Forse non sono la persona più adatta a parlarvi di Final Fantasy VIII: per quanto sia appassionato della saga di JRPG più famosa e venduta al mondo, (ma anche una delle più controverse, date le più disparate opinioni sui singoli episodi da parte degli stessi fan) con Final Fantasy VIII non ho mai avuto un rapporto idilliaco. Complice sicuramente un cast di protagonisti che non posso certo annoverare fra i miei preferiti, ma anche un battle system che ai tempi non apprezzai particolarmente, Final Fantasy VIII l’ho sempre visto come un gioco costituito da luci ed ombre: da una parte un gioco di indubbia qualità che riuscì a conquistare i plausi della critica ed a fare breccia nel cuore dei giocatori della mia generazione (complice anche l’essere stato il primo gioco della serie ad arrivare con una traduzione in italiano che all’epoca aiutò enormemente alla diffusione sia del titolo che dell’intera saga sul nostro territorio), dall’altra un gioco che per i motivi già detti ed altri non riuscì a rapirmi nella stessa maniera in cui fecero gli altri due capitoli numerati per PlayStation 1, i quali hanno già ricevuto una conversione per l’ultima generazione di console. Ma non sono qui per parlarvi del gioco originale: su quello sono già stati spesi fiumi di parole, i vecchi estimatori già sanno cosa aspettarsi e per le nuove leve forse non si tratta del titolo migliore con il quale avvicinarsi alla saga dati i segni del tempo che hanno portato ad un evidente invecchiamento del titolo originale (ci arriveremo). Oggi sono qui per parlarvi del lavoro di rimasterizzazione che è stato operato da Square Enix in questa riproposizione di Final Fantasy VIII, una riedizione che va a chiudere il trittico di giochi PS1 appartenenti alla serie (ad esclusione degli spin-off).

Chiaramente quando si parla di Remastered la prima cosa alla quale si pensa è la grafica: sebbene il valore qualitativo di un prodotto riproposto su una nuova generazione di console non eguaglierà mai quello di un remake, è lecito aspettarsi da un gioco che riporta la denominazione “remastered” nel nome dei miglioramenti grafici che ne giustifichino l’esborso economico e da questo punto di vista Final Fantasy VIII inanella una serie di punti a suo favore: a differenza della rimasterizzazione di Final Fantasy VII, questo ottavo capitolo offre un lavoro certosino sui personaggi che va da un miglior dettaglio delle texture ad un restyling della maggior parte dei membri del party, offrendo un design dei personaggi molto più moderno e convincente, fino ad un ritocco di alcune animazioni. Questo vale sia per i membri del party sia per i principali NPC e antagonisti, oltre che per i Guardian Force le cui evocazioni ci accompagneranno sin dai primi momenti di gioco: indubbiamente non è stato posto lo stesso lavoro negli NPC minori o nei mostri più comuni, ma non si può dire che facciano brutta figura all’interno di questa remastered. Ciò che purtroppo cozza in maniera piuttosto fastidiosa è il contrasto fra la cura posta nel restauro dei modelli dei personaggi e quella non allo stesso livello spesa per migliorare gli scenari ed i numerosi filmati prerenderizzati che affollavano i quattro dischi del gioco originale. Sfondi e filmati hanno infatti beneficiato unicamente di un miglior filtro anti-aliasing e di un upscaling della risoluzione a 1080p, ma lo stacco qualitativo fra modelli e scenari svilisce questi ultimi, lasciando una sensazione di assoluta insufficienza nel lavoro svolto sul mondo di gioco, sia che si parli delle mappe in 3D della world map sia in quelle 2D prerenderizzate degli interni. In particolare, quelli che sono gli escamotage adottati 20 anni fa nel gioco originale per alleggerire la potenza di calcolo richiesta dalla PlayStation 1 emergono prepotentemente in questa trasposizione. Per esempio, nell’immagine qua sotto potete vedere la prima volta che mi sono accorto di tali brutture: mi trovavo in una delle fasi iniziali del gioco ed avevo appena terminato l’esame pratico per diventare SeeD, una volta tornato al Garden incontro Cid intenzionato a riprendere Seifer per il suo comportamento indisciplinato sul campo di battaglia. La telecamera che fino a poco fa inquadrava le versioni HD di Squall, Quistis, Seifer e Cid stacca sul faccione dell’occhialuto preside del Garden: finita la ramanzina, l’inquadratura torna sulla hall del Garden mostrando nuovamente tutti i personaggi. Nel gioco originale il preside a quel punto aveva finito la sua funzione: non si sarebbe più dovuto muovere o animare ed ogni interazione con lui si sarebbe limitata ad un box di dialogo in sovrimpressione, pertanto gli sviluppatori decisero di renderizzare Cid all’interno dello sfondo per poter risparmiare qualche poligono e velocizzare i caricamenti. Quello che però succede in questa remastered è questo: il preside appare in bassa risoluzione appiccicato sullo sfondo, contrastando con i modelli di Quistis e Squall presenti a schermo

Sì, ho usato gli aiuti che il gioco mette a disposizione, dei quali vi parlerò fra poco. Tornando al discorso grafico, quella che vi ho mostrato è una delle diverse volte in cui si manifestano queste brutture. Voglio pensare che l’esigua cifra richiesta da Square Enix per questo gioco (20 euro) giustifichi la quantità di impegno riversata nella conversione, del resto si tratta dello stesso tipo di lavoro che già abbiamo potuto vedere nelle remastered di Final Fantasy VII e IX, ma se nel settimo capitolo lo stile superdeformed dei modelli al di fuori del combattimento smorzava il contrasto fra essi e lo scenario non così curato, in questo titolo non si può dire che il risultato sia ugualmente gradevole, nonostante (e scusatemi se mi ripeto) il più che dignitoso lavoro operato sul party e sui Guardian Force. L’intero gioco viene visualizzato in 4:3, con delle antiestetiche (seppur funzionali) barre nere verticali che delimitano l’area di visualizzazione sullo schermo, ma questo serve anche a non creare un distacco in termini di aspect ratio fra le sessioni di gameplay realizzate con il motore di gioco ed i filmati prerenderizzati (capito Devil May Cry Trilogy?) sui quali probabilmente il team non ha potuto mettere mano. Nota di merito invece per il comparto audio dove è stata riproposta la versione rimasterizzata dell’originale colonna sonora orchestrata già ascoltata nell’edizione PlayStation: un’ottima notizia per i giocatori PC dato che sia l’edizione Windows del 2000 che quella Steam del 2013 presentavano delle scandalose conversioni MIDI delle tracce originali.

Come già detto nell’introduzione, Final Fantasy VIII è un gioco che ormai mostra i segni del tempo e si basa su una vetusta concezione del JRPG: il gioco è indubbiamente invecchiato non benissimo e se giocato come si confà ai puristi, quindi senza alcun aiuto, risulta essere piuttosto lento ed afflitto dagli ormai superati incontri casuali. Chiariamoci, per un fan immergersi in una esperienza di gioco tanto familiare quanto nostalgica può essere solo un bene, ma il gioco può incontrare la disapprovazione di coloro che non hanno mai provato il gioco sinora ma che hanno comunque esperienza con i JRPG moderni, oppure di coloro che vogliono semplicemente rivivere le avventure di Squall senza perdersi in lunghe sequenze di combattimento. Qualcuno potrebbe obiettare affermando che, soprattutto in quest’ultimo caso, se uno vuole giocare a Final Fantasy VIII deve portare a casa il pacchetto completo, con tutti i pro e contro: vero, ma ciò non toglie che gli stessi boost già presenti nelle Remastered di Final Fantasy VII e IX sono stati inseriti anche in questa versione. Essi sono lo speed boost che accelera a velocità X3 il gioco ad eccezione delle cutscenes, un boost per evitare gli incontri casuali ed il boost che mantiene costantemente al massimo le barre HP e ATB, lasciando comunque esposti agli attacchi degli avversari i Guardian Force che dovranno essere curati tramite magie, oggetti o riposando. Soprattutto quest’ultimo boost rende estremamente facile l’intero gioco e la loro attivazione avviene semplicemente tramite la pressione degli analogici (oltre al fatto che il loro utilizzo non impedisce di sbloccare i trofei/obiettivi presenti nelle versioni Xbox, PS4 e PC del gioco), pertanto i più deboli di spirito potrebbero cedere alla tentazione, ma come detto prima ognuno può personalizzare la propria esperienza di gioco come preferisce dato che questa Remastered è indubbiamente più un’operazione nostalgia per chi il titolo l’ha già giocato e terminato che un entry point per i nuovi adepti. Curiosamente la versione Steam include alcuni boost extra come la possibilità di sbloccare sin da subito tutte le carte del Triple Triads o potenziare al massimo livello i Guardian Force: tali aggiunte non trovano spazio nelle edizioni per console per qualche inspiegabile motivo. Per quelli che se lo stessero chiedendo sappiate che sì, il modello di Siren è stato reso più pudico coprendo il bacino del Guardian Force con una sorta di gonna: tenendo presente che non si tratta della prima volta per la saga in cui un personaggio subisce un restyling come operazione di autocensura per evitare di turbare le menti di noi giocatori occidentali, mi chiedo se davvero si possa parlare di censura in una Remastered dove i modelli dei protagonisti hanno subito una rivisitazione per conferire loro un aspetto più moderno. Infine c’è da segnalare la rimozione del minigioco Chocobo World: nella versione per PlayStation era possibile allenare il Guardian Force Boko ed ottenere oggetti speciali utilizzando un accessorio chiamato PocketStation, mai distribuito al di fuori del Giappone e questa cosa ha precluso a noi occidentali di accedere a quei contenuti bonus che comunque sono rimasti programmati nella release americana ed europea del gioco. Nella versione PC del 2000 e del 2013 il minigame poteva essere eseguito direttamente sul proprio computer, sopperendo all’assenza dell’accessorio e permettendo comunque di non precludersi l’accesso ai contenuti bonus. Tuttavia in questa Remastered è stata presa una drastica decisione che ha portato ad un impoverimento dell’offerta, rimovendo ogni riferimento al Chocobo World, rendendo Boko un normale Guardian Force e permettendo al giocatore di guadagnare gli oggetti bonus tramite la skill Angelo Search della Limit Break di Rinoa, Combine: un vero peccato che sia stata presa una decisione tanto drastica poiché così facendo è stato tolto ogni riferimento ad una desiderio di Squaresoft di sperimentare nuovi modi per interagire con il videogioco, pionieristici per un gioco di 20 anni fa e che che molti giocatori occidentali ignorano a causa dell’assenza di una distribuzione occidentale di PocketStation.

PRO

  • Il sistema di boost svecchia il gioco originale…
  • Ottimo lavoro sui modelli dei personaggi…
  • La colonna sonora originale riproposta in versione rimasterizzata

CONTRO

  • … che comunque non è invecchiato benissimo
  • … non si può dire lo stesso per gli scenari

Voto: 7

Versione provata: Xbox One X

Final Fantasy VIII Remastered è disponibile su PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e PC

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto finale
7
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Francesco Enriù
Quando nacque gli misero nella culla un Game Boy e da quel giorno non esce di casa senza qualcosa che gli permetta di giocare per strada. Adora qualsiasi cosa abbia a che fare con Zelda e Castlevania e si crede un grande stratega solo perché conosce a memoria i Fire Emblem e gli Advance Wars.