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Recensione | DiRT 4

Come ogni anno, la battaglia tra WRC e DiRT per il miglior titolo dedicato al Rally ci porta tra i tracciati più pericolosi del mondo a bordo di vetture nate per stupire. Dopo DiRT Showdown e DiRT Rally, Codemasters ritorna sui suoi passi e propone il seguito vero e proprio di quel capolavoro della scorsa generazione che risponde al nome di DiRT 3. Abbiamo analizzato DiRT 4 e, dopo aver gareggiato sui percorsi più spericolati, siamo pronti a dirvi la nostra.

Tra fango e derapate

Ogni volta che ci ritroviamo ad analizzare un titolo di Codemasters ci rendiamo conto di che pasta sia fatta la vera “mamma” dei racing game. Lo studio di sviluppo inglese ha una storia imponente alle sue spalle, non soltanto per quanto riguarda il rally ma anche il mondo delle corse nella sua totalità. Dal leggendario Micromachines ( che non vediamo l’ora di provare, ndr ) a TOCA Touring Cars, Codemaster ha saputo lasciare il segno nel mondo dei racing game grazie ad una professionalità e precisione che hanno reso il nome della Software House una vera e propria garanzia nel mondo dei giochi di guida.

L’anno scorso abbiamo avuto a che fare con un titolo molto particolare, DiRT Rally, sviluppato dopo una lunghissima fase di beta testing durante la quale la voce degli appassionati è stata ascoltata e i frutti di un lavoro svolto fianco a fianco all’utenza è stato più che riconosciuto. Quest’anno ci troviamo tra le mani un titolo che porta sulle spalle un’eredità molto più grande. DiRT 4 deve infatti dimostrare di essere il degno successore di un capolavoro che ha davvero lasciato il segno nella scorsa generazione. È possibile notare la professionalità che contraddistingue Codemasters sin dai primi minuti di gioco grazie alla presentazione della modalità carriera. L’incipit della carriera di DiRT 4 introduce il giocatore in un mondo fatto di competizioni serrate nelle quali ogni centesimo di secondo può fare la differenza. Inizieremo infatti come dei semplici piloti in una lega minore, passando per una funzione davvero interessante chiamata DiRT Accademy che avrà il compito di spiegare al giocatore le tecniche di guida più avanzate che sarà necessario padroneggiare per svolgere al meglio le competizioni a venire. DiRT Accademy è una novità che ci ha colpito particolarmente, un terreno di guida da esplorare in totale libertà che, seguendo le giuste lezioni, saprà fornirci dei percorsi studiati ad-hoc per sperimentare le nostre abilità di guida. Mentre DiRT Rally si presentava sin da subito come un titolo dedicato puramente agli appasionati di Rally, DiRT 4 cerca di abbracciare ogni tipo di utenza, proponendo un’esperienza di guida variabile che riesce ad accontentare sia il giocatore casuale che il veterano delle corse grazie ad un sistema di bilanciamento molto curato che permette di impostare la difficoltà basandosi sull’abilità del giocatore. Una volta completata l’accademy saremo in grado di avventurarci in una modalità carriera davvero ricca di contenuti che saprà spaziare in termini di percorsi, tipologie di vetture e condizioni meteorologiche.

Come Enzo Ferrari

Una delle più grandi novità che non riguarda soltanto la modalità carriera ma tutto l’ecosistema di DiRT 4 è la componente gestionale che va ad integrarsi in ogni modalità di gioco. Oltre a competere come piloti professionisti saremo infatti in grado di fondare una vera e propria scuderia con tanto di nome e sponsor che, oltre a fornirci un ritorno economico più alto, ci permetterà di gestire ogni aspetto della nostra squadra. Molti appassionati potrebbero non essere interessati ad una tipologia di gioco del genere, proprio per questo Codemasters ha ben pensato di rendere il tutto assolutamente facoltativo, al fine di non distogliere i puristi del genere dalle proprie competizioni. La struttura della Scuderia in DiRT 4 è davvero curata nei minimi dettagli, sarà infatti nostro compito creare una livrea per le nostre auto che, pur sfruttando un editor molto rudimentale, riesce a garantire un minimo di identità alla nostra vettura. La componente gestionale si estende però anche allo staff, permettendoci di assumere ingegneri e meccanici, ognuno di essi con proprietà diverse e, ovviamente, costi di assunzione basati sulle proprie capacità. Ogni aspetto della scuderia è curato nei minimi dettagli, dal rapporto personale con i meccanici e la squadra alla gestione dei PR e degli sponsor che ci forniranno dei bonus in termini economici basati sui successi durante le competizioni. Un sistema gestionale ben strutturato ed estremamente dettagliato che però non riesce ad entrare in sintonia con la natura del titolo, difficilmente infatti ci ritroveremo a dover riparare una falla nel sistema e ci basterà condurre le competizioni in modo zelante per riuscire comunque ad avere successo. La presenza della scuderia fa anche da tramite per un sistema di bonus che ci permette di avere più auto nel garage o premi più sostanziosi grazie alla gestione delle strutture che compongono la scuderia stessa. Sarà infatti possibile ampliare il garage, ottenere degli sconti sulle vetture e sulle riparazioni semplicemente investendo crediti nella nostra impresa.

Tornando in pista, vero cuore pulsante di DiRT 4, ci ritroviamo di fronte ad uno dei migliori sistemi di guida degli ultimi anni, sia per quanto riguarda il rally che le semplici corse su asfalto. La grande varietà di terreni con la quale avremo a che fare condiziona pesantemente lo stile di guida, fornendo un ampio ventaglio di possibilità e di approcci. Dall’asfalto alla ghiaia, passando per lo sterrato e la neve, DiRt 4 offre un’esperienza di gioco completa e curata. Il feeling della guida è solido, corposo e si adatta perfettamente alle abilità del giocatore, evitando quel fastidioso effetto “saponetta” che molti altri titoli non riescono a superare. I frutti della DiRT Accademy arriveranno nelle competizioni più avanzate nelle quali tecniche finora misteriose come la “sterzata a pendolo” o il trasferimento di peso della vettura riusciranno davvero a fare la differenza nei percorsi più tortuosi. . La presenza del meteo variabile garantisce a DiRT 4 un’imprevedibilità molto gradevole, lasciando che sia anche l’istinto del giocatore ad avere un ruolo chiave nella riuscita di una competizione.

Neve, pioggia e tempesta

L’elemento che abbiamo apprezzato di più durante la nostra analisi di DiRT 4 riguarda proprio la varietà, nonostante non siano presenti alcune licenze in termini di competizioni come WRC ad esempio, DiRT 4, grazie alla sua partnership con la FIA World Rallycross Championship riesce comunque a garantire una simulazione adeguata. Non solo Rally dunque per quanto riguarda DiRt 4 ma anche Rallycross e gare su circuito con i mezzi più disparati come le Buggy o i Pick Up. La modalità carriera si articola in modo complesso, garantendo centinaia di eventi ai quali partecipare che aumentano in difficoltà e intensita man mano che si va avanti in un ramo della competizione. La storia del rally viene celebrata grazie ad un campionato dedicato che rispolvera le antiche glorie dagli anni 60’ agli anni 80’ con automobili leggendarie, difficilissime da guidare ma altrettanto soddisfacenti. Come da tradizione, gli eventi sono strutturati in tappe con la possibilità di riparare il proprio mezzo ogni due competizioni lasciando al giocatore la responsabilità di non danneggiare troppo la vettura tra un evento e l’altro. La gestione dei danni, curata come sempre nei minimi dettagli, si ripercuote in modo estremamente positivo sulla vettura, garantendo una resa grafica fedele e molto dettagliata. La resa dei danni è una componente molto importante e spesso inadeguata, questa volta però i ragazzi di Codemasters hanno fatto un lavoro eccezionale riuscendo a rendere i danni dell’auto fedeli e realistici sebbene la fisica degli impatti non è sempre credibile. Nonostante il titolo sia molto user-friendy, soprattutto durante le prime battute di gioco, il sistema di guida risulta essere molto punitivo nel caso in cui si esageri con manovre azzardate come derapata o uso eccessivo del freno a mano, richiedendo comunque una concentrazione costante da parte del giocatore.

Quando si passa da Rally a RallyCross le cose iniziano a cambiare, la presenza di altre vetture sul tracciato non giova al sistema di gioco che non è incline a gestire le collisioni con altri veicoli, queste risultano essere poco curate e generalmente poco precise. Il vero cuore di DIRT 4 è , come sempre, il rally puro e solitario e, sebbene qualche scappatella in RallyCross sia sempre gradita, non c’è assolutamente paragone tra le due esperienze di gioco. L’esperienza i rallycross è si divertente ma anche caotica e in alcuni tratti poco curata ma comunque soddisfacente.

Scende la pioggia

Le ombre che calano su DiRT 4 iniziano a manifestarsi quando si parla di comparto tecnico. Sebbene i ragazzi di Codemasters abbiano voluto concentrare le loro risorse sulle performance del titolo, DiRT 4 appare abbastanza sottotono in termini di resa grafica complessiva. Nonostante i modelli delle vetture e dei danni si presentino con un dettaglio grafico molto elevato, il contrasto con i fondali e gli ambienti dei percorsi non fa altro che mettere in evidenza la scarsa resa grafica degli ambienti circostanti. Non stiamo parlando di minuzie come il pubblico ma lo stesso fondo stradale risulta poco dettagliato in alcuni casi ma anche alberi, case e ogni altro elemento al di fuori della vettura. Di contro troviamo un frame-rate stabile, piantato sui 60FPS che soltanto in rarissimi casi e in presenza di altre vetture mostra qualche incertezza ma sono cali brevissimi e quasi impercettibili. La nostra prova di Xbox One ha evidenziato qualche problema di stuttering durante i cambi di visuale ma anche questo fenomeno è piuttosto raro e si verifica durante le fasi più caotiche e non disturba più di tanto. La colonna sonora di DiRT 4 si è invece rivelata una gradevole sorpresa con brani molto interessanti e vari che riescono a definire il “mood” del titolo, il tutto corredato da un comparto sonoro estremamente fedele che riproduce in modo minuzioso i rumori delle vetture e dell’ambiente circostante. Il comparto multigiocatore è anch’esso piuttosto vario e ci da la possibilità di competere in rally cronometrati con altri giocatori o di sfidarsi in rallycross gareggiando fianco a fianco. Una tanto acclamata novità chiamata Editor Procedurale ci permette di creare campionati ed eventi generando le competizioni in base alle scelte del giocatore, funzione abbastanza limitata e marginale che non ha avuto l’effetto di risonanza tanto sperato. Anche le prove asso del volante e gli eventi settimanali organizzati da Codemasters si presentano come una valida alternativa alla carriera e sapranno senza ombra di dubbio estendere la già enorme longevità del titolo.

PRO:

  • Sistema di guida fantastico
  • Grandissima cura del dettaglio
  • Modalità carriera vasta e variegata
  • Gestione della scuderia molto interessante…

CONTRO:

  • …che però non interagisce a dovere con il titolo
  • Graficamente sottotono
  • RallyCross poco curato se paragonato al normale Rally

Versione Provata: Xbox One
Voto Finale: 8.5