Vi ricordate le battute ed il cinismo di Grim Fandango, l’incredibile storia d’amore che spiccava dalla trama come una farfalla colorata in un mondo grigio, la sensazione di ineluttabile bellezza che emanava quel gioco rimasto stampato nelle menti dei videogiocatori per anni? Daedalic, nel suo costante processo di evoluzione, si ispira involontariamente al nostro vecchio Grim per presentarci Felix the Reaper, una perla di ironia vivace e sorprendente.

The song of Life and Death
Tutti noi abbiamo provato l’irresistibile ebrezza di una canzone che ci fa ballare sul posto, sull’autobus od in treno, al lavoro, in cucina davanti all’acqua che bolle in attesa della pasta. Anche il nostro protagonista Felix è un tipo musicale, incapace di stare fermo una volta indossate le cuffie: certo, il suo è un lavoro un po’ gramo, ma in quanto nuovo impiegato Mietitore del Ministero della Morte, Felix può ascoltare e danzare liberamente sulle note, mentre prepara il trapasso delle persone designate. Potrebbe sembrare di cattivo gusto danzare mentre si pianifica la morte di un altro essere, se non fosse che Felix è un adorabile patatone che ha accettato l’impiego per riuscire a scontrarsi con l’amore della sua vita, la formosa Betty, Fanciulla assegnata al Ministero della Vita. Il nostro inguaribile romantico spera di incontrarla nell’inevitabile scontro tra morte e nascita di ogni persona e di riuscire a far colpo su di lei a passo di danza, e quale idea migliore che esercitarsi a lavoro mentre attende che il destino la porti da lui?

Morte a ritmo di danza
Felix the Reaper è un puzzle game divertente e dinamico che usa la manipolazione di luci ed ombre per far muovere il protagonista in sicurezza. I livelli che affronteremo si sviluppano su un enorme quadrato che fa da plancia di gioco, con l’idea di muoversi negli spazi d’ombra per trovare posti sicuri per Felix – che può sopravvivere solo nell’oscurità – per permettergli di usare il suo potere di alterare il percorso del sole su due angoli predefiniti, spostando le ombre dell’ambiente circostante. Cambiando angolo di luci e ombre possiamo aiutare il nostro protagonista ad attraversare in sicurezza il mondo dei vivi creando dei veri e propri percorsi tra gli ostacoli, arrivando a raccogliere oggetti, attivare meccanismi e leve che modificheranno l’altezza e la vicinanza di alcuni ostacoli fino al raggiungimento del nostro obbiettivo finale – ovvero che le persone indicate muoiano secondo le direttive del Ministero – il tutto tramite pochissimi tasti e l’uso del mouse per trascinare e spostare elementi dello scenario a tempo di musica. Il travaglio affrontato innesca, una volta arrivati alla fine di ogni sottolivello dei cinque principali che conducono la trama, una catena di eventi che terminano nel trapasso più o meno tragico degli involontari clienti del Ministero: nel caso dovessimo fallire e finire bruciati dal sole nel mentre, il gioco invertirà automaticamente l’ultima mossa per permetterci di ricominciare da prima che le cose si mettessero male senza ripercussioni, se non sul punteggio alla fine del livello in cui verrà conteggiato il numero delle morti, dei pannelli conquistati e del tempo passato per completare lo stage – niente di influente per chi sia interessato a giocare in tutta tranquillità. Il gioco ci mette davanti a dinamiche abbastanza complicate e ci vuole del tempo per ingranare nella giusta maniera, ma fortunatamente per i meno avvezzi al genere è presente un tasto di aiuto che ci mostrerà passo per passo cosa fare, facilitando enormemente chi si possa ritrovare bloccato in un punto. Per quelli che sperano in una sfida più intensa del solito, è da segnalare la possibilità di compiere gli obbiettivi di fine livello a punteggio per sbloccare prove a tempo bonus. Oltre a questo, una volta completato ogni livello dei cinque a disposizione sarà possibile affrontarne una versione più difficile per il mietitore che vuole tutto dalla vita.

Colorato e brillante
Dal medioevo alla New York negli anni ottanta, Felix intraprende un viaggio che racconta – anche tramite una dettagliata documentazione consultabile in gioco tra ogni livello – di come nasce la figura della Morte, di come si è sviluppata nel tempo (anche nel versante della danza, seguendo il filo conduttore della Danse Macabre creata nel 1400 circa) e di come sia finita ad amare in maniera controversa la Vita, anche comunemente conosciuta nel mondo dell’arte come La Fanciulla. Da qui la (non) disperata speranza di Felix di incontrare Betty in quanto Mietitore, in verità insita nell’immutabile destino della Morte e nella natura umana.
In tutto questo, gli enigmi funzionano egregiamente e lo stile semplice e cartoonesco dei personaggi e degli ambienti ben confezionati a livello di modelli 3D, forme e colori rendono Felix the Reaper un titolo corto, ma entusiasmante da giocare, brillante nel suo modo scanzonato di rappresentare una storia che se privata del suo lato comico sarebbe risultata una tragedia fine a sè stessa. Ed in effetti è la comicità di Felix, la sua capacità di incarnare un lato romantico della morte che abbiamo visto prima solo in titoli come Grim Fandango, che rendono il videogioco al tempo stesso di spessore e imperdibile.
Detto questo, tutto in Felix the Reaper è deliberatamente esagerato e umoristico per permetterci di affrontare a cuor leggerlo l’argomento “fatalità della vita”. Anche la colonna sonora viene in aiuto, con pezzi particolarmente funky e pop che alleviano il senso di frustrazione che ogni tanto potrebbe assalirvi in alcune fasi del gioco, dove gli enigmi sono particolarmente difficili e strutturati, ma senza “assalirvi”. La musica è appena accennata, vi permette di ragionare e si lascia godere senza annoiarvi, e i pochissimi dialoghi presenti sono ottimamente doppiati assieme agli effetti, tra cui figurano urla di suore, mormorii incomprensibili di nobili goliardi, strisciate di ruote per terra e teneri belati di capre intenzionate a incornare il padrone.
Sul lato longevità Felix the Reaper non risulta un gioco lungo, permettendoci di giocarlo in poche ore durante un pomeriggio. Anche i livelli e gli aiuti sono strutturati per offrire una sfida adatta a tutti, dai meno ingegnosi ai più cervellotici giocatori. L’unico vero elemento che il gioco sfrutta per allungare la salsa a chi vuole un livello di sfida maggiore sono il raggiungimento degli obbiettivi di fine livello per prendere punteggi migliori e sbloccare ulteriori livelli, e la possibilità di rigiocare il livello in modalità hardcore – considerata che la scelta di un livello di difficoltà vero e proprio non esiste nel menù.
Parlando di traduzioni, il gioco è in lingua originale inglese, ma per nostra fortuna è completamente sottotitolato in italiano, sia per quanto riguarda l’interfaccia che i dialoghi. L’ottima traduzione – che ha il solo difetto di qualche refuso qua e là – ci viene in aiuto sopratutto con l’elevata mole di documenti sulla storia della morte a disposizione di chi abbia voglia di leggerli, che ripercorrono eventi realmente accaduti e comprendono immagini dell’arte medievale e contemporanea.

PRO:

⦁ Comico, divertente e leggero
⦁ Ben documentato
⦁ Enigmi alla portata di tutti
⦁ Lungo il giusto

CONTRO:

⦁ Non sempre intuitivo nelle dinamiche
⦁ Impennate di difficoltà specie durante i livelli finali, senza aiuti che tengano

Piattaforma: Pc, Ps4, Xbox One, Switch
Pegi: 18+
Longevità: 4-6 ore
Sviluppatore: Kong Orange
Editore: Daedalic Entertainment
Distributore: Steam, Gog
Lingua: inglese (voci), inglese, francese, italiano, spagnolo, tedesco (sottotitoli e interfaccia)
Anno: ottobre 2019
Tipologia: Puzzle, Avventura, Indie
Versione provata: Pc

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto finale
7.5
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Erika Berselli
Giocatrice di ruolo e videogiocatorice vorace. Le piace sparire dal vivo quanto fare il ladro o muoversi nello stealth. Amante degli horror (nonostante poi non ci dorma per sua stessa ammissione) e dei gdr.