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Recensione | DiRT Rally

Codemasters lancia il suo guanto di sfida con DiRT Rally, il primo capitolo della celebre serie di Rally Games ad approdare sulle console Current-Gen. Dopo una lunghissima fase di gestazione che ha coinvolto per la prima volta nella storia della casa produttrice Britannica l’accesso anticipato su PC, la saga di Rally per eccellenza è pronta a infangare gli schermi dei giocatori ancora una volta.

DiRT_Rally_Announce_02-823x436Black Clouds and Silver Linings

Quando si parla di Codemaster è necessario togliersi il cappello. Si tratta di una delle Software House più longeve della storia dei videogiochi e va ad affondare le proprie radici nel lontano 1986, i tempi del Commodore 64 e dell’MSX. L’apporto della casa britannica nei confronti dei Racing Game ha lasciato un impronta indelebile nella storia, segnando quello che è poi divenuto un sentiero molto battuto negli anni a venire. I giocatori più anziani ricorderanno sicuramente capolavori come la serie di Racing Games che porta il nome di TOCA e Colin McRae Rally, capolavori di un tempo che hanno lasciato un segno indelebile nella storia dei videogiochi, sopratutto nei Racing Game e nelle simulazioni di Rally. Ovviamente nel corso degli anni Codemasters ha assunto forme via via più grandi, trasformandosi da piccola Software House in un vero e proprio publisher, la sua anima resta però legata ai racing games e DiRT Rally ne è una dimostrazione.

Come ogni azienda importante, anche Codemaster ha avuto, nel corso degli anni, momenti di alti e bassi e, con la chiusura di una generazione segnata da un mastodontico Dirt 3, si è lasciata un po andare anche a causa dell’acquisizione dei diritti sui titoli Formula 1, costringendo la casa britannica a rilasciare titoli a cadenza annuale rinunciando spesso a funzioni e meccaniche a volte vitali per lo sviluppo qualitativo dei titoli, proponendo così videogiochi pur sempre buoni ma mai ottimi. L’avvento della serie Grid e della sua marcata devozione verso un universo più arcade che simulativo ha inoltre infastidito non poco i fan storici legati alla Sofware House ed ai suoi prodotti, trascinando Codemasters in un abisso di mediocrità.

L’annuncio e lo sviluppo di DiRT Rally arriva dunque come un fulmine a ciel sereno per tutti quei fan che da anni anelavano un titolo qualitativamente eccellente sotto ogni punto di vista e, con un sorprendente utilizzo della funzione Early Access, il feedback degli utenti è diventato parte integrante dello sviluppo del titolo.

renault-alpine-dirt-rallyTalk dirty to me

I videogiochi che introducono il pubblico ad una disciplina poco conosciuta come il Rally sono spesso visti come sottoposti ai classici Racing Game su pista, quasi inferiori. Non è possibile commettere un errore più grave. Il fascino del Rally sta infatti proprio nella sua imprevedibilità e severità, non si ha la chance di migliorare al giro successivo, tutto si gioca una volta, è necessario dunque farlo bene.

I pregiudizi legati ai titoli Rally sono spesso causati dall’assenza di videogiochi veramente validi che riescono ad esaltare tutte le qualità di uno sport talmente spettacolare. Negli ultimi anni abbiamo assistito al declino di un genere che rappresenta la vetta più alta in termini di difficoltà nell’intera categoria dei racing games, sia dal punto di vista dello sviluppatore che da quello del giocatore. Sviluppare un titolo Rally in modo è infatti tanto difficile quanto lo è padroneggiare un videogioco così imprevedibile, tutto dipende dal modello di guida.
Il modello di guida utilizzado in DiRT Rally riesce a stupire per la sua apparente semplicità, il titolo non propone infatti una simulazione nuda e cruda, sceglie bensì di appoggiarsi ad uno stile quasi simularcade, permettendo al giocatore di esagerare ma punendolo severamente quando esso tira troppo la corda. Il perfetto bilanciamento tra simulazione e arcade rende dunque DiRT Rally un titolo molto appetitoso; sia per gli appassionati della simulazione, che potranno comunque decidere di disattivare tutti gli aiuti alla guida, sia per i neofiti che non vogliono impegnarsi troppo, ricordando sempre che il titolo impone una curva di apprendimento abbastanza ripida che, pur permettendo al giocatore medio di trarre soddisfazione dalla propria guida, richiede il massimo impegno per vincere qualsiasi competizione.
Il feeling al volante è sicuramente uno dei più riusciti di sempre per un Rally Game, l’attrito con il terreno è infatti una delle caratteristiche che più abbiamo apprezzato in sede di recensione. La presenza di molteplici superfici conferisce al titolo una varietà mai vista prima d’ora, perfino la più piccola variazione, per esempio tra ghiaccio e ghiaccio compatto, è capace di cambiare interamente il proprio stile di guida e la reazione degli pneumatici, di conseguenza dunque dell’intera auto, al contatto con le varie superfici cambia radicalmente, influendo sulle prestazioni e sulla guidabilità. La sensazione di “scivolare” sull’asfalto o sulla ghiaia è ricorrente e colpisce moltissimi racing games, DiRT Rally riesce invece a trasmettere al giocatore una sensazione tangibile dell’attrito delle gomme, inviando al pad delle vibrazioni ad ogni piccola variazione di terreno, il consiglio è quello di giocare in visuale-pilota, DiRT Rally offre infatti una delle più realistiche e ben realizzate visuali interne di sempre.

La presenza dei danni alle vetture costituisce un ostacolo in più da superare ma anche un chiaro avvertimento verso i giocatori più spericolati che, dopo una derapata troppo azzardata, potrebbero essere costretti a terminare la gara con una vettura in condizioni pietose e, nel peggiore dei casi a ritirarsi. DiRT Rally non fa sconti in termini di realismo quando si tratta di danni, pur non brillando in termini di resa grafica, questi ultimi rispondono molto bene alla proporzione degli incidenti e anche il più piccolo danno può condizionare un intera gara.

DiRT Rally propone dunque un’alternanza di difficoltà e aiuti che da un lato concedono al giocatore alcune mosse azzardate, dall’altro lo puniscono duramente nel momento in cui si esagera. L’assenza di un opzione per regolare la difficoltà dell’IA non lascia molti dubbi, DiRT Rally è un titolo facile conoscere ma che richiede un impegno costante per essere padroneggiato in tutte le sue varianti, considerando anche la possibilità di modificare gli assetti delle vetture, che aprono un mondo totalmente nuovo e sono capaci di condizionare lo stile di guida.
Svincolandoci da concetti più tecnici, DiRT Rally offre delle sensazioni uniche, l’adrenalina che entra in circolo dopo aver superato una sezione particolarmente difficile portando la nostra auto al limite è qualcosa da provare senza mezzi termini.

Il modello di guida di DiRT Rally risulta essere, nel suo complesso, il migliore degli ultimi anni; in quanto esso offre il giusto bilanciamento tra la difficoltà della simulazione e la tolleranza dell’arcade, senza mai prendere la sua impronta caratteristica che rapisce letteralmente il giocatore, non importa in quale fosso si finisca.

Pikes_405_9_BMy name is mud

Il segreto di ogni buon racing game sta sicuramente nella sua varietà e longevità. DiRT Rally propone una vastissima gamma di eventi racchiusi in diverse modalità, che trova la sua vera anima nella carriera, ovvero una serie di campionati da superare per giungere alla vetta. La modalità Carriera va ad estendersi per tutti i contenuti di gioco, mettendo a disposizione le sei località disponibili, ovvero: Svezia, Finlandia, Germania, Montecarlo, Grecia e Galles. Sebbene le modalità in se non godano di una varietà particolare, il classico Rally a tappe sembra essere la modalità cardine dell’intero titolo, mostrando alcune meccaniche gestionali molto interessanti come l’organizzazione del team e la possibilità di assumere ingegneri via via più competenti per migliorare le prestazioni. DiRT Rally riesce, per mezzo di un sistema basato sui crediti di gioco, ad instillare un marcato senso di progressione nei confronti del giocatore che, partendo con i pochi fondi disponibili all’inizio, scala la vetta partendo dalle classi inferiori fino a giungere ai bolidi da Hillclimb.

Ogni evento fa leva su una difficoltà incrementale per mantenere viva la sfida e propone cinque diversi livelli di difficoltà sbloccabili piazzandosi nei primi tre posti, partendo dalla semplicità di un campionato aperto alla competizione serratissima del campionato professionale.

Ribadendo l’importanza degli eventi puramente rallystici; essi si sviluppano in modo ben strutturato e mettono in mostra le meccaniche più interessanti del gioco; portare avanti la carriera non significa soltanto guadagnare ed accumulare crediti, bisogna infatti gestire il proprio team ed assumere ingegneri via via più competenti che migliorano la qualità e i tempi di riparazione delle vetture, riparabili ogni due gare. Sarà possibile assumere fino a quattro ingegneri ed un capo meccanico, scegliendo quale aspetto migliorare basandosi sulle qualità del team. L’importanza della squadra di meccanici che ci accompagnerà durante la nostra carriera non si limita ad essere un qualcosa di puramente estetico, i danni alla vettura, come già accennato, sono in grado di compromettere seriamente i risultati di un campionato, avere la possibilità di riparare più danni possibili è un trucco da non ignorare.

Il parco auto non fa certo sconti in un titolo pregno di licenze come DiRT Rally, su questa premessa si basa l’intera struttura della carriera che ci permette di scegliere tra una vastissima gamma di veicoli, più di cinquanta, in cui sono presenti anche alcune chicche “leggendarie” come la Lancia Stratos. Si avrà dunque la sensazione di partire con quelli che sono stati gli albori della disciplina del rally, ovvero con le vetture Anni ’60, progredendo poi in un escalation di potenza basata sui decenni, con le classi 70′ e 80′, oppure sulla trazione o ancora sulla potenza. La rigidità della struttura della carriera non lascia purtroppo la possibilità di provare i bolidi più potenti nelle prime fasi di gioco essi saranno infatti disponibili solo nelle fasi più avanzate; ma a tutto c’è una ragione, la guidabilità delle auto più potenti richiede necessariamente un po’ di allenamento con i veicoli meno presanti, schizzare tra le strade sterrate della germania con l’ultima Ford Focus non è facile come sembra.

Tornando alle tappe disponibili per i vari eventi è necessario sottolineare la varietà degli ambienti che, pur strutturandosi in soli sei diversi stati, propongono la possibilità di scegliere il clima e l’orario, andando ad influenzare l’intera gara e l’approccio con il percorso da affrontare, rompere i fari in una gara notturna non è proprio la migliore delle idee e bisogna fare attenzione a molti ostacoli poco visibili.

Oltre alle competizioni in eventi cronometrati, DiRT Rally da anche un accenno di RallyCross, una disciplina simile al rally ma su circuito. Sarà dunque possibile gareggiare insieme ad altre vetture, aprendo la strada ad una modalità multiplayer abbastanza soddisfacente, al fine di realizzare il miglior tempo e piazzarsi nei primi posti. Il rallycross presenta una struttura sensibilmente diversa rispetto al classico rally, essa va infatti ad eliminazione, selezionando i primi dodici dopo la prima fase, i primi sei alla seconda e il primo per decretare il vincitore.
Sebbene DiRT Rally sia in gioco prettamente single-player, la presenza di eventi PvP non nuoce ed offre una varietà molto gradita seppur rudimentale, è possibile competere in ogni tipo di evento con altri giocatori anche la modalità RallyCross finisce per essere la più divertente considerando la presenza fisica dei propri avversari.

dirt-rally-i-giocatori-console-non-dovranno-attendereDon’t Cut!

La fase di accesso anticipato, uscita lo scorso anno su PC, ha enormemente giocato allo sviluppo tenico di DiRT Rally, portandolo dal suo grezzo stato embionale a quella meraviglia grafica che i fan attendevano da tempo. DiRT Rally offre infatti un colpo d’occhio eccezzionale, i suoi granitici 60FPS conferiscono al titolo una fluidità che i concorrenti come WRC o Sebastian Loeb Rally EVO non sono riusciti ad ottenere su console. Codemasters non è scesa a compromessi, nonostante la fluidità dei 60FPS il titolo propone una cura del dettaglio ed una ricerca del realismo mai vista prima d’ora in un Rally game. È proprio quella cura del dettaglio che riesce ad impressionare, i dettagli del terreno, la miriade di effetti che vengono fuori in base al terreno di gioco, gli effetti di luce in mezzo alla foresta, la fluidità dell’acqua e la cura quasi maniacale della riproduzione delle vetture rende DiRT Rally il miglior simulatore di Rally presente sul mercato, gli unici elementi a pagarne le conseguenze sono gli ambienti circostanti, non sempre dettagliatissimi e il pubblico un po abbozzato, elementi che comunque sfrecciano via durante una corsa e non costituiscono un aggravante tale da scalfire la meraviglia grafica del titolo. Codemasters ha cercato di riprodurre nel modo più fedele possibile i tracciati, basandosi su un tracking satellitare dei percorsi, sempre un po modificati ma fedeli, ma anche e sopratutto delle auto, curandone la riproduzione dei suoni in modo eccellente, non soltanto del rombo dei motori, diversi e fedeli in base all’auto utilizzata, ma anche dei freni e delle cambiate che spesso differiscono tra loro in base al tipo di cambio e all’anno di appartenenza.

DiRT Rally è, di fatto, una creatura che riconferma Codemasters come madre dei Rally games, salendo sullo scalino più alto di un podio troppo poco sfruttato negli ultimi anni, proponendo la migliore simulazione di rally presente su current gen e pc.

PRO:

  • Graficamente spettacolare

  • Modello di guida bilanciatissimo

  • Varietà e Longevità da assaporare per tanto tempo

CONTRO:

  • Non adatto ai neofiti del genere

  • Componente online poco sfruttata

  • Poca varietà nelle modalità