostra avventura. La nostra arma più importante è sicuramente lo strumento di scoperta, tramite questo oggetto potremo infatti “catturare” e di conseguenza collezionare le varie costruzioni che troviamo nel mondo per poi poterle riprodurre a nostro piacimento, si tratta di strutture piccole, spesso puramente estetiche come cespugli e piante ma anche animali e altri personaggi fino ad arrivare a vere e proprie costruzioni come castelli o strutture più complesse. Per sbloccare le strutture più grandi sarà necessario tuttavia ottenere l’oggetto relativo, ovvero una sorte di progetto o “blueprint” che ci permetterà di riprodurre anche la più complessa delle strutture in un solo click. Lo strumento di scoperta si rivela dunque essenziale non solo alla progressione “storica” del gioco ma anche in vista della modalità creativa senza il quale non sarebbe possibile disporre di tutte le strutture presenti nella collezione. Il sistema economico del gioco, ancora una volta basato sugli “studs” ovvero la classica moneta LEGO, ci permette di sbloccare gli elementi scoperti e di conseguenza riprodurli ma anche di acquistare oggetti e potenziamenti dai venditori sparsi per i mondi. Lo strumento di scoperta è il primo strumento che ci verrà messo in mano, seguito subito dopo dallo strumento paesaggio che ci da la possibilità di modificare a nostro piacimento la conformazione del terreno, aggiungendo o rimuovendo porzioni di mondo. Anche questo strumento si rivela importantissimo ai fini dell’avventura in quanto ci permette di raggiungere i luoghi più remoti, scavando nei meandri dei mondi di gioco. Gli strumenti colore e copia arrivano leggermente dopo e, insieme allo strumento costruzione, sono quelli che dettano la vera vena creativa del giocatore permettendo rispettivamente di colorare, copiare intere strutture e costruire mattoncino su mattoncino edifici, strade e tutto quello che ci può venire in mente.

Verso l’infinito e oltre

3162956-legoworlds_discoverunderwaterDopo aver appreso ed approfondito gli strumenti e le meccaniche di base del gioco, è ora di capire qual è il vero scopo di LEGO Worlds senza modalità creativa. La corsa alla modalità creativa, sbloccabile dopo aver collezionato ben cento mattoncini d’oro, inizia nei mondi più piccoli, mondi contenenti un solo bioma alla volta e poche quest da completare per ottenere i mattoncini necessari per potenziare la propria navetta e raggiungere mondi sempre più grandi. Le interazioni con i personaggi, data la natura procedurale del gioco sono limitate ad alcune quest che richiedono l’uso degli strumenti a disposizione, tali quest risultano spesso anonime e poco enfatizzate e servono soltanto ad ottenere oggetti da scambiare con altri personaggi oppure molto più semplicemente i tanto amati mattoncini d’oro. La natura procedurale del titolo non aiuta dunque LEGO Worlds nella sua scalata verso un adventure che non calza proprio a pennello e fatica a tenere il giocatore incollato allo schermo. Superati i primi, piccoli e noiosi mondi, è il momento di espandere i propri orizzonti verso pianeti più interessanti, ricchi di vita e diversità fino ad arrivare alla tanto desiderata modalità creativa che ricordiamo in fase di Early Access era accessibile sin dal primo momento. Uno dei punti più interessanti dell’intera produzione sta proprio nella diversità dei biomi presenti all’interno del titolo, un totale di ben 26 ambientazioni che spaziano tra climi, riferimenti storico-culturali e avventure già vissute o create appositamente per il mondo LEGO. Troveremo dunque personaggi e strutture presenti nelle edizioni precedenti, magari anche reali delle famose costruzioni come LEGO City, oppure ci imbatteremo in elementi creati per il gioco. Insomma, la diversità è la chiave di lettura più importante di LEGO Worlds ed è dettata da una varietà incredibile non solo di tematiche ma anche di strutture ed elementi che conferiscono ai mondi generati un’identità propria e immergono il giocatore in tutto e per tutto in quelle determinate tematiche. In un mondo fatto di foreste troveremo dunque esploratori, animali esotici e veicoli da fuoristrada per girare in lungo e in largo mentre in un mondo dedicato al Far-West troveremo banditi e cowboy, insomma, l’attenzione al dettaglio non manca ed è molto piacevole scoprire quanto questi mondi sembrino vivi e coerenti con loro stessi nonostante i personaggi non giocanti si limitino in gran parte a girovagare per il mondo senza meta, spesso senza offrire opportunità di dialogo.

Tra le caratteristiche che più ci avevano colpito durante la nostra prova alla Gamescom 2016 vi era sicuramente la presenza massiccia di veicoli ed animali cavalcabili che permettevano non solo di esplorare il mondo via terra ma anche via aria e, in certi casi, in via acquatica. Tali impressioni trovano conferma anche nella versione finale di LEGO Worlds che, oltre a proporre una vastissima gamma di veicoli da quelli più convenzionali come una semplice auto a quelli più bizzarri come Hovercraft, Elicotteri e chi più ne ha più ne metta, propone anche un grandissimo numero di animali cavalcabili, in pratica qualsiasi animale che incontreremo, tranne quelli più piccoli, ci darà la possibilità di salire in groppa e andare il in giro per il mondo. Questo include anche gli animali acquatici come i pesci ma anche gli animali volanti come le aquile. Per sbloccare i veicoli basterà “scoprirli” con lo strumento di Scoperta per poi sbloccarli con gli Studs, mentre per gli animali sarà necessario prima nutrirli con l’oggetto che desiderano, mostrato solitamente tramite una vignetta che parte dall’animale stesso e solo allora saranno sbloccabili tramite lo strumento di scoperta.

Complicarsi la vita

maxresdefaultL’arte di complicarsi la vita è raffinata e spesso involontaria. LEGO Worlds da, tra i suoi piccoli difetti, un perfetto esempio di come complicare inutilmente qualcosa di incredibilmente semplice ed intuitivo come la costruzione. Stiamo parlando della gestione dei comandi e dell’inventario. Ciò che prima, durante la fase di Early Access, risultava intuitivo, semplice da capire e soprattutto da manovrare, diventa più complicato in questa versione finale che vede l’arrivo di un menù radiale, come in tutti gli altri titoli LEGO , dal quale scegliere lo strumento da utilizzare in una determinata situazione e gestire l’inventario. Abbiamo provato LEGO Worlds sia con il Pad, utilizzando L’Èlite Pad di Xbox One, sia con Mouse e Tastiera e, nonostante consigliamo vivamente l’uso del pad che semplifica notevolmente la gamma di comandi, in entrambi i casi ci siamo imbattuti in una totale scomodità dei comandi che, oltre a risultare tremendamente imprecisi in fase di costruzione, costringono il giocatore a navigare in menù superflui senza la possibilità di impostare delle scelte rapide, fondamentali nei sandbox. Un’esperienza di gioco leggermente meno divertente e più complessa attende dunque gli appassionati di questo titolo, non stiamo parlando di difetti gravi al punto da abbandonare o penalizzare il gioco ma è giusto segnalarli.

Purtroppo la complessità dei comandi non è altro che la punta dell’iceberg. La vera pecca, quella capace di far chiudere il gioco dopo qualche ora passata tra i mondi di LEGO Worlds sta nella ripetitività. Il taglio quasi-Adventure dato dalla raccolta compulsiva dei mattoncini d’oro costringe il giocatore a passare di mondo in mondo, esplorando anche solo sommariamente, al fine di completare le quest e trovare i mattoncini. Il problema risiede, come accennato prima nella profondità, quasi assente, delle suddette quest. L’esperienza di gioco consiste infatti in un continuo recuperare oggetti, liberare personaggi e cercare mattoncini, la creatività che fino a poco tempo fa era punto cardine del gioco, non viene contemplata. È davvero pun peccato pensare che tante funzioni dedicate proprio alla fantasia e alla libertà del giocatore vengano imbottigliate costringendolo ad una ricerca compulsiva che porta a poco o niente. Raramente ci capiterà di dover costruire qualcosa di complesso e la soglia dei cento mattoncini necessari per sbloccare la creazione dei mondi è decisamente troppo alta. I lati positivi in questo tipo di impostazione risiedono soltanto nel senso di progressione dato dalla raccolta dei mattoncini d’oro ma, come già spiegato qualche riga sopra, è una ricerca fine a se stessa.

Passando ad un aspetto più tecnico della produzione, LEGO Worlds si dimostra probabilmente come il miglior titolo a base di LEGO in termini di resa grafica, nonostante le difficoltà tecniche in fase di Early Access che mettevano insipiegabilmente in difficoltà le macchine un po più vecchie, il titolo gestisce bene l’intero sistema e permette al giocatore di impostare diverse opzioni grafiche per adattare il gioco alla sua macchina. La nostra prova è avvenuta su un PC di fascia Medio/Alta e il titolo non ha sofferto nessun tipo di problema se non un piccolo bug legato alla risoluzione tranquillamente risolvibile dalle opzioni. La gestione delle luci e la resa grafica degli ambienti risulta invece molto curata e la stabilità generale del titolo conferisce a LEGO Worlds una piacevole sensazione di “realismo”. Anche la soundtrack è stata notevolmente ampliata rispetto all’alpha e ora presenta una traccia dedicata ad ogni bioma, sebbene non siamo comunque ad alti livelli in termini di composizione musicale. Tutto sommato LEGO Worlds fa un piccolo passo indietro rispetto al passato ma si tratta di un cambio di direzione che gli permette di compiere diversi passi avanti sia in termini di stabilità che di longevità sebbene la natura sandbox del gioco fa molta fatica a contenersi nei canoni dell’adventure. Un peccato non poter accedere subito alla modalità creativa ma serviva un incentivo che spingesse i giocatori a progredire nei mondi di gioco.

PRO:

  • Divertente e dettagliato
  • Molto longevo
  • Grandissima varietà

CONTRO:

  • La modalità creativa è bloccata inizialmente
  • Comandi generalmente scomodi
  • Progressione del gioco ripetitiva a lungo andare

Versione Provata: PC
Voto: 7.5/10

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RASSEGNA PANORAMICA
VOTO FINALE
7.5
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Alessandro Di Liberto

Cresciuto a pane, Pink Floyd e videogames, Alessandro è il tipo di videogiocatore che riuscirebbe a far spuntare notifiche di obiettivi e trofei anche su un Sega Master System. Non esiste nel continente persona più adatta a rivelarvi tutti i segreti dei vostri titoli preferiti. Assicuratevi solo di portare con voi dei calendari di ricambio nel caso in cui gli chiediate di provare giochi che presentano instabilità nel multiplayer, bug e glitch.