Utilizzare il videogioco come mezzo di comunicazione finalizzato a raccontare una storia è ormai una pratica più che consolidata, oltrepassare i limiti della comune narrativa per trascendere al piano della vera e propria informazione è invece un passo ancora incerto. Kursk è un videogioco molto particolare che assume i tratti di un documentario più che di una storia e cerca di raccontare, introducendo degli elementi di fantasia, quello che è stato un incidente avvenuto in tempi relativamente recenti, vediamo come se la cava.

La linea tra realtà e finzione

Se titoli altisonanti come Battlefield, Medal of Honor, Call of Duty e decine di altre produzioni hanno adottato scenari storici per raccontare eventi drammatici della storia dell’umanità, Kursk è un raro esempio di come si possa raccontare qualcosa di ancora vicino a noi. Quando si parla di prima o seconda guerra mondiale, ma anche di guerra fredda, si va a dipingere un mondo decisamente lontano e fortunatamente sconosciuto per la totalità dei giocatori. Non abbiamo avuto la sfortuna di vivere quei periodi di terrore che soltanto la guerra può offrire. Lo studio indipendente polacco Jujubee Studios ha invece scelto di ambientare la sua storia in un periodo molto recente, raccontando le vicende di un incidente realmente accaduto, quello del Kursk. Il sottomarino russo, affondato il 12 Agosto del 2000, era la punta di diamante della flotta sovietica, un sottomarino nucleare che vantava un sistema di armamenti incredibilmente avanzato rispetto al resto del mondo. Come ogni tragedia che si rispetti, quella del Kursk non è esente da teorie complottistiche che vedono oscure cospirazioni atte a scoraggiare la potenza russa, è proprio qui che entra in gioco il titolo in questione. Kursk è un’avventura grafica che ci mette nei panni di una spia americana intenta a scoprire il più possibile sul tanto temuto sottomarino. Imbarcandoci dunque sotto copertura, avremo il compito di legare con l’equipaggio e di raccogliere informazioni utili alla nostra missione. Sfortuna vuole che a causa l’affondamento del Kursk fu una violenta esplosione avvenuta probabilmente ad una delle testate presenti all’interno del sottomarino, nessun sopravvissuto.

Scegliere di utilizzare un setting così “fresco” per impostare un media profondamente interattivo come il videogioco, fomentando tra le altre cose anche una certa dose di complottismo non è proprio la cosa più adeguata. Quella del Kursk è una tragedia che ci tocca abbastanza relativamente e che non è stata sbandierata dai media internazionale come altri tragici avvenimenti ma basta pensare ad un ipotetico videogioco ambientato sulla Costa Concordia come qualcosa con la quale “giocare” per farsi un’idea di quanto sia inappropriata una produzione del genere. Le vittime del Kursk sono ancora vive nei ricordi della gente e dei familiari, va bene informare, un po’ meno alimentare le teorie del complotto che vedrebbero la morte di 100 persone non come qualcosa legata al fato fortuito di un incidente ma dalla mano umana che tira ipotetici fili della cospirazione.

Spazi chiusi mente aperta

Più si procede nella lenta, angosciante progressione di Kursk, più ci si allontana dal videogioco per avvicinarsi ad un noioso, pesante e per nulla interessante documentario di fantasia cospirazionista. Se le prime battute lasciano brevemente uno spiraglio aperto su una discreta avventura grafica, l’incedere pesante, legnoso e poco accattivante del titolo finisce per annoiare dopo pochissime ore. Non che si debbano superare le 5-6 ore per portare a termine Kursk, il problema è tutto quello che viene prima del finale. Muoversi all’interno del sottomarino vuol dire andare incontro ad animazioni lente e non skippabili, ogni portellone, scaletta o transizione porta infatti con se una mini-cutscene di qualche secondo che, andando avanti ed indietro per i locali del Kursk, ci porterà alla follia più dgenerativa. Non c’è nessun plot twist dietro l’angolo, nessun colpo di scena o personaggio carismatico se non una continua ed estenuante serie di pseudoquest che non ci chiedono altro di portare l’oggetto A al personaggio B. Gli ambienti di gioco, stretti e claustrofobici riproducono perfettamente l’aria asfissiante che si respira in un sottomarino, l’occhio di riguardo per i dettagli come tutte le attrezzature e strumentazioni di bordo non passano inosservate e lasciano intuire una profonda conoscenza della materia da parte degli sviluppatori. Peccato che l’interazione ambientale sia pari a zero, non sarà possibile interagire con nessuno dei dettagliatissimi strumenti di bordo se non per sporadiche interazioni difficilissime da individuare a causa di un sistema di movimento lento e legnoso. Kursk è un titolo che cerca di comunicare qualcosa di diverso dal videogioco canonico ma che finisce con il dimenticare quale sia l’elemento fondamentale per far sì che un videogioco sia chiamato con tale nome: il divertimento. Kursk non diverte e non racconta ma si limita ad illustrare una visione distorta di una pseudo-realtà che, pur essendo lontana dai fatti realmente accaduti, mira a ricordare una tragedia del mondo contemporaneo. Un argomento sicuramente poco adatto al medium del videogioco ma che apre le porte a diversi spunti per il futuro, magari con un peso minore sulle spalle. Graficamente molto interessante, Kursk non riesce a sfruttare a dovere anche la più performante delle macchine, portando con se vistosi cali di frame e un continuo tearing non eliminabile neppure con il v-sync. Come abbiamo già accennato gli ambienti sono molto curati ma allo stesso limitati e ripetitivi, la maggior parte del titolo è infatti ambientata in un sottomarino. Al netto dell’esperienza di gioco, Kursk dipinge fedelmente i primi anni della Russia di Putin e lo fa con un rispetto per la realtà macchiato soltanto dalla presenza del nostro personaggio, il prossimo progetto, con il giusto tocco, potrebbe dare vita ad una serie di video-documentari più istruttivi che divertenti ma non per questo meno interessanti.

PRO:

  • Ambientazioni molto curate
  • Storicamente insolito ma interessante
  • Trama originale..

CONTRO:

  • …ma non coerente con lo spirito documentaristico del gioco
  • Animazioni da dimenticare
  • Comandi poco precisi
  • Complessivamente lento e ripetitivo
  • Ottimizzazione, questa sconosciuta

PIATTAFORMA: PC
VOTO: 5

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RASSEGNA PANORAMICA
VOTO FINALE
5
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Alessandro Di Liberto
Cresciuto a pane, Pink Floyd e videogames, Alessandro è il tipo di videogiocatore che riuscirebbe a far spuntare notifiche di obiettivi e trofei anche su un Sega Master System. Non esiste nel continente persona più adatta a rivelarvi tutti i segreti dei vostri titoli preferiti. Assicuratevi solo di portare con voi dei calendari di ricambio nel caso in cui gli chiediate di provare giochi che presentano instabilità nel multiplayer, bug e glitch.