Dopo una lunga fase di Early Access, segnata da grandi cambiamenti e trasformazioni, lo sviluppo di Fable Fortune giunge alla sua forma completa. Il titolo, disponibile adesso seguendo la filosofia dei Free-To-Play esattamente come Hearthstone e Gwent, arriva sia su Steam che su Windows Store, proponendo tra le altre cose il cross-platform tra Xbox e PC. Abbiamo sfidato la sorte nel gioco di carte dedicato al mondo di Fable, analizzandone le caratteristiche e le peculiarità, vediamo com’è andata.

La dura legge del mulligan

La celebre saga di Lionhead ambientata nella fantastica Albion è stata al centro di un ciclone fatto di idee poco brillanti e sfruttamento di un brand al di fuori del suo genere. Dopo la catastrofe di Fable Legends, che ha portato tra le altre cose alla chiusura di Lionhead Studios, il mondo di Fable sembra essere destinato all’oblio laddove l’ultimo barlume di coerenza con la saga è ricercabile all’interno del buon Fable 3. A prendere in mano le redini virtuali, senza però voler rilanciare l’universo di Albion ma semplicemente proponendo un Card Game a tema, vi è Mediatonic, uno studio di sviluppo indipendente famoso più che altro per le sue produzioni in ambito mobile. Fable Fortune rappresenta a tutti gli effetti l’eco di una saga appartenente al passato, una sorta di tributo di quello che era e resterà uno dei mondi più meravigliosi nella schiera delle esclusive Microsoft.

All’interno di un settore competitivo come quello dei card games non c’è però spazio per la nostalgia e la commemorazione,  l’unico elemento che riesce a fare la differenza è l’originalità e l’efficacia delle meccaniche che, pur non avendo un enorme spazio di manovra, devono cercare di differenziarsi dai loro concorrenti. La presenza massiccia di Hearthstone e Gwent rendono il settore dei card games un ambiente già saturo lasciando davvero poco spazio all’immaginazione di titoli alternativi. Andando oltre alla già citata concorrenza di Hearthstone e Gwent, sono davvero moltissimi i card games presenti nel panorama videoludico e, pur variando lo stile e la componente artistica, il succo rimane sempre più o meno lo stesso. Certo, l’ispirazione più grande arriverà sempre da quei giochi di carte collezionabili che hanno fatto e continuano a fare la storia come Magic: The Gathering e Yu-Gi-Oh ma proporre una formula innovativa e semplice, capace di catturare il giocatore sia attraverso lo stile ricercato che le meccaniche di gioco innovative è la vera chiave di volta per sfondare in un genere che va espandendosi sempre di più anno dopo anno. Fable Fortune arriva dunque in un periodo critico e, se Hearthstone e Gwent hanno dalla loro parte il supporto di brand molto attivi quali World of Warcraft e The Witcher, il titolo di Mediatonic fa riferimento ad un universo appartenente ormai al passato e che non necessariamente sarà capace di attirare l’attenzione dei giocatori.

Questione di stile

Come accennato in precedenza, Fable Fortune non può fare affidamento solo ed esclusivamente sui riferimenti al mondo di Albion e, sebbene le citazioni e l’umorismo tipico della saga di Lionhead siano vivi e presenti all’interno della produzione, anche i ragazzi di Mediatonic hanno capito di dover volgere il loro sguardo altrove per trovare una formula bilanciata e coinvolgente. Proprio per questo all’interno di Fable Fortune non troveremo i personaggi storici della saga ma delle classi più generiche quali Mercante, Alchimista, Negromante, Cavaliere. Classi che, pur rispettando lo stile artistico di Fable, si distaccano in modo netto dalle storie che hanno portato l’universo di Albion all’attenzione dei giocatori.

Analizzare Fable Fortune come se fosse il primo card game ad arrivare sul mercato è praticamente impossibile e proprio per questo è normale, anzi utile, ai fini di una buona analisi, paragonare le meccaniche di gioco del titolo Mediatonic alle altre produzioni già presenti sul mercato. Lo svolgimento di una partita di Fable Fortune è molto simile, forse troppo, ad una partita di Hearthstone. A sostituire il mana troviamo le Monete D’oro che, proprio come nel titolo Blizzard, permettono al giocatore di giocare le carte in base al loro costo, aggiungendo una moneta d’oro alla fine di ogni turno fino ad un massimo di dieci monete. La struttura delle creature e delle magie giocabili non si allontana molto dai giochi di carte che siamo abituati a vedere, le creature avranno un costo e dei punti forza/costituzione che ne determineranno l’efficacia in campo mentre altre avranno effetti aggiunti completamente uguali a meccaniche già familiari come Grido di Battaglia, qui denominato Big Entrance, Rantolo di Morte ovvero Last Laugh e Rapidità, rush.

Addentrandosi sempre di più all’interno del titolo di Mediatonic  è davvero difficile trovare delle differenze sostanziali, capaci di distanziare Fable Fortune da titoli come Hearthstone e The Elder Scrolls: Legends e, anche all’interno della struttura stessa del titolo troviamo fin troppe similitudini. L’unica vera novità è costituita dalle meccaniche di Provocazione delle creature che obbligano il giocatore avversario ad attaccare una determinata creatura prima di poter danneggiare l’eroe. A differenza di Hearthstone in questo caso sarà possibile conferire l’abilità provocazione ad una creatura fino alla fine del turno successivo pagando il costo di una moneta d’oro. All’interno delle partite è presente anche una meccanica molto particolare che propone al giocatore il completamento di “quest” al fine di ricevere ricompense e miglioramenti per il potere eroe, una quest è strutturata in modo molto semplice e richiede l’utilizzo di carte specifiche o il consumo di un determinato ammontare di monete d’oro. Un tratto peculiare del titolo è costituito dalla “moralità”, punto cardine della saga sin dai titoli “Legacy”, le carte moralità così come il potere eroe, conferiscono dei bonus al giocatore in base alla scelta tra bene e male. Si tratta di una meccanica capace di cambiare completamente l’approccio ad un mazzo e quindi alla partita stessa.

Topdeck lethal

All’interno di Fable Fortune troveremo diverse modalità e, anche se il titolo si propone con una componente prevalentemente PvP, è possibile affrontare delle sfide in single player per ogni classe andando così ad ottenere ricompense da spendere nello store in cambio di pacchetti. Oltre al single player e al PvP troviamo anche eventi speciali che spesso richiedono la collaborazione con altri giocatori andando ad imbastire una sorta di 2v1 contro la CPU che tanto ci avvicina all’amato two headed giant di Magic. La varietà non manca ma è chiaro quanto Fable Fortune non riesca a scrollarsi dalle spalle il peso opprimente della concorrenza, proponendo si un paio di meccaniche innovative ma senza riuscire a distaccarsi troppo dai titoli più blasonati. Fable Fortune è sicuramente un titolo interessante da giocare ed il suo stile “fiabesco” saprà coinvolgervi sicuramente, forte anche e soprattutto dell’ispirazione ad un universo fantastico come quello di Albion. Certo, i veterani dei Card Games troveranno ben poche novità all’interno di Fable Fortune ed è proprio l’assenza di un’innovazione tangibile a costituire il punto più critico dell’intera produzione. I più pessimisti diranno che non c’è nulla di nuovo sotto il sole e forse hanno ragione quando si va a pensare che Fable Fortune sia semplicemente l’ennesimo gioco di carte, l’integrazione cross platform però permette degli sbocchi inediti per una produzione che, per la prima volta nel suo genere, sarà capace di riunire giocatori da più piattaforme. Come ogni gioco di carte che si rispetti, come il classico “cavallo buono”, Fable Fortune dovrà dimostrare il suo valore nel corso del tempo laddove il supporto degli sviluppatori sarà fondamentale per la riuscita del titolo. In questo momento il prodotto si presenta in modo abbastanza acerbo e poco coinvolgente ma le possibilità per un titolo del genere sono infinite, non ci resta quindi che sperare in un supporto attivo fatto di contenuti innovativi e coinvolgenti per quella che al momento si presenta come una semplice base e nulla di più.

PRO:

  • I richiami al mondo di Albion sono tanti
  • Artisticamente interessante
  • Struttura solida e ben bilanciata…

CONTRO:

  • …ma troppo simile alla concorrenza
  • Classi ed eroi privi di caratterizzazione
  • Meccaniche di gioco poco innovative

Versione testata: PC

Voto: 7

Commenti

RASSEGNA PANORAMICA
VOTO FINALE
7
Articolo precedenteSea of Thieves: nel nuovo videodiario vediamo la personalizzazione dei pirati
Articolo successivoRecensione VR | Moss
Alessandro Di Liberto
Cresciuto a pane, Pink Floyd e videogames, Alessandro è il tipo di videogiocatore che riuscirebbe a far spuntare notifiche di obiettivi e trofei anche su un Sega Master System. Non esiste nel continente persona più adatta a rivelarvi tutti i segreti dei vostri titoli preferiti. Assicuratevi solo di portare con voi dei calendari di ricambio nel caso in cui gli chiediate di provare giochi che presentano instabilità nel multiplayer, bug e glitch.