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Recensione | Gears of War : Ultimate Edition

Eravamo nel novembre 2005, Xbox 360 era ancora una console giovane, senza titoli in grado di dimostrare la sua piena potenza. Mentre in molti stavano ancora accumulando risparmi per potere acquistare una PS3, qualcosa di inaspettato attirò l’attenzione di tutti: Una nuova IP dagli sviluppatori di Unreal Tournament stava per dare inizio a quella che sarebbe diventata una delle realtà più importanti nel mondo dei videogames.
Gears of War nasceva come una delle esclusive di punta per Xbox 360, un shooter in terza persona molto violento e con meccaniche finalmente in grado di portare una ventata di aria fresca al genere , proponendo uno stile di gioco molto veloce e punitivo, semplice da capire ma difficilissimo da padroneggiare.
Probabilmente nessuno si aspettava un così grande successo sul fronte della competizione online, infatti il ruolo del multiplayer appariva quasi marginale accanto ad una campagna molto curata ed entusiasmante.

Senza rendersene conto, Epic Games aveva creato uno dei titoli multiplayer più affascinanti di sempre: la prima vera Killer-Application dell’era Xbox 360.

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Dieci anni dopo l’E-Day

Ed eccoci qui. Sono ormai trascorsi dieci anni da quel giorno e diversi capitoli della saga hanno fatto la loro comparsa in scena, Gears of War è ormai una realtà affermata nel mondo dei videogiochi, un punto di riferimento per ogni sparatutto in terza persona.

I tre capitoli successivi hanno aperto la strada alla Next-Gen. Epic games ha mantenuto alto il livello della produzione nel corso degli anni, con Gears of War 2 e Gears of War 3 dalle campagne spettacolari e dal forte impatto emotivo, ma dal multiplayer non sempre bilanciato ; chiudendo con Gears of War : Judgement , un titolo ricco di nuove idee, spesso mal sfruttate e, in alcuni casi, mal implementate.

Con Gears of War 4 alle porte, in uscita nel 2016, la community di Gears of War sentiva la necessità di riunire tutti i giocatori ancora sparsi nei vari capitoli, chiedendo a gran voce una collection o una remastered, proprio come accaduto con Halo: The Master Chief Collection. È proprio in questo contesto che si inserisce questo Remake : un titolo unico, sulla nuova Xbox One, in grado di riunire tutti e di raccogliere feedback e informazioni utili per lo sviluppo del nuovo capitolo. Una scelta coerente e motivata, considerando che una collection ( In arrivo comunque con la retrocompatibilità ) avrebbe solo continuato a dividere una community già frammentata. Gears of War : Ultimate Edition rappresenta il banco di prova del nuovo studio: i Coalition, che hanno preso in mano le redini del progetto dopo l’abbandono di Epic Games.

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Il ritorno della squadra Delta

Fin dai primi momenti della campagna di Gears of War : Ultimate Edition, appare subito evidente che il termine “remastered”, in questo caso, non è per nulla appropriato; la cura del dettaglio grafico e l’evidente rivoluzione nelle cutscenes sono decisamente più idonee al concetto di vero e proprio remake. Non si tratta solo di mero upscaling della risoluzione o dell’aggiunta di qualche filtro, siamo di fronte invece a un titolo che appare costruito da zero sulla nuova console di casa Microsoft. Il lavoro svolto dai ragazzi di The Coalition va a modificare alla base il titolo originariamente sviluppato da Epic Games, andando a ricostruire tutti gli asset da zero, ricalcandone completamente lo stile, rendendo così Gears of War : Ultimate Edition un titolo next-gen a tutti gli effetti.
Le animazioni dei personaggi risultano completamente nuove, evolute e migliorate; le ambientazioni vantano un livello di dettaglio di gran lunga superiore al pur ottimo titolo originale, alternando elementi già conosciuti e ridefiniti ad altri completamente nuovi ed inediti. Pur mantenendo lo standard dei 30 FPS nella campagna, Gears of War : Ultimate Edition risulta molto più fluido della sua controparte originale. La scelta dei 30 FPS conferma il salto qualitativo effettuato, che, pur non raggiungendo i 60 FPS, presenti comunque nel multiplayer, compensa con una qualità grafica eccezionale, ricca di giochi di luci ed ombre, effetti particellari del tutto nuovi e una pulizia grafica mai vista nel capitolo originale.

Dal punto di vista narrativo, la campagna risulta praticamente uguale rispetto a quella originale, con l’aggiunta di un intero atto, composto da cinque capitoli, uscito precedentemente in esclusiva per PC; dal lato del gameplay, il gioco mostra notevoli miglioramenti che andremo ad approfondire nella parte dedicata al multiplayer. Un altro elemento che rimane immutato è l’intelligenza artificiale dei nemici, che, pur risultando soddisfacente a difficoltà elevata, mostra tutto sommato le stesse debolezze del capitolo originale a difficoltà minore; anche l’intelligenza artificiale dei compagni risulta immutata e risente, di fatto, degli effetti del tempo, apparendo del tutto inadeguata in alcune situazioni: vedremo, di tanto in tanto, i nostri compagni andare incontro a morte certa per poi cadere miseramente.
Da segnalare anche sporadici cali di frame in alcune fasi più concitate, nulla di eclatante ma comunque visibile.
Gears of War : Ultimate edition propone la stessa co-op in due presente già nel capitolo originale, i giocatori potranno impersonare Dom e Marcus e affrontare l’intera campagna insieme, quest’ultima resa più coinvolgente ed emozionante grazie alle nuove cutscenes che lasciano trasparire un lavoro di ricostruzione totale, risultando al passo con i tempi, senza perdere il vecchio fascino che caratterizzava l’originale Gears of War.

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Il Ritorno del Re

Quando si parla del multiplayer di Gears of War è doveroso partire con una premessa: Ciò che questo titolo ha significato per la community di Xbox Live, sopratutto quella italiana, è di immenso valore. È davvero difficile descrivere in poche righe tutto ciò, possiamo solo accennarlo in questa sede, ma ci sentiamo in dovere di contestualizzare.

Gears of War è stato il cuore pulsante della community competitiva di quegli anni, un gioco che non aveva alcun tipo di supporto, nessuno streaming o matchmaking, solo partite private o classificate senza gruppi, nessun server o slot spettatore. La passione dei giocatori era il vero motore del gioco. Un’infinità di clan, tornei lunghi ed epici hanno fatto da sfondo ai primi anni di questo titolo, nessun altro capitolo della saga è riuscito ad emulare questo successo, solo il gioco che aveva compiuto questo miracolo era in grado di ripeterlo, ed è qui che entra in gioco Gears of War : Ultimate Edition.

Il comparto multiplayer di Gears of War : Ultimate Edition si presenta come un’evoluzione diretta del suo capostipite. Le basi dei movimenti e delle meccaniche sono visibilmente ispirate all’originale: Il gioco risulta come una versione “riveduta e corretta” del vecchio Gears of War, è qui che i 60FPS fanno la differenza, permettendo un gameplay molto più fluido e preciso.
Tutte le meccaniche che caratterizzavano l’originale ora risultano più veloci, più pulite e del tutto esenti da bug; Il wall-bouncing, una delle tecniche più utilizzate dai giocatori, sembra aver trovato il perfetto compromesso, riuscendo a unire sapientemente le regole tecniche del primo capitolo alla velocità dei successivi, risultando rapido ma punitivo al tempo stesso.

L’attacco corpo a corpo si presenta totalmente rivisitato: Esso provoca un danno elevato, ma è di fatto inaffidabile, in quanto il colpo non va sempre a segno, la tecnica appare molto bilanciata in quanto offre un’alternativa in situazioni estreme, capace di ribaltare l’esito di uno scontro.
Per i giocatori di vecchia data, uno dei fattori più importanti di Gears of War è dato dalla qualità degli scontri con lo Gnasher, ebbene, il risultato è spettacolare. L’impatto dei colpi risulta pulito, preciso e permette scontri senza esclusioni di colpi, il cosìdetto “camera-shot” è stato finalmente fixato e l’effetto “spugna” sembra essere quasi impercettibile se non negli scontri più concitati.
Ma gli scontri di Gnasher non sono fatti soltanto di Wall-Bouncing, tecniche come il pop-shot, il blind e “la frustata” sono ancora presenti e vive, non c’è uno stile di gioco superiore agli altri, bisognerà saper dosare le varie tecniche per essere il più completi possibile.
Analizzando singolarmente queste tecniche è possibile notare il bilanciamento generale che regola l’intero gameplay, il blindfire risulta spostato leggermente a destra rispetto al nostro personaggio, andandosi a posizionare esattamente al centro dello schermo, questo farà si che questa tecnica richieda più tempo per essere padroneggiata, soprattutto da distanza molto ravvicinata; i colpi mirati sono più efficaci dalla media distanza, mentre pop-shot e frustata sembrano essere estremamente efficaci a distanza ravvicinata.

large_warmachine_xboxone-ade10858cfe54051ad844267a8c6b3afUn arsenale intramontabile

Le caratteristiche di tutte le altre armi sono il risultato di un perfetto lavoro di bilanciamento svolto dal team di The Coalitiion, analizziamole singolarmente.

Lancer: Il lancer è un’arma fondamentale in ambito competitive, lo stopping-power visto da GoW 2 in poi è quasi del tutto sparito, ma l’elevata precisione che lo caratterizza lo rende estremamente efficace sopratutto se puntato alla testa, assenti i duelli tra motoseghe e l’effetto “risucchio”, tanto odiato e temuto, è finalmente scomparso.

Pistola Snub: L’effetto della pistola snub è molto simile a quello ottenuto hostando le partite sull’originale Gears of War, capace di fare Headshot con una manciata di colpi, estremamente veloce e precisa, l’arma perfetta per finire un’avversario già ferito.

Longshot: Il fucile da cecchino è probabilmente l’arma più riuscita dell’intero gioco, non risente affatto dell’aumento dei frame, garantendo la massima precisione ( e soddisfazione ), sebbene l’impatto lasci trasparire molte differenze con gli altri capitoli, una volta padroneggiato sarà una delle armi più desiderate.
Da notare anche la modifica alla ricarica attiva che, sebbene sia presente, non abbatte come nel capitolo originale ma infligge un’enorme danno.

Arco Torque: L’arco è rimasto tutto sommato immutato, risultando però molto più preciso, soprattutto grazie alla totale assenza di lag. Sono presenti anche sponde e rimbalzi sui muri talvolta involontari ma sempre spettacolari.

Boomshot: Il Boomshot è l’unica arma che appare tutt’ora ancora controversa, dimenticate la potenza devastante di GoW3 e GoWJ, il boomshot è un’arma molto tattica che spesso utilizza le superfici vicine al nemico per risultare veramente efficace, talvolta però risente delle meccaniche del capitolo originale che lo rendono di fatto un’arma non affidabile al 100% ma che comunque garantisce un vantaggio non trascurabile.

Martello dell’alba: Il martello dell’alba è forse l’arma con l’effetto più bello, tecnicamente si presenta come un’arma dalle grandi potenzialità, capace di costringere gli avversari in zone chiuse della mappa, a volte risulta over-power a causa del suo caricatore infinito, sopratutto in deathmatch, dove lo spawn-kill è quasi inevitabile.

Granata Frag: Il bilanciamento delle granate è chiaramente volto a renderle un’arma più temibile, allargando il raggio dell’esplosione e dello stordimento dell’avversario, inoltre è molto più facile attaccarle all’avversario.

Granata fumogena: La granata fumogena è un’arma molto tattica, capace di proteggere una zona della mappa o di creare una copertura improvvisata, il raggio dell’esplosione è stato ampliato e i tipici cali di frame al suo interno sono del tutto assenti.

HammerBurst e Pistola Boltok: Queste due armi raccoglibili risultano tutto sommato immutate e marginali, proprio come nel primo capitolo, sebbene la ricarica attiva possa rendere queste due armi temibili, rimangono tutto sommato trascurabili nell’economia del gioco.

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Mappe e Impostazioni

È presente un sistema di Ranking con diversi livelli di “prestigio” proprio come visto in Gears of War 3, questo fa si che il giocatore sia stimolato a giocare sempre di più per andare avanti nei livelli.

Le mappe disponibili per il multiplayer comprendono tutte quelle viste nel capitolo originale, compresi DLC e, in aggiunta, possiamo trovare anche le mappe esclusive della versione PC, ovvero, Santuario, Corsa All’oro e Cortile;
Tutte le mappe sono totalmente ricreate da zero, dimostrando una grandissima cura sul lato tecnico e artistico.sebbene in alcune di esse sia assente la pioggia.

Le modalità presenti in Gears of war : Ultimate Edition sono le più gettonate dell’intera saga, accostando le classiche Esecuzione e Annex a più moderni DeathMatch e Re della Collina, presenti anche Zona Di Guerra e Assassinio, non mancano nuove aggiunte come Blitz, una variante di Re Della Collina ed Esecuzione Gnasher, una modalità che prevede il 2v2 in una mappa speciale chiamata Riquadri, una mappa molto piccola con evidenti richiami allo stile di Macchina da Guerra, molto ben riuscita e che sicuramente creerà una grande competizione, soprattutto nelle partite classificate.

Uno dei punti di forza di Gears of War : Ultimate Edition è la totale personalizzazione delle impostazioni di una partita privata, sarà possibile impostare la durata del dissanguamento, la durata del turno, il numero di turni, il posizionamento delle armi, il ciclo mappe e, in aggiunta si potrà attivare o disattivare la ricarica attiva, decidere il criterio di spawn delle armi e attivare o disattivare le regole “esecuzione” per la rianimazione.

Una traccia dei capitoli successivi al primo Gears of War è data dalla presenza delle skin per le armi e dai numerosi personaggi aggiuntivi provenienti anche da Gears of War 2 e Gears of War 3.

Uno dei punti nevralgici che accomuna tutti i capitoli della saga è la stabilità del comparto online, ovvero, matchmaking e netcode. Non abbiamo potuto testare il matchmaking ma le partite private che abbiamo disputato erano prive di ogni forma di lag, inoltre è da notare l’apparente assenza dei vantaggi dell’host che rende il gioco molto più equilibrato che mai, in caso di uscita dell’host dalla partita, quest’ultima continua senza migrazione, questo sembra indicare la presenza di server dedicati anche nelle partite private, ciò potrebbe rappresentare una vera marcia in più sopratutto per il competitive

-Si ringrazia DarthFenix per la collaborazione alla stesura di questa recensione

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PRO

  • Il ritorno di un capolavoro
  • Evidenti miglioramenti grafici e di gameplay
  • Un vero e proprio Remake, non una semplice Remastered
  • Online stabile
  • Ancora più tecnico e adrenalinico

CONTRO

  • Assenza di pioggia nelle mappe multiplayer
  • 30 FPS nella Campagna
  • Assenza della modalità Orda