Come un fulmine a ciel sereno, Respawn Entertainment piomba sul mercato dei Battle Royale con Apex Legends, un titolo free-to-play ispirato a Titanfall che minaccia di scuotere le fondamenta di un mercato già costellato di grandi nomi. Ci siamo dunque lanciati alla scoperta delle sue meccaniche, analizzandone ogni aspetto al fine di valutarne le potenzialità.

Non chiamatemi Titanfall

Nonostante l’evidente richiamo alla serie che ha consacrato lo studio di Vince Zampella come uno dei più promettenti nell’industria dei videogiochi. Chiariamoci, non che Respawn Entertainment sia composta dai primi arrivati, stiamo comunque parlando di personalità che hanno letteralmente scritto la storia degli FPS da più di dieci anni a questa parte eppure, dopo l’ottimo ma poco valorizzato Titanfall 2, il destino di Respawn Entertainment era incerto, sospeso tra un possibile Titanfall 3 e l’ombra di una chiusura definitiva da parte di EA.
A conti fatti, Electronic Arts, in assenza della modalità Battle Royale per Battlefield V, non si era ancora lanciata su uno dei generi più redditizi degli ultimi tempi. Il successo fuori scala di Fortnite e PUBG ma anche della modalità Blackout di Call of Duty Black Ops 4 avranno sicuramente spinto Electronic Arts e Respawn Entertainment verso la strada del Battle Royale e quale modo migliore di lanciarsi in un genere così popolato se non riportare in auge le ottime meccaniche di Titanfall?

L’annuncio di Apex Legends ha decisamente colto tutti di sorpresa e, nonostante il leak circolato in rete a poche ore dall’annuncio ufficiale, il titolo di Respawn Entertainment ha avuto una risonanza davvero incredibile grazie anche al supporto degli streamer più popolari di Twitch, raggiungendo cifre da capogiro in men che non si dica. Uno dei più grandi errori che si possano fare durante il primo approccio ad Apex Legends è quello di cercare all’interno del titolo l’eco di Titanfall. Nonostante gli evidenti riferimenti infatti, Apex Legends è un titolo dalla fortissima identità che non adotta tutte le meccaniche di Titanfall ma ne sfrutta l’ottimo gunplay per mettere in campo un concetto ben più strutturato di Battle Royale, scostandosi in modo netto dalla concorrenza e ritagliandosi il suo posto all’interno dell’olimpo dei Battle Royale senza pestare i piedi a Fortnite o PUBG. Quello proposto da Respawn Entertainment è infatti un modello di Battle Royale che raccoglie al suo interno diverse meccaniche provenienti dai classici sparatutto e dagli hero shooter. L’obiettivo chiave è sempre quello, restare gli ultimi in piedi alla fine della partita, il modo per arrivare a tale risultato però è decisamente diverso da quanto vi potreste aspettare. Ad accompagnarci nelle nostre corse alla sopravvivenza troveremo infatti un totale di otto eroi, ognuno di essi con abilità uniche e tratti differenti, delineando un profilo più ruolistico che non sfocia mai in meccaniche di gioco poco equilibrate ma riesce incredibilmente a bilanciare ancor di più un gameplay molto solido e sicuramente divertente.

Primus inter pares

Analizziamo dunque i campioni disponibili al momento del lancio su Apex Legends. A differenza degli hero-shooter che siamo abituati a conoscere, la scelta del personaggio non andrà ad influenzare i punti vita e l’armatura ma andranno a diversificarsi grazie a tre diverse abilità, tutte legate alla lore stessa del personaggio. Un’abilità passiva, attiva permanentemente, un’abilità tattica da attivare per ogni evenienza ed una ultimate capace di tirar fuori la vera essenza del nostro personaggio. Sebbene l’utilizzo di queste abilità possa sbilanciare gli equilibri del gioco, la saggia mano di Respawn Entertainment ha fatto in modo che la sinergia tra i personaggi e le relative ultimate non vada mai a costituire una vera e propria sentenza senza diritto di replica, agevolando sicuramente il giocatore che le utilizza senza però decretare la morte certa dell’avversario. Nel roster, al momento composto da otto personaggi, possiamo identificare con un po’ di fantasia, alcuni ruoli molto conosciuti dai giocatori seriali di hero-shooter o di MMO. Tra abilità difensive, offensive e curative troviamo infatti diversi tratti distintivi di quelli che sono Tank, support e dps, facendo particolare attenzione su quest’ultimo e dividendolo in ulteriori sotto-gruppi quali trickster e dps puro. Le abilità dei personaggi in Apex Legends avranno sempre un ruolo secondario e non abbiamo riscontrato difficoltà nel giocare con le composizioni più svariate ma sfruttando adeguatamente il potenziale offerto dal nostro campione potremo determinare sicuramente l’esito di una partita.

I campioni che andremo ad impersonare saranno dunque otto, sei dei quali disponibili subito e altri due da sbloccare utilizzando le monete da acquistare nello store oppure i crediti di gioco. Vediamoli dunque nel dettaglio:

Bangalore è il classico DPS-Tattico munito di fumogeni ed artiglieria, Bloodhound è un feroce cacciatore, capace di individuare le prede e di seguirne le tracce. Caustic è un classico trapper che utilizza il veleno per stordire i propri nemici. Gibraltar è un simil-tank armato di scudi ed un attacco finale che lancia un devastante colpo di mortaio su una zona designata. Lifeline è il support per eccellenza, l’unico campione capace di curare i compagni, di rilasciare uno scudo durante le rianimazioni e di richiamare una capsula contenente equipaggiamento difensivo come scudi e cure. Mirage è il trickster per eccellenza che, insieme a Wraith, utilizza illusioni ed alta mobilità per muoversi sul campo di battaglia. Infine abbiamo Pathfinder, un androide come quelli già visti su Titanfall che assume il ruolo di cecchino e che utilizza il proprio rampino per raggiungere posizioni elevate.

 Dal punto di vista del gunplay puro, Apex Legends non ha nulla da invidiare ai suoi competitor, quello di Titanfall è infatti un gunplay solido e decisamente equilibrato, sicuramente uno dei migliori degli ultimi anni e che riesce a coadiuvare velocità e precisione traducendo l’esperienza di gioco in azione pura che non dimentica l’essenziale e strategica utilità del posizionamento. Ad arricchire ulteriormente l’offerta di Apex Legends troviamo delle meccaniche pensate a velocizzare e diversificare l’esperienza della classica Battle Royale, uno dei concetti cardine di questa modalità è sicuramente quello della morte permanente, Apex Legends non vuole stravolgere questo paradigma ma piega le regole al fine di offrire qualcosa di diverso e stimolante. In Apex Legends è infatti possibile riportare in vita i propri compagni di squadra anche dopo che questi sono stati abbattuti ed uccisi, raccogliendo le loro piastrine, con la dovuta cautela, è possibile andare in punti specifici della mappa per richiamare i nostri compagni, impresa sicuramente non facile data l’estrema esposizione in cui ci troveremo durante il processo ma che riesce a ridare linfa vitale a quelle partite cominciate male. I nostri compagni torneranno in gioco senza equipaggiamento e durante le fasi più avanzate della partita non sarà sicuramente facile portarsi al passo con gli avversari in termini di loot, ancora una volta Respawn Entertainment si consacra come maestra dell’equilibrio, proponendo una meccanica decisamente insolita per un Battle Royale ma che non stravolge le dinamiche e gli equilibri del gioco.

Il mio tessoro!

Le dinamiche di una partita tipo di Apex Legends non differiscono in modo particolare da quelle già presenti nei Battle Royale più blasonati, anche in questo caso però, Respawn ha voluto dare la sua impronta. Sarà il Jumpmaster a decidere il punto in cui lanciarsi dall’aereo che sorvola la mappa, sebbene questa meccanica può essere facilmente aggirata scegliendo di distaccarsi dal proprio gruppo. Un lancio di gruppo che va a scongiurare gli equivoci che rischiano di far finire una partita ancor prima di cominciarla ma che lascia comunque ad ogni membro della squadra la possibilità di esprimere una preferenza grazie ad un sistema di “pin” tattici che sopperisce benissimo ad un’eventuale assenza di microfono da parte dei nostri compagni. In Apex Legends è infatti possibile effettuare le comunicazioni più basilari utilizzando un sistema di alert molto ingegnoso che diversifica il significato del nostro messaggio in base all’oggetto o alla zona che stiamo segnalando, in questo modo possiamo avvertire i nostri compagni di aver trovato un’arma o un’armatura che può tornare utile a qualcuno o, nelle situazioni di pericolo, a segnalare la possibile presenza di avversari. All’inizio di ogni partita si può scegliere di scendere in qualsiasi punto della mappa, facendo particolare attenzione alle “zone calde” che offrono un loot migliore ma che attraggono più giocatori. Una delle critiche che possiamo muovere ad Apex Legends è forse legata alla mappa, sicuramente ben strutturata ma in qualche caso può rischiare di rivelarsi anonima. La mappa di Apex Legends offre tantissimi livelli e spinge il giocatore a mettere in atto tutta la mobilità del titolo. I giocatori di Titanfall sentiranno sicuramente la mancanza del doppio salto, del wall-run e dei Titan ma, come accennato nelle prime righe, Apex Legends è un titolo che esprime la sua identità discostandosi da Titanfall, mettendo al primo posto il bilanciamento e le dinamiche da battle royale dove la presenza dei Titan avrebbe costituito un elemento decisamente difficile da bilanciare. Immaginate di trovarvi nell’ultima zona contro un robottone enorme senza possibilità di replica e capirete rapidamente il motivo per cui i tanto amati Titan non sono stati inclusi. Uno degli elementi chiave di Titanfall che fa la sua comparsa anche su Apex Legends è invece l’arsenale, uno dei più bilanciati di sempre. Troveremo infatti l’affidabile carabina, il letale Hemlock, il Kraber e tantissime altre armi, alcune di esse completamente inedite che vanno a delineare lo stile di gioco del giocatore. Al momento è possibile lanciarsi in partita soltanto in squadra da 3 giocatori, scelta poco sensata considerando che il numero di giocatori totali presenti in partita è di 60, il che potrebbe tranquillamente supportare solo e duo come scelte di gioco.

Il modello scelto da EA e Respawn è quello del Free-to-play, innescando le paure di tantissimi giocatori e, perché no, anche di chi vi scrive. Le possibilità che un gioiello come Titanfall potesse essere trasformato in un pay-to-win da quattro soldi era infatti più che concreta. Fortunatamente non è il caso di Apex Legends in quanto non vi è assolutamente nessun vantaggio in termini di gameplay nel modello di lootboxes e microtransazioni che si traducono in benefit meramente estetici ottenibili semplicemente giocando. Il sistema di leveling di Apex Legends ci ricompensa infatti con delle casse all’interno delle quali sarà possibile trovare skin per le armi, per i campioni ed altri elementi di natura cosmetica. Certo, un sistema di leveling del genere avrebbe potuto essere sfruttato in altri modi, magari proponendo una serie di sfide o ricompensando i giocatori al compimento di azioni particolari ma è ancora preso per darsi per vinti.  In ogni caso, a decretare il successo o il fallimento di un Battle Royale è sicuramente il supporto da parte degli sviluppatori, Fortnite ne è testimone in seguito alla scalata al successo che ha scavalcato PUBG a colpi di aggiornamenti e contenuti. Non sappiamo ancora se arriverà un pass stagionale sul modello del pass battaglia del Battle Royale di Epic Games anche se l’aggiunta di nuovi contenuti potrebbe sicuramente spingere i giocatori ad investire più tempo sul titolo. Al momento Apex Legends è un titolo dalle potenzialità immense che riesce a divertire grazie alle piccole ma sostanziali innovazioni messe in campo da Respawn Entertainments, non sappiamo ancora se Apex Legends riuscirà a spodestare Fortnite e PUBG dal trono dei Battle Royale, quello che è certo è che ci troviamo di fronte ad un prodotto di altissima qualità che arriva sul mercato con un modello completamente nuovo e coinvolgente.

PRO:

  • Gunplay solido ed equilibrato
  • Non il solito Battle Royale
  • Campioni ben bilanciati e mai troppo potenti
  • Divertente e frenetico
  • Lootboxes e microtransazioni non invasive

CONTRO:

  • Alcuni punti della mappa possono risultare un po’ anonimi
  • Assente la possibilità di giocare in solo e duo
  • Si sente la necessità di contenuti più tangibili
  • Titan assenti, giustamente, ma assenti

Voto Finale: 8.5

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RASSEGNA PANORAMICA
VOTO FINALE
8.5
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Alessandro Di Liberto
Cresciuto a pane, Pink Floyd e videogames, Alessandro è il tipo di videogiocatore che riuscirebbe a far spuntare notifiche di obiettivi e trofei anche su un Sega Master System. Non esiste nel continente persona più adatta a rivelarvi tutti i segreti dei vostri titoli preferiti. Assicuratevi solo di portare con voi dei calendari di ricambio nel caso in cui gli chiediate di provare giochi che presentano instabilità nel multiplayer, bug e glitch.