E’ difficile, così difficile non farsi affascinare dalla storia di molte nazioni, specialmente quando si parla dell’Inghilterra che ha vissuto tra miti, leggende e terribili mostri partoriti dall’età vittoriana. Da Merlino e Morgana e le saghe arturiane attraverso periodi di guerre, astio, e l’età vittoriana che di nomi famosi ne ha molti, ma uno in particolare usato ancora nelle storie per spaventare i bambini: Jack lo Squartatore. Un po’ come the Council, che prendeva sopratutto per la narrazione e l’ambientazione prettamente storica, anche Dance of Death: Du Lac & Fey cerca di partire da questo presupposto, solo riportando in quell’epoca oscura di scoperte e magnificenza anche due eroi intramontabili del passato.

Le vicende arturiane riviste nella Londra vittoriana

La Londra del 1888 è brutta, squallida, grossa – il primo prototipo di città metropolitana con tutti i suoi problemi e un tasso di criminalità spaventoso. I bambini vengono abbandonati al loro destino per pochi spiccioli, le ragazze muoiono ancora di parto, gli operai costruiscono ammorbati dalle polveri del carbone e in tutto questo, Jack lo Squartatore attraversa le strade con la sua strana ferocia omicida, falciando prostitute senza che le autorità possano far nulla. I cittadini di Whitechapel hanno oramai dimenticato l’epoca remota in cui la loro terra era lontana e dispersa nella nebbia, e le favole di un Re giusto e delle sue gesta. Loro, però, esistono ancora: Lancillotto Du Lac è l’immortale protagonista dell’avventura, accompagnato da Fey (Le Fay, ad essere precisi, il chè dovrebbe far intendere qualcosa…), un cane parlante decisamente ironico e dalla parlantina facile, in possesso di abilità magiche che gli permettano di parlare con gli animali e non solo. A fare da coprotagonista Mary Jane Kelly, una ragazza apparentemente braccata dal serial killer più famoso della storia, con cui esploreremo gli anfratti più remoti di Londra e assieme a cui interagiremo con gli altri personaggi che la animano di giorno e di notte.

Stili diversi e affascinanti

Dance of Death: Du Lac & Fey è un’avventura grafica punta e clicca che richiede solo il mouse per essere goduto appieno. Con un click è possibile spostare i personaggi in uso nella scena, fargli analizzare oggetti, accedere all’inventario o cambiare personaggio tra i tre disponibili, opzione che ci consente di analizzare le scene e la storia da tre punti di vista differenti, ognuno con le sue caratteristiche, pregi, difetti e demoni da affrontare. Durante il gioco ci saranno anche brevi scene d’azione in cui combattere o compiere dei blandi Quick Time Events, premendo il tasto sinistro del mouse in un preciso momento indicato a schermo.

In Dance of Death: Du Lac & Fey hanno un compito importante anche i personaggi terziari le cui voci non a caso appartengono ad attori di un certo livello. Con la loro interpretazione, che è quello che rende il gioco godibilissimo sotto il punto di vista della trama, colorano e rendono ogni emozione in una Londra oscura e depravata, dandoci anche concreti aiuti nello sviluppare gli indizi. Ognuno di loro è ben scelto nel contesto, nel ruolo e nei dettagli, che vanno dai vestiti agli accenti, al modo di parlare più o meno elegante.

Un piccolo balzo indietro, ma un grande scatto in avanti

Dance of Death: Du Lac & Fey non ha particolari problemi tecnici, e quanto a requisiti sembra funzionare bene anche su computer non proprio recentissimi. Purtroppo, a favore di una bella storia, il budget a disposizione deve aver penalizzato il team nella realizzazione dei modelli poligonali. La grafica cartoonesca viene incontro a questi problemi, ma i personaggi a volte si muovono male e con dubbie animazioni, c’è la costante della compenetrazione tra oggetti e alle volte anche i controlli non rispondono in maniera efficiente, rendendo il movimento per lo scenario goffo, mandando i nostri personaggi da tutt’altra parte rispetto a dove vorremmo o bloccandoli contro persone, casse e varia oggettistica.

Comunque, in generale, la grafica di Dance of Death è gradevole, con uno stile di disegno originale ed esteticamente inattaccabile: gli sfondi sono meravigliosi, vividi di colori e luci, le case e gli altri scenari 3D all’interno della zona di gioco ricchi di dettagli – tutte cose che ricordano molto il lavoro della Telltale con The Walking Dead, ma senza i tratti fumettosi che dipingevano i protagonisti. Una scelta originale quella di contrapporre a tematiche pesantissime una grafica così leggera.

Il comparto sonoro è composto da musiche che ci accompagneranno per tutta l’avventura, senza spiccare troppo ma anche senza distrarre dalla storia o invadere momenti di scelte nel gioco. Il doppiaggio dei personaggi è invece inarrivabile, eseguito da esperti che hanno una lunga lista di esperienze come attori in serie tv e videogiochi e che donano una credibilità unica ai protagonisti e ai comprimari, con dialoghi molto articolari.

Il linguaggio è forte così come le tematiche trattate in modo adulto e perentorio, con scene cruente, a volte disgustose o inquietanti ma tipiche dell’età vittoriana e davvero tanto razzismo e omofobia tipici di quel secolo. Piccolo difetto è il bilanciamento dell’audio rispetto ai suoni ambientali che a volte impediscono di comprendere appieno le conversazioni e costringono a leggere i sottotitoli, sempre in inglese.

A parte questo, il gioco non ha longevità di per sè, ma prosegue lineare nel tempo nonostante ci possano essere risposte diverse ai nostri imput di dialogo. C’è da dire che una trama così godibile sicuramente verrà ri-giocata dagli appassionati del genere per approfondire meglio alcune questioni, ma in sostanza il gioco non ha percorsi alternativi e non riesce a impressionare abbastanza da renderlo un titolo rigiocabile nel tempo.

Dance of Death: Du Lac & Fey è completamente in inglese, fortunatamente sottotitolato. Questo però non aiuta il gioco che usa termini arcaici e complicati, che potrebbero scoraggiare chi mastica molto poco l’inglese. Inoltre senza una buona conoscenza della lingua la trama risulta complicata da seguire, cosa che ne penalizza tantissimo le buone qualità e la storia, fatta in maniera magistrale.

PRO:

  • Bellissima storia, adulta
  • Personaggi credibili e convincenti
  • Doppiaggio meraviglioso
  • Grafica varigata

CONTRO:

  • Mancanza totale di sottotitoli localizzati
  • Controlli difettosi

Versione disponibile: Pc

Versione provata: Pc (Steam)

Piattaforma: Pc

Pegi: 18+

Longevità: 20 ore

Sviluppatore: Salix Games Ltd, Tea Clipper Games Ltd

Editore: Salix Games Ltd

Distributore: Steam

Lingua: inglese

Anno: 5 aprile 2019

Tipologia: Avventura, Casual, Indie

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