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Recensione | Killing Floor 2

Killing Floor è stato un grande successo su PC, sappiatelo. Uno sparatutto a squadre a tema horror che ha risolto una questione che gli utenti di Steam avevano sul groppone da ormai un po’ di anni: la mancanza di un nuovo capitolo di Left for Dead. Lo sparatutto di Tripwire è riuscito perfettamente proprio in questo, a fornire una validissima alternativa al gioco di Valve, tanto da meritarsi un secondo capitolo ed un’uscita anche su Playstation 4. L’invasione di zombie Zed arriva quindi anche su console, e dopo un quantitativo esagerato di non morti fatti a pezzi, siamo pronti a darvi la nostra opinione su Killing Floor 2.

La lunga notte di Parigi

Se proprio volete sapere come possa essere la trama di un gioco simile, la risposta è semplice: uguale a quella di ogni apocalisse zombie che si rispetti. La cosa bella della trama di Killing Floor 2 è proprio che non serve una trama per giustificare il quantitativo di Zed e mostri vari uccisi durante le vostre partite. Semplicemente l’azione sarà ambientata a Parigi, con vari sopravvissuti da interpretare che vi forniranno brevi ma originali background narrativi durante la selezione. I personaggi sono una quindicina e non hanno alcuna differenza di gameplay tra di loro, è tutta pura estetica. Sopravvivere alle varie ondate di non morti è l’unica questione importante, l’unico mantra da ripetere partita dopo partita, e che se ci pensate, è anche l’unica cosa che conta in una situazione del genere.

Combattere insieme, morire da soli

killing_floor_2_ps4_announce_screenshot_6_JPG_1400x0_q85Killing Floor 2 è quindi un TPS cooperativo in cui sei sopravvissuti controllati dal giocatore dovranno superare delle ondate di non morti sempre più potenti fino ad arrivare al boss finale e passare alla mappa successiva. L’intera esperienza è quindi incentrata sul multiplayer online, grazie al quale ci si può unire in partite già avviate o iniziare un matchmaking selezionando tra i numerosi filtri a disposizione, che rendono le lobby di Killing Floor 2 davvero ben gestite e funzionali. Il focus principale del gioco è ovviamente l’esperienza FPS cooperativo, dove il coordinamento tra i membri della squadra è la cosa più importante. Il titolo di Tripware non sfrutta gli espedienti di Left for Dead per costringere i giocatori a collaborare, ma fa leva su un principio base della natura umana: quando si è da soli, la paura è maggiore. Killing Floor 2 non è un semplice sparatutto a tema horror, è davvero un’overdose di gore, splatter e morti viventi terrificante, un’esperienza che vissuta in solitaria trasmetta un’ansia incredibile al giocatore, lasciato in balia di ferocissimi non morti. E’ possibile quindi intraprendere un cammino da lupo solitario, ma si deve essere consapevoli di andare incontro a partite molto più frenetiche e molto più pesanti dal punto di vista psicologico. Se vi sembra che stiamo esagerando, sappiate che il numero di Zed da far fuori ad ogni ondata è considerevole, e non arriveranno mai da un unico punto predefinito. A tutto questo va detto che la maggior parte delle mappe si svolgono in notturna o in cunicoli scarsamente illuminati, cosa che tende ad aumentare maggiormente la tensione. Per questo la cooperazione con il team è fondamentale, e per questo vengono in vostro aiuto le classi. Ogni giocatore infatti potrà selezionare una tra le dieci classi disponibili del gioco, cambiandola a piacimento nel menu principale o nell’intervallo tra un’ondata e l’altra. Le varie tipologie sono abbastanza variegate e si specializzano tutte su una branca di combattimento: il berserker ha danni da corpo a corpo aumentati, il medico da campo ovviamente è specializzato nel curare i propri compagi di squadra, il piromane utilizza il fuoco per far fuori gli Zed, lo Swat va avanti a mitragliatori d’assalto e granate stordenti, e via dicendo. Ogni classe è di per se utile e non indispensabile, anche il medico, visto che ogni personaggio potrà curarsi da solo con un’apposita siringa che si ricarica nel tempo. A disposizione di tutte le classi c’è un’arma principale, un’arma secondaria, una da mischia e l’eventuale bonus derivante dai privilegi di classe, siano queste granate, bombe ghiaccianti o dispositivi medici. Ad ogni uccisione o assist verranno guadagnati dei punti esperienza che con l’aumentare dei livelli, sbloccheranno perks e abilità passive aggiuntive per ogni classe. Nulla di eccessivamente elaborato, ma comunque un buon sistema di progressione.

Nella metro, nessuno potrà sentirti urlare

killing-floor-2-s1jpg-fe43ff_765wLa tensione tra un’ondata e l’altra rimane alta grazie anche ad un semplice quanto geniale escamotage di game design. Le munizioni in Killing Floor 2 non sono tantissime e all’inizio di ogni partita ogni personaggio avrà un set di armi base. Per equipaggiarsi a dovere e rifornirsi bisognerà spendere i soldi accumulati durante le ondate in appositi punti di ritrovo, che cambieranno di volta in volta location sulla mappa. Il problema è che l’intervallo tra un’ondata è l’altra è poco più di un minuto, quindi non bisognerà perdere tempo e arrivare allo shop già con le idee chiare. Rifornirsi di munizioni o comprare un’arma più potente? Ripristinare l’armatura o cambiare classe? Tutti trade off che contribuiscono a rendere ogni partita sempre in bilico tra il giusto e lo sbagliato, per un mix perfetto di tensione e adrenalina. Tutto questo è anche merito dell’eccellente level design delle mappe, mai banale e ricche di passaggi alternativi, strettoie e are più aperte. In questo modo gli attacchi arrivano da ogni parte, nonostante la possibilità di sigillare temporaneamente alcune porte per rallentare il flusso degli Zed. Le dodici mappe a disposizione vi terranno impegnati per moltissime ore e avrete un’alternanza di ambientazioni, interne ed esterne, da non sottovalutare. Il difetto che però ci preme sottolineare è la presenza di soli due boss di fine partita, un numero estremamente risicato su un gioco che basa tutto sulla rigiocabilità. Avremo infatti un malefico dottore tedesco armato di scudo personale, lanciagranate e cattive intenzioni, mentre l’alternativa sarà data da un ex manager diventato un gigantesco non morto latore di distruzione. Un numero esiguo, che purtroppo dopo poche partite lascia prendere il sopravvento alla noia e alla ripetitività, ma siamo sicuri che con i futuri aggiornamenti nuovi nemici specifici verranno inseriti. Presente anche una componente multiplayer PvP, in cui un’altra squadra prenderà controllo degli Zed, ma richiede una coordinazione tale tra le creature da essere praticamente ingiocabile se non con compagni fissi. Tripwire ha inserito anche la possibilità di giocare offline in singolo, affrontando partite con ondate ridotte, ma snaturano completamente l’idea principale di Killing Floor.

Motore grafico non morto

killing-floor-2-screen-01-ps4-us-09dec15L’altro grande (e forse preponderante) difetto di Killing Floor 2 è il comparto tecnico. Il gioco è sviluppato con una mole poligonale talmente esigua da sembrare un titolo di quasi cinque anni fa. Poco pulita, quasi plastificata per certi versi, non intacca però la fluidità, che su PC raggiunge ovviamente vette impressionanti, mentre su PS4 si mantiene più o meno stabilmente sui 50 frame per secondo. Ottimo invece il design delle creature nemiche, molto variegate e modellate in maniera spaventosa, nel senso buono del termine, forse la componente migliore dell’intero comparto tecnico di Killing Floor 2. Buone anche le musiche, che rendono la colonna sonora un insieme di industrial, punk e hardcore, che ben si adatta alla frenesia degli scontri ma passa in secondo piano quando i proiettili iniziano a esplodere. Stabilissimo il netcode, che in tutte le nostre partite non ha mai smesso di funzionare, con lag praticamente assente. IL titolo arriva con un prezzo al lancio di € 39.99, che per il nostro modesto parere potrebbe essere lievemente eccessivo, considerando che l’esperienza offerta non è certo delle più varie e che contenutisticamente ci attestiamo su livelli base. Speriamo solo in un supporto costante ma soprattutto gratuito.

PRO:

  • Ottima esperienza horror
  • Azione adrenalinica
  • Realmente cooperativo
  • Level design e dei mostri eccellente

CONTRO:

  • Due boss sono troppo pochi
  • Costo leggermente eccessivo
  • Comparto tecnico estremamente datato

Versione testata: PC