In questo periodo di riesumazioni dai tanto amati anni ’90, alcune funzionali e altre fine a sè stesse, ci sono state delle eccellenze clamorose e delle situazioni talmente imbarazzanti da pugnalarsi dalla vergogna. Pensando a quanto siamo stati abituati a sopportare la frustrazione sotto ogni punto di vista reale o di gioco, pare difficile scontentare giocatori abituali e profondamente legati al genere strategico, dove ogni mossa richiede minuti di riflessione e attenzione a monte e potrebbe comunque dimostrarsi imperdonabile. Purtroppo Jagged Alliance: Rage! riesce nella peggiore delle ipotesi di un rilancio: accontenta di poco tutto e tutti.

Il titolo che avrebbe dovuto riabilitare una serie

I testimoni della nascita degli strategici in tempo reale come Starcraft, Command & Conquer e degli strategici a turni come X-Com ricorderanno felicemente la nascita di Jagged Alliance, serie nata nel 1994 e sviluppata da Madlab Software. Legata a quella che al tempo era una piccola nicchia, Jagged Alliance era riuscito a crearsi una fanbase solida, specialmente per le consistenti sperimentazioni e ibridazioni con altri elementi, sia stealth che tradizionali del gioco di ruolo. Jagged Alliance: Rage! riparte da questo concetto: un gruppo di mercenari viene chiamato all’azione da una chiamata proveniente da un elicottero precipitato su un’isola tropicale. In questo posto sperduto un cartello della droga sta schiavizzando gli abitanti per estrarre il Bliss, la pianta da cui viene poi ricavato il narcotico, ed i nostri quasi-eroi dovranno intervenire con le loro abilità uniche per recuperare le informazioni e salvare la situazione.

La storia di per sè procede lineare, senza particolari alti o bassi di trama, riproponendoci alcuni dei vecchi personaggi già visti in passato (Grunty, Ivan, Dr. Q, Vicky Waters, Raven e Shadow) in un contesto nuovo ma senza aggiunte particolari. Il grosso difetto di una trama già di per sè ridotta all’osso è la banalità: ad alcuni dialoghi passabili seguono scene troppo classiche e dal sapore di già visto, che inficiano anche di un’interpretazione dei personaggi non troppo caratteristica e di un senso dell’umorismo superficiale. Anche i punti di forza e di debolezza dei vari mercenari, di per sè caratteristici e che potrebbero venire approfonditi meglio, vengono invece appiattiti e ridotti a mere statistiche sullo schermo che curano, si muovono e usano le loro abilità in modo brutalmente macchinoso.

Rage! Non solo di nome…

Partiamo col dire che Jagged Alliance: Rage! è un classico punta e clicca strategico con delle meccaniche ben oliate per la serie: ogni mercenario ha a disposizione dei punti azione da utilizzare per muoversi, attaccare in corpo a corpo o con l’arma di fuoco e compiere azioni particolari, come strisciare, cercare oggetti nell’inventario dei nemici morti o curarsi. L’elemento stealth a inizio partita è una componente essenziale finchè non si inizia a sparare, considerata la costante inferiorità numerica dei mercenari che sono limitati a due contro ondate di sei/sette nemici. Oltre alla classica ricerca di coperture per limitare i danni, è possibile accrescere la percentuale di mira sempre usando punti azione dalla pool del mercenario, permettendo al giocatore di mirare punti specifici come testa, torso e gambe: a seconda della locazione potremo infliggere agli avversari varie penalità, e riceverne a nostra volta in base anche all’equipaggiamento a disposizione, che darà ulteriore protezione ai personaggi. Interessante vedere anche come alcune dinamiche survival siano state integrate al sistema strategico, sfruttanto sete, fame, malattie e tutti gli imprevisti di un viaggio improvviso verso un’isoletta tropicale. Sfruttando il riposo tra un combattimento e l’altro saremo in grado di intervenire per gestire l’inventario a slot personale e di gruppo, cucire ferite e modificare armi e armature, tenendo sempre conto delle imboscate (più probabili che mai) e degli orari della giornata che giocano un grande vantaggio o svantaggio dalla parte del giocatore.

Ci sarebbero tutti gli elementi per far funzionare Jagged Alliance: Rage!, che però inficia di una serie di scompensi uno peggiore dell’altro. Prima tra tutte l’IA, che a tratti si instupidisce pesantemente per poi riprendersi rendendo la vita impossibile al giocatore: oltre a casi limite dovuti alla mancanza di bilanciamento e di una curva di difficoltà regolare, è facilissimo imbattersi in nemici che si mettono in buca da soli, sparandosi addosso e uccidendosi tra loro. E’ anche possibile imbattersi in un bug irrisolvibile se non ricaricando la partita, che fa ignorare alle milizie nemiche le coperture dei mercenari creando non pochi problemi sia al giocatore occasionale che all’esperto. Oltre a questo, si sente la mancanza della possibilità – rispetto ai precedenti titoli – di uscire dalla ristretta rosa di personaggi forniti all’inizio: non esiste nessuna costumizzazione possibile e non ci sono miglioramenti per le abilità, non sono disponibili training nè negozi di armi, e nemmeno una basilare gestione del salario e degli oggetti che si poteva riscontrare nei vecchi Jagged Alliance.

La qualità dell’esperienza di gioco si riduce quindi al “completa la missione e passa a quella dopo” in una sequenza assolutamente meccanica, frustrante, salvo dover riavviare a causa dei bug o dell’imprevedibilità dell’intelligenza artificiale che da One Army Man passa a cadere dal pero nell’orto del cugino. Anche i livelli di difficoltà vi cambieranno poco la vita, aumentando solo la quantità di fastidio generale: gli utilizzatori di mouse e tastiera in particolare riscontreranno dei controlli poco reattivi che, oltre a richiedervi una certa dimestichezza impossibile per il giocatore occasionale, vi costeranno caro sul campo in caso di ordini o click fuori posto.

Miracolosamente una cosa che funziona di questo titolo sono le percentuali, che aldilà della casuale sfortuna resteranno abbastanza fedeli alle indicazioni su schermo: è difficile – anche se non impossibile – mancare gli avversari clamorosamente come succedeva e succede tutt’ora in X-Com, dove una possibilità di colpire al 98% equivale a tirare una moneta e indovinare.

Gambe che non si reggono da sole

L’estetica della serie Jagged Alliance ha sempre puntato al realismo come punto cardine, nonostante si parli di vecchi titoli con tutte le limitazioni grafiche del caso. Jagged Alliance: Rage! in questo caso fa un passo indietro e propone invece una grafica cartoon, leggera e piacevole ma troppo superficiale e distaccata dal resto della serie, con personaggi che dal punto di vista dell’animazione e della fattura non convincono pienamente. Il particolare stile di disegno ha un impatto soprendentemente positivo sugli ambienti di gioco e il design generale, comunque, donando un po’ di varietà a mappe altrimenti ripetitive e piene di difetti strutturali, che pesano tantissimo su un titolo strategico.

Mediocre la realizzazione del sonoro, sia come effetti generali che come voci. Come detto in precedenza, il livello dei dialoghi in lingua originale è altalenante, con una scrittura a volte credibile e a volte imbarazzante. La localizzazione del titolo, disponibile con sottotitoli in italiano, migliora solo di poco la credibilità della storia.

 

Pro:

  • E’ un gioco che può soddisfare solo gli amanti dei TBS
  • Diversi approcci alle missioni

Contro:

  • Non funziona a livello tecnico
  • AI mal calibrata
  • Livelli rindondanti
  • Difficoltà disomogenea
  • Le tattiche non influiscono sulla storia

Versione testata: PC (Steam)

Piattaforma: Pc, PS4, Xbox One

Pegi: 18+

Longevità: 10 ore

Sviluppatore: Cliffhanger Productions

Editore: HandyGames

Distributore: Steam

Lingua: inglese (sottotitoli e parlato), italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo (sottotitolati)

Data di rilascio: 1 febbraio 2019

Tipologia: Avventura, GDR, Simulazione, Strategia

Voto: 5

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