Secondo nuove indiscrezioni diffuse dal noto leaker KeplerL2, la futura PS6 non adotterà un’architettura AMD RDNA 5 “pura”. La console, stando alle dichiarazioni pubblicate sul forum NeoGAF, seguirebbe una filosofia progettuale simile a quella dell’attuale generazione: una base tecnologica non completamente allineata all’ultima iterazione dell’architettura grafica, ma personalizzata in modo mirato. Un dettaglio che suggerisce una strategia più pragmatica che simbolica da parte di Sony, orientata all’equilibrio tra costi, prestazioni e maturità tecnologica.
Nel dettaglio (grazie ad Insider Gaming), KeplerL2 ha ricordato che l’attuale PS5 non sarebbe una soluzione “magicamente personalizzata”, bensì una GPU basata principalmente su RDNA 1 con l’aggiunta del ray tracing. Questo approccio ibrido avrebbe consentito a Sony di ottimizzare tempi di sviluppo e stabilità, evitando di puntare su tecnologie ancora acerbe al momento della progettazione. La stessa logica, secondo il leaker, verrebbe applicata anche a PS6: niente RDNA 5 completa, ma un’implementazione selettiva delle sue componenti più vantaggiose.
Le indiscrezioni non si fermano all’architettura grafica. PS6 potrebbe essere equipaggiata con 30 GB di memoria GDDR7, un salto significativo rispetto alla generazione attuale. La configurazione dei moduli garantirebbe una banda passante di circa 640 GB al secondo, un valore superiore dell’11% rispetto a PS5 Pro. Questo dato è particolarmente rilevante perché la larghezza di banda influisce direttamente sulla gestione di texture ad alta risoluzione, ray tracing avanzato e mondi di gioco più complessi.
Parallelamente, sarebbe in sviluppo una nuova PlayStation portatile. Il dispositivo, secondo le stesse fonti, potrebbe integrare fino a 24 GB di memoria LPDDR5X, collocandosi su livelli tecnici comparabili a dispositivi handheld di fascia alta recentemente lanciati sul mercato. La console portatile sarebbe dockable e compatibile con i titoli PS5, pur non raggiungendo la stessa potenza della console domestica. Questo indicherebbe una strategia ecosistemica: hardware differenziato ma interconnesso.
Sul fronte temporale, le aspettative convergono su un debutto non prima del 2027. Le fasi di progettazione interna, tuttavia, sarebbero già in stato avanzato, considerando i cicli di sviluppo pluriennali tipici dell’industria hardware. Resta da capire quanto la crisi delle memorie possa incidere sui costi finali: Sony avrebbe un piano per contenere eventuali rincari, ma la finestra temporale di tutela non sarebbe illimitata.
In prospettiva, l’assenza di una RDNA 5 completa non deve essere letta come un passo indietro tecnologico. Al contrario, potrebbe rappresentare una scelta strategica mirata a massimizzare l’efficienza e la stabilità al lancio, evitando i rischi legati all’adozione integrale di un’architettura appena introdotta. Se le informazioni si riveleranno accurate, PS6 punterà meno sulla “purezza” tecnologica e più su un equilibrio concreto tra innovazione, costi e prestazioni reali.
