Lo studio indipendente francese Team8 fa il suo debutto nell’industria dei videogiochi con Genetic Disaster, un rogue-like coloratissimo e scanzonato che punta al multigiocatore cooperativo.

Ratti giganti e tartarughe tank

Il panorama dei videogiochi indipendenti è davvero vasto, un vaso di pandora che, se scoperchiato, è capace di rivelare meraviglie ed orrori, spingendo il giocatore più accanito verso la scoperta di vere e proprie perle nascoste e di produzioni un po’ meno piacevoli. Genetic Disaster rappresenta la prima produzione di Team8 Studio ed i ragazzi francesi hanno voluto giocare in un campo ben conosciuto, quello dei rogue-like. Se il concetto di permadeath si sposa benissimo con una soluzione di continuità da ricercare partita dopo partita, il senso della progressione e del guadagno alla fine di ogni partita rappresenta un valore altrettanto vitale ai fini di un game design ben bilanciato. Genetic Disaster propone un modello leggermente atipico per quelli che sono i rogue-like moderni e, se da un lato ci ritroviamo un prodotto fortemente orientato verso la cooperazione fino a 4 giocatori, dall’altro viene a mancare quella “caramellina” che spinge il giocatore a riprovare dopo ogni fallimento. Sotto la superficie da rogue-like cooperativo batte tuttavia un cuore fortemente procedurale ed orientato verso la casualità e, fatta eccezione per i boss di fine livello, l’azione di Genetic Disaster difficilmente si lega ad un percorso di memorizzazione dei livelli, andando a rimuovere quella che è una componente essenziale per un’esperienza trial and error: l’insegnamento. Dopo ogni partita in Genetic Disaster, non importa quanto lunga, non ci ritroveremo niente in mano se non la gloria di essere arrivati un po’ più avanti rispetto all’ultima volta e saremo costretti a ripartire da zero senza alcun incentivo.

Se alcuni fondamentalisti del genere potrebbero vedere una meccanica così spoglia delle superficialità moderne, altri, compreso chi vi scrive, vede nella mancanza di continuità di Genetic DIsaster una falla non indifferente in termini di game design. Dopo aver giocato per qualche ora infatti sembra tutto già visto e, sebbene le stanze ed i livelli si presentino sempre di forma diversa, la sensazione di essere già passati in quel tratto di gioco e doverlo rifare senza guadagnare nulla è troppo forte per non annoiare. Genetic Disaster propone un modello di gioco fortemente incentrato sulla componente shooting, durante le varie partite ci imbatteremo infatti in diversi tipi di armi, alcune di esse veramente potenti ed in grado di rendere la partita più che semplice, altre invece completamente inutili. All’inizio di ogni livello potremo scegliere un bonus passivo da acquistare per potenziare il nostro personaggio ma al di là di questa meccanica non c’è nient’altro che aiuti nella progressione del gioco o che ci permetta di assumere un ruolo ben preciso all’interno della squadra.

Una squadra fortissimi

Il titolo ci propone quattro alternative per affrontare l’avventura offerta, quattro personaggi molto diversi tra loro e con abilità abbastanza variegate da poter costruire un “party” orientato alla sopravvivenza. Leggere meccaniche da tanking e da dps si mescolano per costruire quello che si propone come un lieve tentativo di teamwork orientato al progresso ma che difficilmente farà davvero la differenza tra la vita e la morte. Tra le varie abilità dei personaggi possiamo trovare scudi, teletrasporti e berserker mode, tutte ricaricabili tramite un cooldown influenzato in determinati casi dall’uccisione di nemici. Genetic Disaster non è molto amichevole verso coloro che decidono di affrontare l’avventura da soli, il bilanciamento del titolo è infatti legato al concetto di co-op e lascia pochissimo spazio ai lupi solitari imponendo un livello di sfida semplicemente ingiusto e non regolando il numero dei nemici ed il danno subito in relazione a quanti giocatori partecipano alla partita. Il concept di Genetic Disaster resta comunque molto interessante ma si tratta di un’idea troppo debole e frivola per fare veramente colpo in un mercato letteralmente intasato di titoli del genere. Una prima, timidissima, produzione che speriamo dia un seguito ad un team che è comunque riuscito a proporre qualcosa di interessante ma che, come un fiammifero, si spegne dopo pochi minuti di gioco. Il taglio artistico coloratissimo va invece a costituire un plus e rende il tutto molto più accessibile ed interessante così come gli effetti e le animazioni che conferiscono a Genetic Disaster una fluidità gradevole sia per gli occhi che per il controller. Tecnicamente interessante, Genetic Disaster non si può però reputare altrettanto gradevole in termini di stabilità, il titolo soffre infatti di diversi bug, alcuni di essi anche gravi, capaci di rendere la progressione della partita semplicemente impossibile. Spesso ci siamo trovati con il personaggio bloccato nell’ambiente di gioco o abbiamo fronteggiato nemici semplicemente immortali, una pulizia da questo punto di vista è più che dovuta e speriamo che il team continui ad applicarsi per migliorare il suo prodotto.

PRO:

  • Artisticamente interessante
  • Animazioni ed effetti ben realizzati

CONTRO:

  • Manca una vera e propria soluzione di continuità
  • Level design poco ispirato
  • Praticamente impossibile da affrontare da soli
  • Ripetitivo dopo poche ore di gioco

Voto: 6

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