Anime rivelazione di questi ultimi anni, Attack on Titan, tratto dal manga ideato da Hajime Isayama, è terreno fertilissimo per tutti i tipi di media, videogioco compreso. Il mondo creato da Isayama è un universo fantasy post apocalittico che porta con sé dei misteri inspiegabili, mischiati ad un’azione adrenalinica ed originale, tanto da venire apprezzata anche da chi, di anime, non ha mai considerato granché. Con queste premesse, era ovviamente questione di pochissimo tempo prima che qualcuno si decidesse a sviluppare un titolo del genere, e quel qualcuno è diventato il team Omega Force di Koei Tecmo, i creatori di Dinasty Warriors, il musou per eccellenza. Saranno stati in grado di tenere fede all’anime? Continuare a leggere per scoprirlo, ma vi anticipiamo una cosa, Attack on Titan: Wings of Freedom lo abbiamo letteralmente divorato.

L’umiliazione di vivere come uccelli in gabbia

Attack-on-Titan-Koei-Tecmo_2016_01-15-16_029Prima di iniziare a parlare del gioco, è d’obbligo introdurre l’ambientazione di Attack on Titan, vero punto di forza di tutto il titolo. In un contesto medievale/steampunk, l’umanità si è ritrovata ad affrontare la minaccia dei Titani, delle creature umanoidi alte svariati metri, affamati di carne umana. Incapaci di combattere una minaccia tanto grande, gli uomini si sono rifugiati dentro il proprio territorio, costruendo 3 cinta murarie altissime per difendersi dagli attacchi dei titani, i muri Maria, Rose e Sina. L’importanza dei cittadini è stabilita in base al distretto in cui vivono, con le classi sociali più basse stabilite all’interno del muro Maria, il più esterno, mentre la nobiltà e il re vivono nel muro Sina, il più interno. Per combattere i Titani, sono stati inventati dei dispositivi di manovra tridimensionale, un equipaggiamento particolare alimentato a gas che permette di sollevarsi dal suolo e viaggiare in qualsiasi direzione grazie a delle corde sparate dai fianchi dei soldati. Questo perché l’unico modo per uccidere un Titano è infliggergli un colpo netto alla base della nuca, loro punto debole, altrimenti si rigenereranno dopo poco tempo. E’ in questo contesto che iniziano le vicende di Eren Jager, protagonista della serie, Mikasa Hackermann, sua sorella adottiva, e i loro compagni d’arme, tra cui Armin e il leggendario tenente Levi. La storia di Attack on Titan viene narrata attraverso le eccezionali cutscene del gioco e tramite le schermate di caricamento, in cui si potranno acquisire nozioni sugli aspetti fondamentali dell’ambientazione. La narrazione è talmente fluida e fedele all’anime che i fan della serie ne rimarranno deliziati, mentre chi non ha mai sentito parlare di Titani o scantinati, riuscirà tranquillamente a godersi il tutto, a patto di assimilare le nozioni necessarie. La modalità storia copre tutta la prima stagione dell’anime, dividendo la narrazione in capitoli, intervallati da cutscenes e filmati in CGI.

Se perdi, morirai. Se vinci, vivrai. Se non combatti, non potrai vincere.

attack_on_titan_screenshot_11Non staremo qui a parlare di Koei Tecmo se questo non fosse un gioco action simil musou, frenetico e adrenalinico come solo loro sanno fare; ed in effetti Attack on Titan: Wings of Freedom è proprio questo, un concentrato di azione e frenesia che vi terrà letteralmente incollati al pad. La modalità singolo giocatore di cui la storia è la componente principale vi farà utilizzare tutti i personaggi più importanti della serie, con alcune interessanti variazioni di gameplay, come Eren in forma Titanica ad esempio, con un ritmo talmente alto che non corre mai il rischio di annoiarvi, soprattutto grazie all’eccezionale sistema di gioco messo in piedi dagli Omega Force. Proprio questo è il vero punto di forza di Attack on Titan: Wings of Freedom, una riproduzione fedelissima del sistema d’attacco e di movimento presente nell’anime. Grazie infatti al dispositivo di movimento tridimensionale, i personaggi possono aggrapparsi agli edifici e alle pareti viaggiando in ogni direzione, sfruttando anche un boost alla velocità in grado di fornire una discreta accelerata ai vostri movimenti. Il sistema di navigazione è riprodotto in maniera eccellente, e da proprio la sensazione di velocità e libertà del dispositivo, con una resa che non si vedeva da Spiderman 2. Una volta individuato il nemico, si potrà entrare in modalità combattimento, in cui verranno mostrati i punti deboli di ogni gigante. A seconda della loro stazza, i Titani andranno prima indeboliti e poi si potrà sferrare loro il colpo finale alla nuca, in modo da ucciderli definitivamente. Una volta agganciato il bersaglio, si può scegliere quale punto del nemico colpire e poi arpionarlo con il dispositivo di spostamento. Raggiunto l’angolo d’attacco ottimale, si potrà sferrare il colpo, potenziandolo anche con l’accelerazione del dispositivo, che nella maggior parte dei casi ucciderà sul colpo il Titano nemico. E così si procede di Titano in Titano, affinando la propria tecnica e superando una lunga serie di missioni, che in perfetto stile musou vi porteranno all’interno di aree molto grandi, perfettamente dettagliate e piene zeppe di nemici. Il punto debole del genere è però da sempre la ripetitività, e purtroppo anche Attack on Titan: Wings of Freedom non fa eccezione. Nonostante la varietà d’ambientazioni e di giocabilità, le missioni saranno sempre simili tra loro, facendovi eliminare un discreto numero di Titani da un’area ben precisa o scortare e difendere un obiettivo sensibile. Durante le missioni principali potranno sopraggiungere degli obiettivi secondari che spezzano un po’ il ritmo, ma anche qui gli incarichi sono sempre tutti uguali tra loro, con la necessità di dover salvare in continuazione diversi commilitoni.

La disciplina migliore è il dolore

attack_on_titan_screenshot_6.jpgUna grande possibilità è quella di poter giocare con molti personaggi della serie, con abilità speciali diverse tra loro. Eren ad esempio potrà trasformarsi in Titano, Mikasa invece, da eccezionale guerriera qual è, potrà sferrare più attacchi consecutivi contro un nemico; Armin invece potrà sfruttare le sue doti strategiche coordinando gli attacchi degli alleati e indirizzandoli verso un punto specifico, uccidendo i propri nemici senza praticamente sferrare un colpo. Ogni personaggio al termine della missione riceverà dei punti esperienza in base alla valutazione finale, che potranno essere spesi per aumentare di livello, sia del personaggio (di modo da sbloccare nuove abilità) sia di reggimento, che sbloccherà così nuovi equipaggiamenti e materiali. Proprio questi ultimi danno un tocco di GDR al gioco, con la possibilità di acquistare armi ed equipaggiamenti migliori man mano che si procederà nella storia e tramite l’utilizzo di materiali rari, craftare veri e propri oggetti leggendari. Altra meccanica molto interessante è la gestione dei rifornimenti: le spade e il gas mana mano che verranno usate si consumeranno, e dovranno essere reintegrati durante le missioni per non rimanere inermi in balia dei Titani. Così bisognerà sempre tenere d’occhio i vari indicatori e localizzare sulla mappa le scorte lasciate dagli alleati sconfitti o i soldati che potranno rifornivi. Buona anche la possibilità di arruolare alcuni commilitoni nella propria squadra divisi per grado d’abilità e di impartirgli semplici ordini. Per quanto riguarda i Titani, ne saranno presenti di diversi tipi, da quelli più comuni e facili da sconfiggere, a quelli Anormali, che seguiranno dei pattern particolari, fino a quelli Speciali, come il Corazzato, che saranno dei veri e propri boss.

Questo mondo è crudele e spietato, ma anche bellissimo

attack_on_titan_screenshot_7Oltre alla modalità storia, si potrà giocare anche in due ulteriori modalità: Sopravvivenza e Spedizione. La prima è la classica battaglia oneshot a difficoltà crescente che vi permetterà di ottenere nuovi materiali ed equipaggiamenti con il personaggio che sceglierete di utilizzare. La modalità Spedizione invece vi farà affrontare una serie di missioni in sequenza, incrementando notevolmente l’esperienza ricevuta e il loot. In questa modalità saranno presenti anche alcuni NPC famosi che vi consegneranno missioni specifiche, ricompensandovi con filmati ed altre chicche particolari che faranno la gioia dei fan. Eccellente anche la modalità multiplayer, che in Spedizione vi farà affrontare le missioni in compagnia dei vostri amici.

Per quanto riguarda il comparto tecnico, Attack on Titan: Wings of Freedom si avvale di un cel shading spettacolare, che supera a nostro parere la qualità dell’anime e del manga. Peccato per l’espressività dei personaggi, davvero sotto le suole, e per il più grande difetto del gioco, ovvero la gestione della telecamera. Nelle fasi più concitate infatti, la telecamera tende a bloccarsi sul personaggio, impedendovi di fatto di capire cosa stia effettivamente succedendo. Il più delle volte il tutto si risolve con una fuga rocambolesca, ma rimanere a combattere tra tre titani nei vicoli cittadini equivale ad un caos totale, sia nel gioco che nella vostra testa. Se a questo ci aggiungiamo delle compenetrazioni poligonali davvero evidenti, allora le magagne tecniche diventano un problema non da poco. Di contro, l’eccezionale colonna sonora e i 60 frame per secondo rendono comunque l’esperienza spettacolare, così come i doppiaggi originali in giapponese, sempre espressivi (forse troppo) e pieni d’intensità, con ovviamente sottotitoli in inglese.

PRO:

  • Fedelissimo all’anime
  • Gameplay originale e divertentissimo
  • Tante modalità da giocare
  • Buona resa grafica

CONTRO:

  • Telecamera ballerina
  • Compenetrazioni poligonali evidenti
  • Una leggera ripetitività di fondo

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RASSEGNA PANORAMICA
VOTO FINALE
8
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Renato Passalacqua
Apparso nella redazione di Game-eXperience come Terminator e con un' unica missione, ovvero la recensione perfetta. É come una macchina inarrestabile, non teme nessun gioco. Qualsiasi sia la piattaforma, da quella Next Gen alla Retró, lui é sempre li pronto come un giudice di X-Factor per dare la sua ardua sentenza. È talmente immerso nel suo lavoro che potrebbe dare un voto anche alla vostra prestazione sessuale.