L’introduzione del VR nel mondo dei videogames ha contribuito ad aumentare esponenzialmente le possibilità di sfogo creativo da parte degli sviluppatori, dando origine a molteplici progetti interessanti che sfruttano le capacità del visore.
Anyone’s Diary è l’esempio perfetto di come anche un semplice platform in 2D può regalare emozioni inedite grazie al supporto della realtà virtuale.
Sviluppato dallo studio indipendente World Domination Project con sede a Valencia e pubblicato dalla divisione iberica di Sony Interactive Entertainment, Anyone’s Diary è un puzzle-platform a scorrimento laterale dal gusto tipicamente indie e dalle atmosfere noir.

Dietro al VR nessuno può vederti piangere

Attraverso gli occhi di un’entità superiore, che sembra sbirciare dentro le stanze di una gigantesca casa delle bambole, osserveremo e guideremo il protagonista, Anyone (chiunque), una figura umana senza volto e senza parola che procede per le buie strade e i grigi edifici di una città sconosciuta, senza una meta ben precisa, ma continuando ad avanzare verso un’unica direzione.
La storia di Anyone’s Diary è, esattamente come suggerisce il titolo, quella di tutti noi, dei nostri demoni interni, dello spettro della tristezza e dell’insicurezza, qui rappresentati come un diabolico essere rosso fiammante che vive all’interno del protagonista e che pervade coi suoi tentacoli ogni antro della metropoli.
L’ambientazione urbana, caratterizzata da uno stile grafico fumettoso in cell-shading, nel buio di una notte illuminata solo da luci artificiali, danno un tocco unicamente malinconico al titolo.
Il silenzioso protagonista di questa avventura dovrà farsi strada fra viadotti desolati ed edifici pubblici ben riconoscibili, ma dalle stanze insolitamente fredde e lugubri, come a rappresentare la monotonia della vita di tutti i giorni.
Il capo, che dalla sua scrivania rimprovera il malcapitato protagonista e le stanze rosse e infernali dell’ospedale, non sono altro che il vero volto che si cela dietro alla maschera di questa buia metropoli.
A ogni caduta, Anyone’s Diary ci offrirà una chance per rialzarci e riprovare di nuovo, senza alcun limite di vite e possibilità d’incappare in un Game Over.

Un’esperienza breve ma intensa

Il gameplay è semplice e intuitivo, sia che si utilizzi il controller o che si impugni i Move. Tramite la pressione dei tasti fisici, Anyone si sposterà a destra o sinistra, oppure salterà nella direzione scelta.
Grazie al movimento delle mani, inoltre, si potrà avvicinare o allontare lo scenario di gioco come se stessimo maneggiando un plastico virtuale di una città in miniatura, oltre che poter interagire con esso muovendo e ruotando i suoi palazzi o spostando le piattaforme per renderle raggiungibili al nostro protagonista.
Come in un puzzle a tessere mobili, bisognerà trovare la corretta disposizione delle stanze all’interno degli edifici per poter avanzare fino a destinazione.
Non ci saranno nemici a ostacolarci, ma solamente la struttura dell’ambientazione dei vari livelli.
Una toccante colonna sonora accompagnerà l’incessante cammino del protagonista, mentre effetti sonori realistici, come per esempio la tosse dei pazienti nell’ospedale o il bisbiglio delle voci, contribuiranno a farci calare al meglio all’interno del mondo di Anyone’s Diary.
Il risultato è che col passare del tempo si ha sempre più la sensazione di osservare se stessi, proiettati all’interno di un platform che racconta la nostra storia, emozionandoci e facendoci pensare.
Nonostante la longevità davvero limitata (il gioco si esaurisce nel giro di poche ore) e la presenza di alcuni bug, Anyone’s Diary lascia a fine avventura una piacevole sensazione a metà fra malinconia e l’esaltazione di aver giocato un piccolo ma intenso gioiellino.

Pro:

  •  Bello ed emozionante
  • Ottima interattività con il VR
  • Comparto sonoro notevole e colonna sonora struggente

Contro:

  • Finisce in un batter d’occhio
  • Pochi ma fastidiosi bug

Piattaforme disponibili: PS4
Voto: 7,5

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