Giunta al suo undicesimo capitolo, la celeberrima saga di JRPG di casa Square Enix torna a brillare anche sulla console portatile Nintendo. A un anno di distanza dal suo esordio su PS4, Dragon Quest XI torna nei negozi in un’edizione rivisitata e arricchita di nuovi contenuti realizzati appositamente per Switch. Rinominata Edizione Definitiva S, questo nuovo porting si propone di stupire i nuovi e i vecchi fan!

Dragon Quest è sicuramente fra le saghe più stimate e apprezzate in tutto il mondo, nata dalla collaborazione fra Akira Toryama, autore di DragonBall e Arale, e la mente di Yūji Horii, un sodalizio vincente che ormai perdura da più di trent’tanni. A differenza però di Final Fantasy, l’altra stella nel firmamento di Square Enix, la serie di Dragon Quest ha saputo conservare nel tempo le sue meccaniche storiche senza mai stravolgere troppo la ricetta originale dei classici GdR a turni, pur riuscendo comunque a riscuotere sempre un gran successo. Lo dimostra anche l’enorme appeal della serie in terra natia, che conta addirittura alcuni Konbini (supermercati di generi alimentari diffusissimi in Giappone) interamente dedicati alle mascotte di Dragon Quest. L’undicesimo capitolo non è stato da meno, registrando ottime vendite in tutto il mondo e strappando consensi pressoché ovunque, tanto da spingere la stessa Square a riconsiderare l’esportazione di alcuni episodi della serie ancora inediti in occidente. In attesa di sbilanciarsi in merito, però, Square Enix ha deciso di riproporre proprio l’ultimo episodio sotto forma di Edizione Definitiva destinata esclusivamente ai possessori di Nintendo Switch.

Da grandi poteri…

Per chi se lo fosse perso, Dragon Quest XI racconta delle vicende di un giovane Eroe che, accompagnato da alcuni strampalati guerrieri, maghi e saltimbanchi, partirà alla ricerca del sacro albero Yggdrasill, l’unico in grado di svelare il mistero che si cela dietro al marchio che possiede sulla propria mano. L’Eroe, infatti, scoprirà ben presto di essere la reincarnazione del Lucente, un’antichissima divinità il cui compito è quello di proteggere le terre di Erdrea dall’oscurità. Ed è proprio girovagando in lungo e in largo per queste terre che il protagonista e i suoi amici cercheranno indizi per raggiungere il tanto agognato albero, facendosi strada fra castelli, foreste boschi e città sconosciute. Inutile aggiungere che il cammino del nostro Eroe si rivelerà essere ben più arduo del previsto. Erdrea infatti, oltre che ospitare alcune pacifiche cittadine dagli abitanti più o meno bizzarri, è la casa anche di essere mostruosi e ostili che cercheranno in tutti i modi di mettere il bastone fra le ruote del nostro impavido e silenzioso Eroe. Per fortuna, non mancheranno anche volti amici pronti a darci man forte, alcuni dei quali si uniranno al nostro viaggio fornendoci aiuto prezioso durante i combattimenti. Vero punto di forza di Dragon Quest XI è proprio la caratterizzazione dei personaggi che, di volta in volta, si uniranno alla causa dell’Eroe, formando così un cast decisamente geniale e ben assortito. Ancora una volta è la penna di Toryiama a regalare un design accattivante e irriverente ai protagonisti di Dragon Quest XI. In questo caso però, la serie di Dragon Quest si affida per la prima volta alla potenza dell’Unreal Engine 4, sfoggiando una coloratissima veste grafica al passo coi tempi pur comunque mantenendo comunque lo stile anime e ironico che lo ha resa famosa.

Dragon Quest XI ripropone quindi la classica formula dei combattimenti a turni cercando comunque di andare incontro alle esigenze dei giocatori di nuova generazione. Il combat system, e più in generale il gameplay del gioco, hanno subito un’importante svecchiata che ha dato nuova verve alla serie di Dragon Quest. Per prima cosa è stato rivisto il sistema di gestione del party. A differenza dei precedenti capitoli della serie, infatti, sarà possibile riorganizzare a piacimento la propria squadra in qualsiasi momento. Mentre in passato si era costretti a recarsi in determinati luoghi per modificare i componenti del party, in Dragon Quest XI questa funzionalità è stata estesa anche durante le stesse lotte contro i mostri, creando così un dinamismo mai visto prima. Non solo, per gli amanti dell’azione è possibile anche far “rompere le righe” al proprio party per permettergli di muoversi in libertà all’interno dell’area di combattimento, opzione che non influisce sull’esito della battaglia, ma che offre comunque una nuova prospettiva con la quale affrontare gli incontri casuali coi nemici. Molto comoda è inoltre la possibilità di affidare uno o più componenti all’IA, che ci è parsa sempre all’altezza della situazione. Intelligenza artificiale alla quale possiamo comunque affidare delle istruzioni ben precisa sulla gestione dei singoli membri della nostra combriccola. Novità di questo undicesimo capitolo è lo stato “Pimpante”, un’alterazione “benigna” che permette ai membri del party che subiscono danni di scatenare la propria furia, aumentandone le loro statistiche e sbloccando nuove tecniche temporanee da utilizzare in cooperazione con altri personaggi che si trovano nel medesimo stato. Per potenziare questa abilità, sbloccare tecniche e aumentare in generale le statistiche dell’Eroe e i suoi compagni, si potranno spendere i punti ottenuti salendo di livello nella cosiddetta Griglia delle Abilità. Punto di forza dei protagonisti di Dragon Quest XI è quello di avere più strade percorribili, ognuna per una diversa arma, al giocatore quindi il compito di scegliere quale abilità sviluppare maggiormente. Anche sulla scelta dei componenti del party, DQ XI offre un aiuto prezioso. Se non sapete quale personaggio includere e quale lasciare in “panchina”, infatti, sappiate che Dragon Quest XI offre un sistema d’inserimento graduale, grazie al quale ogni nuovo guerriero parteciperà ai combattimenti da “esterno”, senza di fatto occupare alcuno slot, ottimo modo per valutarne le caratteristiche prima di stabilirne la sorte.

Degna di nota è anche la componente crafting di Dragon Quest XI, molto presente in questo undicesimo capitolo e utilissima quando si tratta di ottenere il miglior equipaggiamento possibile per il proprio party. Raccogliendo ingredienti e materiali sconfiggendo nemici o girovagando per la mappa, potremo infatti dar vita alle ricette scovate per tutta Erdrea. Impugnato il martello e riscaldata la Forgia, ci trasformeremo in dei provetti fabbri per forgiare quindi la versione più perfetta possibile dell’oggetto desiderato attraverso un semplice ma divertente minigame.

Nintendo difference

Se già di per sé Dragon Quest XI non pecca certo di contenuti, questa nuova riedizione per Nintendo Switch si arricchisce ulteriormente di alcune interessantissime chicche che vanno ad aggiungersi alla già corposa economia del gioco. Oltre a un pacchetto di costumi e armi aggiuntive scaricabili fin da subito, questa Edizione Definitiva presenta anche alcune funzionalità inedite nelle precedenti uscite per PS4 e PC. Quella che ha suscitato maggiormente clamore, soprattutto fra i nostalgici della serie, è certamente la modalità 2D, che consente di giocare interamente il titolo con una veste grafica retrò, già parzialmente introdotta nell’edizione per 3DS, versione che, però, non ha mai oltrepassato i confini nipponici. In qualsiasi punto di salvataggio, è infatti possibile switchare dalla modalità standard a quella 2D, per tornare nell’epoca del Famicom e gustarsi il gioco come negli anni ’80. Per coloro che non riescono però a staccarsi dai coloratissimi modelli poligonali e dalle spettacolari location presenti in Dragon Quest XI e preferiscono quindi giocare l’avventura principale con tutti i crismi dell’Unreal Engine 4, Square Enix ha pensato benissimo d’introdurre alcune sezioni di gioco del tutto inedite realizzate appositamente per essere giocate in 2D. Parlando con un curioso fantasmino incontrabile nelle primissime fasi del gioco, infatti, si verrà catapultati in un mondo a 16-bit chiamato Achronia, popolato da creature denominate Tempirei con una strana fissa per il tempo. Ad Achronia, infatti, il tempo sembra essersi congelato, creando punti d’accesso a epoche passate. Scovando i Tempire in giro per Erdrea otterremo le passat-parole necessarie a sbloccare l’accesso per nuovi mini-mondi nei quali sfidare mostri sotto forma di sprites e raccogliere alcuni oggetti preziosi. Non mancano inoltre nuovi dialoghi inediti esclusivi per questa versione che vanno ad accrescere ulteriormente il background narrativo dei protagonisti del party, oltre che nuove opzioni per quanto riguarda la romance che coinvolgerà l’Eroe, prima vincolata a un’unica pretendente.

Meno stilistiche ma sicuramente più funzionali, sono invece le migliorie apportate alla Forgia da Viaggio e al proprio destriero, adesso più facilmente accessibili. In Dragon Quest XI S, è infatti possibile ricorre in ogni momento sia alla Forgia, senza quindi dover recarsi necessariamente a un accampamento, sia al nostro fido cavallo, richiamabile da qualsiasi punto della mappa grazie a un pratico fischietto. Aggiunte che ben presto diventeranno imprescindibili per coloro che, per la prima volta, si accingeranno ad affrontare questo lunghissimo viaggio nelle terre di Erdrea. Ciliegine sulla torta, la possibilità di salire in groppa ad alcuni mostri per raggiungere aree altrimenti inesplorabili all’interno dungeon, oltre che la presenza costante del party anche durante le fasi esplorative, che quindi seguiranno il nostro Eroe al di fuori della lotta. Se avete apprezzato la colonna sonora di Dragon Quest XI, sappiate che in occasione della versione Switch questa è stata completamente e magnificamente riarrangiata dalla Tokyo National Orchestra, un vero e proprio valore aggiunto per gli amanti delle OST della serie. A completare l’eccellente comparto audio ci pensa infine l’opzione per il doppiaggio originale giapponese, che va ad aggiungersi al già presente inglese delle versioni occidentali.

Lo scotto da pagare

Purtroppo però, la versione Switch risente di un downgrade grafico non indifferente, visibile soprattutto se si decide di godersi il gioco scollegando la console dal televisore. Se, infatti, Dragon Quest XI riesce comunque a fare la sua porca figura con il supporto della dock station, diversa invece è la resa sul piccolo schermo, dove l’immagine perde drasticamente di risoluzione e si copre di una fastidiosa patina sfocata che impedisce di ammirare i dettagli dei panorami di Erdrea. Stesso discorso vale per il frame rate, leggermente inferiore se giocato in modalità handled. Problemi che erano già stati riscontrati durante il primo hands-on e che, sfortunatamente, permangono anche in questa versione definitiva, seguendo quello che pare ormai il triste leit-motiv dei porting per Nintendo Switch. Un piccolo prezzo da pagare se si pensa comunque alla mole di contenuti che questa Edizione Definitiva propone ai possessori della console ibrida Nintendo.

Pro:

  • Trama incalzante e personaggi ispirati
  • L’inconfondibile stile di Toryama con la potenza dell’Unreal Engine 4
  • Combat system e gameplay ulteriormente perfezionati
  • Tantissimi contenuti aggiuntivi per Switch

Contro:

  • Graficamente inferiore alle controparti PS4 e PC
  • Devono comunque piacervi i JRPG vecchio stampo…

Piattaforme disponibili: PC, PS4 (solo edizione base), Nintendo Switch

Versione testata: Nintendo Switch

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