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Recensione | Evil Genome

In un’epoca di metroidvania tridimensionali, tornare alle origini del 2D è un gesto quasi rivoluzionario. E’ quanto sicuramente pensato da Crystal Depth Studios, sviluppatore indipendente cinese che ha deciso di riportare in auge le atmosfere tipiche di Castlevania e Metroid, che già l’eccellente Bloodstained aveva rivangato lo scorso anno. E’ tempo di tornare ai Metroidvania quelli veri quindi, e Evil Genome è esattamente questo, un ritorno alle origini con un combat sytstem altamente skill based e una preponderante componente di grinding, senza ovviamente dimenticare le impegnative boss fights.

La prima delle Parche

La nostra eroina splendidamente disegnata si chiama Lachesi, come una delle tre Parche della mitologia greca, addetta a tessere il filo del destino degli uomini, che viene spedita su un pianeta ribelle per una delicata missione. Durante l’atterraggio però qualcosa va storto e la sua astronave si schianta al suolo, lasciandola indebolita e senza memoria a contatto con un mondo ostile popolato da creature mostruose e fazioni in guerra. Accompagnata da un’esilarante IA sferica, Lachesi dovrà ritrovare la sua memoria e scoprire il motivo della sua presenza sul pianeta. Non una trama eccessivamente elaborata, ma che regala qualche momento epico e divertente con la giusta dose, ma è evidente che la narrazione altro non è che un collante tra le diverse sezioni dei livelli e le successive bossfights. Nei Metroidvania si sa l’importante non è tanto la trama, quanto il gameplay ed il carisma del personaggio e su questo Evil Genome non delude, con un design di Lachesi e dei boss nemici davvero eccellente, con uno stile futuristico e squisitamente “tecno-barocco” tipico delle produzioni orientali che abbiamo imparato ad adorare in questi anni. La storia principale vi terrà impegnati per numerose ore, molte delle quali verranno passate a grindare mostri su mostri per aumentare le proprio capacità, dato che la curva di difficoltà già dopo un paio d’ore si impenna vertiginosamente. Il grinding sarà l’unico modo per arrivare ad un livello di equipaggiamento e abilità decente per affrontare i vari boss, tutti discretamente impegnativi.

Il ritorno dei Metroidvania

Sul versante gameplay infatti, Evil Genome è un metroidvania classicissimo, con livelli sconfinati in 2D (anzi, 2.5D) ricchi di nemici e scorciatoie tra una sezione e l’altra, tutti magnificamente alternati tra ambientazioni all’aperto o in complessi cunicoli, siano questi naturali o meno. Le meccaniche di combattimento prevedono un attacco con la spada molto veloce in grado di concatenare numerose combo e un attacco con la pistola, utilissimo nella lunga distanza. La peculiarità di Evil Genome è la possibilità di concatenare attacchi in mischia e con la pistola oltre a tutta una serie di mosse speciali, acquisibili tramite i livelli, anche queste concatenabili a patto di avere abbastanza energia. Se infatti le combo di attacchi base non consumano alcun tipo di risorsa, le mosse speciale possono essere eseguite in numero limitato prima che la barra dell’energia si ricarichi (in maniera abbastanza veloce, c’è da ammetterlo) mettendovi nella condizione di scegliere accuratamente quale mossa speciale utilizzare a seconda del combattimento. Le mosse sono ovviamente istantanee e estremamente variegate, cose che rende gli scontri in Evil Genome molto divertenti e spettacolari, una vera gioia per gli occhi che i giocatori di vecchia data apprezzeranno sicuramente, così come i fan degli action più duri e puri, confermando come il genere Metroidvania sia tutt’altro che morto. E’ questo il grandissimo merito dei Crystal Depth Studio, quello di aver sviluppato un sistema di combattimento veloce e complesso al tempo stesso, ma in grado di divertire chiunque, cosa che lo ha messe sulla stessa strada che vede al traguardo quel capolavoro di gameplay che è Bayonetta. Le numerose bossfight sono poi l’occasione perfetta per scatenare le proprie skill, con combattimenti molto complessi a livello di pattern, che richiedono uno studio assennato dei movimenti dei boss. Nulla di trascendentale, ma se si aggiunge la necessità di avere ottimi riflessi e tempismo, ecco che questi combattimenti sono in grado di farvi faticare e non poco, soprattutto se affrontati con leggerezza e sperando nella fortuna. La fortuna non esiste in Evil Genome, esiste solo la skill.

La sottile arte del grinding

La progressione di Lachesi avviene tramite lo sblocco di abilità sempre nuove pagandole in punti abilità e divise in tre rami differenti, ognuno dedicato agli attacchi corpo a corpo, a quelli a distanza o alle mosse speciali. Nonostante il buon numero di abilità sia attive che passive, le skill attivabili potranno essere solamente due, ma intercambiabili in qualsiasi momento, quindi bisogna sempre scegliere la giusta abilità per il giusto combattimento, cosa che approfondisce ancora di più l’offerta di Evil Genome. Come abbiamo già detto, il grinding è una componente fondamentale del titolo, quindi se lo odiate, purtroppo non riuscirete mai a farvi andare a genio questa piccola perla, anche perché i vastissimi livelli del gioco sono pieni zeppi di mostri e il backtracking è sempre dietro l’angolo. La ricompensa però, oltre ai classici punti esperienza, è anche in un sistema di loot abbastanza generoso, che vi fornisce numerosi consumabili ed equipaggiamenti aggiuntivi, il tutto personalizzabile e potenziabile ad una delle tante postazioni di salvataggio sparse lungo i livelli.

La parte meno entusiasmante della produzione è sul lato tecnico, che non garantisce una mole poligonale sufficiente ai modelli per essere all’altezza degli standard moderni e alcuni nemici risultano semplicmente abbozzati, ma al contrario il design di Lachesi e dei boss è eccezionale, così come è palese la maggiore cura riposta nella loro realizzazione grafica e nelle animazioni. I fondali e le ambientazioni imnpresioniscono il tutto, con paesaggi suggestivi ed estremamente vari, con una qualità che raramente si trova in produzioni di questo livello.

PRO:

  • Lachesi è un ottimo personaggio
  • Impegnativo e longevo
  • Combat System complesso e soddisfacente
  • Ottime ambientazioni e fondali

CONTRO:

  • Sempre troppo dipendente dal grinding
  • Trama dimenticabile
  • Graficamente non al top

Versione testata: PC