ARTICOLI

Recap | Daedalic Entertainment

Daedalic Entertainment, con i suoi “soli” nove anni di attività, è un developer e publisher relativamente giovane ma che sin da subito è riuscito a dimostrare di avere parecchio talento ed un certo fiuto per gli affari, diventando famoso in poco tempo grazie soprattutto alle avventure grafiche realizzate come la serie di Deponia, Edna & Harvey, A New Beginning e tante altre. All’interno della Gamescom lo sviluppatore tedesco ha presentato diversi titoli che presto saranno pubblicati: due di essi, Shadow Tactics e Silence, ve li abbiamo già presentati (rispettivamente qui e qui), ma nella sua faretra Daedalic aveva ancora qualche freccia da scagliare.

STATE OF MIND (di Alessandro “Daxter” Di Liberto)

State of Mind

Il titolo targato Daelic Entertainment che porta il nome di State of Mind propone un futuro distopico all’insegna del transumanismo. Un titolo fortemente story driven che ci mette nei panni di Richard Nolan, un giornalista che, dopo aver provato ad effettuare l’upload della propria mente, vede la sua personalità sdoppiata, esistendo così sia in forma virtuale che in forma reale. State of Mind è un titolo che punta chiaramente sulla trama e sui suoi svolgimenti, adottando uno stile artistico molto particolare. Gli spunti di riflessione sul titolo non sono pochi e il titolo assume anche i caratteri di un classico Thriller, lasciando il protagonista in bilico tra due mondi, alla ricerca della sua vera identità. State of Mind spinge i giocatori a riflettere sul concetto di realtà e sul concetto di virtualità, facendo leva sulla possibilità di cambiare in ogni momento del gioco la realtà circostante, passando dal mondo reale a quello virtuale. Il titolo mostra dei tratti assolutamente interessanti sebbene non abbiamo ancora una data di uscita, sicuramente uno dei titoli indipendenti più interessanti tra quelli proposti da Daelic Entertainment.

CANDLE

CandleLa prima cosa che ci ha colpito di Candle è stato il lungo processo di realizzazione che ha coinvolto i tre sviluppatori negli ultimi tre anni: il gioco è stato interamente animato a mano e sia gli scenari che gli sprite dei personaggi sono stati colorati utilizzando gli acquerelli per poi essere digitalizzati. L’impacciato protagonista di questa avventura grafica, Teku, dovrà cercare di salvare lo sciamano del suo villaggio rapito durante l’attacco di una tribù belligerante, il Wakcha Clan, e per fare ciò dovrà attraversare il mondo di gioco superando numerose insidie. Particolarità di Teku è quella di avere na candela come mano, caratteristicha che gli permetterà di affrontare l’oscurità e risolvere i puzzle ambientali presenti nel gioco, ma che allo stesso tempo dovrà essere usata con saggezza e spenta nei momenti opportuni per evitare di essere sorpresi dai nemici. Non lasciatevi comunque ingannare dallo stile grafico cartoonesco: Candle vuole proporre un alto livello di difficoltà, spesso celando gli oggetti utili alla risoluzione di un enigma all’interno di anfratti o dietro fronde, pertanto oltre che all’ingegno dovremo aguzzare la vista se vorremo aiutare Teku ad arrivare al termine del suo viaggio.

THE LONG JOURNEY HOME

the-long-journey-home-screen-12Di questi tempi è difficile parlare di giochi basati sulle esplorazioni spaziali senza destare lo scetticismo degli utenti rimasti scottati da No Man’s Sky, ma The Long Journey Home riesce comunque a distinguersi per la profondità che è riuscito a dimostrare. Siamo di fronte ad un RPG roguelike nel quale impersoneremo il comandante di una navicella spaziale intenta a ritornare a casa. Dopo aver scelto il team di quattro persone che vi accompagnerà durante il viaggio, verrete gettati in una galassia generata proceduralmente che richiederà un’esplorazione approfondita al fine di trovare risorse utili per il nostro viaggio. Le meccaniche di gioco includono la possibilità di atterrare sui pianeti alla ricerca di qualche antico manufatto o qualche merce rara da scambiare con i mercanti spaziali, l’incontro con diverse razze aliene che si dimostreranno più o meno accondiscendenti nei nostri confronti a seconda delle caratteristiche della specie di appartenenza e la possibilità di personalizzare la propria nave sia a livello estetico che nei potenziamenti.