Devil’s Hunt è un gioco d’azione e botte che potrebbe voler sembrare per certi aspetti stilistici e tecnici troppo simile a Devil May Cry e ad altri giochi dello stesso filone, eppure è a suo modo qualcosa di diverso dalla massa. Basato sul romanzo di Paweł Leśniak di nome “Equilibrium”, Devil’s Hunt è un gioco d’azione in terza persona in cui le forze del bene e del male si scontrano di nuovo, come sempre, in eterno, rendendo la terra il loro campo di battaglia preferito.

“Desmond” fa rima con tragedia
Immaginate come sarebbe potuto essere The Witcher se il padre Sapkowski avesse fondato da sè una casa produttrice di videogame negli anni 90, avesse chiamato il suo romanzo “Equilibrium” e l’avesse sviluppato sulla storia di una guerra tra angeli e demoni, con un uomo di nome Desmond nel mezzo delle due parti.
Desmond è un boxeur americano con due neuroni funzionanti (il chè ne fa un laureato) ed una carriera brillante, vincitore di molti premi, che però nella vita viene tormentato da un padre cui non va mai bene nulla – capo di una multinazionale tra le più grandi e quindi serio come la morte e più sforna-guai di un neonato – e sostenuto solo dal migliore amico e dalla storica, dolce fidanzata. Un giorno Desmond fa un incontro di troppo, perde, sfigura davanti a padre e amici e non contento di essere stato gonfiato come una zampogna e tradito da chiunque gli volesse un minimo di bene, decide di averne abbastanza da gettarsi al di là di un guard rail. Non vi spoileriamo nulla di più, ma la trama non è certo tra le meno classiche: il nostro buon Desmond va incontro al Signore degli Inferi che gli propone un patto di tutto rispetto. Ci sono gli angeli, ci sono i demoni, Lucifero è un figuro discretamente scritto e caratteristico e c’è un buon twist, nella quale l’eroe dotato di poteri demoniaci a causa del suo attuale status di trapassato persegue la giustizia a botte suo malgrado. Tutto ciò cui attinge Devil’s Hunt è preso a piene mani dal cristianesimo senza andare troppo oltre, nonostante l’art direction sia più che buona ed il fatto che il gioco sia tratto da un romanzo possa dare una decisiva marcia in più allo storytelling.

Uno strano miscuglio di action e narrativa
Devil’s Hunt è un action nel senso meno puro del termine, dove l’azione viene soffocata a tratti da una narrazione ben definita e piena di piccole cutscene usate per spiegare la vicenda. Desmond nei combattimenti (sempre delimitati da un’arena di qualche tipo) può sfruttare le proprie braccia, in quanto passato boxeur di successo, per concatenare attacchi leggeri e pesanti, bloccate e schivate coi grilletti del joypad e usare abilità speciali usando i tasti, con abilità come ondate di fiamme, calci infuocati e via dicendo. I comandi sono intuitivi e responsivi e concatenare le mosse per distruggere gli avversari è discretamente divertente, con finisher attivabili molto suggestive e violente. Purtroppo il gioco è limitato da un motore grafico che rende le animazioni legnose, dai semplici movimenti ai salti per superare gli ostacoli, arrivando a introdurre un sistema di teletrasporto per passare da un’area all’altra della mappa per eliminare del tutto sezioni platform e doppi salti.
La telecamera non fornisce gran supporto nel combattimento, impedendo al giocatore di bloccarsi su un avversario specifico, ma è fluida in qualsiasi frangente e viene lasciata usare liberamente per godere appieno dell’illuminazione e degli effetti del gioco. Le lande infernali, rese bene tanto nell’effettivo inferno quanto sulla terra, sono infestate di demoni minori che Desmond ha il compito di distruggere per progredire, assieme a qualche blando puzzle che spezza il ritmo in alcuni frangenti.
Le abilità che Desmond apprende per prime – come abbiamo già accennato, l’onda d’urto e il pugno infuocato – sono tutte estratte da un albero delle abilità che andremo personalmente a decidere come strutturare, sbloccando le varie ramificazioni e le relative possibilità assorbendo le anime dei nemici. Abbiamo tre alberi e tre scuole che ci daranno i poteri e le relative abilità passive, una disponibile già da subito – quella infuocata – mentre le altre sbloccabili mano a mano si procederà nel gioco. Non c’è nulla di complicato in questo, non abbiamo mappe od oggetti aggiuntivi ad aiutarci nel percorso, a parte il compito di raccogliere qualche anima abbandonata, distruggere qualche specchio contenitore di anime e ripulire i posti dai glifi che generano delle barriere. Parlando dei Boss, spesso sono enormi e circondati da minion da distruggere per poter portare del danno, o possiedono comunque un sistema per essere danneggiati una volta liberati dalla feccia attorno: le battaglie non sono particolarmente innovative da questo punto di vista, ma fanno il loro lavoro nel ricreare il dinamismo di quelle da cui questo titolo si ispira largamente, ed anche con un minimo di stile proprio. Si nota come i vari Devil May Cry, i passati God of War e Dante’s Inferno abbiano avuto particolare influenza su Devil’s Hunt, specie potendo attivare la Furia – la forma demoniaca di Desmond – ma nonostante questo la storia è intrigante abbastanza da aiutare il videogioco a tirarsi fuori dall’essere paragonato a questi ultimi.
Quello che pesa molto in questo gioco è la trama, che si prende il suo spazio con prepotenza trasformando un videogioco con delle possibilità di gameplay enormi in interminabili intermezzi lineari, seppur nel tentativo di mostrare al meglio la lotta interna del nostro protagonista bloccato nel bel mezzo di un conflitto che non comprende. Tutti vogliono Desmond dalla loro parte a causa della natura indefinita del personaggio, ma il protagonista vuole stare alla larga dalle scelte – talmente alla larga da prendere coscienza di come non sia la scelta della fazione il problema, ma i membri all’interno. La crescita caratteriale davanti a cui viene messo è il fattore determinante di tutto il titolo, che ci accompagna avanti e indietro dall’inferno all’america fino a regni ancora più antichi aspettando che il protagonista si svezzi.

Intrippa, o non intrippa?
Nonostante possa sfruttare la potenza degli odierni sistemi, la grafica di Devil’s Hunt sembra un po’ datata, con modelli realistici che a volte calano di qualità od assumono quel tocco non voluto con animazioni facciali esagerate o sproporzionate. C’è da dire che tutto il resto è perfettamente nella media, sia come texture che come effetti, e c’è da calare il cappello davanti ai particolari giochi di luci e ombre sia ambientali che dei nemici, che presentano cristallizzazioni colorate sul corpo che si fanno godere.
La musica è dinamica e al suo meglio coinvolge, ma sempre cercando di restare un sottofondo piacevole da ascoltare piuttosto che accaparrarsi con violenza il centro della scena, come succedeva ad esempio in Devil May Cry. Quello che più si apprezza di questo titolo sono le voci azzeccate nei dialoghi che danno una maggiore profondità ai personaggi e al nostro Desmond, tirandolo fuori dalla possibilità di un ruolo solo da macchietta. La qualità del labiale è ottima e quella dei dialoghi superlativa, probabilmente influenzata dall’opera originale, cosa che li fa risultare risultare puliti, comprensibili e ben scritti – con vette di arguzia e cinismo molto alte, leggendo alcuni botta e risposta particolarmente azzeccati. Pur essendo localizzato in inglese, sono disponibili interfaccia e sottotitoli in italiano, inglese, tedesco, francese e spagnolo.
Parlando di rigiocabilità, Devil’s Hunt sa essere divertente e fruibile a qualsiasi tipo di giocatore anche per più di una run, ma a qualche tempo di distanza dalla prima e solo per piacere personale. Non è esattamente il tipo di gioco che si lascia rigiocare o dà motivi per farlo, non avendo altri personaggi o elementi di spicco e spingendo più sull’allungare la longevità tramite il sistema di abilità che sul ripetere il gioco dall’inizio per ottenere bonus o sbloccabili.

PRO:

⦁ Trama densa, ben scritta e spiegata
⦁ Combattimento godibile, scenico e strutturato bene
⦁ Ambientazioni e personaggi gradevoli

CONTRO:

⦁ Level Design orizzontale e verticale rappezzato coi teletrasporti
⦁ Animazioni che definire legnose è un complimento
⦁ Estremamente lineare

Versione provata: Pc
Piattaforma: Pc, Xbox One, Ps4
Pegi: 18+
Longevità: 5 ore
Sviluppatore: Layopi Games
Editore: 1C Entertainment
Distributore: Steam
Lingua: Italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo (interfaccia e sottotitoli)
Anno: 17 settembre 2019
Tipologia: Azione avventura Indie

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto finale
7
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Erika Berselli
Giocatrice di ruolo e videogiocatorice vorace. Le piace sparire dal vivo quanto fare il ladro o muoversi nello stealth. Amante degli horror (nonostante poi non ci dorma per sua stessa ammissione) e dei gdr.