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Recensione | Dead Rising 4

Il quarto capitolo della saga che ha fatto dell’uccisione di zombie una vera e propria arte va a chiudere il poker di esclusive Microsoft in questo fredo Dicembre. Anche se questa volta si tratta di un’esclusiva temporanea, dopo un discreto ReCore, un meraviglioso Forza Horizon 3 e l’ottimo Gears of War 4, Microsoft chiude l’anno in bellezza con una saga che, nel bene o nel male, è sempre riuscita a divertire. Vediamo come se la cava il ritorno di Frank West in sede di Recensione.

You try to scream…

dead-rising-4exo-parking-meter-ripjpg-19a905_1280wDead Rising ha saputo dare il suo contributo nel corso della scorsa generazione grazie al suo senso dell’umorismo e alla sua grottesca maniera di proporre un tema spesso legato all’Horror come quello degli zombie. Come spesso accade, il grande successo di un titolo si traduce in una maggiore accessibilità e, nel corso degli anni, Dead Rising ha sempre più abbracciato quel concetto di divertimento senza impegno, eliminando quelle meccaniche che lo rendevano un titolo con una direzione più Survival a favore di un action più leggero e spensierato.

Il ritorno di un personaggio come Frank West che, pur non essendo diventato propriamente “iconico” nel corso degli anni ha sempre suscitato un certo interesse, era stato visto dai fan più accaniti della saga come un tentativo di ritorno alle origini, quelle origini fatte di bossfight impegnative, linee temporali e una certa dose di tensione mischiata ad un’ironia pungente. Dead Rising 4 si propone invece sotto una luce totalmente differente, abbracciando ed amplificando i concetti che erano già stati proposti con Dead Rising 3, un titolo più libero con delle sfumature da upen-world che lasciano totale libertà al giocatore e abbassano ulteriormente l’asticella della difficoltà. Il ritorno di Frank West a Willamette non serve dunque a rievocare i vecchi ricordi, bensì non è altro che un’espediente per creare un legame con il giocatore che, oltre ad aver conosciuto Frank West nel lontano 2006, non ha mai avuto modo di uscire dal famoso Centro Commerciale. Dieci anni dopo gli eventi del primo Dead Rising, Frank West si ritrova dunque al punto di partenza e, questa volta aiutato da altri due personaggi, deve combattere ancora una volta una devastante epidemia a base di zombie cercando di scoprire l’origine scatenante di questa serie di eventi.

La premessa di Dead Rising 4 suona tutt’altro che nuova e, grazie alla classica organizzazione para-militare guidata dal governo, anche la nostra dose di nemici umani e privi di morale è servità sull’ennesimo piatto d’argento che già conosciamo molto bene. La Willamette presentata in Dead Rising 4 è una cittadina americana in pieno periodo natalizio che, durante i saldi del Black Friday ha assisito ad una delle più grandi epidemie della storia, trasformandosi in una città-zombie. Avendo a disposizione sia il centro commerciale che la città, Frank West, armato di Fotocamera ed un’arsenale impressionante di armi, dovrà far luce sul mistero di Willamette. Purtroppo la premessa poco esaltante trova conferma in uno stile narrativo noioso con personaggi privi di carattere che non creano nessun legame con il giocatore. Se è vero che Dead Rising 4 non punta sulla storia, in questo caso non lo fa neanche sui personaggi, presentano una struttura narrativa troppo debole che tradisce la natura esclusivamente splatter del titolo. Non vi innamorerete della storia di Dead Rising 4, nemmeno per un momento, i dialoghi scivolano via sul giocatore senza lasciare nessuna emozione, nessuna curiosità, nessun affetto.

Ma bando alle ciance, Dead Rising non è mai stato un titolo particolarmente votato alla narrativa e il suo scopo non è certo raccontare una storia avvincente e piena di colpi di scena, sebbene in questo caso sembri aver proprio gettato la spugna su questo frangente.

… but terror takes the sound before you make it

id5n5ygfae6xsxrkffsxIn occasione dell’uscita di Dead Rising 4, Capcom non ha voluto stravolgere quanto costruito con Dead Rising 3, lasciando che il titolo si sviluppasse come una diretta evoluzione del precedente, stessi comandi di base, stesse meccaniche, stessa filosofia. Dead Rising 4 grida a gran voce un more of the same che poteva essere evitato con un po’ di creatività. La sceltà è stata invece quella di estremizzare dei concetti già conosciuti, lasciando le meccaniche di gioco pressochè intatte. Ci ritroviamo dunque nel mezzo di una cittadina infestata dagli zombie nella quale dovremo farci strada utilizzando ogni mezzo a nostra disposizione per massacrare ogni nemico che ci si para davanti. Dalla classica mazza da baseball alla più distruttiva delle armi da fuoco, il nostro caro Frank West troverà qualsiasi tipo di oggetto nel corso della storia, sfruttando la meccanice delle armi-combo già inserita in Dead Rising 3, che ha segnato un punto decisamente a favore per la saga. Divisa in 6 “casi”, la campagna single player di Dead Rising 4 ci permetterà di visitare l’intera città in una mappa che risulta essere poco più grande di quella già vista nel capitolo precedente ma con molti più zombie da triturare. L’elemento principale di Dead Rising 4 resta però il divertimento, quel divertimento che si prova nell’uccidere zombie in ogni modo possibile in un’esplosione di violenza da splatter che rimarrà comunque intramontabile e che costituisce il più grande punto di forza del gioco, alimentato da una creatività quasi depravata nel mettere a disposizione del giocatore ogni tipo di arma, oggetto o veicolo al fine di uccidere in modi sempre più cruenti i propri nemici.
Una delle più grandi novità introdotte con Dead Rising 4 non tradice il divertimento del titolo e mette a disposizione un’exo-tuta, direttamente da Call of Duty Advanced Warfare. Questa trasformazione, seppur temporanea, ci permetterà di causare distruzione su una scala totalmente differente, dando la possibilità di interagire con elementi dell’ambiente come cassette della posta, segnali stradali e una serie di oggetti troppo pesanti da sollevare senza un adeguato aiuto. Una novità troppo debole per rialzare le sorti di un titolo che ha finito per ripetersi anche troppe volte. Ad accompagnarci durante la nostra avventura troveremo una serie di veicoli, anch’essi combinabili al fine di creare veri e propri mezzi di distruzione che ci permetteranno di spostarci in modo leggeremente più rapido per il mondo di gioco asfaltando ogni zombie sulla nsotra strada, una meccanica ancora una volta ripetiuta da Dead Rising 3 che però introduce diverse tipologie di veicoli totalmente nuove ma che non stravolge un concetto già esplorato.

Ad accompagnare un excursus di elementi già visti e altri completamente riciclati, vi è anche l’assenza di Bossfight minimamente impegnative che annullano totalmente il livello di difficoltà del gioco. Basta arrivare bene armati all’incontro con un boss per farlo a pezzi senza problemi.
Uno degli elementi di gioco più apprezzati in Dead Rising come la presenza di Boss secondari, meglio definiti come “Psicopatici”, tramonta quasi totalmente in Dead Rising 4. Gli psicopatici vengono infatti declassati da boss pieni di enfasi e pahos, deviati mentalmente nei modi più assurdi, a nemici secondari da abbattere senza problemi. Anche in questo capitolo saranno presenti i superstiti da salvare occasionalmente, essi daranno accesso e potenzieranno i vari rifugi presenti in ogni zona della mappa, a patto che vengano prima liberati. I rifugi sono un luogo sicuro nel quale fare riformimento ed acquistare beni di prima necessità come cibo e armi, ma ci si può dilettare anche nell’acqusito di veicoli e mappe utili alla scoperta di collezionabili e progetti per nuove armi. La longevità del titolo si assesta sulle 8 ore se scegliete di completare la missione principale senza fermarvi ma si estende notevolmente grazie all’enorme mole di oggetti collezionabili, missioni secondarie ed eventi casuali.

You start to freeze…

dead-rising-4-leak.jpg.optimalAd accompagnare una campagna single player priva di guizzi qualitativi vi è la modalità multigiocatore. Questa va a sostituire totalmente la tanto amata co-op presente nei capitoli precedenti e introduce al suo posto la creazione di un nuovo, ed anonimo, personaggio da livellare con gli amici o con compagni casuali. L’esperienza multigiocatore di Dead Rising 4 si può definire una delle più piatte e noiose degli ultimi anni e non offre assolutamente nessuno spunto. Si tratta infatti di una sequela di missioni casuali e prive di senso da svolgere in compagnia dentro il centro commerciale. Divisa in quattro episodi differenti, ognuno di essi sbloccabile dopo aver completato un determinato numero di missioni e non è in alcun modo legato ai precedenti. Vengono mantenuti i progetti per le armi trovati nel single player ma viene azzerato il livello del giocatore, ripartendo da capo in un’esperienza di gioco non proprio esaltante che raramente risulterà divertente se non con estrema positività e ottimismo. Una caduta di stile non indifferente se pensiamo alla componente cooperativa che ha caratterizzato i capitoli precedenti della saga in favore di una modalità così vuota e priva di mordente. Il matchmaking ne è l’ennesima conferma e il tempo di attesa per entrare in partita tradisce quel poco entusiasmo che la comunità sembra aver dimostrato nei confronti di questa modalità. La componente multigiocatore di Dead Rising 4 torna dunque a costituire il ruolo di contorno laddove la modalità cooperativa aveva creato una solida base per un’esperienza divertente e stimolante, andando a segnare un deciso passo indietro per una saga che non sembra essere intenzionata ad andare avanti. Quello che più colpisce nel comparto multigiocatore di Dead Rising 4 è la noia che prende il sopravvento dopo i primi minuti di gioco e, una volta resi conto che le missioni assegnate non hanno alcun legame tra loro ma vengono proposte in modo totalmente casuale, il passo da li alla chiusura di questa modalità è molto, molto breve. Non avremmo giudicato in modo così duro una modalità sperimentale se questa non avesse sostituto una componente fondamentale del titolo ma la scelta di eliminare totalmente la modalità cooperativa fa gravare sulle gracili spalle di questa nuova modalità tutta l’esperienza multigiocatore del titolo e non supera assolutamente anche le più basse delle aspettative.

…as horror looks you right between the eyes

dead-rising-4-the-hordePassando ad un punto di vista più tecnico, Dead Rising 4 non fa miracoli ma mette sul piatto un numero molto consistente di nemici a schermo. La quantità di zombie presente in Dead Rising 4 è impressionante e sicuramente ha il suo impatto sulle carenze in termini di resa grafica che comunque non si mantengono al di sotto degli standard ma offrono un’esperienza di gioco piacevole seppur con qualche calo di frame di troppo che intacca la versione Xbox One. La direzione artistica del titolo va sicuramente apprezzata in quanto ogni elemento del gioco rispecchia totalmente il clima festivo, quasi grottesco nel quale il giocatore viene catapultato e fa si che ogni oggetto, decorazione o elemento abbia un suo fine. Una cura del dettaglio molto curiosa in uno scenario di devastazione e caos che riesce a strappare più di un sorriso. Forse si poteva fare di più in termini di resa grafica ma non è un problema evidente e sicuramente non va ad intaccare un’esperienza di gioco in fondo divertente che prende tutto alla leggera, spesso anche troppo. In conclusione, un doppiaggio discreto ma non proprio ottimo accompagna una colonna sonora a tema natalizio che va a rimarcare il contrastro tra gioia festiva e morte e distruzione che caratterizzano il titolo. Dead Rising 4 non è assolutamente un titolo che rinnova la saga e si propone come un titolo semplicemente divertente senza pretese, un peccato, visto e considerato il nome che porta. I numerosi problemi e le lacune del titolo lo rendono trascurabile sotto tantissimi punti di vista senza però venir meno all’elemento più importante che costituisce l’intera produzione, il divertimento. Sebbene si tratti di un divertimento che dura relativamente poco e che, presto o tardi sfoci nella noia , Dead Rising 4 riesce ancora a divertire ma la totale assenza di innovazione lascia pensare e mette in una luce tutt’altro che buona le sorti di una saga che ha saputo fare la storia negli anni passati.

PRO:

  • Divertente e spensierato
  • Arsenale sempre più vasto e distruttivo
  • Frank West fa sempre la sua figura

CONTRO:

  • Componente multigiocatore da dimenticare
  • Livello di sfida praticamente assente
  • Trama senza mordente
  • Personaggi poco caratterizzati
  • Longevità mediocre
  • Assenza di innovazione

Versione: Xbox One
Voto: 6.5/10