Nell’epoca moderna, i giochi di ruolo di massa tendono ad essere ormai considerati titoli di nicchia. Con i vecchi bastioni che rimangono ben fissi nella mente dei giocatori come World of Warcraft, Guild Wars o Final Fantasy Online, le avventure virtuali in mondi completamente abitati da giocatori sono ricordi destinati a appassionati di vecchia data. Chiunque anni fa desiderava interpretare il proprio alter ego virtuale in contesti fantasy, fantascientifici e via dicendo mettendo alla prova le proprie capacità, vivendo quanto era impossibile fare nella vita reale. Quello che un po’ succede con i videogiochi in generale, ma gli MMO andavano oltre questo concetto, creando aggregazione, amicizie e addirittura amore in un mare di pixel e connessioni di dati. È un po’ d’amore per quei vecchi momenti che forse ha spinto Giorgio Catania, appassionato autore di Intermundia Genesis, a ricreare nel suo libro tutti quegli aspetti che forse, crescendo, abbiamo perso. Nei media attuali, soprattutto negli ultimi anni, siamo stati sommersi da episodi simili, vedi Sword Art Online e il recentissimo Ready Player One, e dato il loro successo, è plausibile capire quanto effettivamente ancora milioni di persone siano affascinate dai concetti di MMO e realtà virtuale. Intermundia Genesis fa esattamente lo stesso, scegliendo un canale però che va in controtendenza con quello che è lo sviluppo tecnologico, ovvero i libri.

Nel mondo immaginato dall’autore, in un non meglio precisato futuro l’industria dei videogiochi ha raggiunto uno sviluppo tale da permettere la costruzione di periferiche in grado di far interagire i giocatori con la realtà virtuale in maniera totale. L’espressione massima di questa tecnologia è la creazione del videogioco Intermundia, dove tre ambientazioni diverse coesistono tra loro. In Genesis, parte del gioco ambientata in un universo fantasy medievale, troviamo Mar, uno dei giocatori più forti del gioco, alle prese con una minaccia in grado di distruggere l’intero videogame. Mar ci viene introdotto subito e ne carpiamo immediatamente la personalità disillusa e sprezzante all’apparenza, complice anche un’efficacie narrazione in prima persona, che pian piano ritroverà fiducia nell’umanità anche grazie all’ausilio dei suoi compagni di squadra, inizialmente scettici quanto lui di fronte ad una collaborazione forzata dagli amministratori del gioco. La missione di Mar e compagni sarà vitale per la sopravvivenza del gioco e più avanti scopriremo quanto in effetti vita reale e virtuale si uniscano intrinsecamente, attingendo appunto a opere già consolidate come SAO e Ready Player One. Tuttavia Intermundia Genesis convince per due motivi ben definiti, rivolti più che altro agli appassionati di videogiochi: i personaggi e i continui rimandi al media.

Giorgio Catania è un giocatore navigato, e questo traspare alla perfezione tra le righe da lui scritte; tutti i personaggi, a partire dal protagonista fino ai nemici, sono stati caratterizzati alla perfezione, ognuno con le proprie speranze, paure e modi di fare che non faticheremo a riconoscere e apprezzare. Chiunque abbia giocato un minimo a giochi simili si sarò ritrovato davanti un paladino altruista come Gladius, una ragazza stanca delle continue vessazioni maschili come Sophia, un bimbo eccessivamente entusiasta come Lulosilis o uno spaccone sboccato alla pari di Unsoul. Nonostante il numero di personaggi sia elevato, ognuno di loro è stato studiato alla perfezione, tanto che bastano poche parole di dialogo per riconoscerli immediatamente. Non è un’impresa semplice quella compiuta dall’autore, visto che in molti anche più esperti hanno fallito proprio nel tentativo, ma qui è palese l’amore per le proprie creature e l’immedesimazione con il lettore, che non ha la pretesa di essere adatto a tutti, ma anzi è chiaramente diretto agli appassionati. Esempio lampante è il personaggio di Gothiko, un lucertoloide che parla solo via chat testuale, una sorta di MSN con coda e squame, che ad un lettore poco addentro alle meccaniche videoludiche potrebbe risultare fastidioso, ma che noi invece abbiamo adorato, facendoci travolgere dal mare di ricordi della nostra adolescenza, che condividiamo senza ombra di dubbio con i nostri lettori.

L’altro grande merito di Intermundia Genesis è l’impressionante ricostruzione del gioco, spiegata nei minimi dettagli esattamente come ci si aspetterebbe da un raid leader di vecchia data. Il racconto delle avventure di Mar e compagni è un enorme quest log, con tanto di statistiche, spiegazione delle tattiche, bestiario dei vari mostri e tante altre sorprese che i giocatori/lettori adoreranno. Anche in questo traspare la volontà dell’autore nel rendere Intermundia Genesis un libro pensato apposta per i vecchi giocatori, magari spingerli a riprendere in mano le vecchie avventure (e almeno nel nostro caso, ci è riuscito in pieno). La narrazione in prima persona, l’utilizzo della terminologia prettamente da MMO, la descrizione minuziosa di attacchi e magie rendono Intermundia Genesis un titolo irrinunciabile per chi, anni fa o ancora oggi, calcava ad esempio le lande di Azeroth.

In conclusione, Intermundia Genesis è il primo titolo di una trilogia dedicata principalmente ai videogiocatori, non importa di che età, basta che siano appassionati. E se anche non lo fossero, quanto traspare dalle parole dell’autore basta a coinvolgere tutti in poche righe. L’ambientazione e i personaggi convincono, il climax funziona alla perfezione e sinceramente, siamo curiosi di vedere quali sorprese Catania ha in serbo per noi nei suoi viaggi futuri. L’unico difetto di Intermundia Genesis è forse la sua godibilità, riservata prettamente a chi mastica videogiochi, nonostante l’autore tenti più e più volte di spiegare concetti basilari ai profani. Ma in fin dei conti va benissimo così: qualsiasi magia perde di fascino dopo che è stato svelato il trucco.

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