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Recensione | ELEX

Piranha Bytes è stata per anni sinonimo di qualità nel mondo dei GDR, con i primi due Gothic a fare da punto di riferimento per il genere ed un terzo capitolo di cui purtroppo è meglio non rivangare la storia. L’uscita della loro trilogia di Risen, con l’affascinante ambientazione piratesca fantasy non aveva però riconquistato molti dei fan della prima saga, ma aveva comunque ridato fiducia nelle capacità del team di sviluppo, che con l’annuncio di Elex, titolo gdr con un’ambientazione molto particolare e dallo sviluppo più lungo del previsto, avevano rimesso in trepidante attesa i fan di vecchia data. Elex è finalmente giunto a noi, ma sarà davvero quel ritorno ai primi Gothic? Oppure qualcosa si è perso durante lo sviluppo?

Un mondo in guerra

Partiamo subito col dire che le premesse fatte dal team durante il periodo di sviluppo erano tantissime e già dall’inizio ci erano parse forse troppe. Inserire all’interno di un singolo gioco una quantitativo spropositato di elementi ed un miscuglio di ambientazioni è una scommessa sempre molto azzardata, ma abbiamo voluto dare fiducia ai Piranha Bytes, dato che la premessa narrativa era quantomeno interessante. Sul pianeta Magalan, in un non meglio precisato futuro, si abbatte una cometa che distrugge completamente la civiltà precedente, portando però con se anche un elemento sconosciuto e potentissimo, l’Elex. Questo cristallo può donare grande potere agli uomini, fornendogli capacità magiche e psioniche, ma può renderli anche schiavi della sua assunzione, riducendoli a tossicodipendenti oppure a esseri senza volontà. In questo contesto, sul pianeta di Megalan sono nate quattro diverse fazioni, ognuna in lotta contro l’altra per il dominio del territorio e con la propria visione dell’Elex. I Berserker sono tornati all’età vichinga e medievali, rigettando qualsiasi forma di tecnologia e adorando la natura e la magia. Sono grandi guerrieri che combattono all’arma bianca, ma rischiano di venire surclassati dalle altre fazioni, molto più violente e dotate di armamenti almeno all’apparenza superiori. I Chierici infatti rifiutano l’assorbimento dell’Elex ma abbracciano appieno la sua tecnologia, progredendo senza sosta in questo campo, guidati da un fanatismo tecnologico quasi preoccupante. I Fuorilegge dal canto loro vivono nel deserto e di espedienti, in un contesto molto simile a quello di Mad Max o Ken Shiro, utilizzando l’Elex per quello che è, una potentissima droga. Questi anarchici tossico dipendenti sarebbero la fazione più problematica, se non fosse per le Albe, la più potente tra le civiltà in gioco, formata da individui che utilizzano l’Elex nella loro totalità, assumendolo e sfruttando appieno la sua tecnologia. Le Albe sono in grado di resistere agli effetti collaterali della sostanza, ma in sono diventati esseri senza sentimenti, il cui obbiettivo è il dominio totale su Megalan. La storia del gioco inizia proprio con l’assalto finale delle Albe prima della conquista totale, con il comandante Jax, protagonista del titolo, che viene inviato in missione di ricognizione. Durante un volo radente però, il suo caccia viene abbattuto e il crudele codice d’onore delle Albe prevede che in caso di fallimento, bisogna essere giustiziati. Qualcosa va storto durante la sua esecuzione e Jax si ritrova da solo e senza armatura nel pieno del territorio dei Berserker, deciso a capire chi possa averlo tradito e il modo di cominciare una nuova vita.

Nel gioco del trono o si vince o si muore

Questa lunghissima premessa narrativa era necessaria per far capire il mondo in cui Jax si muoverà, un pianeta stroncato dai conflitti ma indubbiamente affascinante. Era semplicissimo, con un setting nel genere, scadere nel trash più totale, ma per fortuna il pericolo è stato scongiurato. La storia e l’ambientazione di Elex sono incredibili ed originali come non si vedevano da tempo, con un mondo vasto e variegato in cui le diverse fazioni si muovono, tutte perfettamente integrate con l’ambiente in cui abitano. Il mondo dei Berserker è il classico fantasy, ma con quel tocco di post apocalittico che fa apparire strade asfaltate abbandonate e complessi industriali invasi dalla vegetazione, mentre i Chierici che abitano nel cratere della cometa, sono invasi dalle tecnologia, stipati in complessi metallici in cui è impossibile vedere anche un singolo filo d’erba. Un’ottima notizia quindi per chi è alla ricerca di uno scenario nuovo, fresco, che non scada per forza nel cliché fantasy o sci-fi, ma ne mischi sapientemente le varie derivazioni. Anche la trama si sviluppa da subito, apparendo estremamente interessante e coinvolgendo il giocatore per tutta la durata, con scelte etiche e morali e altre chicche che andranno ad impattare direttamente sul mondo di gioco, anche se non in maniera eccessiva come accede in altri titoli simili. E’ un peccato però che Jax, il protagonista del gioco, non abbia il carisma necessario per essere ricordato, ma è un difetto congenito delle produzioni gdr di questo calibro. Tale mancanza poteva essere smorzata lievemente con la possibilità di personalizzare il proprio protagonista, ma Jax è un personaggio fatto e finito, quindi dovrete accontentarvi della sua ruvida faccia così com’è.

Jax l’uomo di legno

Elex è un action gdr che sfrutta un sistema di combattimento abbastanza classico, che ad oggi chiameremo Souls Like, ma che ai più invece ricorderà i fasti del primo Gothic. Torna la stamina quindi, con la quale dovrete fare i conti alterando attacchi leggeri e pesanti, concatenando una serie di combo per sfruttare poi un potente attacco speciale. Tutto nella norma, se non fosse che siamo davanti ad uno dei sistemi più macchinosi mai visti, un titolo che sembra uscito direttamente dall’epoca d’oro di Gothic, ma che male si integra nel contesto in cui è inserito. I movimenti di Jax sono estremamente legnosi ed è praticamente impossibile interrompere una combo una volta iniziata. Il sistema di targeting inoltre è estremamente fastidioso, visto che avvicina troppo la visuale al nemico e non la molla finché questo non giace a terra morto. Nulla di grave nei combattimenti singoli, ma in quelli di gruppo può dare più+ di un problema, e in Elex sarete costantemente in inferiorità numerica. A questo ci aggiungiamo la spropositata quantità di danno che i nemici, anche di livello inferiore al vostro possono infliggere, contro quello ridicolo che infliggerete voi, ed ecco che la frustrazione è dietro l’angolo. Molto spesso l’unico modo per sopravvivere ad un combattimento è proprio la fuga, soprattutto dopo le prime ore di gioco, relativamente più tranquille. Ci sarebbero tre opzioni che da premessa di genere dovrebbero rendere i combattimenti più accessibili e meno frustranti, ovvero la presenza di armi da fuoco, l’uso di compagni e quello del jetpack, ma vengono rapidamente resi inefficaci da alcuni difetti evidenti di gameplay. Innanzi tutto, le armi da fuoco hanno un impatto ridicolo sul gioco, infliggendo gli stessi danni di un’ascia o una spada, tutto questo per bilanciare ovviamente gli scontri, cosa che avrebbe reso ingiocabile la fazione dei Berserker o di alcuni Fuorilegge; gli alleati dal canto loro sono afflitti da un’IA deficitaria che gli impedisce in alcuni frangenti di attaccare o di difendersi a meno che di non essere colpiti pesantemente, cosa che rende gli scontri ancora più squilibrati; per finire, il tanto sbandierato uso del jetpack in combattimento è risultato estremamente limitato e poco soddisfacente, visto il suo limitatissimo carburante, cosa che però ha permesso uno sviluppo verticale delle ambientazioni insolito per le produzioni del genere. Ottimo quindi ai fini esplorativi, molto meno rispetto a quelli di combattimento.

Gdr o Survival?

I poteri magici e psionici offrono una varietà di combattimento lievemente maggiore, ma purtroppo bisogna fare i conti con un sistema di crescita del personaggio abbastanza inusuale. Se le statistiche vengono trattate esattamente come gli altri giochi simili, le abilità e le skill di professione si imparano solamente tramite specifici trainer e a seguito di determinati requisiti, tra cui valori di attributi come Forza o destrezza che arrivano a 50 e circa 500 elex, la valuta del gioco. Il risultato è che nelle prime sezioni di gioco si è portati per forza di cose a sviluppare una professione guerriera per poter sopravvivere ai gruppi di nemici e precludendo da subito alcune specializzazioni delle altre fazioni, visto che una volta diventati rappresentati di una o l’altra, le rimanenti diverranno subito nemiche. Tutto questo impatta pesantemente sul livello di difficoltà, rendendo Elex un titolo non proprio skill driven quanto piuttosto dedito al farming. Crescere con il proprio personaggi sarà l’unico modo per cercare di superare determinati scogli, ma preparatevi ad intraprendere un cammino lungo e periglioso. Le quest sono tantissime e ramificate e vi terranno impegnati per oltre 40 ore, cosa che farà crescere il vostro personaggio ma non il suo equipaggiamento. La gestione del loot è il secondo grande difetto di Elex, dato che gli oggetti dai vendor arrivano a costare cifre spropositate, mentre il loot lasciato dai nemici è sporadico e non corrisponde mai al reale equipaggiamento degli stessi. La soluzione è esplorare il vasto mondo di Magalan e rivendere il quantitativo spropositato di cianfrusaglie trovate, dando una forte verosimiglianza con il genere post apocalittico/survival, ma risultando estremamente macchinoso e lento per un gdr di questo calibro.

Se considerato in questi termini, Elex può essere un buon survival complesso, ma di fatto in questo modo non rimane più un titolo da riscossa, quanto piuttosto un gioco di nicchia riservato allo zoccolo duro dei fan dei Piranha Bytes. Questo va ad aggiungersi al terzo grande difetto del gioco, ovvero un comparto tecnico che ad oggi non fa certo gridare al miracolo. Elex sfrutta l’ormai datato Genome Engine portato davvero ai suoi limiti estremi, e nonostante l’eccellente lavoro del team di sviluppo, le crepe nel motore si vedono tutte. Textures in bassa risoluzione, tonalità smorte e senza appeal, animazioni legnose all’inverosimile ed effetti che sembrano usciti direttamente da tre generazioni fa. Il lato positivo è che un titolo del genere, soprattutto su PC, è altamente scalabile e soprattutto non fa praticamente uso di alcun tipo di caricamento, rendendo l’azione di gioco fluida e godibile da tutti. Sorprendentemente ottima la colonna sonora, che abbiamo trovato davvero ben riuscita soprattutto nell’esaltazione dei combattimenti. Nella norma anche il doppiaggio, con tanto di sottotitoli in italiano. Preferiamo sorvolare sulla presenza di alcuni bug, anche invalidanti, durante la nostra prova, dato che sicuramente al day one sarà presente una patch correttiva che sistemerà il tutto (o vogliamo sperare. Gothic 3 è sempre in agguato).

PRO:

  • Ambientazione originale e affascinante
  • Longevo e rigiocabile
  • Una buona trama di fondo

CONTRO:

  • Combat system lento e legnoso
  • Gestione del loot da rivedere
  • Difficoltà mal calcolata
  • Comparto tecnico retrogrado

Versione testa: PC