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Recensione | Fate/Extella: The Umbral Star

Se c’è una cosa che ci ha sempre colpito delle software house giapponesi è la loro capacità di mischiare generi, sperimentare, buttare nel calderone qualsiasi cosa possa interessare il pubblico e tirarne fuori un prodotto che potrebbe essere apprezzato sia dai fan di nicchia che da quelli più casual. Marvelous è maestra in questo e con le sue serie principali ce lo ha sempre dimostrato. Quando si tratta di sperimentare cosa c’è di meglio del prendere un genere amato/odiato come il musou che da tempo latitava sui nostri schermi e integrarlo con una serie abbastanza popolare in Giappone come quella di Fate? Apparentemente nulla, ed ecco che il risultato è stato Fate/Extella: The Umbral Star, arrivato finalmente in Europa per Playstation 4 e PS Vita. Come sarà andata stavolta?

Fantasy mix

fate_extella_1 Come da tradizione, la storia di Fate/Extella: The Umbral Star è narrata attraverso dei corposi dialoghi a testo, che però stavolta hanno il pregio di avere uno sfondo animato in 3D, anche se chi si aspetta scene d’azione o simili rimarrà abbastanza deluso. E’ solo un’alternativa in tre dimensioni dei classici dialoghi scritti, solidi walltext da amare/odiare. La storia prosegue quella di Fate/Extra per PSP, con la guerra per il Santo Graal e la vittoria da parte di Nero sul controllo delle Moon Cell Automaton, un computer potentissimo in grado di esaudire i desideri dei suoi possessori. Le vicende di Fate/Extella: The Umbral Star iniziano proprio dopo la Grande Guerra, con Nero Claudios al comando del computer e affiancato dal suo Master, ovvero noi, il giocatore. La personalizzazione di questo personaggio si basa solamente sulla scelta del sesso e del nome, risultando ininfluente ai fini della trama principale. Nero e il suo Master si troveranno ad affrontare una nuova minaccia nel regno, con la comparsa di un nuovo nemico e del suo master, un vero e proprio clone del giocatore, che reclama il diritto di regno sul computer Moon Cell. I personaggi principali della storia saranno 3: Nero, Tamamo e Attila, ognuno appartenente ad una diversa fazione dello scontro, così da offrirvi diversi punti di vista della stessa vicenda, con una longevità davvero invidiabile. Per quanto riguarda la qualità della storia, abbiamo alcuni colpi di scena e alcune sequenze davvero riuscite, addolcite da quel tocco di fan service che non guasta mai, soprattutto nelle produzioni Marvelous, ma per goderla appieno preparatevi ad affrontare linee e linee di testo, tutte rigorosamente in inglese.

Dinasty Warrrior chi?

fate_extella_2Fate/Extella: The Umbral Star è un action che ha tutte le caratteristiche di un musou, ma portate all’estremo. Ci sono centinaia di nemici a schermo, un campo di battaglia da controllare, personaggi ognuno con abilità diverse, ma con un gameplay talmente accelerato da essere praticamente supersonico. Le combo dei personaggi sono eseguite a velocità della luce e tutti i vostri guerrieri scorrazzeranno sul campo di battaglia come fulmini, facendo strage dei poveri minion che oseranno pararsi dinanzi a voi. Le combo possono arrivare a numeri incalcolabili, alternando attacchi deboli, potenti ed aerei, e se a questo aggiungiamo la possibilità di effettuare un veloce dash tra le schiere nemiche, ecco che il combattimento diventa un susseguirsi di azioni fulminee e adrenaliniche. Un vero e proprio spettacolo per gli occhi, con effetti per i vari attacchi tutti unici e mosse spettacolari, che sicuramente i fan dei musoe apprezzeranno. Non fate l’errore di pensare che un gameplay accelerato sia poco controllabile: Fate/Extella: The Umbral Star è perfettamente gestibile sia dai neofiti che dagli utenti esperti, a patto di passare sopra la pessima gestione della telecamera, su cui torneremo successivamente. Le mosse base ci sono tutte, dalla parata alle skill per il focus, oltre all’acquisizione di end skill a seguito della raccolta di oggetti sparsi sulla mappa per infliggere danni letali alla maggior parte dei nemici. Tutti i lottatori, 16 in tutto, avranno le proprie mosse e skill e saranno divisi in varie classi, a seconda dell’arma che utilizzano, sia questa la spada, la lancia, l’arco o la magia. Un’ottima differenziazione di gameplay che vi spinge a provare tutti i personaggi tra le battaglie che Fate/Extella: The Umbral Star vi metterà a disposizione.

L’arte della guerra

FateEstella-16Il campo di battaglia di ogni stage è diviso in varie zone, ognuna delle quali sarà controllata dalle truppe alleate o quelle nemiche. L’obbiettivo di ogni stage sarà ovviamente ottenere una vittoria territoriale, strappando i le varie zone dalle grinfie del nemico uccidendo i suoi comandanti. Se sulla carta sembra abbastanza semplice, nella realtà richiede una pianificazione non complessissima ma neanche eccessivamente banale. I vari settori infatti avranno diversa dimensione ed influenza sulla battaglia, con settori più grandi che vi garantiranno un maggiore controllo e viceversa. Inoltre i vari settori potranno essere riconquistati dal nemico, facendovi perdere il territorio e costringendovi quindi a cambiare tattica in corsa. Per conquistare un settore bisognerà eliminare i nemici più forti, i cosiddetti Generali, che spawneranno dopo che avrete ucciso un sufficiente numero di truppe regolari, e il loro numero varia da settore a settore. Occasionalmente saranno presenti anche dei personaggi nemici, che fungeranno da veri e propri boss, molto più ostici da sconfiggere e che vi porteranno a perdere più tempo del dovuto nella conquista. Una volta ottenuta una vittoria territoriale, si sbloccherà la boss fight del livello, che una volta superata farà sì che vinciate lo scontro. Sulla carta un ottimo sistema, che vi costringe a pensare e a pianificare un minimo di strategia durante gli scontri, ma purtroppo non basta a garantire una varietà al gameplay. Anche Fate/Extella: The Umbral Star incappa infatti nel più classico dei difetti musou, ovvero la ripetitività. Massacrare orde ed orde di nemici in un turbinio di colpi ed effetti di luce è estremamente divertente, ma alla fine si tratta solo di questo. Un ottimo modo per passare il tempo, ma non il più variegato.

Enemies, not pixels

fate_extella_3Tra una battaglia e l’altra sarà possibile approfondire le conoscenze tra il master e i propri Servants, accrescendo il livello di legame e potenziando così alcune delle loro abilità. Il Master inoltre potrà craftare una serie di equip di potenza crescente che garantiranno delle abilità attive in battaglia, con la possibilità di curare, fornire potenziamenti temporanei o cambiare il proprio Servant. Oltre a questo, si potrà personalizzare il proprio combattente con una serie di skill passive raccolte durante i livelli, collegabili tra loro a seconda della tipologia. Oltre alla modalità storia principale, si potranno affrontare delle side quest con gli altri servant secondari, ma queste non saranno altro che una ripetizione degli stage della storia, con il rischio ripetitività sempre dietro l’angolo. Avremmo preferito qualche piccola variante almeno in questa modalità, ma purtroppo non è avvenuto. Presente anche la possibilità di effettuare partite libere con il proprio personaggi preferito, ma bisognerà sbloccarli con il proseguo della storia principale.

A livello tecnico purtroppo Fate/Extella: The Umbral Star non si difende benissimo, risultando abbastanza semplicistico sotto l’aspetto poligonale, quasi un gioco della passata generazione, mentre un plauso va agli effetti e alle animazioni, davvero ben riusciti e di sicuro effetto. Ottimo anche il character design, che strizza l’occhio ovviamente ai fan dell’anime e dei giochi precedenti, ma rimane sempre e comunque originale e di ottimo gusto, senza arrivare al fan service facilone a cui purtroppo molto spesso siamo abituati. Purtroppo non possiamo dire lo stesso del design dei nemici e dei soldati alleati, tutti praticamente identici l’uno all’altro, con rarissime eccezione. Ottima la colonna sonora delle battaglie, mentre il doppiaggio rimane per ora solo giapponese ed inglese, testi inclusi, quindi chi non mastica molto la lingua d’oltremanica potrebbe perdersi parte delle vicende della Guerra delle Regalia. Disonore a parte per la gestione della telecamera, lenta, imprecisa e che molto spesso si perde non riuscendo a stare dietro i velocissimi cambi di direzione dei protagonisti. Un vero peccato, perché un’accuratezza maggiore avrebbe sicuramente giovato molto di più al titolo.

PRO:

  • Divertente, veloce e frenetico
  • Un regalo per i fan della serie
  • Longevo
  • Alcune innovazioni tattiche da non sottovalutare

CONTRO:

  • Telecamera pessima
  • Ripetitivo
  • Tecnicamente arretrato

Versione testata: Playstation 4