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Recensione | Bokida: Heartfelt Reunion

Raramente sono diretto nelle introduzione, ma il caso stavolta richiedeva il contrario. Bokida mi ha colpito come gioco, ricordandomi per certi versi titoli del calibro di Portal, The Talos Principles e The Witness. Un puzzle game open world molto simile a quelli citati, ma che prova ad assumere una propria identità attraverso scelte di colore e game design molto particolari, soprattutto se pensiamo che sono state sviluppate da uno studio di giovani studenti francesi. Ma cos’è precisamente Bokida? Un viaggio, una favola moderna da sapore mediorientale.

Il Tao di tutte le cose

In Bokida impersonerete un Messaggero, un’entità non meglio definita che dovrà far incontrare le due essenze del Taoismo, per ricongiungersi e dare varietà al mondo. Per raggiungere il proprio obiettivo, il messaggero dovrà viaggiare in lungo ed in largo per un mondo dominato dal bianco e dal nero e risolvere tutta una serie di puzzle ambientali, che inizieranno a riportare i colori nel mondo. Bokida non è un titolo dalla narrazione lineare, ma rimane piuttosto criptico per tutta la sua durata, lasciando ad alcune tavole impresse nella pietra e a dei globi neri sparsi per il mondo il compito di raccontare al giocatore cosa sta effettivamente succedendo, e che direzione ha preso il mondo. La vastità del mondo di gioco, con le sue distese inziali dominate dal bianco rimandano ad un’idea di purezza e tranquillità che immediatamente si colora appena interviene il messaggero con le sue azioni, che inevitabilmente creano caos, colorando di fatto il mondo e rendendolo più bello. Bokida è un viaggio, un’esperienza che vi porterà in lungo e in largo per il mondo di gioco, esplorando templi dalle dimensioni improponibili, ponti in rovina sospesi su candide vallate e luoghi misteriosi e affascinanti, ricchi di misteri ma anche di enigmi da risolvere. Il mondo di gioco si dipana sotto gli occhi del giocatore, che nella sua semplicità riesce ad essere incredibilmente emozionate e intrigante. Il paragone con Journey arriva immediatamente, così come quello con The Witness, e non ci sentiamo assolutamente di sopravvalutare il gioco con queste affermazioni.

Il figlio del vento

Il gameplay di Bokida ruota tutto intorno all’interazione con l’ambiente attraverso quattro strumenti ben distinti a disposizione del messaggero: Crea, Taglia, Spingi e Pulisci. In sostanza, la creazione farà nascere dal terreno dei cubi colorati che potranno essere incastrati a piacimento, creando di fatto dei muri, o delle colonne. Taglia modellerà questi cubi, come se aveste in vostro possesso una gigantesca lama di vento, permettendovi così di ricavare porte dei muri di cubi creati o dargli tagli particolari per risolvere gli enigmi che il gioco vi proporrà; la funzione spingi vi garantirà il potere di spazzare via i cubi tagliati, mentre Pulisci creerà una sfera che eliminerà tutto ciò che avrete creato. L’interazione tra questi quattro poteri è tutto quello di cui avrete bisogno per esplorare e arrivare alla fine di Bokida, ma nel gioco sono stati inseriti comunque una serie di poteri aggiuntivi che vi renderanno di certo la vita più facile, come una sorta di Focus e la possibilità di cambiare verso alla gravità. Quello che però abbiamo apprezzato più di tutti è il volo: il messaggero potrà saltare molto in alto, planare lungo gli splendidi paesaggi del mondo di gioco e utilizzare i blocchi creati come “magnete” per gli spostamenti, rendendovi di fatto in grado di volare.

Caos e complessità

Bokida vi lascia sfruttare al massimo questo sistema esplorativo, dato che il mondo a vostra disposizione è stato concepito appositamente per essere esplorato in lungo e in largo, ma potreste comunque voler concentrarvi esclusivamente sugli enigmi. In questo caso la longevità del gioco sarà a malapena sufficiente, visto che basteranno un paio d’ore per portarli tutti a termine, una volta capito cosa fare. C’è infatti da considerare che i puzzle ambientali sono abbastanza impegnativi e agli occhi di un utente poco esperto, l’esperienza può risultare confusionaria, a tratti anche frustrante, soprattutto perché non è mai chiaro cosa bisogna effettivamente fare per risolvere gli enigmi. Se invece la sia approccia per quello che realmente è, un viaggio dai fini risvolti filosofici e all’insegna della pacatezza visiva e mentale, Bokida è un’avventura degna di essere vissuta. A colmare il tutto abbiamo una colonna sonora davvero coinvolgente, che vi cullerà per tutta la durata del gioco facendovi trascorre le ore come i minuti. Non parleremo del comparto tecnico di Bokida, visto che è un’esperienza minimalista sotto ogni aspetto, ma ci teniamo ancora una volta a sottolineare l’eccellenza della sua componente artistica, che ci riporta nuovamente a considerare gli indie games come una vera e propria fucina d’arte.

PRO:

  • Artisticamente molto ispirato
  • Stile minimalista che funziona
  • Colonna sonora eccellente

CONTRO:

  • Enigmi poco chiari a volte
  • Longevità scarsa se non si esplora
  • Esperienza estremamente settoriale

Versione testa: PC