Far Cry è tra i brand più apprezzati e longevi di Ubisoft. Il punto di forza? Sicuramente la capacità da parte del team di sviluppo di evolversi e di non cadere nelle banalità,  proponendo nel 2012 un notevole e interessante passo in avanti. In Far Cry le storie non brillavano certo per spessore,  erano solo un mezzo per imbracciare le armi. Con Far Cry 3 il registro cambia, la storia diventa più profonda senza però perdere di spettacolarità, ma soprattutto il protagonista assume un ruolo sempre più irrilevante, dando completo spazio all’antagonista, il cattivo di turno. Far Cry 5 segue in toto la nuova strada, non rivoluzionando le meccaniche, ma grazie alla pausa preistorica con Far Cry Primal, aggiunge a sé la spinosa tematiche del fanatismo religioso trattato in mondo folle e surreale.

Fanatismo religioso

Far Cry 5 è ambientato in Montata precisamente a Hope County, una regione tranquilla immersa nel verde con splendidi paesaggi e la straordinaria sensazione di essere al di fuori del mondo. Questa sua “ingenuità” la porta ad essere un perfetto terreno fertile per l’ insediarsi dell’ Eden’s Gate, una setta capeggiata da Joseph Seed detto anche “il padre”:  un uomo dallo sguardo inquietate, così come il suo aspetto e i suoi “ sermoni”. Egli predica infatti l’importanza del sacrificio e l’odio per chi non è sostenitore della setta. Se questo non fosse già sufficientemente preoccupante, alle spalle del “padre” ci sono i tre fratelli (ovvero John, Faith e Jacob) altrettanto fanatici e poco amichevoli. Quando la situazione, scioccamente sottovalutata da tutti, è ormai fuori controllo e Hope County è nelle mani della setta entriamo in scena noi, un anonimo sceriffo di contea mandato in Montana per arrestare Padre Joseph. Inutile dire che le cose andranno velocemente e irrimediabilmente per il verso sbagliato,  con i nostri colleghi che verranno catturati e noi miracolosamente -per rimanere in tema- riusciremo a fuggire e a rifugiarci in un bunker. Questo è l’inizio di Far Cry 5, un incipit che introduce una storia spinosa e quanto mai attuale in America, che viene raccontata per tutta la durata del gioco in modo folle, ma  non sempre incisivo. Durante la campagna (dalla durata di 20-22 ore) ci troviamo di fronte personaggi secondari poco caratterizzati e a dialogo frammentati e fini a loro stessi, evidentemente posizionati in determinati punto del gioco per diluire la durata del titolo. La carte vincente però nella caratterizzazione dei personaggi, oltre allo straordinario cattivo, è sicuramente il totale e completo anonimato del nostro personaggio: non conosciamo il nome, la sua storia e il suo aspetto -tanto che lo decidiamo noi all’inizio del gioco. Rappresenta un mezzo per portare avanti la ribellione ed esplorare il vastissimo mondo di gioco. Vasto è sicuramente la parola chiave il concetto portante da tenere presente nel quinto capitolo: Ubisoft con Far Cry 5 ha fatto le cose in grande non solo per quanto riguarda la mappa, rispetto ai capitoli recedenti ancora più vasta e strutturata in ampie e temibili aree capeggiate dal fratello folle di turno, ma anche i mezzi a disposizione per esplorarla (tra cui aerei, deltaplani ecc..), l’impressionate arsenale e un numero sempre maggiore di missioni principali e secondarie.

Libero arbitrio

La notevole vastità del mondo di gioco non consente solo una elevata longevità e spettacolarità del titolo, ma permette al giocatore di provare una vera e propria sensazione di libertà che nei capitoli precedenti era in parte limitata. In Far Cry 5 possiamo decidere non solo come affrontare le missione, ma soprattutto decidere che tipo di approccio adottare. Solo su un elemento il gioco non transige: la creazione di un esercito di ribelli volto alla liberazione di Hope County. Una volta compreso l’obiettivo primario, il gioco ci da la completa libertà su come raggiungerlo. Possiamo infatti decidere di optare per uno stealth più tattico, o ad armi spianate o sfrecciando nei cieli, o avvalendoci dell’aiuto dei “Mercenari”. Quest’ultima è sicuramente una delle novità più interessanti del quinto capitolo. Man mano che andremo avanti nel gioco, incontreremo tutta una serie di personaggi che potremo sbloccare nel corso della campagna e utilizzare come supporto durante le missioni. In totale sono nove, compresi tre animali, e tutti dotati di abilità specifiche a particolari. L’arrivo dei Mercenari in Far Cry aggiunge quel livello di tattica e strategia in grado di rendere le azioni più complesse e ponderate, anche se alle volte i nostri mercenari saranno più la causa che la soluzione del problema. Nonostante qualche irrisolto problema con l’intelligenza artificiale, l’utilità dei nuovi “alleati” è innegabile, perché portare a termine con successo le missioni consente di sbloccare le abilità del protagonista che si dividono in cinque categorie. Fra le varie capacità a disposizione ci sono: l’aumento della salute, la capacità di riparare veicoli, sono il rampino, il paracadute e la tuta alare, una slot per un’arma aggiuntiva, munizioni extra ecc…

Indipendentemente però dal il tipo di approccio che decidete di intraprendere, un elemento imprescidnibile sono sicuramente le armi. Il feeling rimane lo stesso dei capitolo precendenti e il numero di armi a disposizione è ancora più grande. Se nei precedenti capitoli eravamo più spinti a concentrarci su di un’arma potenziandola il più possibile, nel quinto capitolo il grande numero di bocche di fuoco presenti per tutta la mappa spingerà il giocatore a provare e sperimentare continuamente.

In Far Cry è impossibile annoiarsi ed entrare nel vorticoso e frenetico mondo di gioco è semplicissimo. Il ritmo del titolo non è  scandito dalle missioni principali, ma dall’esplorazione e dalla conseguente attenzione dell’ambiente che ricoprirà buona parte del tempo. Come detto precedentemente, la mappa di gioco e composta da tre aree vaste esplorabili grazie ai tantissimi mezzi a disposizione sin da subito. E’ quasi impossibile rimanere indifferenti e non addentrarsi nelle zone apparentemente incontaminate. Ogni punto infatti è carico di sorprese, enigmi, personaggi per lo più interessanti ed ester egg (come il palloncino rosso di Pennywise). Distrarsi dall’obiettivo principale con le quasi infinite attività  è quasi un obbligo per comprendere a pieno la complessità del gioco e godersi lo splendido paesaggio. La regione di Hope County rappresenta infatti il mezzo per mostrare le ancora grandi potenzialità del motore grafico Dunia Engine. Foreste e paesaggi montuosi, tutti sono stati riprodotti splendidamente e minuziosamente per dare sempre quel senso di ampio e realistico. La grafica in Fra Cry 5 svolge un ruolo importante, nonostante qualche effetto di pop-up e glitch di troppo. Nel complesso gli sviluppatori hanno svolto un eccellente lavoro.

Santo Multiplayer

Godersi tutto questo in solitudine è un vero peccato, per questo gli sviluppatori, partendo da il lavoro iniziato con il quarto capitolo, hanno ampliato la coop nella campagna. Sarà possibile in Far Cry 5 affrontare la lotta della ribellione con un amico, anche le missioni principali. Il divertimento aumenta esponenzialmente specialmente nell’intramontabile assalto ad avamposti e fortezze. Bisogna però tenere presente un punto importante: il giocatore ospitato nella sessione non avrà nessun avanzamento nelle storia, il che potrebbe far incappare in fastidiosi spoiler. Una scelta da parte degli sviluppatori discutibile che rendo un’ottima coop sicuramente più complicata.

Sempre in linea con il multiplayer, nelle zone liberate è possibile accedere a Far Cry Arcade, un gioco del gioco interamente incentrato sul PvP. Avremo a disposizione nove arene da affrontare in single player o in cooperativa e una modalità multiplayer competitiva per un massimo di dodici partecipanti. Ogni arena avrà un equipaggiamento diverso e regole ed obiettivi precisi con ritmi di gioco estremamente frenetici. Sono per lo più di deathmatch a squadre con un ottimo matchmaking (ma per testarlo pienamente ci torneremo più avanti). A questo si aggiungono delle ottime arene PvE caratterizzate da sfide da affrontare con un amico.

Per concludere Far Cry 5  aggiunge qualitativamente parlando un importante tassello al franchise. Ottimo sì, ma decisamente non rivoluzionario. Il gioco, eccetto le dimensioni e qualche cambiamento irrilevante, rimane nella struttura identico ai capitoli precedenti, quindi se aspettavate qualcosa di nuovo rimarrete probabilmente delusi. Il titolo, però si difende bene e le meccaniche non sembrano stantie, ancora hanno qualcosa da offrire nell’ambito videoludico. Quello che lascia più delusi, è volontà da parte dei sviluppatori di non risolvere tutte quelle problematiche che affliggono il brand. Per fare un esempio l’ intelligenza artificiale decisamente troppo traballante, che porta spesso ad incappare in situazioni al limite del ridicolo. Arrivato ormai al quinto capitolo ci si aspettava, insomma, un po’ più di coraggio. Far Cry al di là delle problematiche è un ottimo titolo dall’impressionante e vasto mondo di gioco. I veri punti di forza sono sicuramente l’ambientazione, le tantissime e varie missioni a disposizione e la storia volutamente cruda, trascinata dal carismatico e crudele Padre Joseph.

PRO

  • Antagonista carismatico
  • Massima libertà d’azione
  • Tanti contenuti
  • Padre Joseph
  • Far Cry Arcade

CONTRO

  • Narrazione frammentata
  • Mancanza di grandi novità
  • L’intelligenza artificiale

Versione provata: Playstation 4

VOTO: 8.5

 

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